Documento sulla Metodologia Clinica e Sistematica Medico – Chirurgica. Il Pdf esplora la semeiotica del sistema nervoso e la valutazione del dolore, distinguendo tra dolore somatico, viscerale e neuropatico, utile per lo studio universitario.
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Quando si valuta il sistema nervoso (che comprende il sistema nervoso centrale, sistema nervoso periferico, vie sensitive motorie, vie autonomiche che possono servire a controllare le reazioni a stimoli), ci si focalizza principalmente su 3 attività. Quando si interagisce con il SNC del paziente si ha una risposta (es. se si è aggressivi si mette in soggezione il paziente). È fondamentale valutare come funziona l'organismo, ma è anche importante raccogliere l'anamnesi, valutando così l'evoluzione temporale dei sintomi. È indispensabile anche effettuare un buon esame obbiettivo, in modo tale da prescrivere il minor numero di esami. Questo riguarda il tema della appropriatezza diagnostica, molto importante in modo da non prescrivere esami costosi/inappropriati e non mettere in condizioni di disagio il paziente stesso. L'esame obbiettivo neurologico dovrebbe avere un approccio sistematico, tuttavia, è necessario valutare alcune funzioni e poi approfondirle sulla base della clinica del paziente. Ad esempio, se un paziente ha una cefalea, nell'esame obbiettivo non si darà molta importanza alla sensibilità propriocettiva (non è necessaria). (in sintesi: se un paziente ha un problema, ci si concentra innanzitutto sul sistema/apparato coinvolto, in base al sospetto clinico, invece che fare una analisi di tutto) Quando si osservano le funzioni neurologiche è importante chiarire alcune definizioni:
SEGNO: è un elemento oggettivo, facilmente documentabile, può essere una risposta a uno stimolo o una situazione spontanea, è on-off (c'è o non c'è), può anche dipendere dalle caratteristiche dell'osservatore (es. udito)
Normalmente per indagare il sistema nervoso si segue una scaletta, partendo dalla vigilanza (sveglio, coma), poi analizzando le funzioni corticali superiori e infine concentrandosi su stazione eretta, deambulazione, forza, trofismo, tono muscolare, riflessi, sensibilità. Si può analizzare, come prima cosa la deambulazione, in quanto è il primo elemento visibile in un paziente. Osservare attentamente il movimento, fornisce già un quadro preciso dei problemi del paziente: valuta le disabilità, se esiste un rischio di caduta ecc. È necessario quindi conoscere i valori di normalità. Non esistono due pazienti che camminano ugualmente, in quanto la marcia è influenzata da una serie di caratteristiche individuali (quadro antropometrico). Esistono dei range di normalità:
La media della popolazione si aggira intorno ai 4/5 Km/h. La principale differenza tra camminata e corsa è il tempo di contatto col suolo; infatti, durante la corsa si ha un momento in cui non si è in contatto col suolo, mentre nella camminata almeno un piede è sempre a terra.
È un fattore che dipende dall'anatomia del paziente. Il passo varia anche in funzione dell'età, infatti le persone anziane tendono ad avere 3 variabili che cambiano con l'invecchiamento e che giustificano anche l'aumentato rischio di caduta età-relato. Le 3 variabili sono:
Quando si osserva il passo di un paziente, non si analizza solo il SNC, ma anche l'aspetto muscolare, ortopedico (osseo e articolare), disturbi dell'equilibrio, eventi sistemici (es. insufficienza d'organo che implica minore tolleranza allo sforzo), funzione cognitiva, distraibilità (attività motoria richiede attenzione). Il passo ha altre caratteristiche importanti da valutare:
2Durante il cammino, le gambe effettuano due funzioni differenti e si alternano: una gamba sostiene il carico e l'altra da trazione. Le attività di trazione e mantenimento della postura si alternano. Se il paziente presenta dolore ad un arto, lo percepirà maggiormente nel momento di carico, per cui cercherà di diminuire il tempo di carico su quella gamba, sviluppando una zoppia (asimmetria della marcia). Tale marcia è definita antalgica.
Durante il cammino si attivano principalmente 3 grandi articolazioni (anca, ginocchio, caviglia) e le articolazioni dell'avampiede. Problemi a una di queste articolazioni comportano alterazioni del cammino. Si può camminare anche senza avampiede, con alcune problematiche, in quanto la porzione dell'avampiede in cui sono presenti le dita è necessaria per mantenere l'equilibrio. In particolare, la marcia diventa più instabile. Per una corretta camminata è anche necessaria una corretta articolarità, ovvero, è necessario che le articolazioni si pieghino correttamente. Col tempo l'articolarità cala, a causa di fenomeni di artrosi (degenerazione dell'articolazione legata a traumi o invecchiamento). L'artrosi si manifesta in modo diverso sulle articolazioni, ma le 3 principali (anca, ginocchio, caviglia) sono spesso interessate da questo fenomeno, in quanto supportano gran parte del peso del corpo. Il piede ha un ruolo di ammortizzamento, in quanto se effettua un movimento corretto, si ha una maggiore capacità di assorbire le asperità del terreno e di non trasferire traumi alle grandi articolazioni. Traumi del piede riducono l'elasticità di tutto il sistema. Perciò, da un punto di vista biomeccanico si hanno tre grandi articolazioni e un sistema di ammortizzamento dei colpi. Se il piede non funziona bene, la forza e i traumi si scaricano sulle articolazioni, danneggiandole. Gli angoli di flessione delle grandi articolazioni sono relativamente bassi. Negli arti inferiori si ha un'articolarità inferiore a quella degli arti superiori (infatti si ha una capacità maggiore di movimenti di questi); ma le articolazioni degli arti inferiori supportano pesi maggiori rispetto a quelle degli arti superiori. Per quanto riguarda l'attività muscolare, si hanno due grandi regioni muscolari negli arti:
La differenza di funzioni tra le due regioni muscolari è importante in quanto, se un soggetto è allettato per un lungo periodo, perderà inizialmente massa muscolare distale e successivamente quella prossimale. È importante valutare la simmetria delle masse muscolari perché fornisce informazioni sul tempo in cui il paziente è rimasto con una limitazione articolare.
a b .... Thorax · Pelvis Lumbar Durante il cammino, il bacino non resta perfettamente 10 5 dritto, ma presenta dei movimenti su due piani. Sul piano 1-9 orizzontale, l'articolazione dell'anca descrive un Degrees -10 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 andamento sinusoide; si ha anche un movimento di 20 .... Thorax - Pelvis 10 - - Lumba inclinazione laterale, che determina delle oscillazioni che Axial trunk rotations -10 possono essere aumentate nel caso in cui vi siano delle Degrees -20 Humans Chimpanzees 109- 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 irregolarità articolari. Questo caso è evidente nella marcia L HLTD R HL TD L HL TD Humans % stride (Segment orientations at -50% of stride) Chimpanzees anserina, determinata da una zoppia dovuta ad uno smussamento unilaterale dell'articolazione dell'anca (lussazione congenita della testa dell'anca). Quando i movimenti di oscillazione del bacino non sono simmetrici, potrebbero essere presenti altre patologie legate all'articolazione dell'anca.