Patologia generale con focus infermieristico, immunologia e tumori

Documento dall'Università degli Studi di Roma La Sapienza su patologia infermieristica. Il Pdf esplora l'immunologia, le difese del corpo e la patologia tumorale, inclusi oncogeni e metastasi, per studenti universitari di Biologia.

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35 pagine

Patologia (infermieristica)
Patologia Generale
Università degli Studi di Roma La Sapienza (UNIROMA1)
34 pag.
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Patologia (infermieristica)

Patologia Generale Università degli Studi di Roma La Sapienza (UNIROMA1) 34 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/patologia-infermieristica-1/6026530/ Downloaded by: paola-francesca-tomasello (tomasello.paola1996@gmail.com)

ESAME PATOLOGIA GENERALE

IMMUNOLOGIA

5.2 LA PRIMA LINEA DI DIFESA: BARRIERE MECCANICO-CHIMICHE

La prima linea di difesa è molto valida in quanto contribuisce a bloccare ed a eliminare i microrganismi in corrispondenza delle vie da essi percorse per penetrare nell'organismo. Tale linea di difesa è costituita:

  • Dalle cellule epiteliali che formano il rivestimento della cute e delle mucose e dalle molecole da esse sintetizzate e secrete;
  • Dai prodotti della secrezione delle ghiandole presenti nei tessuti di rivestimento (sebo, sudore, muco, lacrime ecc.);
  • Dai microrganismi della flora saprofitica e da alcune molecole da essi sintetizzate e secrete.

Tra i meccanismi della prima linea di difesa, quelli scoperti più recentemente sono alcuni prodotti di secrezione delle cellule dell'organismo ospite. Si tratta di peptidi forniti di azione antimicrobica e per questo definiti defensine o antibiotici endogeni. Oltre che dalle cellule epiteliali di rivestimento, tali peptidi sono prodotti anche dai leucociti detti IEL (IntraEpithelial Lymphocytes), che costituiscono inoltre una connessione tra prima e terza linea di difesa.

5.3 LA SECONDA LINEA DI DIFESA: I FATTORI DELL'IMMUNITA' NATURALE E DELL'INFIAMMAZIONE

I microrganismi che superano la prima linea di difesa, ne incontrano una seconda, rappresentata dai fattori dell'immunità naturale, innata o aspecifica. Questi sono suddivisi in cellulari (cellule NK, monociti/macrofagi, polimorfonucleati, cellule dendritiche di Langerhans) ed umorali (proteine plasmatiche, come il sistema del complemento).

5.3.1 CARATTERISTICHE GENERALE

La distinzione dei fattori dell'immunità innata in cellulari ed umorali si basa sul riconoscimento delle molecole bersaglio. L'organismo dispone di molecole, definite recettori, che possono avere una localizzazione diversa:

  • Possono essere espresse dalle cellule prima menzionate sulla loro superficie o nel citosol (recettori di membrana e recettori citosolici);
  • Possono essere presenti in soluzione nel sangue e nei fluidi dell'organismo, definiti umori;

Le principali caratteristiche dell'immunità innata, che la differenziano da quella acquisita, sono:

  • E' presente dalla nascita; Document shared on https://www.docsity.com/it/patologia-infermieristica-1/6026530/ Downloaded by: paola-francesca-tomasello (tomasello.paola1996@gmail.com)
  • È attiva contemporaneamente verso tutti i microrganismi, in quanto i suoi recettori riconoscono molecole comuni ai vari agenti patogeni;
  • È indipendente da qualsiasi precedente contatto con gli agenti patogeni;
  • Non si modifica o rafforza in seguito ad ulteriori contatti con lo stesso agente patogeno.

Al contrario, l'immunità acquisita o specifica possiede caratteristiche diverse:

  • Si manifesta qualche mese dopo la nascita e si instaura in seguito al contatto con agenti patogeni;
  • È attivata dal riconoscimento di singoli antigeni presenti in un determinato agente patogeno e, quindi, peculiari;
  • Perché si manifesti è necessaria la penetrazione di antigeni nell'organismo;
  • Si rafforza dopo il secondo e gli ulteriori contatti con lo stesso agente patogeno, rendendo la risposta immunitaria più efficace.

L'importanza dell'immunità innata o aspecifica è enorme per la molteplicità dei bersagli contemporaneamente aggredibili e per l'immediatezza del suo intervento in quanto i suoi protagonisti cellulari ed umorali preesistono nell'organismo, indipendentemente da qualsiasi tipo di aggressione. Per tali motivi essa rappresenta il meccanismo difensivo di pronto intervento in grado di ostacolare l'evoluzione del contagio in infezione. Negli organismi più evoluti, nei quali è presente un letto vascolare, i fattori dell'immunità naturale agiscono nel loro insieme anche da protagonisti della reazione infiammatoria, ragione per cui possono anche essere definiti fattori dell'infiammazione.

5.3.2 LE CELLULE PROTAGONISTE DELL'IMMUNITA' INNATA E DELL'INFIAMMAZIONE

Delle cellule che presidiano a questo tipo di immunità, la maggior parte come i leucociti polimorfonucleati (PMN), i monociti e le cellule NK sono presenti nel sangue; mentre le altre cellule come i mastociti, i macrofagi e le cellule accessorie sono residenti nei tessuti. I PMN, i monociti e le cellule NK sono cellule ematiche, derivate da precursori presenti nel midollo osseo, che in presenza di un'infezione sono stimolati ad intraprendere il processo differenziativo da una particolare categoria di citochine, i cosiddetti fattori di crescita emopoietici. Si determina così un aumento delle cellule ematiche della serie bianca nel sangue, detta leucocitosi.

Leucocitosi: Assoluta > se riguarda l'aumento di tutti i leucociti Relativa > se riguarda una sola categoria di essi. E può essere: Neutrofilia > leucocitosi neutrofila Eosinofilia > leucocitosi eosinofila Basofilia > leucocitosi basofila Linfocitosi > aumento linfociti Monocitosi-> aumento monociti

L'esame emocromocitometrico conta le cellule ematiche e determina la formula leucocitaria. I PMN sono distinti in neutrofili, eosinofili e basofili sulla base della colorazione che assumono i granuli contenuti nel loro citoplasma. Essi sono le prime cellule che abbandonano il circolo sanguigno per riversarsi nei tessuti dove sono richiamati dai fattori chemiotattici. I granulociti neutrofili dove aver riconosciuto i microbi con i loro recettori, procedono a Document shared on https://www.docsity.com/it/patologia-infermieristica-1/6026530/ Downloaded by: paola-francesca-tomasello (tomasello.paola1996@gmail.com)distruggerli con due meccanismi: fagocitandoli e digerendoli oppure uccidendoli rilasciando sostanze microbicide contenute nei granuli. I granulociti eosinofili si attivano essenzialmente nelle infezioni parassitarie e nelle reazioni allergiche, hanno scarsa attività fagocitaria usando come arma sostanze tossiche contenute nei granuli. I granulociti basofili sono quelli in minor numero nel sangue e sono gli equivalenti ematici dei mastociti con i quali condividono l'attività. I monociti sono cellule ematiche di provenienza midollare, caratterizzate dalla presenza di un grosso nucleo reniforme. Essi migrano nei tessuti dove si differenziano in macrofagi e sono dotati di grande attività fagocitaria e conseguentemente digestiva sia nei riguardi delle cellule dell'organismo che hanno compiuto il loro ciclo vitale sia nei riguardi di agenti invasori. A seconda del tessuto dove si differenziano, prendono nomi diversi:

  • Microglia: SNC;
  • Cellule del Kupffer: fegato;
  • Macrofagi alveolari: polmone;
  • Osteoclasti: osso.

Essi vengono attivati dai lipolisaccaridi (LPS) batterici, ed in conseguenza di tale processo rilasciano una serie di citochine e chemiochine. Tra le citochine bisogna ricordare il fattore di necrosi tumorale (TNF). I PMN e i monociti lasciano il corrente circolatorio grazie all'allentamento delle giunzioni interendoteliali ed all'azione di richiamo esercitata dai fattori chemiotattici, rilasciati sia dai microbi che da alcune cellule dell'organismo, in particolare i linfociti T. Inoltre, i macrofagi rilasciano citochine che attivano le cellule dendritiche, le quali non solo captano e fagocitano i microbi anch'esse, ma esprimono sulla loro superficie molte molecole che consentono ad esse di espletare la funzione di cellule presentanti l'antigene ai linfociti T, dando inizio all'intervento della terza linea di difesa. Le cellule Natural Killer costituiscono una popolazione linfocitaria contraddistinta morfologicamente da maggiori dimensioni e per questo indicate come Large Granular Lymphocities. Stimolate da alcune citochine, esse acquisiscono la capacità di riconoscere ed uccidere due categorie di cellule, quelle infettate da virus e quelle neoplastiche, introducendo in esse delle molecole ad azione litica che ne provocano la morte.

