La radio in Italia: servizio pubblico, normativa e sfide future

Documento da Rai su La radio in Italia. Il Pdf esplora il panorama radiofonico italiano, concentrandosi sul servizio pubblico, le sue definizioni e il contesto normativo, con dati sugli ascoltatori e principi guida per la RAI, utile per lo studio universitario di Economia.

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16 pagine

La radio in Italia Storia, mercati, formati, pubblici, tecnologie
1
Le forme della radio: pubblica, privata, comunitaria, universitaria
1. LA RADIO DI SERVIZIO PUBBLICO
3.1 Una definizione di servizio pubblico
Emittenti di servizio pubblico = aziende radiofoniche istituzionalmente separate dal diretto controllo del governo,
sebbene dipendano da esso per la maggior parte del suo sostentamento. Il modello economico del servizio pubblico
si basa su fondi statali e una tassa sugli apparecchi radiotelevisivi domestici: il canone d’abbonamento.
Hallin e Mancini hanno individuato 3 categorie di servizio pubblico:
a) Il modello liberale, rintracciabile in Gran Bretagna e nelle sue ex colonie, dove il servizio pubblico è indipendente
dalla politica del governo;
b) Il modello pluralista polarizzato, con livelli considerevoli di politicizzazione, intervento dello Stato e clientelismo,
propri dei paesi mediterranei;
c) Il modello democratico-corporativo, tipico dei paesi scandinavi, fortemente legato all’influenza dei gruppi sociali
organizzati e parzialmente indipendente dalla politica.
Tryne Syvertsen, sintetizza le definizioni di servizio pubblico in 3 categorie:
1- Pubblica utilità
Il servizio pubblico inteso come pubblica utilità, un servizio che lo Stato eroga a tutti i
suoi cittadini e della cui manutenzione si fa carico pubblicamente. I criteri di valutazione
del servizio sono:
qualità del segnale
efficienza delle trasmissioni e della rete di distribuzione
canone uniforme
profitti regolati e trasparenti
manutenzione, ricerca e sviluppo di alti standard tecnici.
2- Sfera pubblica
Servizio pubblico che ruota attorno al concetto di sfera pubblica e di bene comune. In
questo senso il servizio pubblico si fa carico della gestione di un bene pubblico per
metterlo al servizio della sfera pubblica nazionale. Ha il dovere di fornire ai cittadini tutte
le informazioni di cui hanno bisogno per rispondere al meglio ai propri diritti e doveri
civili.
3- Equazione tra
pubblico e audience
Servizio pubblico ruota attorno all’equazione tra pubblico e audience, operazione che
implica l’assimilazione del pubblico al consumo di contenuti mediali, prima ancora che ai
diritti di cittadinanza. In questo ecosistema il servizio pubblico è al servizio
dell’ascoltatore/consumatore; obiettivo: soddisfare gli interessi e le preferenze dei singoli
consumatori, piuttosto che i bisogni della collettività.
Bardoel mette in evidenza come a diverse latitudini e in diverse culture gli obiettivi dichiarati del servizio pubblico
siano ormai molto simili:
Universalità degli ascolti e della copertura territoriale;
programmazione pluralista, innovativa e diversificata, indipendente sia dalle forze politiche che di mercato;
attenzione per la cultura nazionale e l’identità linguistica;
responsabilità verso la società e verso il pubblico.
3.2 Il servizio pubblico radiofonico in Italia
In Italia la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo è la RAI = una
società per azioni di cui il ministero dell’Economia e delle Finanze possiede il 99,56% , a fronte
del restante 0,44% delle azioni di proprietà della SIAE.
