Documento sul Costruttivismo Pedagogico, esplorando le teorie di Piaget e Vygotskij e introducendo la pedagogia montessoriana. Il Pdf, di Psicologia per l'Università, analizza i principi fondamentali e l'impatto sull'educazione, evidenziando il ruolo centrale del bambino nel processo di apprendimento.
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Il costruttivismo come teoria specifica non di ambito pedagogico ma delle scienze umane, afferma la necessità di riconoscere la centralità del processo formativo al soggetto che apprende. Si afferma come quadro teorico in grado di presentare un'alternativa valida, anche dal punto di vista scientifico, a quell'approccio che era fortemente basato sulla centralità dell'insegnante. Passiamo quindi da un teaching centered, basato sulla centralità dell'educatore, al learning centered, approccio teorico che pone il soggetto che apprende al centro del processo di apprendimento. Significa che il socio-costruttivismo rappresenta il punto di vista specifico delle scienze dell'uomo che tenendo conto della relatività di diversi ambienti culturali, sociali, ritiene che la realtà psicologico socio cognitiva sia il risultato di relazioni e interrelazioni tra il soggetto e il suo ambiente. Questo assume un quadro di riferimento totalmente diverso rispetto alla generazione di conoscenza. Secondo il costruttivismo la formazione di conoscenza avviene attraverso 3 step
La conoscenza è costruita dal discente e non è qualcosa di trasmesso o immagazzinato. Il discente non è più colui che partecipa passivamente. L'apprendimento richiede l'impegno di un discente attento, attivo alla costruzione delle proprie rappresentazioni che avvengono attraverso la relazione e l'interazione sia con l'ambiente di riferimento (l'oggettività della realtà) sia con le varie soggettività con le quali il soggetto inizia ad entrare in relazione. In questi passaggi, dal punto di vista di una pedagogia della primissima infanzia (3mesi-3anni), il costruttivismo è stato importante perché poteva dare un contributo a quell'espressione massima che caratterizza proprio l'età da 0 a 36 mesi: IL GIOCO. Attraverso il gioco i bambini entrano in contatto con la realtà e iniziano la formazione di conoscenza attraverso il valore della scoperta al quale devono essere guidati e stimolati. Significa che il contesto e le relazioni vissute iniziano ad avere un significato specifico nell'apprendimento che diventa attivo fin dalla primissima età. Tutto quello che inizierà a sperimentare sarà particolarmente significativo nell'integrità della sua formazione futura, soprattutto sotto l'aspetto cognitivo, metacognitivo, affettivo e psicomotorio. Il costruttivismo genera una rottura di concezioni che vedono insegnamento e apprendimento in una forma imponente. Abbiamo un capovolgimento del paradigma teorico che c'era prima, torna sempre la centralità del bambino che siafferma in questa teoria ma ricordiamo che già nell'800 JJ Rousseau ci aveva detto quanto fosse importante che il soggetto che apprende deve essere messo al centro, non più l'adulto detentore di sapere, ma il bambino di produrre conoscenza attraverso il valore della sua conoscenza e della sua scoperta. Il processo per il quale la struttura cognitiva si ritrova modificata è proprio attraverso queste continue relazioni che il soggetto ha con se stesso, il contesto e i materiali. Il costruttivismo inizia ad avere il massimo riconoscimento all'inizio degli anni 90. Vede l'apprendimento come un processo attivo e non finalizzato alla mera acquisizione del sapere. Non esiste un apprendimento solo oggettivo solo delle interpretazioni personali della realtà perché ognuno di noi crea le proprie interpretazioni che restano valide per un certo tempo. Lo stesso è nel caso del bambino. prendere consapevolezza che anche un bambino molto piccolo fa dell'esperienza una sua interpretazione personale alla quale dà consistenza dal punto di vista conoscitivo, significa prendere consapevolezza da educatori che l'insegnamento non può assumere una forma di onniscienza, ma di sostegno e guidare il bambino alla ricerca di un senso in tutto ciò che fa.
Quali sono i fondatori del costruttivismo: Jean Piaget, Vitgotsky.
