Fondamenti di didattica: storia, teorie e metodi di ricerca

Documento dall'Università degli Studi di Firenze (unifi) su Fondamenti di didattica (G. Bonaiuti, A. Calvani, M. Ranieri). Il Pdf riassume la storia e le teorie della didattica, inclusi i metodi di ricerca quantitativi e qualitativi, utile per lo studio universitario.

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16 pagine

Fondamenti di didattica (G.
Bonaiuti, A. Calvani, M. Ranieri)
Didattica generale e speciale
Università degli Studi di Firenze (UNIFI)
15 pag.
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Riassunto del libro “Fondamenti di didattica
Cap. 1 _ Cornice teorica e storica
La parola didattica rimanda all’attività di insegnare.
A partire dal XVII secolo prende avvio una riflessione sulle pratiche di insegnamento con metodi
scientifici ed uno dei principali interpreti di questa nuova fase è Comenio.
Comenio: focalizza l’attenzione verso il metodo didattico, inteso come strumento per poter
insegnare “tutto a tutti”.
Dopo Comenio altri due contributi importanti vengono dati da Locke e Rousseau.
Locke: concepisce la mente come una tabula rasa (priva di alcuna conoscenza), la quale
deve essere riempita attraverso l’esercizio, l’abitudine ed il ragionamento. Inoltre ritiene che
le idee si sviluppino dall’esperienza.
Rousseau: sposta l’attenzione per la prima volta sul bambino (rivoluzione copernicana).
Altri contributi vengono dati da Pestalozzi, Froebel ed Herbart.
Pestalozzi: propone un’educazione integrale della persona in un contesto relazionale
ispirato al clima affettivo familiare.
Froebel: sottolinea l’importanza di una scuola ispirata ai bisogni del bambino e attenta alla
dimensione del gioco.
Herbart: mette insieme la didattica con la dimensione psicologica dell’apprendimento.
Agli inizi del XX secolo, con l’industrializzazione e l’espansione delle città, la scuola diventa scuola
di massa e la pedagogia del Novecento diventa sempre più attenta alle esigenze del bambino e
consapevole delle differenze che caratterizzano le diverse età.
Gli autori che spiccano in questo contesto sono la Montessori, le sorelle Agazzi, Dewey, Freinet,
Bovet, Decroly, etc.
In questo periodo si comincia a parlare di attivismo, che verrà maggiormente influenzato dalle
idee di Dewey.
In questo periodo Parkurst sperimenta negli Stati Uniti la modifica della tradizionale
organizzazione scolastica sostituendo le aule con un sistema di laboratori specializzati, abolendo
l’orario scolastico e la centralità della lezione, suddividendo il programma in blocchi mensili e
stipulando contratti di lavoro con gli alunni.
Molto interessante è l’esperienza condotta da Washburne: in caso di errore, l’alunno è invitato a
rileggere la spiegazione e ad eseguire altri esercizi simili fino a quando un gruppo di esercizi ver
eseguito senza errori; se un alunno non riesce a completare il programma dell’anno, non viene
bocciato ma riparte da dove è rimasto.
In Europa hanno avuto un ruolo significativo le esperienze di Freinet e Ferrierè.
Freinet: mira a indagare le potenzialità dell’esperienza diretta.
Ferrierè: lavora sulla collaborazione fra i bambini (egli parla di autogoverno).
La storia del pensiero didattico presenta due fasi:
1. La prima si colloca negli anni 50’-60’ e trova il suo sbocco applicativo nella progettazione
curricolare.
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Anteprima

Fondamenti di Didattica: Introduzione

docsity Fondamenti di didattica (G. Bonaiuti, A. Calvani, M. Ranieri) Didattica generale e speciale Università degli Studi di Firenze (UNIFI) 15 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/fondamenti-di-didattica-150/7028441/ Downloaded by: Gaia0599 (oregliog@gmail.com)Riassunto del libro "Fondamenti di didattica"

Cornice Teorica e Storica della Didattica

Cap. 1 _ Cornice teorica e storica La parola didattica rimanda all'attività di insegnare.

Sviluppo Storico della Didattica: XVII Secolo

A partire dal XVII secolo prende avvio una riflessione sulle pratiche di insegnamento con metodi scientifici ed uno dei principali interpreti di questa nuova fase è Comenio.

  • Comenio: focalizza l'attenzione verso il metodo didattico, inteso come strumento per poter insegnare "tutto a tutti".

Contributi di Locke e Rousseau

Dopo Comenio altri due contributi importanti vengono dati da Locke e Rousseau.

  • Locke: concepisce la mente come una tabula rasa (priva di alcuna conoscenza), la quale deve essere riempita attraverso l'esercizio, l'abitudine ed il ragionamento. Inoltre ritiene che le idee si sviluppino dall'esperienza.
  • Rousseau: sposta l'attenzione per la prima volta sul bambino (rivoluzione copernicana).

Contributi di Pestalozzi, Froebel ed Herbart

Altri contributi vengono dati da Pestalozzi, Froebel ed Herbart.

