Slide dall'Università San Raffaele su Etichettatura dei prodotti alimentari Reg. 1169/2011. Il Pdf illustra le funzioni dell'etichetta, le informazioni essenziali come le date di conservazione e il significato del codice a barre, per lo studio universitario di Nutrizione a livello degli alimenti.
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Università San Raffaele Roma www.unisanraffaele.gov.it
Professore Stefania Supino
Università San Raffaele Roma Stefania Supino
L'etichettatura ha la funzione di rappresentare la carta di identità degli alimenti, fornendo preziose informazioni sugli ingredienti, sul tipo di trattamento tecnologico a cui sono stati sottoposti, sulle modalità di conservazione, sulla qualità, sul materiale che compone la confezione, ecc .. L'insieme di voci, marchi, simboli, indicazioni ed immagini che appaiono sull'etichetta, sull'imballaggio e sui dispositivi di chiusura (tappi, ecc.) dei prodotti alimentari sono informazioni molto importanti, che non devono trarre in inganno il consumatore.
L'etichetta di un prodotto alimentare riveste per il consumatore una importante funzione di tutela, in quanto favorisce acquisti consapevoli evitandogli influenze e sollecitazioni provenienti dall'esterno; conoscerle e capirle rappresenta un atto di responsabilità, finalizzato alla salvaguardia della salute che permette di impostare una più corretta alimentazione, fornendo informazioni sulle reali caratteristiche del prodotto, sugli ingredienti utilizzati e sulla sua qualità, anche in rapporto al prezzo.
L'etichetta è un efficace strumento di comunicazione e quindi è un attrattore di consensi: in pochi centimetri devono coincidere le esigenze dei produttori, dei consumatori e degli organismi regolatori.
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Quando si legge l'etichetta di un alimento, si prende subito in considerazione la denominazione di vendita (ad esempio "latte parzialmente scremato in polvere"), una descrizione che consente di individuare la natura del prodotto (latte), fornendo anche indicazioni sullo stato fisico dell'alimento (in polvere) e sul tipo di trattamento tecnologico a cui lo stesso è stato sottoposto (parzialmente scremato). Il consumatore che legge l'elenco degli ingredienti deve sapere che sono riportati in ordine decrescente di quantità, pertanto quelli riportati per primi sono quelli presenti in proporzione maggiore.
Per alcuni alimenti, però, non esiste l'obbligo di riportare l'elenco degli ingredienti, come per aceti, alcolici, latticini, prodotti monoingrediente (come lo zucchero) e prodotti ortofrutticoli freschi. Il consumatore che legge l'elenco degli ingredienti deve sapere che sono riportati in ordine decrescente di quantità, pertanto quelli riportati per primi sono quelli presenti in proporzione maggiore. Diciture particolari nell'elenco degli ingredienti possono essere: "ingredienti del prodotto ricostituito" (per prodotti concentrati o disidratati, da consumarsi dopo essere stati ricostituiti, come il latte in polvere) e "in proporzione variabile" (indica che sono stati utilizzati miscugli, di frutta e ortaggi o di spezie ed erbe aromatiche, nella preparazione del prodotto).
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Se nella denominazione di vendita o sull'etichetta è presente la scritta "a ridotto contenuto di ... ", la legge prevede che venga riportata la percentuale di tale ingrediente accanto alla denominazione di vendita, oppure nell'elenco degli ingredienti. La stessa prescrizione vale per qualunque riferimento all'ingrediente qualificante, come ad esempio "al burro", "con prosciutto", ecc .. Gli additivi sono indicati con la lettera "E" (che ne indica l'autorizzazione da parte dell'Unione Europea) seguita da tre cifre e dalla categoria di appartenenza (ad esempio conservanti, emulsionanti, stabilizzanti, ecc.).
Per quanto riguarda gli aromi, la dicitura "aroma" indica che è una sostanza chimica creata in laboratorio, avente le stesse caratteristiche della sostanza naturale; "aroma naturale" indica invece la sostanza estratta da fonti aromatiche naturali. Altra importante componente dell'etichettatura è la quantità netta, riportata con diverse unità di misura in base allo stato fisico del prodotto (ad esempio 100g oppure 1l).
