Appunti di Letteratura Italiana: analisi de Il Gattopardo

Documento di Letteratura Italiana su Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il Pdf, utile per lo studio universitario della Letteratura, analizza la trama, i personaggi e il contesto storico-politico del Risorgimento, con una sezione dedicata alla struttura del testo.

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33 pagine

LETTERATURA ITALIANA
8 domande con risposta aperta
(Sul Gattopardo domande aperte dove valuta il modo di scrivere, l’italiano, la comprensione
della storia, la descrizione dei personaggi, il significato della morte per il protagonista)
1. Il Gattopardo
2. Lo spettro di Lampedusa
3. Storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis (Fare bene Introduzione +
capitoli 1-3-7-15-19-20)
4. Una vita di avventure, di fede e di passione di Tony Iermano
5. L’italiano e il carattere della nazione
6. Dispense
IL GATTOPARDO
Il Gattopardo narra le vicende avvenute intorno al 1861 che videro interessate le grandi
famiglie aristocratiche siciliane durante il passaggio dal regime borbonico all’unità d’Italia.
L’autore del romanzo è Giuseppe Tomasi di Lampedusa, non solo letterato ma anche
membro di una famiglia aristocratica siciliana ormai decaduta.
Il Gattopardo è un romanzo Antistorico poiché la soggettività del protagonista è insita nella
struttura narrativa del romanzo. Dunque è un romanzo soggettivo ma anche
antiparlamentare in quanto critica il Risorgimento e l’unità d'Italia.
Venne pubblicato nel 1958 da Giorgio Bassani, editore della Feltrinelli, un anno dopo la
morte dell’autore Giovanni Tomasi di Lampedusa. Prima della sua pubblicazione, il romanzo
era stato rifiutato dalla Mondadori e dalla Einaudi. La risposta personale di Elio Vittorini fu:
“come recensione non c’è male, ma pubblicazione niente”; dunque una lettera di rifiuto ma
non di disprezzo per il romanzo. Lo reputa un romanzo vecchio, non a passo con i tempi; lo
paragona ai Viceré di De Roberto. Fu un libro poco amato dalla sinistra, Sciascia lo criticò
ed etichettò come un libro “di destra” ma quando nel 1959 ricevette il premio Strega
divenendo il primo best-seller italiano con oltre 100.000 copie vendute, il Pci cambiò idea.
Giovanni Tomasi di Lampedusa morì a Roma un anno dopo la diagnosi di tumore
polmonare, il 23 Luglio del 1957. Prima della sua morte, aveva redatto tre lettere testamento
indirizzate alla moglie Alessandra (Licy), al suo figlio adottivo Gioacchino Lanza di Assaro e
l’ultima al suo caro amico Enrico Merlo di Tagliavia. In quest’ultima lettera l’autore presenta il
romanzo attraverso una breve descrizione delle corrispondenze fra personaggi reali e
romanzeschi:
Siamo nella Sicilia del 1860:
- il principe di Salina è il principe di Lampedusa: suo bisnonno Giulio Fabrizio (unico
elemento autobiografico, il resto è frutto della sua fantasia). Viene descritto fedelmente alla
realtà: la statura, la matematica, la falsa violenza, lo scetticismo, la moglie, la madre
tedesca, il rifiuto ad essere senatore.
- Garibaldi viene descritto dall’autore come un bambino con le rughe e con la barba che
piange perchè come se fosse visto uno strumento nelle mani dei potenti
- Dalla vecchia alla nuova borghesia. Nel romanzo c’è un personaggio che incarna la nuova
borghesia: don Calogero Sedara
- Tancredi è fisicamente e come maniere suo nipote, figlio adottivo e il prediletto Gioacchino
Lanza Tomasi
Quest’ultimo scrive la Premessa del libro e ci parla di un’opera. Da una parte lo scopo di
recuperare gli oggetti appartenuti allo scrittore perchè il Gattopardo è un recupero di
qualcosa che lui ha perduto. Questo tentativo lo vediamo nel protagonista.
Una sorta di Zibaldone: diario personale che raccoglie una grande quantità di appunti,
riflessioni e aforismi (Leopardi)
Doppia trasfigurazione: fantasia e memoria
Nelle lettere e nel testamento viene sempre espresso il desiderio dell’autore di far pubblicare
“Il Gattopardo”.
Quando aveva cominciato, Lampedusa aveva dichiarato di voler narrare le 24 ore della vita
del bisnonno dopo lo sbarco di Garibaldi ispirandosi all’ Ulisse di James Joyce ma non ci
riuscì.
Il romanzo si svolge durante i primi 50 anni d’unità d'Italia: inizia con lo sbarco di Marsala nel
maggio del 1860 da parte di Garibaldi e arriva al 1910: definita dall’autore “la fine di tutto”.
La sesta parte del romanzo narra l’episodio del ballo ed è una parte importante in cui
prevale il tema storico-politico.
Gli ultimi due capitoli sono importanti per l’autore perché parlano della morte di don Fabrizio
che è sempre stato solo benché avesse moglie e sette figli e della questione delle reliquie
che mette il suggello su tutto e coincide con quella vissuta in prima persona dall’autore.
Tommaso di Lampedusa operava una speciale suddivisione tra gli scrittori, li separava in
“grassi e magri”. I grassi adottano una scrittura prolissa ed esplicita, non nascondendo nulla
al lettore; i magri utilizzano una scrittura implicita e sintetica in cui “il non detto è più succoso
del detto”.
Grassi sono Balzac, Diderot, Rousseau, Zola
Magri sono Voltaire, Stendhal (quest’ultimo usa la tecnica del monologo interiore, c’è un
accenno al flusso di coscienza di Virginia Woolf).
Tommaso di Lampedusa cerca di essere uno scrittore magro ma in realtà ha una scrittura
grassa ma implicita, quindi pur essendo uno scrittore grasso riesce ad essere implicito: dà
importanza al non detto piuttosto che al detto.
Il suo romanzo è un’analisi psicologica, un’opera lirica in cui si attua una fusione attore-
lettore-personaggio.
STRUTTURA DEL TESTO:
Diviso in 8 capitoli che corrispondono a otto momenti storici fondamentali (il sesto capitolo
dedicato alla festa di ballo è considerato il punto in cui meglio è racchiuso il significato
dell’intero libro)
Figura e elementi caratterizzanti di un testo narrativo:
Fabula e intreccio:
Intreccio: successione di eventi narrati in un ordine scelto dal narratore
Fabula: successione di eventi narrati in un ordine diverso da quello scelto dal narratore
quindi è logico e cronologico (la fabula la fa il lettore ed è un riassunto fatto dal lettore).
Fabula e intreccio nella maggior parte dei casi coincidono, fatta eccezione per alcuni
momenti nel corso della narrazione, quando gli eventi preludono al ricordo di quanto
avvenuto solo poco tempo prima (flashback).

