Coltivazioni arboree: impianto e gestione del frutteto

Slide da Università sulle coltivazioni arboree, impianto e gestione del frutteto. Il Pdf, adatto per lo studio autonomo in Scienze a livello universitario, illustra le considerazioni economiche iniziali, la preparazione del terreno, la messa a dimora delle piante e le pratiche di gestione del suolo.

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35 pagine

Coltivazioni arboree
Impianto e Tecniche di coltivazione del frutteto
IMPIANTO DEL FRUTTETO
Considerazioni preliminari
Considerazioni preliminari di natura economica
La scelta di impiantare un frutteto comporta un grande
investimento iniziale e i primi redditi si verificano dopo
alcuni anni dall’impianto. Inoltre le scelte effettuate
inizialmente hanno una ricaduta per un numero notevole di
anni data la durata produttiva degli impianti frutticoli.
Pertanto per essere economicamente valido l’impianto
deve:
ammortizzare in breve tempo l’investimento iniziale;
consentire la più idonea meccanizzazione delle operazioni
colturali;
contenere i costi di produzione

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Anteprima

Coltivazioni arboree

Impianto e Tecniche di coltivazione del frutteto

IMPIANTO DEL FRUTTETO Considerazioni preliminari Considerazioni preliminari di natura economica La scelta di impiantare un frutteto comporta un grande investimento iniziale e i primi redditi si verificano dopo alcuni anni dall'impianto. Inoltre le scelte effettuate inizialmente hanno una ricaduta per un numero notevole di anni data la durata produttiva degli impianti frutticoli. Pertanto per essere economicamente valido l'impianto deve:

  • ammortizzare in breve tempo l'investimento iniziale;
  • consentire la più idonea meccanizzazione delle operazioni colturali;
  • contenere i costi di produzione

Impianto del frutteto: Considerazioni preliminari

Tali obiettivi comportano scelte di base appropriate:

  • analisi del mercato del prodotto, delle strutture di conservazione e/o trasformazione presenti nella zona, e delle infrastrutture (strade asfaltate, ferrovie, porti e aeroporti) per trasportare il prodotto dall'azienda ai mercati
  • individuazione della vocazionalità della zona
  • scelta della specie, della cultivar e del portinnesto
  • scelta del sesto d'impianto idoneo preparazione del terreno certificazione genetico-sanitaria delle piante

Impianto del frutteto: Individuazione della vocazionalità della zona

primo elemento da considerare è la vocazionalità della zona: ovvero l'insieme delle caratteristiche pedologiche e climatiche che rendono un territorio ottimale per la crescita di una coltura. A questo scopo risultano molto utili le mappe di vocazionalità, realizzate in genere a cura di enti regionali ed associazioni per lo sviluppo in agricoltura con la collaborazione di enti di ricerca come ad esempio l'IBIMET (Istituto di biometeorologia) del CNR. I principali fattori che vengono presi in esame per costruire le mappe di vocazionalità sono descritti di seguito.

Impianto del frutteto: Vocazionalità della zona

Fattori climatici - temperature medie giornaliere; escursioni termiche giornaliere e stagionali; intensità, frequenza e distribuzione stagionale/mensile delle precipitazioni atmosferiche; frequenza ed epoca delle brinate; frequenza di grandinate; presenza di venti costanti e frequenti.

  • Fattori pedologici - tessitura; profondità dello strato attivo; pH; fertilità chimica del suolo. Fattori topografici - giacitura ed esposizione

Impianto del frutteto: Scelta della specie e della cultivar

Scelta della specie - Posto che nel territorio siano presenti infrastrutture e strutture che consentano la conservazione e la commercializzazione del prodotto, la scelta si baserà principalmente sulle caratteristiche pedoclimatiche prima descritte. Scelta delle cultivar - Si basa soprattutto su considerazioni tecnico economiche e di mercato. La richiesta di mercato deve essere in crescita o quantomeno stabile, le caratteristiche qualitative, l'epoca di maturazione, la serbevolezza e la resistenza alle manipolazioni devono rispondere alle esigenze commerciali.