Essa fonda il suo modello economico su un sistema misto di entrate basato sulla riscossione di
un canone di abbonamento e sulla vendita di spazi pubblicitari all’interno dei propri palinsesti
+ editoria, vendita diritti e merchandising.
Soltanto l’1,5% degli introiti derivanti dal canone va alla radiofonia.
La radio in Italia Storia, mercati, formati, pubblici, tecnologie
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Si registra un calo non soltanto delle entrate pubblicitarie ma di tutta la RAI. La crisi del valore delle pubblicità ha
avuto come conseguenza un drastico contenimento dei costi operativi e il progressivo aumento del canone. A
salvarsi sono soltanto le emittenti capaci di attrarre pubblici di qualità.
Radio RAI vive un presente difficile, dovuto non soltanto alla concorrenza delle radio commerciali, ma soprattutto a
quella delle nuove forme di consumo dell’informazione e dell’intrattenimento emerse con la rete e i siti di social
networking + personali problemi interni dovuti alla pressione politica sull’intero gruppo RAI e la necessità di
contenere a ogni costo l’esplosione delle spese generali e del costo del lavoro.
Fare una radiofonia pubblica oggi in Italia è un compito necessario ma anche molto complesso anche per una serie di
specificità proprie di Radio RAI rispetto al mondo delle radio private che hanno come unico obiettivo quello di
generare profitti.
A differenza dei concorrenti commerciali i programmi di Radio RAI vanno in onda da sedi locali differenti che, col
tempo, hanno perso centralità nei palinsesti radiofonici queste sedi rappresentano un patrimonio culturale
enorme. Si è, quindi, stabilito con il tempo un decentramento senza connessione; far dialogare le parti di una
struttura così complessa e localizzata in punti diversi del paese è un lavoro molto dispendioso.
L’altra fondamentale differenza è il vincolo rappresentato dal contratto di servizio con lo Stato italiano.
Principi e criteri secondo cui la RAI è tenuta a orientare la propria scelta
Garantire il pluralismo
Valorizzare la rappresentazione reale e non stereotipata dalla molteplicità dei ruoli del mondo femminile, anche
nelle fasce di maggior ascolto
Garantire la diffusione atta alla fruizione gratuita di contenuti di qualità, nell’ambito della programmazione del
servizio pubblico
Assicurare un elevato livello qualitativo della programmazione informativa, ivi comprese le trasmissioni di
informazione quotidiana e di approfondimento
Assicurare una gamma di programmi equilibrata e varia, in grado di:
o garantire l’informazione e l’apprendimento
o sviluppare il senso critico civile ed etico della collettività nazionale
o mantenere un livello di ascolto idoneo per l’adempimento delle proprie funzioni
o rispondere alle esigenze democratiche, sociali e culturali della società nel suo insieme
Stimolare l’interesse per la cultura e la creatività, l’educazione e l’attitudine mentale all’apprendimento e alla
valutazione e sviluppare il senso critico dei telespettatori
Valorizzare il patrimonio storico, artistico, linguistico e ambientale nazionale e locale, promuovere un’approfondita
conoscenza dell’Italia nel mondo e nel contesto europeo e internazionale in Italia.
Le scelte editoriali dei palinsesti radiotelevisivi devono tener conto di questi principi generali e, in particolare,
l’offerta radiofonica è tenuta a destinare ai generi predeterminati non meno del 70% dell’offerta annuale di
programmazione dei canali nazionali Radio1 e Radio2 e non meno del 90% di Radio3.
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Pubblica utilità
RAI (2011)

