Coltivazioni arboree
Impianto e Tecniche di coltivazione del frutteto
IMPIANTO DEL FRUTTETO
Considerazioni preliminari
Considerazioni preliminari di natura economica
La scelta di impiantare un frutteto comporta un grande
investimento iniziale e i primi redditi si verificano dopo
alcuni anni dall'impianto. Inoltre le scelte effettuate
inizialmente hanno una ricaduta per un numero notevole di
anni data la durata produttiva degli impianti frutticoli.
Pertanto per essere economicamente valido l'impianto
deve:
- ammortizzare in breve tempo l'investimento iniziale;
- consentire la più idonea meccanizzazione delle operazioni
colturali;
- contenere i costi di produzione
Impianto del frutteto: Considerazioni preliminari
Tali obiettivi comportano scelte di base appropriate:
- analisi del mercato del prodotto, delle strutture di
conservazione e/o trasformazione presenti nella
zona, e delle infrastrutture (strade asfaltate, ferrovie,
porti e aeroporti) per trasportare il prodotto
dall'azienda ai mercati
- individuazione della vocazionalità della zona
- scelta della specie, della cultivar e del portinnesto
- scelta del sesto d'impianto idoneo
preparazione del terreno
certificazione genetico-sanitaria delle piante
Impianto del frutteto: Individuazione della vocazionalità della zona
primo elemento da considerare è la vocazionalità della
zona: ovvero l'insieme delle caratteristiche pedologiche e
climatiche che rendono un territorio ottimale per la crescita
di una coltura. A questo scopo risultano molto utili le mappe
di vocazionalità, realizzate in genere a cura di enti regionali
ed associazioni per lo sviluppo in agricoltura con la
collaborazione di enti di ricerca come ad esempio l'IBIMET
(Istituto di biometeorologia) del CNR.
I principali fattori che vengono presi in esame per costruire le
mappe di vocazionalità sono descritti di seguito.
Impianto del frutteto: Vocazionalità della zona
Fattori climatici - temperature medie giornaliere;
escursioni termiche giornaliere e stagionali; intensità,
frequenza e distribuzione stagionale/mensile delle
precipitazioni atmosferiche; frequenza ed epoca delle
brinate; frequenza di grandinate; presenza di venti
costanti e frequenti.
- Fattori pedologici - tessitura; profondità dello
strato attivo; pH; fertilità chimica del suolo.
Fattori topografici - giacitura ed esposizione
Impianto del frutteto: Scelta della specie e della cultivar
Scelta della specie - Posto che nel territorio siano presenti
infrastrutture e strutture che consentano la conservazione e la
commercializzazione del prodotto, la scelta si baserà
principalmente sulle caratteristiche pedoclimatiche prima
descritte.
Scelta delle cultivar - Si basa soprattutto su considerazioni
tecnico economiche e di mercato. La richiesta di mercato deve
essere in crescita o quantomeno stabile, le caratteristiche
qualitative, l'epoca di maturazione, la serbevolezza e la
resistenza alle manipolazioni devono rispondere alle esigenze
commerciali.
Impianto del frutteto: Scelta del portinnesto
I criteri di scelta del portinnesto riguarderanno:
- l'affinità con la cultivar prescelta;
- l'adattabilità alle condizioni pedoclimatiche;
- la resistenza ai principali fitopatogeni;
- il grado di vigoria che si intende imprimere alle piante
che dovrà essere tale da consentire una precoce messa
a frutto, fruttificazione adeguata, sviluppo della
pianta tale da consentire una economica esecuzione
delle operazioni colturali.
Impianto del frutteto: Scelta del sesto d'impianto
La scelta del sesto d'impianto è legato alla scelta della
cultivar e del portinnesto, ma dipende soprattutto da
considerazioni tecnico-economiche. Il sesto d'impianto
prescelto dovrà:
- sfruttare razionalmente lo spazio per consentire la
massima produzione
consentire la giusta esposizione delle piante alla luce
ottimizzando il LAI (leaf area index)
- facilitare il transito delle macchine
permettere una idonea copertura durante i trattamenti
fitosanitari.
Impianto del frutteto: Sesti d'impianto
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IN QUADRO
IN RETTANGOLO
A QUINCONCE
A SETTONCE
I sesti d'impianto regolari, utilizzati
tradizionalmente nei fruttiferi sono
descritti di seguito.
- In quadrato
(meccanizzazione adeguata,
LAI non ottimale)
- in rettangolo
(meccanizzazione agevole ma
LAI basso)
- a quinconce cioè con alberi
ai vertici di un triangolo
isoscele (LAI quasi ottimale
ma scarsa meccanizzazione
delle operazioni)
- a settonce cioè con piante
ai vertici di un triangolo
equilatero (scarsa
meccanizzazione ma LAI
ottimale)
Impianto del frutteto: Scelta del sesto d'impianto attuale
Attualmente i sesti d'impianto più utilizzati sono quelli a
rettangolo, con file distanziate di 3-4 m per consentire il
passaggio delle macchine (corsia di servizio).
Talvolta si usano schemi a file doppie e triple nei quali
le corsie di servizio hanno le stesse dimensioni, ma la fila
semplice è sostituita da una doppia o tripla fila in cui le
piante sono disposte in modo sfalsato con uno schema a
quinconce o a settonce.
La distanza tra le piante sulla fila dipende dalla forma
di allevamento e dalla vigoria delle piante.