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LETTERATURA ITALIANA

8 domande con risposta aperta (Sul Gattopardo domande aperte dove valuta il modo di scrivere, l'italiano, la comprensione della storia, la descrizione dei personaggi, il significato della morte per il protagonista)

  1. Il Gattopardo
  2. Lo spettro di Lampedusa
  3. Storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis (Fare bene Introduzione + capitoli 1-3-7-15-19-20)
  4. Una vita di avventure, di fede e di passione di Tony Iermano
  5. L'italiano e il carattere della nazione
  6. Dispense

Il Gattopardo

Il Gattopardo narra le vicende avvenute intorno al 1861 che videro interessate le grandi famiglie aristocratiche siciliane durante il passaggio dal regime borbonico all'unità d'Italia. L'autore del romanzo è Giuseppe Tomasi di Lampedusa, non solo letterato ma anche membro di una famiglia aristocratica siciliana ormai decaduta.

Il Gattopardo è un romanzo Antistorico poiché la soggettività del protagonista è insita nella struttura narrativa del romanzo. Dunque è un romanzo soggettivo ma anche antiparlamentare in quanto critica il Risorgimento e l'unità d'Italia.

Venne pubblicato nel 1958 da Giorgio Bassani, editore della Feltrinelli, un anno dopo la morte dell'autore Giovanni Tomasi di Lampedusa. Prima della sua pubblicazione, il romanzo era stato rifiutato dalla Mondadori e dalla Einaudi. La risposta personale di Elio Vittorini fu: "come recensione non c'è male, ma pubblicazione niente"; dunque una lettera di rifiuto ma non di disprezzo per il romanzo. Lo reputa un romanzo vecchio, non a passo con i tempi; lo paragona ai Viceré di De Roberto. Fu un libro poco amato dalla sinistra, Sciascia lo criticò ed etichetto come un libro "di destra" ma quando nel 1959 ricevette il premio Strega divenendo il primo best-seller italiano con oltre 100.000 copie vendute, il Pci cambiò idea. Giovanni Tomasi di Lampedusa morì a Roma un anno dopo la diagnosi di tumore polmonare, il 23 Luglio del 1957. Prima della sua morte, aveva redatto tre lettere testamento indirizzate alla moglie Alessandra (Licy), al suo figlio adottivo Gioacchino Lanza di Assaro e l'ultima al suo caro amico Enrico Merlo di Tagliavia. In quest'ultima lettera l'autore presenta il romanzo attraverso una breve descrizione delle corrispondenze fra personaggi reali e romanzeschi:

Siamo nella Sicilia del 1860:

  • il principe di Salina è il principe di Lampedusa: suo bisnonno Giulio Fabrizio (unico elemento autobiografico, il resto è frutto della sua fantasia). Viene descritto fedelmente alla realtà: la statura, la matematica, la falsa violenza, lo scetticismo, la moglie, la madre tedesca, il rifiuto ad essere senatore.
  • Garibaldi viene descritto dall'autore come un bambino con le rughe e con la barba che piange perchè come se fosse visto uno strumento nelle mani dei potenti
  • Dalla vecchia alla nuova borghesia. Nel romanzo c'è un personaggio che incarna la nuova borghesia: don Calogero Sedara
  • Tancredi è fisicamente e come maniere suo nipote, figlio adottivo e il prediletto Gioacchino Lanza Tomasi

Quest'ultimo scrive la Premessa del libro e ci parla di un'opera. Da una parte lo scopo direcuperare gli oggetti appartenuti allo scrittore perchè il Gattopardo è un recupero di qualcosa che lui ha perduto. Questo tentativo lo vediamo nel protagonista.

Una sorta di Zibaldone: diario personale che raccoglie una grande quantità di appunti, riflessioni e aforismi (Leopardi) Doppia trasfigurazione: fantasia e memoria

Nelle lettere e nel testamento viene sempre espresso il desiderio dell'autore di far pubblicare "Il Gattopardo".

Quando aveva cominciato, Lampedusa aveva dichiarato di voler narrare le 24 ore della vita del bisnonno dopo lo sbarco di Garibaldi ispirandosi all' Ulisse di James Joyce ma non ci riuscì.

Il romanzo si svolge durante i primi 50 anni d'unità d'Italia: inizia con lo sbarco di Marsala nel maggio del 1860 da parte di Garibaldi e arriva al 1910: definita dall'autore "la fine di tutto". La sesta parte del romanzo narra l'episodio del ballo ed è una parte importante in cui prevale il tema storico-politico. Gli ultimi due capitoli sono importanti per l'autore perché parlano della morte di don Fabrizio che è sempre stato solo benché avesse moglie e sette figli e della questione delle reliquie che mette il suggello su tutto e coincide con quella vissuta in prima persona dall'autore.

Tommaso di Lampedusa operava una speciale suddivisione tra gli scrittori, li separava in "grassi e magri". I grassi adottano una scrittura prolissa ed esplicita, non nascondendo nulla al lettore; i magri utilizzano una scrittura implicita e sintetica in cui "il non detto è più succoso del detto".

Grassi sono Balzac, Diderot, Rousseau, Zola Magri sono Voltaire, Stendhal (quest'ultimo usa la tecnica del monologo interiore, c'è un accenno al flusso di coscienza di Virginia Woolf).

Tommaso di Lampedusa cerca di essere uno scrittore magro ma in realtà ha una scrittura grassa ma implicita, quindi pur essendo uno scrittore grasso riesce ad essere implicito: dà importanza al non detto piuttosto che al detto.

Il suo romanzo è un'analisi psicologica, un'opera lirica in cui si attua una fusione attore- lettore-personaggio.

Struttura del testo

Diviso in 8 capitoli che corrispondono a otto momenti storici fondamentali (il sesto capitolo dedicato alla festa di ballo è considerato il punto in cui meglio è racchiuso il significato dell'intero libro)

Figura e elementi caratterizzanti di un testo narrativo

  • Fabula e intreccio: Intreccio: successione di eventi narrati in un ordine scelto dal narratore Fabula: successione di eventi narrati in un ordine diverso da quello scelto dal narratore quindi è logico e cronologico (la fabula la fa il lettore ed è un riassunto fatto dal lettore). Fabula e intreccio nella maggior parte dei casi coincidono, fatta eccezione per alcuni momenti nel corso della narrazione, quando gli eventi preludono al ricordo di quanto avvenuto solo poco tempo prima (flashback).Nella parte I, per esempio, Don Fabrizio, trovandosi a contemplare la bellezza primaverile del suo giardino, rammenta che appena un mese prima lo spettacolo non era ugualmente apprezzabile, per via del ritrovamento nel medesimo luogo del cadavere di un soldato. Sono presenti alcuni flashback. Il più lungo è quello situato nella parte 5, dove Padre Pirrone è il protagonista di una rilevante digressione.
  • Due figure di autore: Autore reale: Giuseppe Tommasi di Lampedusa che scrive il Gattopardo Autore implicito o ideale: il bagaglio di conoscenze e competenze che l'autore mette in campo per scrivere una storia/un libro
  • Lettore: Empirico/reale: il lettore Implicito: l'autore scrive un testo e ha in mente a chi può essere indirizzato