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La radio in Italia: storia, mercati, formati, pubblici, tecnologie

Le forme della radio: pubblica, privata, comunitaria, universitaria

La radio di servizio pubblico

Una definizione di servizio pubblico

Emittenti di servizio pubblico = aziende radiofoniche istituzionalmente separate dal diretto controllo del governo, sebbene dipendano da esso per la maggior parte del suo sostentamento. Il modello economico del servizio pubblico si basa su fondi statali e una tassa sugli apparecchi radiotelevisivi domestici: il canone d'abbonamento.

Hallin e Mancini hanno individuato 3 categorie di servizio pubblico:

a) Il modello liberale, rintracciabile in Gran Bretagna e nelle sue ex colonie, dove il servizio pubblico è indipendente dalla politica del governo; b) Il modello pluralista polarizzato, con livelli considerevoli di politicizzazione, intervento dello Stato e clientelismo, propri dei paesi mediterranei; c) Il modello democratico-corporativo, tipico dei paesi scandinavi, fortemente legato all'influenza dei gruppi sociali organizzati e parzialmente indipendente dalla politica.

Tryne Syvertsen, sintetizza le definizioni di servizio pubblico in 3 categorie:

  1. Pubblica utilità

    Il servizio pubblico inteso come pubblica utilità, un servizio che lo Stato eroga a tutti i suoi cittadini e della cui manutenzione si fa carico pubblicamente. I criteri di valutazione del servizio sono:

    • qualità del segnale
    • efficienza delle trasmissioni e della rete di distribuzione
    • canone uniforme
    • profitti regolati e trasparenti
    • manutenzione, ricerca e sviluppo di alti standard tecnici.
  2. Sfera pubblica

    Servizio pubblico che ruota attorno al concetto di sfera pubblica e di bene comune. In questo senso il servizio pubblico si fa carico della gestione di un bene pubblico per metterlo al servizio della sfera pubblica nazionale. Ha il dovere di fornire ai cittadini tutte le informazioni di cui hanno bisogno per rispondere al meglio ai propri diritti e doveri civili.

  3. Equazione tra pubblico e audience

    Servizio pubblico ruota attorno all'equazione tra pubblico e audience, operazione che implica l'assimilazione del pubblico al consumo di contenuti mediali, prima ancora che ai diritti di cittadinanza. In questo ecosistema il servizio pubblico è al servizio dell'ascoltatore/consumatore; obiettivo: soddisfare gli interessi e le preferenze dei singoli consumatori, piuttosto che i bisogni della collettività.

Bardoel mette in evidenza come a diverse latitudini e in diverse culture gli obiettivi dichiarati del servizio pubblico siano ormai molto simili:

  • Universalità degli ascolti e della copertura territoriale;
  • programmazione pluralista, innovativa e diversificata, indipendente sia dalle forze politiche che di mercato;
  • attenzione per la cultura nazionale e l'identità linguistica;
  • responsabilità verso la società e verso il pubblico.

Il servizio pubblico radiofonico in Italia

Rai

In Italia la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo è la RAI = una società per azioni di cui il ministero dell'Economia e delle Finanze possiede il 99,56% , a fronte del restante 0,44% delle azioni di proprietà della SIAE.

Essa fonda il suo modello economico su un sistema misto di entrate - basato sulla riscossione di un canone di abbonamento - e sulla vendita di spazi pubblicitari all'interno dei propri palinsesti + editoria, vendita diritti e merchandising.

Soltanto l'1,5% degli introiti derivanti dal canone va alla radiofonia.

Si registra un calo non soltanto delle entrate pubblicitarie ma di tutta la RAI. La crisi del valore delle pubblicità ha avuto come conseguenza un drastico contenimento dei costi operativi e il progressivo aumento del canone. A salvarsi sono soltanto le emittenti capaci di attrarre pubblici di qualità.

Radio RAI vive un presente difficile, dovuto non soltanto alla concorrenza delle radio commerciali, ma soprattutto a quella delle nuove forme di consumo dell'informazione e dell'intrattenimento emerse con la rete e i siti di social networking + personali problemi interni dovuti alla pressione politica sull'intero gruppo RAI e la necessità di contenere a ogni costo l'esplosione delle spese generali e del costo del lavoro.

Fare una radiofonia pubblica oggi in Italia è un compito necessario ma anche molto complesso anche per una serie di specificità proprie di Radio RAI rispetto al mondo delle radio private che hanno come unico obiettivo quello di generare profitti.

A differenza dei concorrenti commerciali i programmi di Radio RAI vanno in onda da sedi locali differenti che, col tempo, hanno perso centralità nei palinsesti radiofonici - queste sedi rappresentano un patrimonio culturale enorme. Si è, quindi, stabilito con il tempo un decentramento senza connessione; far dialogare le parti di una struttura così complessa e localizzata in punti diversi del paese è un lavoro molto dispendioso.

L'altra fondamentale differenza è il vincolo rappresentato dal contratto di servizio con lo Stato italiano.

