Documento di Letteratura Italiana su Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il Pdf, utile per lo studio universitario della Letteratura, analizza la trama, i personaggi e il contesto storico-politico del Risorgimento, con una sezione dedicata alla struttura del testo.
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8 domande con risposta aperta (Sul Gattopardo domande aperte dove valuta il modo di scrivere, l'italiano, la comprensione della storia, la descrizione dei personaggi, il significato della morte per il protagonista)
Il Gattopardo narra le vicende avvenute intorno al 1861 che videro interessate le grandi famiglie aristocratiche siciliane durante il passaggio dal regime borbonico all'unità d'Italia. L'autore del romanzo è Giuseppe Tomasi di Lampedusa, non solo letterato ma anche membro di una famiglia aristocratica siciliana ormai decaduta.
Il Gattopardo è un romanzo Antistorico poiché la soggettività del protagonista è insita nella struttura narrativa del romanzo. Dunque è un romanzo soggettivo ma anche antiparlamentare in quanto critica il Risorgimento e l'unità d'Italia.
Venne pubblicato nel 1958 da Giorgio Bassani, editore della Feltrinelli, un anno dopo la morte dell'autore Giovanni Tomasi di Lampedusa. Prima della sua pubblicazione, il romanzo era stato rifiutato dalla Mondadori e dalla Einaudi. La risposta personale di Elio Vittorini fu: "come recensione non c'è male, ma pubblicazione niente"; dunque una lettera di rifiuto ma non di disprezzo per il romanzo. Lo reputa un romanzo vecchio, non a passo con i tempi; lo paragona ai Viceré di De Roberto. Fu un libro poco amato dalla sinistra, Sciascia lo criticò ed etichetto come un libro "di destra" ma quando nel 1959 ricevette il premio Strega divenendo il primo best-seller italiano con oltre 100.000 copie vendute, il Pci cambiò idea. Giovanni Tomasi di Lampedusa morì a Roma un anno dopo la diagnosi di tumore polmonare, il 23 Luglio del 1957. Prima della sua morte, aveva redatto tre lettere testamento indirizzate alla moglie Alessandra (Licy), al suo figlio adottivo Gioacchino Lanza di Assaro e l'ultima al suo caro amico Enrico Merlo di Tagliavia. In quest'ultima lettera l'autore presenta il romanzo attraverso una breve descrizione delle corrispondenze fra personaggi reali e romanzeschi:
Siamo nella Sicilia del 1860:
Quest'ultimo scrive la Premessa del libro e ci parla di un'opera. Da una parte lo scopo direcuperare gli oggetti appartenuti allo scrittore perchè il Gattopardo è un recupero di qualcosa che lui ha perduto. Questo tentativo lo vediamo nel protagonista.
Una sorta di Zibaldone: diario personale che raccoglie una grande quantità di appunti, riflessioni e aforismi (Leopardi) Doppia trasfigurazione: fantasia e memoria
Nelle lettere e nel testamento viene sempre espresso il desiderio dell'autore di far pubblicare "Il Gattopardo".
Quando aveva cominciato, Lampedusa aveva dichiarato di voler narrare le 24 ore della vita del bisnonno dopo lo sbarco di Garibaldi ispirandosi all' Ulisse di James Joyce ma non ci riuscì.
Il romanzo si svolge durante i primi 50 anni d'unità d'Italia: inizia con lo sbarco di Marsala nel maggio del 1860 da parte di Garibaldi e arriva al 1910: definita dall'autore "la fine di tutto". La sesta parte del romanzo narra l'episodio del ballo ed è una parte importante in cui prevale il tema storico-politico. Gli ultimi due capitoli sono importanti per l'autore perché parlano della morte di don Fabrizio che è sempre stato solo benché avesse moglie e sette figli e della questione delle reliquie che mette il suggello su tutto e coincide con quella vissuta in prima persona dall'autore.
Tommaso di Lampedusa operava una speciale suddivisione tra gli scrittori, li separava in "grassi e magri". I grassi adottano una scrittura prolissa ed esplicita, non nascondendo nulla al lettore; i magri utilizzano una scrittura implicita e sintetica in cui "il non detto è più succoso del detto".
Grassi sono Balzac, Diderot, Rousseau, Zola Magri sono Voltaire, Stendhal (quest'ultimo usa la tecnica del monologo interiore, c'è un accenno al flusso di coscienza di Virginia Woolf).
Tommaso di Lampedusa cerca di essere uno scrittore magro ma in realtà ha una scrittura grassa ma implicita, quindi pur essendo uno scrittore grasso riesce ad essere implicito: dà importanza al non detto piuttosto che al detto.
Il suo romanzo è un'analisi psicologica, un'opera lirica in cui si attua una fusione attore- lettore-personaggio.
Diviso in 8 capitoli che corrispondono a otto momenti storici fondamentali (il sesto capitolo dedicato alla festa di ballo è considerato il punto in cui meglio è racchiuso il significato dell'intero libro)
Narratario: figura interna a cui è rivolto il messaggio dell'autore che a volte può coincidere con un vero personaggio
Istanze narrative