Figura simile al narratore

Narratario: figura interna a cui è rivolto il messaggio dell'autore che a volte può coincidere con un vero personaggio

Tre pilastri su cui è costruito ogni testo

Istanze narrative

  • Voce: voce del narratore
  • Punto di vista: un racconto può essere focalizzato o non focalizzato, quando c'è una focalizzazione zero significa che le vicende non sono raccontate secondo un punto di vista quindi il narratore è onnisciente. Se è focalizzato esiste la focalizzazione interna e focalizzazione esterna. Focalizzazione interna: ne sa quanto i personaggi. Ha diverse tipologie: Fissa: tutta la vicenda è filtrata da un unico punto di vista, il Gattopardo è filtrato dal punto di vista del protagonista Mobile: varia tra due personaggi che si passano il punto di vista Multipla: le vicende narrate si passano il punto di vista tra vari personaggi (più di due) Focalizzazione esterna: ne sa meno dei personaggi
  • Distanza: tra lettore e le vicende narrate, varia attraverso il tipo di discorso utilizzato all'interno del testo. Il discorso può essere diretto, indiretto e indiretto libero Distanza minima: nel discorso diretto Distanza intermedia: nell'indiretto libero Distanza massima: nell'indiretto quando il narratore riassume i fatti
  • Narratore: esterno o interno. Il narratore esterno è tecnicamente definito come eterodiegetico Il narratore interno è definito omodiegetico e si suddivide in due tipologie di narratori: Autodiegetico: narratore interno che parla in prima persona quindi di se stesso Allodiegetico: narratore interno, testimone della vicenda, non è un protagonista ma un testimone di quello che sta accadendo. Il narratore è onnisciente, tipico dell'800, ma non è realmente presente e quasi sempre esterno. Utilizza quasi sempre un personaggio come "metodo di limitazione della visione",ovvero tutto è visto attraverso gli occhi di un personaggio che limita il sapere, fino ad arrivare al monologo interiore. Il narratore è onnisciente e la focalizzazione è mista.
  • Tempo: due tipologie di anacronie Analessi/ Flashback: procedimento narrativo che interrompe la struttura cronologica aprendo uno squarcio nel passato e raccontando avvenimenti che precedono il punto raggiunto dalla storia Prolessi/ Forward: anticipazione di fatti che avverranno in futuro Ellissi: omissione/taglio, quando troviamo scritto in un libro o film: 2 anni dopo Tempo della storia: periodo in cui è ambientata la vicenda Tempo della narrazione: modo in cui il narratore racconta questi anni Tempo impiegato dall'autore che scrive: si misura dal numero di pagine La vicenda si svolge da Maggio 1860 a Maggio 1910. La storia dura circa 50 anni con alcuni salti cronologici.
  • Tecniche narrative: Soliloquio: personaggio che parla da solo Monologo interiore: autoanalisi, quindi pensieri Flusso di coscienza: pensieri del personaggio C'è chi sostiene che bisogna leggerlo come L'Ulisse di Joyce, cioè come trasformazione di un monologo interiore. Parallissi: il narratore da meno informazioni rispetto a quelle che potrebbe dare Metalessi: il narratore da più informazioni rispetto a quelle che dovrebbe sapere (ad es. da valutazioni sul comportamento del personaggio o anticipa il futuro) Le sequenze sono prevalentemente riflessive, anche se abbondano quelle descrittive
  • Tipologia testuale La tipologia testuale è lineare. Gli eventi sono legati l'uno all'altro.
  • Spazio La storia avviene tra Palermo e Donnafugata
  • Stile e lessico Lo stile è direttamente collegato alla varietà degli aspetti dell'opera, poiché l'autore adegua i suoi toni alle situazioni di ciascun momento. La varietà del linguaggio è dovuta anche al fatto che Tomasi cerca di adattarlo ai vari personaggi e alle circostanze: così si ha la parlata napoletana colorita e scherzosa del re di Napoli e quella ironica e spregiudicata di Tancredi, il linguaggio oratorio di padre Pirrone e le espressioni plebee e realistiche dei contadini.
  • Personaggi

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