Da una parte troviamo Piaget, dall'altra Vigotskji che però non dobbiamo considerare come contrapposti al costruttivismo ma come padri fondatori che hanno cercato di dare una direzione completamente diversa di come dovrebbe essere organizzato e strutturato un processo di apprendimento nei bambini anche piccolissimi. Come accade per gli adulti, anche per i bambini, l'acquisizione di una primissima conoscenza viene costruita dal bambino stesso, quindi non è trasmessa e immagazzinata in forma passiva. Anche un lui ci sono processi di apprendimento che richiedono un suo impegno continuo e attivo. Infatti il bambino attraverso la sua partecipazione alle attività, costruisce le sue rappresentazioni anche con la relazione con gli adulti e i materiali e il contesto, attraverso l'attività specifica e unica che è il gioco. Difronte alle sollecitazioni teoriche che si hanno con il costruttivismo, iniziano ad emergere i primi metodi di apprendimento che non corrispondono ad una forma sequenziale e lineare, perché sono metodi utilizzati in una prospettiva multi teorica, a seconda della situazione che si vuole far esperire. Formalmente quello che bisogna sapere è che questi metodi si affidano alla centralità della persona nel processo di apprendimento. Abbiamo per esempio una pedagogia per progetto: perché il progetto dà particolare essenza al processo di apprendimento. Per poterla realizzare occorre avere chiari gli obiettivi e le finalità. Il progetto non è soltanto quello del bambino, ma deve tenere conto dei tre attori principali: il bambino, il formatore, il servizio educativo. Questi tre elementi devono essere posti in relazione affinché si possa realizzare quello che si intende fare. Il processo deve essere circolare tra bambino educatore e ambiente. Altro metodo di apprendimento è la pedagogia per obiettivi. (Bloom) ha proposto una tassonomia di quelli che sono i comportamenti cognitivi e affettivi. Questa pedagogia è poco usata nello 0-3 anni proprio in virtù di quelli che sono i momenti di sviluppo dei bambini. Difficilmente possiamo usare questo metodo, ci sarebbe una lista di comportamenti cognitivi e affettivi sulla quali si debba stabilire se il processo di sviluppo stia andando nella giusta direzione, perché parliamo di un processo in costruzione, che non ha acquisito gli elementi base per fare una verifica tale da portare a delle conclusioni.
Abbiamo la pedagogia differenziata. È un metodo in cui la stessa costruzione del sapere, della personalità degli stili cognitivi, ha messo in rilievo la complessità del processo di apprendimento e il differente modo in cui gli individui partecipano a questo processo. Si riconosce quindi quanto sia importante l'eterogeneità dei bambini all'interno di un ambito educativo. Oggi sono sempre più presenti soprattutto nella scuola dell'infanzia, classi eterogenee, con età miste. Questa situazione si riproduce già nel nido dove abbiamo i lattanti (0-12 mesi), i semi divezzi (13-24), divezzi (24-36). Nel nido accade che, sebbene in base a dei regolamenti regionale, esistono le singole classi o i singoli spazi che li accolgono per fasce di età, però è pur vero che il tempo viene trascorso molto in una forma mista. Soprattutto semi divezzi e divezzi. Questo non vuol dire che la svolgono allo stesso modo, gli educatori sono capaci di regolare le attività in base alle esigenze di ogni singolo gruppo per poi regolare l'attività per qualche singolarità se ce ne fosse bisogno. L'apporto di questa pedagogia è di variare la pratica didattica, gli strumenti usati nel rispetto della singolarità di ogni bambino e premettendo una forma di individualizzazione anche nell'asilo.
Questi metodi antecedono quei metodi attivi o nuovi che hanno proprio segnato la modernità della pedagogia e i percorsi del processo di apprendimento. Perché i metodi attivi nascono per comprendere e aiutare i bambini con difficoltà, non solo se mostrano disabilità, anche solo difficoltà relazionale, comportamentale lieve, che grazie al metodo attivo può essere facilmente recuperata e mettere il bambino in una posizione di accogliersi ed essere accolto in maniera positiva e amorevole.
Chi sono i pedagogisti che hanno partecipato al metodo attivo? Claparede, Declory, Dewey, Rogers, Freinet. Il valore essenziale di questi metodi attivi consiste nel oltre che riconoscere la centralità del bambino, si riconosce l'interesse spontaneo del bambino nel voler conoscere, e quindi si genera la motivazione allo