Il Paradigma della Complessità e il Modello di Scuola Inclusivo

Slide from Università about Il Paradigma della Complessita'. La Pdf esplora il paradigma della complessità e il modello di scuola inclusivo, dettagliando le Linee Guida del DM 12 Luglio 2011 per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e l'insegnamento delle lingue straniere, utile per Psicologia.

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36 pagine

IL PARADIGMA DELLA COMPLESSITA
LOGICA CLASSICA:
PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE:
«A» E ANCHE «NON A» E’ FALSO.
PRINCIPIO DEL TERZO ESCLUSO: SE «A» E’ VERA, «NON A» E’ FALSO.
(TERTIUM NON DATUR)
IL MONDO DELL’UOMO E’ CARATTERIZZATO DA EVENTI IN CUI COESISTONO LASPETTO
BIOLOGICO, QUELLO PSICHICO E QUELLO SOCIALE. IN QUESTO MONDO “il contraddittorio di
una verità profonda è unaltra verità profonda (Morin)
IL MODELLO DI SCUOLA INCLUSIVO
BISOGNI EDUCATIVI
SPECIALI
(SPECIAL EDUCATION NEEDS)
DALL’INTEGRAZIONE
ALL’INCLUSIONE
(INCLUSIVE EDUCATION)
UNIVERSALITA ED
EQUITA
(Universal Design for
Learning)

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Anteprima

Il Paradigma della Complessità

Logica Classica

LOGICA CLASSICA: PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE: «A» E ANCHE «NON A» E' FALSO. PRINCIPIO DEL TERZO ESCLUSO: SE «A» E' VERA, «NON A» E' FALSO. (TERTIUM NON DATUR) IL MONDO DELL'UOMO E' CARATTERIZZATO DA EVENTI IN CUI COESISTONO L'ASPETTO BIOLOGICO, QUELLO PSICHICO E QUELLO SOCIALE. IN QUESTO MONDO "il contraddittorio di una verità profonda è un'altra verità profonda" (Morin)

Il Modello di Scuola Inclusivo

Bisogni Educativi Speciali

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (SPECIAL EDUCATION NEEDS) DALL'INTEGRAZIONE ALL'INCLUSIONE (INCLUSIVE EDUCATION) UNIVERSALITA' ED EQUITA' (Universal Design for Learning)

Inclusive Education

INCLUSIVE EDUCATION DICHIARAZIONE DI SALAMANCA (1994) RICONOSCIMENTO DELLA DIVERSITA' CULTURALE COME DIRITTO MERITEVOLE DI TUTELA. DIRITTO ALL'EDUCAZIONE DI TUTTI I BAMBINI NEL RISPETTO DELLE DIVERSITA' DI CUI OGNUNO E' PORTATORE.

Dichiarazione di Salamanca (UNESCO 1994)

  • L'educazione è un diritto fondamentale di ogni bambino che deve avere la possibilità di acquisire e di mantenere un livello di conoscenze accettabili;
  • Ogni bambino ha caratteristiche, interessi, predisposizioni e necessità di apprendimento che gli sono propri;
  • I sistemi educativi devono essere concepiti e i programmi devono essere messi in pratica in modo da tenere conto di questa grande diversità di caratteristiche e di bisogni;
  • Le persone che hanno bisogni educative speciali devono poter accedere alle normali scuole che devono integrarli in un sistema pedagogico centrato sul bambino, capace di sosddisfare queste necessità;
  • Le scuole normali che assumono questo orientamento di integrazione costituiscono il modo più efficace per combattere i comportamenti discriminatori, creando delle comunità accoglienti, costruendo una società di integrazione e raggiungendo l'obiettivo di un'educazione per tutti, inoltre garantiscono efficacemente l'educazione della maggioranza dei bambini, accrescono il profitto e, in fin dei conti, il rendimento complessivo del sistema educativo.

Definizione di Bisogni Educativi Speciali (BES)

«Il Bisogno Educativo Speciale è qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e/o apprenditivo, dovuta all'interazione dei vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata». Definizione di Bisogni Educativi Speciali (BES) PARTICOLARI CONDIZIONI FISICHE (A PARTIRE DA SEMPLICI ALLERGIE) MENOMAZIONI DELLE STRUTTURE E DELLE FUNZIONI CORPOREE, COME LE MENOMAZIONI SENSORIALI, MOTORIE, COGNITIVE (DISABILITA') DEFICIT DELLE ATTIVITA' PERSONALI (DEFICIT DI APPRENDIMENTO, DI COMUNICAZIONE, LINGUAGGIO, INTERAZIONE, AUTONOMIA) DIFFICOLTA' NELLA PARTECIPAZIONE SOCIALE, COME LE DIFFICOLTA' A RISPETTARE LE REGOLE SOCIALI E PRENDER PARTE CORRETTAMENTE A TUTTE LE ATTIVITA' SCOLASTICHE DIFFICOLTA' PRODOTTE DA FATTORI CONTESTUALI PERSONALI, COME BASSA AUTOSTIMA, SCARSE MOTIVAZIONI, STILI ATTRIBUTIVI DISTORTI, PROBLEMI DI COMPORTAMENTO.

