Documento da Università su Manutentore del Verde. Il Pdf, di tipo Appunti, esplora la pedologia, analizzando la composizione del suolo, le sue proprietà fisiche, chimiche e biologiche, e i processi di formazione, con un focus sulle coltivazioni arboree e l'ambiente, per la materia Scienze.
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La Pedologia e a scienza che studia tutti gli aspetti del suolo inteso sia come terreno naturale che come terreno agrario; studia le sue proprietà fisiche e chimiche, i fenomeni biologici dei quali è sede, la sua morfologia e la sua evoluzione. In senso molto ampio, il suolo si può considerare un insieme naturale che comprende:
La creazione del suolo è il risultato dell'azione cumulativa e complementare dei alcuni fattori detti appunto pedogenetici che sono: clima, vegetazione, substrato pedogenetico, rilievo e tempo. L'azione dei fattori pedogenetici è interdipendente e complementare e quindi un terreno, costituisce sempre un sistema dinamico in continuo sviluppo. Il terreno (o suolo) che si è formato per azioni pedogenetiche puramente naturali si chiama terreno naturale; quello nel quale a tali azioni si è aggiunta l'attività dell'uomo agricoltore si definisce terreno agrario. Il terreno è la risultante di processi di disgregazione e alterazione delle rocce di natura fisica (o meglio fisico- meccanica), chimica e biologica.
Le AZIONI FISICO-MECCANICHE sono provocate:
Le AZIONI CHIMICHE derivano dall'azione combinata di 3 agenti:
Le AZIONI BIOLOGICHE avvengono per opera di organismi viventi sia vegetali che animali. Il terreno, man mano che si forma, può rimanere sul posto o può essere trasportato e depositato lontano dalla roccia da cui deriva: nel primo caso si parla di terreni autoctoni o in posto, nel secondo di terreni alloctoni o di trasporto. I terreni autoctoni hanno, in genere, caratteristiche poco favorevoli da un punto di vista agricolo: di solito sono poco profondi, di scarsa fertilità (presenza di elementi nutritivi e sostanza organica) e anche difettosi essendo costituiti da particelle uniformi e della medesima natura (cioè derivanti dalla degradazione delle stesse tipologie rocciose). I terreni alloctoni derivano dall'azione di trasporto di agenti diversi; i loro componenti inorganici derivano dalla degradazione di rocce svariatissime e non hanno alcun rapporto genetico con lo strato geologico su cui giacciono. Questi terreni sono di solito più ricchi e più fertili degli autoctoni perché, essendo spesso di notevole spessore e costituiti da particelle di natura e dimensioni diverse, presentano buone od ottime caratteristiche chimiche ed una tessitura assai favorevole ala vegetazione.
Le PROPRIETA' CHIMICHE DEL TERRENO sono:
Le PROPRIETA' BIOLOGICHE DEL TERRENO dal punto di vista agrario e che hanno luogo nel terreno agrario sono le seguenti:
La botanica è la disciplina della biologia che studia le forme di vita del mondo vegetale (la flora) in rapporto alla loro anatomia, fisiologia, classificazione ed ecologia. La classificazione scientifica delle piante è stata pensata dal naturalista svedese Carlo Linneo (1707 - 1778) che distinse le piante in Genere, Famiglia e Specie, con descrizione in latino; vi sono poi ancora ulteriori classificazioni come sottospecie, varietà, ordine, sottordine, classe, ecc. Nel Genere, vi sono le piante con caratteristiche comuni, il nome è in italiano e anche con i vari nomi dialettali, es: margherita, rosa, abete, ecc. Nella Famiglia sono comprese le piante con fisiologia e anatomia comuni. Nella Specie vi sono le piante di aspetto simile "in grado di incrociarsi tra loro" per la riproduzione. Vi sono due tipi principali di piante: le Angiosperme (seme con involucro), contenuto in un frutto e comprende tutte le piante con i fiori, le Gimnosperme (dal seme nudo) senza il fiore, ad esempio le Conifere e le Cicadine (le palme). Il Fiore è quindi un organo delle Angiosperme il quale è formato dal calice e dalla corolla. Il calice in genere è formato da una serie di sepali generalmente verdi che proteggono la gemma prima che il fiore sbocci. All'interno del calice è inserita la corolla, la quale contiene l'apparato riproduttore della pianta (androcèo e ginecèo); essa è formata da una serie di petali che hanno la funzione di attirare gli insetti impollinatori; per questo motivo hanno spesso colori sgargianti e sono dotati di ghiandole che secernono nettare e altre sostanze zuccherine.
La corolla a seconda della forma può essere:
I petali sono le foglie della corolla, diversamente colorati a tinte quasi sempre vivaci. L'androcèo è la parte maschile del fiore (gr. andro = maschio) costituito da:
Il ginecèo è la parte fertile femminile (gr. gynè = femmina) composta dal pistillo suddiviso in tre parti:
Nel fiore, con la fecondazione degli ovuli contenuti all'interno dell'ovario, si sviluppa IL FRUTTO. Il compito biologico del frutto è fornire protezione, nutrimento ai semi in esso contenuti e contribuire con la loro dispersione alla diffusione della specie. Vi sono principalmente due categorie di frutti, i frutti semplici e i frutti composti o falsi frutti come le fragole, le more, l'ananas, i fichi o la rosa nei quali ogni granello è in realtà un frutto. I frutti semplici si dividono in carnosi e secchi, essi si sviluppano in tre strati distinti che formano il pericarpo (intorno-frutto), ed essi sono ben distinguibili nei frutti carnosi perché ricchi di acqua:
Nei frutti secchi con pochissima acqua e pericarpo legnoso,si distinguono 2 forme principali: i deiscenti (escono),nei quali i semi si liberano a maturità, e gli indeiscenti (non escono), che non liberano il seme.
Nei frutti secchi indeiscenti le tipologie principali sono: