Documento dall'Università degli Studi di Messina su Fondamenti di Didattica - Completo. Il Pdf esplora le origini, le problematiche e le trasformazioni della didattica, con un focus sulle dimensioni strutturali e contestuali, utile per Psicologia a livello universitario.
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Teoria e prassi dei dispositivi formativi
Bonaiuti Calvani Ranieri
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La didattica affonda le sue origini presentandosi come istanza di riflessività sui metodi d'insegnamento, sul modo di fare didattico. Soprattutto negli ultimi 50 anni si è definita sempre più come corpus autonomo di conoscenze e metodologie che sono in funzione della stessa prassi didattica.
Ma la didattica non fa riferimento solo all'insegnamento, essa tocca vari ambiti e non a caso in altri paesi questa disciplina viene chiamata in modi diversi (récherche pedagogique o éducation).
Oggi l'attenzione è focalizzata sulla validità dei metodi, sull'osservazione dei risultati ottenuti per perfezionarsi sempre di più.
Come ha sottolineato Berliner la didattica è una scienza molto complessa perché non ha che fare con delle strutture fisiche o con delle variabili prevedibili e quantificabili. Essa si scontra con la soggettività degli attori che costituiscono la scena didattica, in primis gli studenti e i docenti e con i loro processi psicologici e cognitivi che sono diversi da individuo a individuo. Nonostante ciò, le ricerche didattiche possono essere validate dai risultati sul campo ed acquistano così una valenza prescrittiva. A fronte di questi risultati possiamo quindi sostenere che la didattica è in grado non solo di descrivere delle situazioni ottimali per la formazione, ma anche di metterle in pratica. Non è quindi una disciplina meramente descrittiva.
In queste ricerche l'importante è tener presente che non esiste una macro-metodologia che sia universalmente valida. Ogni teoria è sempre frutto di convinzioni personali e di fondamenti della conoscenza non sempre espliciti, per cui bisogna affidarsi ai risultati ottenuti sul campo ed è così che la didattica acquista credibilità sociale e scientifica.
Il problema non sta nel ricercare un modello più vero di un altro, ma uno più efficace, e questo non lo si può fare se non tenendo conto del contesto in cui devono essere applicati. Le teorie devono essere sempre contestualizzate e il focus deve incentrarsi sugli obiettivi da raggiungere e la riflessione su di essi deve essere parte integrante della ricerca didattica.
La didattica nel suo formato tradizionale è la didattica scolastica che prevede:
E' normale quindi identificare la didattica come complesso di teorie e pratiche connesse all'insegnamento che si svolge nel contesto istituzionale della scuola. Questa visione però è in continua trasformazione a causa di vari fattori:
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La definizione di didattica presentata in questo manuale parte dalla considerazione che essa è tra le principali attività di mediazione che costellano il tessuto sociale.
a) E' una mediazione volta alla riproduzione del sapere sociale e si fa carico di tutti quei procedimenti che favoriscono la formazione di una persona. b) Essa si colloca all'interno di specifiche istituzioni, cioè in strutture apposite, studiate per favorire l'apprendimento. c) Si avvale di vari dispositivi formativi che possono essere sia strumentazioni fisiche sia apparati concettuali e teorici.
Da qui parte tutto il discorso sulla didattica. La ricerca infatti si occupa di tutte le sfaccettature di questa disciplina, da quella strutturale a quella negoziale, da quella contestuale a quella metodologica/conoscitiva. Tutte queste dimensioni che caratterizzano la didattica devono venir analizzate in vista dei cambiamenti che le tecnologie rendono possibili > Il dispositivo formativo più complesso è il modello d'istruzione che è un costrutto teorico che integra una selezione di metodi e strategie da adottare, gli obiettivi da raggiungere, le teorie da tener presenti. Esso è uno schema teorico che assume il carattere di progetto e che cerca di anticipare delle azioni e degli esiti.
Dopo aver creato, sul piano teorico, l'ambiente, si passa alla sua attuazione e quindi alla fase gestionale: si passa alla didattica viva. E' qui che i formatori/educatori hanno una funzione regolativa del sistema, che si concretizza con azioni di sostegno, conduzione o mantenimento.