Breve Storia dell'Inclusione in Italia

BREVE STORIA DELL'INCLUSIONE IN ITALIA INSERIMENTO INTEGRAZIONE INCLUSIONE

Inserimento

  • Legge 118 del 30 Marzo del 1971: Art. 28: "L'istruzione dell'obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica" 2 ECCEZIONI: gravi forme di deficit intellettivo e gravi menomazioni fisiche che possono impedire o rendere molto difficoltoso l'inserimento nelle classi normali.
  • Documento Falcucci 1975: Il superamento di qualsiasi dorma di emarginazione passa attraverso un nuovo modo di concepire e attuare la scuola
  • Legge 517/1977: Punto di svolta > abolizione delle classi differenziali e delle scuole speciali. Art.2 e 7-> l'inserimento avviene grazie all'insegnante di sostegno nella scuola dell'obbligo. Per scuola dell'obbligo qui si intende il primo ciclo anche se nell'art.28 della legge 118/1971 si legge che l'Istruzione Superiore è "facilitata" (non ancora assicurata)

Integrazione

  • Legge 104/1992: LEGGE QUADRO PER L'ASSISTENZA, L'INTEGRAZIONE E I DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA'
  • Artt. 12-17: E' garantito il diritto all'istruzione e all'educazione della persona handicappata nelle classi comuni di ogni ordine e grado e nelle Istituzioni Universitarie.
  • L'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata
  • L'esercizio al diritto all'educazione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento nè da altre difficoltà derivanti dalle disablità connesse all'handicap.

Dall'Integrazione all'Inclusione

  • DALL'APPROCCIO BIOMEDICO ALL'APPROCCIO BIO-PSICO-SOCIALE
  • APPROCCIO BIOMEDICO: DIRE PERSONA DISABILE SIGNIFICA RIDURRE LA PERSONA AL SUO DEFICIT
  • APPROCCIO BIO-PSICO-SOCIALE: ICF(2001)- ICF CY (2007). SI TRATTA DI UNA CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO CHE NON PARTE DAL DEFICIT MA DALLE POTENZIALITA'. TIENE IN CONSIDERAZIONE IL FUNZIONAMENTO E I FATTORI CHE LO DETERMINANO: NON SOLO LE STRUTTURE E LE FUNZIONI CORPOREE MA ANCHE LE ATTIVITA'. LA PARTECIPAZIONE E IL CONTESTO CON LE SUE FACILITAZIONI E LE SUE BARRIERE
  • Sulla base di questa prospettiva una persona non è più di per sè disabile ma lo diviene nella relazione con il contesto

Inclusione

IL CONTESTO DEVE ESSERE ADATTATO: PER ESSERE INCLUSIVO NON DEVE BASARSI SU STANDARD.

Legge 170/2010

  • LEGGE 170/2010: Nuove norme in materia di disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) in ambito scolastico
  • RICONOSCIMENTO E DEFINIZIONE DI DSA (DISLESSIA, DISGRAFIA, DISORTOGRAFIA E DISCALCULIA);
  • DIRITTO ALLO STUDIO PER ALUNNI CON DSA;
  • DEFINIZIONE DI UNA DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA E PERSONALIZZATA;
  • INTRODUZIONE DI MISURE DISPENSATIVE E STRUMENTI COMPENSATIVI;
  • USO DI MISURE DISPENSATIVE E STRUMENTI COMPENSATIVI;
  • USO DI MISURE DISPENSATIVE E STRUMENTI COMPENSATIVI PER L'INSEGNAMENTO DELLE LINGUE STRANIERE;
  • MISURE A SOSTEGNO DEI FAMILIARI.

DM 12 Luglio 2011 (Linee Guida)

La Dislessia

La dislessia Da un punto di vista clinico, la dislessia si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata, istruzione ricevuta. Risultano più o meno deficitarie - a seconda del profilo del disturbo in base all'età - la lettura di lettere, di parole e non-parole, di brani. In generale, l'aspetto evolutivo della dislessia può farlo somigliare a un semplice rallentamento del regolare processo di sviluppo. Tale considerazione è utile per l'individuazione di eventuali segnali anticipatori, fin dalla scuola dell'infanzia.