Principi e criteri secondo cui la RAI è tenuta a orientare la propria scelta

  • Garantire il pluralismo
  • Valorizzare la rappresentazione reale e non stereotipata dalla molteplicità dei ruoli del mondo femminile, anche nelle fasce di maggior ascolto
  • Garantire la diffusione atta alla fruizione gratuita di contenuti di qualità, nell'ambito della programmazione del servizio pubblico
  • Assicurare un elevato livello qualitativo della programmazione informativa, ivi comprese le trasmissioni di informazione quotidiana e di approfondimento
  • Assicurare una gamma di programmi equilibrata e varia, in grado di:
    • garantire l'informazione e l'apprendimento
    • sviluppare il senso critico civile ed etico della collettività nazionale
    • mantenere un livello di ascolto idoneo per l'adempimento delle proprie funzioni
    • rispondere alle esigenze democratiche, sociali e culturali della società nel suo insieme
  • Stimolare l'interesse per la cultura e la creatività, l'educazione e l'attitudine mentale all'apprendimento e alla valutazione e sviluppare il senso critico dei telespettatori
  • Valorizzare il patrimonio storico, artistico, linguistico e ambientale nazionale e locale, promuovere un'approfondita conoscenza dell'Italia nel mondo e nel contesto europeo e internazionale in Italia.

Le scelte editoriali dei palinsesti radiotelevisivi devono tener conto di questi principi generali e, in particolare, l'offerta radiofonica è tenuta a destinare ai generi predeterminati non meno del 70% dell'offerta annuale di programmazione dei canali nazionali Radio1 e Radio2 e non meno del 90% di Radio3.

Mentre una radio privata costruisce il suo palinsesto con il solo fine di raggiungere il proprio target di riferimento, i direttori dei canali pubblici sono vincolati nelle proprie scelte non solo dalla spinta a fare alti numeri d'ascolto, ma anche dalle pressioni politiche, dalla riduzione progressiva dei budget di produzione e dagli obiettivi stabiliti dal contratto di servizio.

L'offerta radiofonica della RAI

Attualmente l'offerta complessiva di Radio RAI ammonta a 10 canali trasmessi attraverso sette diverse tecnologie:

Emittente AM FM Via cavo DAB/DAB+ Streaming Digitale terrestre Digitale satellitare Radio1 + + + + + + + Radio2 - + + + + + + Radio3 - + + + + + + Radio FD4 - - + + + + + Radio FD5 - +/- + + + + + Isoradio - + - + + + + GR Parlamento - + - + + + + WebRadio 6 - - - - + - - WebRadio 7 - - - - + - - WebRadio 8 - - - - + - -

Rai Radio 1

Radio1 = Canale pubblico orientato all'informazione, unico ad essere trasmesso in tutte le tecnologie RAI. Ha assunto questo nome dopo la riforma del '75, quando ancora si chiamava Programma Nazionale.

Il canale trovò la sua piena espressione nel giornale radio (GR) che si impose come la fascia di massimo ascolto.

La definitiva connotazione di canale informativo è arrivata nel 1998 con la decisione di ristrutturare il palinsesto in 4 fasce quotidiane dove le news si inseriscono con appuntamenti fissi molto ravvicinati.

Nonostante informazione, sport e musica siano le parole chiave principali della programmazione di Radio1, si annidano ancora spazi dedicati al varietà, rubriche culturali e di svago.

Dal 2004 al 2009 subisce una grave crisi di ascolti, dovuta anche all'invecchiamento del pubblico medio di Radio1 e alla sua mancata rigenerazione.