Questo complesso ambito di conoscenza che è la didattica è composto sia da conoscenze di tipo dichiarativo, sia procedurali e contiene indicazioni operative sulla messa in punto dei modelli
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teorizzati. Oltre a queste due dimensioni c'è n'è una terza, quella della conoscenza meta-cognitiva, che si occupa di studiare come si forma la conoscenza stessa.
La distanza delle conoscenze dichiarative da quelle strategiche non è tanta come si può pensare. Negli ultimi anni (2001) Merrill e altri studiosi stanno accentrando le loro ricerche proprio nella validazione empirica di certi principi utili per la didattica. Il punto è comunque sempre tener presenti i contesti di applicazione di certi metodi. Il vero obiettivo è quindi trovare percorsi formativi efficaci per ogni contesto. In conclusione, i dispositivi teorici riguardano gli studi sull'apprendimento e sui modi per facilitarlo. Quelli didattici includono varie strategie mentre quelli progettuali concernono l'organizzazione complessiva dell'attività didattica.
Fa riferimento alla didattica viva, ovvero a quei momenti in cui gli attori del processo formativo entrano in gioco e vengono coinvolti nel processo di apprendimento. In questi momenti non rientra solo la comunicazione verbale del sapere, ma anche tutti quei gesti e comportamenti che comunque hanno sempre una valenza simbolica. Ogni gesto veicola un significato ed è denso di "non detto".
La trasmissione del sapere dipende da tre componenti interconnesse:
Tutti questi fattori possono influenzare la messa in pratica dei modelli didattici progettati, e per questo un vero esperto informatico è colui che sa reagire bene e in fretta a tutti gli imprevisti del caso.
La didattica è strettamente connessa al contesto in cui deve venir attuata, anzi non può prescindere da esso. La didattica deve essere sensibile al contesto e solo così può essere in grado di concretizzare metodi formativi efficaci. Per contesto intendiamo la realtà preesistente costituita da norme, disposizioni, valori, aspettative e tanti altri fattori.
Tutti i modelli formativi non possono non prevedere un'attenta analisi del contesto che prevede anche l'ipotesi sul loro grado di trasferibilità in altri contesti, facendo partire la propria analisi dai contesti limitrofi. Si deve procedere quindi per grado per comprendere bene il setting, e può accadere che, in certi ambienti particolari, sia la didattica a doversi adeguare del tutto al contesto. Ecco perché oltre alla didattica generale occorre pensare ad una pluralità di didattiche specifiche, ed infatti all' interno della didattica fiorisce il campo delle didattiche disciplinari (si studiano le metodologie più indicate in base alla disciplina che si deve insegnare). Il dibattito tra i loro
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disconoscimento reciproci dovrebbe cessare e focalizzare invece l'attenzione sulla possibilità di una ragionevole dialettica tra i due campi di ricerca.
Questa dimensione indaga su come si acquisisce l'expertise didattica, quindi una certa padronanza dei metodi didattici. Il dibattito a riguardo vede scontrarsi chi pensa che certi metodi possano essere facilmente riapplicabili e chi invece non crede sia possibile enumerare dei principi validi vista la complessità dei vari contesti. Di fronte a questa fallace dicotomia bisogna riconoscere che è possibile invece individuare dei metodi efficaci che possono essere trasferiti in contesti vicini, non troppo differenti, procedendo appunto per gradi e per rassomiglianza.
Nessuno comunque può contraddire Dewey quando sostiene che la principale fonte di apprendimento per l'uomo è l'esperienza, esperienza che può venir arricchita, rivisitata dall'occhio di un formatore esperto.
Questa può essere considerata come la modalità basilare per la produzione del sapere, ma non è l'unica, esistono altri canali:
Con expertise didattica intendiamo la capacità di una persona di produrre un risultato desiderato in modo rapido e preciso. In questo caso il docente cerca di trasmettere conoscenza attraverso la sua esperienza e le sue ricerche e gli studenti l'acquistano pian piano. Un professionista esperto, dinanzi ad un problema, riesce a:
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