La Disgrafia e la Disortografia

La disgrafia e la disortografia Il disturbo specifico di scrittura si definisce disgrafia o disortografia, a seconda che interessi rispettivamente la grafia o l'ortografia. La disgrafia fa riferimento al controllo degli aspetti grafici, formali, della scrittura manuale, ed è collegata al momento motorio-esecutivo della prestazione; la disortografia riguarda invece l'utilizzo, in fase di scrittura, del codice linguistico in quanto tale. La disgrafia si manifesta in una minore fluenza e qualità dell'aspetto grafico della scrittura, la disortografia è all'origine di una minore correttezza del testo scritto; entrambi, naturalmente, sono in rapporto all'età anagrafica dell'alunno. In particolare, la disortografia si può definire come un disordine di codifica del testo scritto, che viene fatto risalire ad un deficit di funzionamento delle componenti centrali del processo di scrittura, responsabili della transcodifica del linguaggio orale nel linguaggio scritto.

La Discalculia

La discalculia riguarda l'abilità di calcolo, sia nella componente dell'organizzazione della cognizione numerica (intelligenza numerica basale), sia in quella delle procedure esecutive e del calcolo. Nel primo ambito, la discalculia interviene sugli elementi basali dell'abilità numerica: il subitizing (o riconoscimento immediato di piccole quantità), i meccanismi di quantificazione, la seriazione, la comparazione, le strategie di composizione e scomposizione di quantità, le strategie di calcolo a mente. Nell'ambito procedurale, invece, la discalculia rende difficoltose le procedure esecutive per lo più implicate nel calcolo scritto: la lettura e scrittura dei numeri, l'incolonnamento, il recupero dei fatti numerici e gli algoritmi del calcolo scritto vero e proprio.

Indicazioni Operative

1.OSSERVAZIONE Le ricerche in tale ambito rilevano che circa il 20% degli alunni (soprattutto nel primo biennio della scuola primaria), manifestano difficoltà nelle abilità di base coinvolte dai Disturbi Specifici di Apprendimento. Di questo 20%, tuttavia, solo il tre o quattro per cento presenteranno un DSA. Ciò vuol dire che una prestazione atipica solo in alcuni casi implica un disturbo. ATTENZIONE AGLI STILI DI APPRENDIMENTO! 2.DIDATTICA PERSONALIZZATA (obiettivi diversi)E DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA (obiettivi comuni) 3.STRUMENTI COMPENSATIVI (la sintesi vocale; il registratore; i programmi di video scrittura con correttore ortografico; la calcolatrice; tabelle, formulari, mappe concettuali ecc.) E DISPENSATIVI (tali da non differenziare il percorso didattico), TEMPI AGGIUNTIVI E RIDUZIONE DEL MATERIALE DI LAVORO 4. PREDISPOSIZIONE DEL PIANO DIDATTICO INDIVIDUALIZZATO (non esiste un modello unico)

Secondaria di I e II Grado

SECONDARIA DI I E II GRADO RICHIESTA: piena padronanza delle competenze strumentali (lettura, scrittura, calcolo); metodo di studio e prerequisiti adeguati di apprendimento. RISPOSTA: atteggiamenti demotivati e rinunciatari.

Dislessia: Obiettivo Comprensione del Testo

DISLESSIA: OBIETTIVO->COMPRENSIONE DEL TESTO. DECIFRAZIONE NON E' COMPRENSIONE 1. STRATEGIE RIGUARDANTI LA MODALITA' DI LETTURA: · insistere sul passaggio alla lettura silente piuttosto che a voce alta, in quanto la prima risulta generalmente più veloce e più efficiente; . insegnare allo studente modalità di lettura che, anche sulla base delle caratteristiche tipografiche e dell'evidenziazione di parole chiave, consenta di cogliere il significato generale del testo, all'interno del quale poi eventualmente avviare una lettura più analitica. STRUMENTI COMPENSATIVI: (trasformare i compiti di lettura in compiti di ascolto) · presenza di una persona che legga gli items dei test, le consegne dei compiti, le tracce dei temi o i questionari con risposta a scelta multipla; · sintesi vocale, con i relativi software, anche per la lettura di testi più ampi e per una maggiore autonomia; · utilizzo di libri o vocabolari digitali. MISURE DISPENSATIVE: · lettura a voce alta in classe; · lettura autonoma di brani la cui lunghezza non sia compatibile con il livello di abilità; . tutte quelle attività ove la lettura è la prestazione valutata.

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