Rai Radio 2

Radio2 = canale pubblico orientato a un formato misto di intrattenimento e musica pop. Nato nel '37 - si chiamava Secondo Programma. Il carattere di intrattenimento leggero risale al 1951, quando la riforma delle reti dell'epoca ne orientò per la prima volta i contenuti verso programmi d'evasione. Dalla fine degli anni novanta in avanti la rete ha seguito due macrolinee editoriali, spesso in conflitto tra loro: da una parte la progressiva trasformazione in "radio di flusso", con l'introduzione della playlist di rete e l'aumento di spazi musicali all'interno del palinsesto, nel tentativo di combattere la guerra con le radio private sul loro stesso terreno; dall'altra la spinta di natura opposta verso una "radio di programmi" di stampo generalista, fondata sul rinnovamento dei generi dell'intrattenimento di qualità sui quali la RAI aveva invece una lunga tradizione produttiva. La trasformazione in radio di flusso si è interrotta strada facendo per il peso delle tradizioni professionali e culturali della rete.

Nel giro di pochi anni la rete ha cambiato formato musicale, virando da una playlist di formato generalista Contemporary Hit Radio a un formato ibrido alternative rock, musica indie o neo-folk - il palinsesto ha visto aumentare di nuovo la porzione di musica e programmi di cultura musicale, accanto a nuovi programmi di varietà e intrattenimento generalista.

Rai Radio 3

Radio3 = è la denominazione che ha preso il Terzo Programma. Creato nel 1950 sul modello del Third Programme della BBC; presentava un'impronta culturale-educativa per rispondere alle esigenze di un pubblico più alto e allo stesso tempo contribuire alla crescita intellettuale del paese.

Nella musica si fondava sulla netta divisione tra musica seria e musica leggera - il jazz venne annesso con difficoltà e poi man mano incorporato. Lo stesso modello era applicato alla letteratura e alle arti, con spazi limitati per il cinema e la cultura di massa.

Dopo la riforma del '75, la nuova Radio3 ha rinnovato linguaggi e stili comunicativi, allargando i confini del concetto di cultura.

Rai radiofd 4

Radio FD4 e FD5 = ciò che resta dei canali di filodiffusione creati nel 1958 dalla RAI quando la copertura radiofonica via etere non era capillare e la qualità del suono in modulazione di ampiezza (AM) spesso lasciava a desiderare.

La trasmissione via cavo garantiva un suono limpido e una diffusione su tutto il territorio nazionale. Su FD4 coabitano i protagonisti della canzone d'autore e la galassia della musica indipendente, il grande rock e l'elettronica.

Rai radiofd 5

FD5 invece è completamente dedicato alla musica classica, sinfonica, lirica e da camera.

Rai Isoradio

Isoradio = nata nel 1989, si avvale principalmente del CCISS Viaggiare Informati e della collaborazione con Autostrade per l'Italia e Autostrada dei Fiori per la raccolta delle informazioni.

È un canale di pubblica utilità, trasmette in isofrequenza (103.3) e in modulazione di frequenza notizie a rullo continuo su traffico e viabilità. Dal 2010 inserimento di programmi musicali, culturali e d'informazione. 24h/24.

Rai Gr Parlamento

GR Parlamento = canale di pubblica utilità istituito nel 1998; si occupa di informare sulla vita parlamentare del paese, curando le dirette del parlamento. I contenuti sono arricchiti da circa 15 rubriche a settimana, suddivise in:

  • specialistiche > tematiche politico-parlamentari;
  • divulgative > argomenti toccati nel lavoro parlamentare.

Rai webradio

Web Radio 6,7 e 8 = Nel 2010 la RAI ha inaugurato tre nuovi canali web-only > palestre di sperimentazione per i nuovi formati tematici del futuro servizio pubblico.

WR6 = canale che dà voce al faticoso processo di digitalizzazione del prezioso patrimonio culturale dell'Audioteca Radio della RAI.

WR7 = dedicato alla canzone napoletana

WR8 = under 30 e aperto ai contributi del pubblico. Unisce una playlist alternativa a giovani conduttori radiofonici.

Il confronto con l'Europa

La radiofonia di servizio pubblico è presente in tutti i paesi europei, col compito di fornire un servizio nazionale nell'interesse pubblico e contribuire alla costruzione di un'identità nazionale condivisa. La cosiddetta triade reithiana: informare, educare, intrattenere, rappresenta le tre radici linguistiche da cui discendono tutti i generi

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