La quarta rivoluzione: sei lezioni sul futuro del libro nell'era digitale

Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore su "La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro". Il Pdf esplora l'evoluzione del libro nell'era digitale, i linguaggi di marcatura, i formati PDF e le innovazioni come l'OLED, offrendo una panoramica delle sfide e opportunità.

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32 pagine

Gino Roncaglia, "La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro
del libro"
Storia del libro (Università Cattolica del Sacro Cuore)
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La quarta rivoluzione
Sei lezioni sul futuro del libro
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Anteprima

Introduzione

Il supporto del testo, l'interfaccia di lettura, ha un ruolo centrale nell'evoluzione dei modi e delle forme della lettura.

Troviamo traccia di questa tesi nelle riflessioni di Harold Ignis sulle differenze tra media orientati alla permanenza nel tempo e media orientati al movimento nello spazio, ma anche nell'introduzione alla Storia della lettura di Guglielmo Cavalli e Roger Chartier.

Il supporto non è neutrale. Le caratteristiche del supporto e più in generale gli strumenti e il contesto materiale della lettura sono l'orizzonte al cui interno certe forme di testualità e certe tipologie di lettura risultano possibili e più o meno facili.

La quarta rivoluzione: perché anche il libro è una tecnologia, che ha attraversato fasi diverse. La prima è il passaggio dall'oralità alla scrittura, la seconda il passaggio dal volumen al codex, la terza la rivoluzione gutenberghiana. Questa quarta fase è quella del passaggio al digitale.

N.B .: in letteratura spesso si parla di terza rivoluzione, senza considerare il fondamentale passaggio dall'oralità alla scrittura.

Già leggiamo in digitale, quando comunichiamo via mail, per messaggio, per visitare siti, ma i libri sono ancora per la maggior parte dei casi su carta (seppure siano per la maggior parte scritti su un computer, inviati per email, l'editing è fatto digitalmente, e il testo è sulla carta solo per essere letto).

Il formato elettronico è il formato ideale e più comodo per tutto, tranne che per la lettura, ma questa situazione è in cambiamento.

Il libro e il cucchiaio

L'importanza del supporto nella lettura

Il supporto usato per la scrittura e la lettura risulta funzionale rispetto a certi tipi di testo e di situazioni: non è neutrale. Il supporto non determina il testo, il medium non determina il messaggio.

Il supporto è importante nella sua funzione di interfaccia tra noi e il testo.

Interfacce: la dolce voluttà

Un'interfaccia è qualunque strumento che ci aiuti a interagire con il mondo intorno a noi svolgendo una funzione di mediazione tra noi e il mondo.

Un'interfaccia ha nella maggior parte dei casi una dimensione culturale e sociale.

Interfacce generiche adatte ad una pluralità di situazioni possono essere affiancate o sostituite da interfacce specifiche che offrano maggiore efficienza in un numero più ristretto di casi. Si tratta della specializzazione delle interfacce.

1 Scaricato da Deborah Piperno (deborahpip01@gmail.com)Benedetto Croce ricorda la "dolce voluttà" dell'odore della carta stampata. Una delle critiche più frequenti alla lettura elettronica è legata proprio alla perdita degli aspetti sensoriali del libro considerato nei suoi aspetti materiali.

A dispetto di ciò, questi aspetti sono secondari per il successo del libro come interfaccia di lettura. La facilità di lettura e di trasporto, l'economicità, la resistenza all'uso, la comodità della forma per l'immagazzinamento negli scaffali, la funzionalità dell'impaginazione numerata sono alcuni fra i vantaggi principali del libro.

Interfacce fisiche e logiche

Anche nel caso del libro possiamo parlare di specializzazione di interfacce, ad esempio nella differenza tra tascabili e libri da scrivania.

Vale anche per i testi a stampa in generale, se si pensa alla differenza in formati, tipo di carte e organizzazione dei contenuti in libri, riviste e giornali.

Marshall Mcluhan definisce il medium come «qualsiasi tecnologia che crei estensioni del corpo e dei sensi, dall'abbigliamento al calcolatore». Così, Mcluhan riunisce in una sola categoria codici, canali della comunicazione e messaggi.

Spesso si parla di interfaccia con riferimento all'insieme di dispositivi, hardware e software, che permettono di interagire con una macchina o un programma. Anche in questo senso, il concetto di interfaccia non è necessariamente legato all'informatica.

Le interfacce hardware sono la superficie fisica di contatto tra i nostri sensi e la macchina.

Le interfacce software sono il modo in cui un programma si presenta e permette di utilizzare le sue funzionalità.1 Ricordiamo l'importanza della dimensione culturale e sociale dell'interfaccia: l'eccessiva standardizzazione (desiderabile per ragioni di razionalità produttiva) può trasformarsi in appiattimento culturale. Contro questo appiattimento opera la ricerca di valore estetico.

La differenza tra interfaccia fisica (supporto fisico dell'informazione) e interfaccia logica (modo e forma di organizzazione dell'informazione sul suo supporto) è chiaramente presente anche nel caso del libro.

Un'importante distinzione nell'interfaccia logica di un libro è la differenza tra testo paginato e testo continuo o a scorrimento.