Occorre fare attenzione ad alcuni alimenti provenienti dai mercati esteri, perché possono riportare la quantità netta anche in unità di misura di altri Paesi (come le once, la cui abbreviazione è oz), pertanto non bisogna fraintendere questa informazione. I prodotti con liquido di governo (come fagioli in scatola, pomodori pelati, ecc.), oltre alla quantità netta citano anche il peso sgocciolato (perché generalmente il liquido che contiene questi alimenti non viene consumato), mentre quelli precotti sono identificati dal peso del prodotto originale e della percentuale del prodotto finito (poiché la cottura modifica il peso degli alimenti).
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Per sapere entro quanto tempo è preferibile consumare un alimento occorre leggere la data apposta sulla confezione o sull'etichetta. La scritta "da consumarsi entro il" (data di scadenza) indica che, superata quella data, il prodotto può costituire un rischio igienicosanitario ed è infatti utilizzata per cibi molto deperibili (come latte, formaggi freschi, yogurt, pasta fresca, ecc.).
La scritta "da consumarsi preferibilmente entro il", che indica il Termine Minimo di Conservazione (TMC), utilizzata per prodotti poco deperibili, indica che fino a quella data il prodotto conserva le proprie caratteristiche chimico-fisico-sensoriali in adeguate condizioni di conservazione, se consumato, al contrario, dopo quella data non provoca un aumento del rischio igienico-sanitario, ma potrebbe essere alterato nelle caratteristiche sensoriali (ad esempio i biscotti possono perdere di croccantezza). Le informazioni relative alla produzione sono rappresentate dalla data di produzione (ad esempio "prodotto il 12/07/2015"), dal nome del produttore ("centrale del latte di ... "), dalla sede dello stabilimento ("nello stabilimento di via Roma 6") e dal lotto di produzione ("L2256"), che indica le partite di alimento prodotte nelle stesse condizioni tecnologiche (stessa temperatura, stesse materie prime, ecc.)
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'etichettatura ci fornisce anche informazioni concernenti il modo e il luogo di conservazione di un alimento, le procedure di scongelamento e di cottura: tutte queste indicazioni sono contenute nelle istruzioni per l'uso, che comprendono le modalità di cottura e preparazione, nonché le indicazioni per la corretta conservazione (come ad esempio "conservare il frigorifero da 0℃ a +4℃"). Seguire queste indicazioni è importante sia per preservare le caratteristiche sensoriali del cibo, sia per evitare l'alterazione dei prodotti molto deperibili. La E (in grassetto e molto grande) riportata sull'etichetta degli alimenti è un simbolo metrologico: indica che il produttore ha rispettato le normative europee relative al confezionamento del prodotto.
Anche il codice a barre è molto utile. Si tratta di un codice numerico, le cui cifre rappresentano alcune informazioni riferite al prodotto, espresse in un formato che può essere compreso dai lettori ottici. A livello europeo esiste un sistema comune, chiamato EAN (European Article Number), che consente di identificare i prodotti (non solo alimentari) tramite il codice a barre. Le sue cifre hanno un preciso significato: le prime due/tre indicano il Paese d'origine del possessore del marchio (ma non il Paese in cui l'alimento è stato prodotto o il Paese d'origine delle materie prime), le cifre dalla terza alla settima indicano il produttore, quelle dalla ottava alla dodicesima indicano il prodotto, mentre l'ultima cifra è il codice di controllo dell'intero codice.
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Le norme comunitarie emanate in materia di etichettatura di prodotti alimentari nel corso degli anni sono state molteplici; l'ultima è rappresentata dal Reg. UE 1169/2011"relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori", che ad oggi è il riferimento comunitario contenente la disciplina per etichettare i prodotti alimentari.
Tale Regolamento modifica o abroga norme precedenti con l'intento di modernizzare, armonizzare e semplificare lo scenario normativo di riferimento e, nel contempo, dovrebbe consentire al consumatore di operare scelte alimentari più consapevoli.
La definizione di etichetta nel Reg. 1169 la identifica come "qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull'imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna tale imballaggio o contenitore." (Art. 1 Reg. 1169/2011).
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Sono soggetti all'applicazione del Regolamento anche gli "alimenti venduti a distanza" (art. 14): in questo caso, tutte le informazioni obbligatorie sugli alimenti, ad eccezione della durabilità (data di scadenza/termine minimo di conservazione) e del lotto, devono essere disponibili prima della conclusione dell'acquisto e devono apparire sul supporto della vendita a distanza o devono essere fornite mediante qualunque altro mezzo adeguato, chiaramente individuato dall'operatore del settore alimentare. Tutte le indicazioni obbligatorie devono essere disponibili al momento della consegna.
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