  • Pestalozzi: propone un'educazione integrale della persona in un contesto relazionale ispirato al clima affettivo familiare.
  • Froebel: sottolinea l'importanza di una scuola ispirata ai bisogni del bambino e attenta alla dimensione del gioco.
  • Herbart: mette insieme la didattica con la dimensione psicologica dell'apprendimento.

Didattica nel XX Secolo: Scuola di Massa e Attivismo

Agli inizi del XX secolo, con l'industrializzazione e l'espansione delle città, la scuola diventa scuola di massa e la pedagogia del Novecento diventa sempre più attenta alle esigenze del bambino e consapevole delle differenze che caratterizzano le diverse età. Gli autori che spiccano in questo contesto sono la Montessori, le sorelle Agazzi, Dewey, Freinet, Bovet, Decroly, etc. In questo periodo si comincia a parlare di attivismo, che verrà maggiormente influenzato dalle idee di Dewey.

Innovazioni Organizzative: Parkhurst e Washburne

In questo periodo Parkurst sperimenta negli Stati Uniti la modifica della tradizionale organizzazione scolastica sostituendo le aule con un sistema di laboratori specializzati, abolendo l'orario scolastico e la centralità della lezione, suddividendo il programma in blocchi mensili e stipulando contratti di lavoro con gli alunni. Molto interessante è l'esperienza condotta da Washburne: in caso di errore, l'alunno è invitato a rileggere la spiegazione e ad eseguire altri esercizi simili fino a quando un gruppo di esercizi verrà eseguito senza errori; se un alunno non riesce a completare il programma dell'anno, non viene bocciato ma riparte da dove è rimasto.

Esperienze Europee: Freinet e Ferrierè

In Europa hanno avuto un ruolo significativo le esperienze di Freinet e Ferrierè.

  • Freinet: mira a indagare le potenzialità dell'esperienza diretta.
  • Ferrierè: lavora sulla collaborazione fra i bambini (egli parla di autogoverno).

Fasi del Pensiero Didattico

La storia del pensiero didattico presenta due fasi:

  1. La prima si colloca negli anni 50'-60' e trova il suo sbocco applicativo nella progettazione curricolare. Document shared on https://www.docsity.com/it/fondamenti-di-didattica-150/7028441/ Downloaded by: Gaia0599 (oregliog@gmail.com)
  2. La seconda si colloca negli anni 80'-90' e trova il suo sbocco applicativo nei concetti costruttivisti, quali ambiente per apprendere e comunità di pratica.

Critica all'Attivismo e Task Analysis

Negli Stati Uniti la scuola attiva di Dewey viene criticata e si afferma il modello della task analysis (cioè l'analisi dei requisiti di base per l'esecuzione di un compito) con un assetto più scientifico. I criteri generali sono:

  • Definire l'obiettivo da conseguire.
  • Valutare le conoscenze in ingresso.
  • Scomporre l'obiettivo in sotto-obiettivi elementari.
  • Ricollocare le unità dal semplice al complesso.
  • Fornire un sistema di feedback durante il processo.

Comportamentismo e Skinner

Secondo Skinner, il più importante esponente del comportamentismo, si può studiare solamente il comportamento esterno (oggetto di dinamiche stimolo-risposta) e definisce la mente come una scatola nera.

Bruner e la Rivoluzione Cognitivista

Bruner partecipa alla conferenza di Woods Hole (1959) per progettare nuove teorie dell'istruzione e ritiene che quest'ultime dovrebbero indicare le esperienze più efficaci per favorire l'apprendimento. Egli propone i concetti di struttura e di curriculum a spirale. Negli stessi anni la rivoluzione cognitivista, promossa dallo stesso Bruner, assume ben presto un ruolo dominante mentre cresce l'insoddisfazione del comportamentismo, che esclude la possibilità di studiare la mente. Alla fine degli anni 50' vengono prese le distanze dall'attivismo deweyano.

Mastery Learning di Bloom

Negli anni successivi uno dei modelli più fortunati è il mastery learning (cioè l'apprendimento della padronanza) di Bloom, secondo cui è possibile portare tutti i soggetti ad una padronanza completa degli obiettivi. Esso prevede che il tragitto sia suddiviso in piccole unità e che si forniscano agli allievi feedback con brevi corsi di recupero di fronte alle loro eventuali difficoltà.

Ampliamenti degli Anni '60: Preconoscenze, Anticipatori e Creatività

Gli anni 60' vedono significativi ampliamenti in altre direzioni, come quello relativo alle preconoscenze e agli anticipatori (Ausubel), e si sviluppano gli studi sulla creatività (Guilford, Torrance e Barron). Meno evidenti, anche se ugualmente importanti, sono i contributi provenienti dalla Gestalt, i cui principali teorici sono Wertheimer, Koffka e Kohler: questo movimento sostiene che non si reagisce semplicemente a un insieme di dettagli distinti, ma ad una complessa struttura di stimoli.

Psicologia Clinica e della Personalità: Rogers e Maslow

Sul piano della psicologia clinica e della personalità, Rogers e Maslow sviluppano teorie sulle dinamiche della personalità.