1 Nel suo libro Interface culture, Steven Johnson definisce il termine interfaccia in modo da farlo coincidere alle sole interfacce software.

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Le situazioni di fruizione del testo

È importante la situazione della fruizione del testo. Ad un primo livello, questa si può distinguere in:

  1. lean forward
  2. lean back
  3. fruizione secondaria
  4. in mobilità

Fruizione "lean forward"

La fruizione lean forward è quella che si ha quando siamo protesi in avanti verso l'informazione.

È caratterizzata da un uso attivo dell'informazione, che viene elaborata e modificata.

Permette di lavorare bene con informazioni fortemente interattive, come quelle ipertestuali. La lettura in ambiente elettronico è molto più diffusa nel caso di testi che suggeriscono una fruizione lean forward.

La lettura lean forward tende, nei media digitali, a trasformarsi in quella che Derrick De Kerckhove ha battezzato "screttura", unione di lettura e scrittura. George Landow parla dei lettori di ipertesti come wreaders, unione di writers e readers.

Fruizione "lean back"

La modalità lean back è caratterizzata da una fruizione rilassata, appoggiati all'indietro, di un'informazione che ci assorbe ma che non necessita di interventi attivi di elaborazione e manipolazione.

L'attenzione è totalmente catturata, ma non ci è richiesto di agire o interagire con l'informazione se non a livello mentale.

È la più comune per i testi narrativi. La sfida principale dei nuovi dispositivi digitali di lettura è quello di garantire una buona esperienza di lettura lean back.

Fruizione secondaria

Quando un'informazione destinata alla fruizione lean back, ma la nostra attenzione non è completamente assorbita dall'informazione che riceviamo.

Le situazioni di fruizione secondaria sembrano moltiplicarsi anche in relazione al diffondersi del multitasking informativo. Possiamo in genere distinguere un canale informativo a fruizione primaria e uno a fruizione secondaria, ma i confini tra le due tipologie sono labili.

Fruizione in mobilità

Non necessariamente l'informazione ricevuta in mobilità viene fruita in maniera secondaria.

Se applichiamo queste considerazioni al caso del libro, ci accorgiamo che i casi di fruizione secondaria sono rari. Tuttavia, la distinzione tra fruizione lean forward, lean back e in mobilità è pienamente applicabile.

3 Scaricato da Deborah Piperno (deborahpip01@gmail.com)Applicata ai libri, la distinzione lean forward-lean back è anche prodotto storico. Rolf Engelsing ha sottolineato la differenza tra lettura intensiva, tipica di un mondo (tra il Medioevo e la seconda metà del Settecento) in cui i libri in circolazione erano relativamente pochi e venivano letti e riletti, spesso ad alta voce, e la lettura estensiva (tipica di Ottocento e Novecento), con un mercato editoriale più sviluppato e differenziato e la conseguente maggiore disponibilità di testi, spesso letti una volta.

Cos'è un libro?

In molte lingue, la radice etimologica della parola libro è legata all'oggetto fisico usato come supporto della scrittura:

  • biblos è il nome del papiro egiziano
  • liber è la pellicola tra la corteccia e il tronco dell'albero
  • bokis è il faggio

Nel corso del tempo, e in maniera più stabile dopo Gutenberg, il termine libro si è venuto ad associare a una raccolta rilegata di pagine a stampa.

L'UNESCO lo definisce come una pubblicazione a stampa, non periodica, di almeno 49 pagine. Notare il ruolo implicito della paginazione fissa, che non è scontata nei libri elettronici.

La definizione UNESCO è quindi legata prima di tutto al supporto fisico del testo, ma ci sono anche elementi esterni, come il concetto di pubblicazione e di periodicità.

Nel parlare di libri, all'attenzione verso il supporto fisico si affianca anche quella verso il testo e la forma di testualità. Da questo punto di vista il libro non è in primo luogo un oggetto fisico, ma un oggetto testuale astratto.

Chi si occupa dei libri come oggetto fisico/interfaccia, privilegia definizioni legate alla dimensione del supporto. In The Whatness of Bookness Philip Smith descrive la bookness come «il confezionamento di più supporti piani tenuti insieme in una sequenza fissa o variabile attraverso qualche meccanismo di incardinamento, o un sostegno, o un contenitore, associati a un contenuto visuale e verbale chiamato testo. [ ... ] Un testo è un testo e non un libro. Un testo può essere inscritto su qualunque supporto, ma questo non lo rende un libro».

Edward Hutchins osserva che l'insieme delle caratteristiche dell'esser-libro è composto da:

  • pagine, copertina, rilegatura, durabilità, portabilità, forma, essere suscettibile a conservazione in uno scaffale (caratteristiche legate al libro come oggetto fisico)
  • sequenza, narrazione, indice, il significato (caratteristiche legate al libro come oggetto testuale)
  • la ricezione, il numero ISBN (caratteristiche legate ad un elemento di riconoscimento sociale)

Quando si passa al libro elettronico, la definizione si sposta in direzione dell'oggetto testuale, e l'interfaccia di lettura tende ad essere considerata solo come uno strumento utilizzato per leggere e non come una sua componente costitutiva.

A questa definizione complessa rimanda la nostra idea di libro come medium culturale, qualcosa che è insieme oggetto fisico, oggetto testuale e prodotto commerciale.

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