5.3.3 RECETTORI DELL'IMMUNITA' INNATA E DELL'INFIAMMAZIONE

Le cellule dell'immunità innata e dell'infiammazione sono fornite di un sistema sensoriale, che segnala la presenza non solo di microbi, ma anche di sostanze estranee all'organismo e di molecole derivate da tessuti danneggiati. Questo sistema sensoriale è composto da un insieme di recettori che prende il nome di Pattern Recognition Receptors (PRRs). Questi recettori riconoscono "profili molecolari", ossia strutture comuni a microbi diversi, non espresse sulle cellule di mammifero (PAMPs).

5.3.4 LE CITOCHINE

Le citochine costituiscono un vasto gruppo di molecole proteiche, sintetizzate e secrete non solo dalle cellule infiammatorie ed immunitarie ma praticamente da tutte le cellule dell'organismo. Nel loro insieme, le citochine si comportano da molecole trasportatrici di segnali; esse, interagendo con recettori di membrana espressi dalle cellule bersaglio, trasducono un segnale che modula la trascrizione di geni che codificano per proteine responsabili di importanti funzioni cellulari. Gli effetti sulle cellule bersaglio possono essere sia di tipo stimolatorio sia inibitorio. Diverse citochine sono definite interleuchine (IL) perché Document shared on https://www.docsity.com/it/patologia-infermieristica-1/6026530/ Downloaded by: paola-francesca-tomasello (tomasello.paola1996@gmail.com)inizialmente vennero identificate nei leucociti; altre citochine sono definite con un termine indicante il primo effetto messo in evidenza, come per esempio il TNF Tumor Necrosis Factor. Le citochine agiscono non solo localmente con un meccanismo autocrino e paracrino (rispettivamente stessa cellula e cellula vicino) ma anche con meccanismo endocrino, cioè a distanza, venendo in questo caso trasportate col sangue dal sito di rilascio fino a quello dove trovano cellule che espongono sulla loro membrana plasmatica i recettori con cui possono interagire. La loro azione è definita pleiotropica, ovvero rivolta in molte direzioni. Molte citochine, rilasciate dai protagonisti dell'immunità innata e dell'infiammazione, trovano recettori sui linfociti, protagonisti invece dell'immunità acquisita o specifica; ciò rappresenta un'importante collegamento tra seconda e terza linea di difesa. Esse apportano segnali di attivazione alle cellule immunitarie ed endoteliali, segnali che reclutano leucociti dal sangue e stimolano la leucopoiesi nel midollo osseo. Una volta innescata, la produzione di citochine è generalmente di durata limitata nel tempo; ciò avviene per l'entrata in azione di meccanismi regolatori, rappresentati dalle citochine antiinfiammatorie e da alcuni ormoni. Di seguito sono indicate le principali citochine maggiormente coinvolte nell'immunità innata e nella reazione infiammatoria, che sono prodotte prevalentemente dai monociti/macrofagi stimolati dal riconoscimento di LPS o di altri costituenti batterici, di virus o di sostanze estranee all'organismo.

a) Tumor Necrosis Factor (TNF)

Fa parte di una famiglia che comprende due isoforme di TNF, definite rispettivamente TNF-a e TNF-B. I principali effetti provocati dal TNF interessano localmente:

  • Le cellule endoteliali che sono stimolate a dilatarsi e ad esprimere molecole di adesione;
  • I PMN, che da esso sono attivati;
  • I macrofagi, che vengono stimolati alla fagocitosi, alla produzione di IL-1, nonché all'esplosione respiratoria;
  • I componenti del sistema del complemento che vengono anch'essi attratti chemotatticamente;
  • Il sistema coagulativo, che viene attivato con conseguente formazione di coaguli;

A distanza:

  • L'ipotalamo con induzione della febbre e inappetenza;
  • Il fegato con stimolazione alla produzione di proteine di fase acuta;
  • Tutte le cellule con stimolazione all'insulino resistenza.

b) Interleuchina 1 (IL-1)

È secreta da molte cellule e principalmente dai monociti/macrofagi, stimolati da varie molecole microbiche, ed anche dallo stesso TNF. Con questa citochina IL-1 condivide molti effetti locali e a distanza ma, a differenza di essa, non induce né coagulazione massiva né shock tossico né cachessia. Inoltre IL-1 induce attivazione dei linfociti T Helper e l'espansione clonale dei linfociti B.

c) Interleuchina 6 (IL-6)

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