Impianto del frutteto: Scelta del portinnesto

I criteri di scelta del portinnesto riguarderanno:

  • l'affinità con la cultivar prescelta;
  • l'adattabilità alle condizioni pedoclimatiche;
  • la resistenza ai principali fitopatogeni;
  • il grado di vigoria che si intende imprimere alle piante che dovrà essere tale da consentire una precoce messa a frutto, fruttificazione adeguata, sviluppo della pianta tale da consentire una economica esecuzione delle operazioni colturali.

Impianto del frutteto: Scelta del sesto d'impianto

La scelta del sesto d'impianto è legato alla scelta della cultivar e del portinnesto, ma dipende soprattutto da considerazioni tecnico-economiche. Il sesto d'impianto prescelto dovrà:

  • sfruttare razionalmente lo spazio per consentire la massima produzione consentire la giusta esposizione delle piante alla luce ottimizzando il LAI (leaf area index)
  • facilitare il transito delle macchine permettere una idonea copertura durante i trattamenti fitosanitari.

Impianto del frutteto: Sesti d'impianto

. 4 IN QUADRO IN RETTANGOLO A QUINCONCE A SETTONCE I sesti d'impianto regolari, utilizzati tradizionalmente nei fruttiferi sono descritti di seguito.

  • In quadrato (meccanizzazione adeguata, LAI non ottimale)
  • in rettangolo (meccanizzazione agevole ma LAI basso)
  • a quinconce cioè con alberi ai vertici di un triangolo isoscele (LAI quasi ottimale ma scarsa meccanizzazione delle operazioni)
  • a settonce cioè con piante ai vertici di un triangolo equilatero (scarsa meccanizzazione ma LAI ottimale)

Impianto del frutteto: Scelta del sesto d'impianto attuale

Attualmente i sesti d'impianto più utilizzati sono quelli a rettangolo, con file distanziate di 3-4 m per consentire il passaggio delle macchine (corsia di servizio). Talvolta si usano schemi a file doppie e triple nei quali le corsie di servizio hanno le stesse dimensioni, ma la fila semplice è sostituita da una doppia o tripla fila in cui le piante sono disposte in modo sfalsato con uno schema a quinconce o a settonce. La distanza tra le piante sulla fila dipende dalla forma di allevamento e dalla vigoria delle piante.

Impianto del frutteto: Scelta della densità d'impianto

In base al sesto d'impianto ed alla forma di allevamento scelti si possono ottenere diverse densità di impianto:

  • Impianti a bassa densità (< 300 piante/ha) : distanze : 6m x 6m; 7m x 7m
  • forme di allevamento in volume (vaso tradizionale e forme libere naturali)
  • portinnesti vigorosi Impianti a media densità ( 400-500 piante/ha) distanze : 5m x 4m; 5m x 4,5m
  • forme di allevamento in volume e in superficie (vasetto, palmetta, bandiera) Portinnesti: semi-nanizzanti o vigorosi

Impianto del frutteto: Densità d'impianto

Impianti ad alta densità ( 600-800 piante/ha) distanze : 5m x 3,5m; 5m x 2,5m; 5m x 2,0m

  • forme di allevamento in volume (vasetto basso, fuso, fusetto, candelabro)
  • portinnesti semi-nanizzanti o nanizzanti Impianti ad altissima densità ( > 1000 piante/ha) distanze : 4m x 2,5m; 3,5 m x 2,5m; 3,5m x 2,0m o più fitti forme di allevamento in volume compatto ( fusetto, spindelbusch, slender spindle) portinnesti semi-nanizzanti o nanizzanti

Impianto del frutteto: Fasi d'impianto

Lavori preliminari Livellamento del terreno: si esegue solo se ci sono dislivelli tali da ostacolare il percorso delle macchine o da compromettere la regolazione dei deflussi idrici: si esegue con ruspe e bulldozer.

  • Drenaggio: i dreni vengono messi in opera a profondità maggiori di 10-20 cm rispetto alla profondità raggiungibile dalle radici. Le distanze tra le tubazioni dipendono dal tipo di terreno e dal sesto d'impianto.