La Scuola di Palo Alto e la Comunicazione

La Scuola di Palo Alto definisce cinque assiomi fondamentali della comunicazione. In particolare:

  1. Il primo sostiene l'impossibilità di non comunicare.
  2. Il secondo afferma che l'atto di comunicare non è riconducibile a una sequenza lineare emittente-messaggio-ricevente, ma implica il coinvolgimento reciproco dei comunicanti.

Riflessione Educativa Post-68: Scuola di Francoforte e Descolarizzazione

Sulla scia del 68' acquistano rilevanza per la riflessione educativa anche altri apporti culturali derivanti dalla Scuola di Francoforte (Marcuse, Adorno, Horkheimer), orientati a sostenere metodologie autoritarie e a sottolineare la funzione ideologica della formazione. In questo contesto si pone attenzione ai processi di descolarizzazione della società (Illich) e compaiono nozioni come educazione permanente e società educante (Faure). Document shared on https://www.docsity.com/it/fondamenti-di-didattica-150/7028441/ Downloaded by: Gaia0599 (oregliog@gmail.com)

Evoluzione dei Modelli Cognitivisti e Metacognizione

Nel corso degli anni 70'-80', anche in rapporto alla diffusione del computer, i modelli cognitivisti si evolvono: attività come quelle della lettura e della scrittura vengono ora viste come attività circolari. Un altro ambito di studi che, in questi anni, ritrova impulso è quello della metacognizione. Anche la concezione di Piaget del conflitto negativo subisce una rivisitazione in senso sociale (conflitto sociocognitivo) per mano di Doise e Mugny.

Intelligenza Artificiale e Nuovi Modelli di Intelligenza

Durante il periodo della filosofia razionalistica l'Intelligenza Artificiale ha cercato di ricreare la mente attraverso una macchina capace di mettere in atto comportamenti "intelligenti", ma si è scoperto ben presto che mettere un computer in grado di comprendere un testo pone problemi molto complessi. Si avverte quindi il bisogno di reagire cercando nuovi modelli e teorie della mente e dell'intelligenza, strada che verrà sviluppata da Gardner e Goleman.

  • Gardner: mette in evidenza il carattere plurale della mente con la teoria delle intelligenze multiple (sono almeno 7, indipendenti l'una dall'altra).
  • Goleman: recupera la dimensione emozionale, distinguendo tra due menti di cui gli essere umani sarebbero dotati (una relazionale di cui siamo coscienti e una emozionale, impulsiva).

Costruttivismo e Approccio Contestualista

Alla base di tutti questi cambiamenti viene messa però in discussione l'idea che la conoscenza scientifica sia la rappresentazione di un mondo esterno e si fa più diffusa la consapevolezza di una conoscenza soggettiva, culturale e multidimensionale. Tutti questi elementi si sono raccolti in una sorta di cognitivismo di secondo grado, chiamato costruttivismo. Con il costruttivismo l'attenzione prevalente si sposta dall'allestimento curricolare all'allestimento di ambienti per apprendere e da una didattica più centrata sulla guida dell'insegnante ad una più centrata sull'allievo che apprende. Secondo una prospettiva affine si muove anche l'approccio contestualista che sposta l'attenzione sull'ambiente in cui l'apprendimento ha luogo e, in questo senso, ha assunto particolare rilevanza l'orientamento che studia la comunità di pratica in cui l'apprendimento si identifica con il processo di appartenenza alla comunità.

Reti Telematiche e Nuove Criticità

A partire dalla metà degli anni 90' lo sviluppo delle reti telematiche e del cyberspazio sollecita la riflessione verso l'elaborazione di nuovi modelli di produzioni del sapere e genera al tempo stesso nuove criticità che investono il mondo della formazione, come il digital divide e l'information overload.

Politiche Internazionali e Ricerca Educativa

Con l'avvento del nuovo millennio prendono spazio le politiche internazionali sull'educazione, che invitano ad una valutazione dei sistemi educativi e spostano l'attenzione curricolare a una didattica più attenta alla soluzione dei problemi che la realtà sociale pone (quindi più attenta alle competenze chiave). In questo nuovo contesto, la ricerca educativa si avvale sempre più di metodologie scientifiche (Evidence-Based Education) che consentono ai ricercatori di capitalizzare i risultati acquisiti. Le trasformazioni istituzionali, che hanno investito i paesi membri dell'Unione, e l'esigenza di favorire forme di dialogo tra sistemi educativi diversi hanno condizionato la ricerca didattica in Europa, dove cominciano a spiccare orientamenti di ricerca come l'EERA (European Educational Research Association). In Italia la ricerca didattica, oltre a riallacciarsi ai riferimenti internazionali, si è soffermata su alcune tematiche quali il curricolo, la collegialità, l'interdisciplinarietà, la continuità educativa, la metodologia della ricerca, la valutazione e la formazione. Document shared on https://www.docsity.com/it/fondamenti-di-didattica-150/7028441/ Downloaded by: Gaia0599 (oregliog@gmail.com)

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