Impianto del frutteto: Scelta della densità d'impianto
In base al sesto d'impianto ed alla forma di allevamento scelti si
possono ottenere diverse densità di impianto:
- Impianti a bassa densità (< 300 piante/ha) :
distanze : 6m x 6m; 7m x 7m
- forme di allevamento in volume (vaso tradizionale e forme
libere naturali)
- portinnesti vigorosi
Impianti a media densità ( 400-500 piante/ha)
distanze : 5m x 4m; 5m x 4,5m
- forme di allevamento in volume e in superficie (vasetto,
palmetta, bandiera)
Portinnesti: semi-nanizzanti o vigorosi
Impianto del frutteto: Densità d'impianto
Impianti ad alta densità ( 600-800 piante/ha)
distanze : 5m x 3,5m; 5m x 2,5m; 5m x 2,0m
- forme di allevamento in volume (vasetto basso, fuso,
fusetto, candelabro)
- portinnesti semi-nanizzanti o nanizzanti
Impianti ad altissima densità ( > 1000 piante/ha)
distanze : 4m x 2,5m; 3,5 m x 2,5m; 3,5m x 2,0m o più
fitti
forme di allevamento in volume compatto ( fusetto,
spindelbusch, slender spindle)
portinnesti semi-nanizzanti o nanizzanti
Impianto del frutteto: Fasi d'impianto
Lavori preliminari
Livellamento del terreno: si esegue solo se ci sono dislivelli
tali da ostacolare il percorso delle macchine o da
compromettere la regolazione dei deflussi idrici: si esegue con
ruspe e bulldozer.
- Drenaggio: i dreni vengono messi in opera a profondità
maggiori di 10-20 cm rispetto alla profondità raggiungibile dalle
radici. Le distanze tra le tubazioni dipendono dal tipo di
terreno e dal sesto d'impianto.
Impianto del frutteto: Preparazione del terreno
Preparazione del terreno
Scasso - Ha lo scopo di approfondire lo strato
attivo del suolo. Si esegue alla profondità di 1-1,5 m se
si utilizzano portinnesti vigorosi o a 60-80 cm se si
utilizzano portinnesti nanizzanti. Si usano aratri da
scasso o ruspe. Viene effettuato di solito a fine estate.
Può essere effettuato con diverse modalità:
- scasso totale: su tutta la superficie
- scasso parziale: sulla superficie ove si trapianteranno gli
astoni. In questo caso può essere:
- a fosse (lungo la fila ove avverrà la messa a dimora)
- a buche (solo nella zona al cui centro verranno messi a
dimora gli astoni)
Impianto del frutteto: Operazioni successive allo scasso
(preparazione del terreno)
Operazioni successive allo scasso
- Eventuale posa in opera delle tubazioni fisse per
impianti di irrigazione che le prevedano
Aratura - a 30-40 cm per sminuzzare le zolle e rendere
regolare la superficie
- Concimazione di fondo - si somministrano fertilizzanti
organici (soprattutto letame) e fosfopotassici.
Impianto del frutteto: Realizzazione dell'impianto
Preparazione e realizzazione dell'impianto
- Squadratura dell'appezzamento - Ha lo scopo di
tracciare le linee corrispondenti ai filari e posizionare i
picchetti nei punti esatti in cui si effettuerà la messa a dimora
delle piante.
- Impianto della struttura di sostegno - Si effettua in alcuni
impianti ad alta densità e per le piante sarmentose come la
vite e l'actinidia. È costituito da pali e fili (tutori) che
servono a sostenere le piante. Il tutto viene ancorato al suolo
per mezzo di strutture in ferro o cemento chiamate ancore. I
pali possono essere in cemento vibrato, legno (castagno o
acacia), acciaio (più raramente). I fili sono in ferro zincato,
ferro plastificato, acciaio inox, con calibri da 12 a 22.
Impianto del frutteto: Scavo delle buche e messa a dimora
Scavo delle buche - Può essere effettuato con trivelle
elicoidali (azionate dalla presa di potenza della trattrice) e a
mano (solo su piccoli appezzamenti).
Quando gli impianti sono molto fitti, in alternativa, si realizzano
fosse continue sulla fila con aratro assolcatore.
- Messa a dimora degli astoni - Gli astoni sono barbatelle
già innestate che si acquistano dai vivai, munite di
certificazione, e si mettono a dimora con pane di terra (se
sempreverdi) o a radice nuda (previa idratazione ed
eventuale accorciamento delle radici). Il punto d'innesto
dovrà essere posizionato fuori terra a circa 10 cm dalla
superficie. Si possono utilizzare anche apposite macchine
trapiantatrici come avviene spesso nei vigneti.
TECNICHE DI COLTIVAZIONE DEI FRUTTETI
Gestione del terreno
La gestione del terreno viene effettuata durante tutto il
ciclo vitale delle colture frutticole con i seguenti scopi:
arieggiare il terreno mantenendo un equilibrio tra macro e
micropori
mantenere un bilancio idrico equilibrato
- interrare fertilizzanti organici e concimi minerali
- controllare la crescita delle infestanti
I principali interventi che si eseguono sono:
- lavorazioni meccaniche
inerbimento
- diserbo chimico
pacciamatura
Gestione del terreno: Lavorazioni meccaniche
Consentono l'arieggiamento del suolo, l'interramento dei
concimi e l'eliminazione delle infestanti.
Si eseguono in autunno per migliorare il rapporto tra macro e
microporosità e per interrare i concimi, o in primavera per
eliminare le infestanti utilizzando erpici a dischi, fresatrici o
estirpatori.
Vantaggi:
favoriscono l'infiltrazione delle acque piovane
- velocizzano la degradazione della sostanza organica
Svantaggi:
- favoriscono l'erosione nei terreni in pendio
- possono creare fenomeni di ristagno superficiale per effetto del calpestio
generato dalle macchine
possono creare una suola di lavorazione se effettuati sempre alla stessa
profondità