Impianto del frutteto: Preparazione del terreno

Preparazione del terreno Scasso - Ha lo scopo di approfondire lo strato attivo del suolo. Si esegue alla profondità di 1-1,5 m se si utilizzano portinnesti vigorosi o a 60-80 cm se si utilizzano portinnesti nanizzanti. Si usano aratri da scasso o ruspe. Viene effettuato di solito a fine estate. Può essere effettuato con diverse modalità:

  • scasso totale: su tutta la superficie
  • scasso parziale: sulla superficie ove si trapianteranno gli astoni. In questo caso può essere: - a fosse (lungo la fila ove avverrà la messa a dimora) - a buche (solo nella zona al cui centro verranno messi a dimora gli astoni)

Impianto del frutteto: Operazioni successive allo scasso

(preparazione del terreno) Operazioni successive allo scasso

  • Eventuale posa in opera delle tubazioni fisse per impianti di irrigazione che le prevedano Aratura - a 30-40 cm per sminuzzare le zolle e rendere regolare la superficie
  • Concimazione di fondo - si somministrano fertilizzanti organici (soprattutto letame) e fosfopotassici.

Impianto del frutteto: Realizzazione dell'impianto

Preparazione e realizzazione dell'impianto

  • Squadratura dell'appezzamento - Ha lo scopo di tracciare le linee corrispondenti ai filari e posizionare i picchetti nei punti esatti in cui si effettuerà la messa a dimora delle piante.
  • Impianto della struttura di sostegno - Si effettua in alcuni impianti ad alta densità e per le piante sarmentose come la vite e l'actinidia. È costituito da pali e fili (tutori) che servono a sostenere le piante. Il tutto viene ancorato al suolo per mezzo di strutture in ferro o cemento chiamate ancore. I pali possono essere in cemento vibrato, legno (castagno o acacia), acciaio (più raramente). I fili sono in ferro zincato, ferro plastificato, acciaio inox, con calibri da 12 a 22.

Impianto del frutteto: Scavo delle buche e messa a dimora

Scavo delle buche - Può essere effettuato con trivelle elicoidali (azionate dalla presa di potenza della trattrice) e a mano (solo su piccoli appezzamenti). Quando gli impianti sono molto fitti, in alternativa, si realizzano fosse continue sulla fila con aratro assolcatore.

  • Messa a dimora degli astoni - Gli astoni sono barbatelle già innestate che si acquistano dai vivai, munite di certificazione, e si mettono a dimora con pane di terra (se sempreverdi) o a radice nuda (previa idratazione ed eventuale accorciamento delle radici). Il punto d'innesto dovrà essere posizionato fuori terra a circa 10 cm dalla superficie. Si possono utilizzare anche apposite macchine trapiantatrici come avviene spesso nei vigneti.

TECNICHE DI COLTIVAZIONE DEI FRUTTETI

Gestione del terreno

La gestione del terreno viene effettuata durante tutto il ciclo vitale delle colture frutticole con i seguenti scopi: arieggiare il terreno mantenendo un equilibrio tra macro e micropori mantenere un bilancio idrico equilibrato

  • interrare fertilizzanti organici e concimi minerali
  • controllare la crescita delle infestanti I principali interventi che si eseguono sono:
  • lavorazioni meccaniche inerbimento
  • diserbo chimico pacciamatura

Gestione del terreno: Lavorazioni meccaniche

Consentono l'arieggiamento del suolo, l'interramento dei concimi e l'eliminazione delle infestanti. Si eseguono in autunno per migliorare il rapporto tra macro e microporosità e per interrare i concimi, o in primavera per eliminare le infestanti utilizzando erpici a dischi, fresatrici o estirpatori. Vantaggi: favoriscono l'infiltrazione delle acque piovane

  • velocizzano la degradazione della sostanza organica Svantaggi:
  • favoriscono l'erosione nei terreni in pendio
  • possono creare fenomeni di ristagno superficiale per effetto del calpestio generato dalle macchine possono creare una suola di lavorazione se effettuati sempre alla stessa profondità

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