Organizzazione: Parole Chiave, concetti e concezioni

Documento sull'organizzazione: parole chiave, concetti e concezioni. Il Pdf esplora la polisemia dei termini e le pluralità delle concezioni nel campo dell'organizzazione, con un focus su System-Centered, Actor-Centered e Process-Centered, utile per studenti universitari di Economia.

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36 pagine

RIASSUNTO LIBRO:
ORGANIZZAZIONE: PAROLE CHIAVE
Terza edizione
ALBANO, CURZI, FABBRI -> 2020
_______________________________________________________________________________________________
POLISEMIA DELLE PAROLE CHIAVE E PLURALIT DELLE CONCEZIONI DI ORGANIZZAZIONE
Bruno Maggi propone tre concezioni di organizzazione:
1. Organizzazione come SISTEMA PREDETERMINATO RISPETTO AGLI ATTORI (SYSTEM-CENTERED)
La progettazione del sistema, si basa sulla ricerca di regolarità inscrivibili in leggi astratte e universali di funzionamento.
La conoscenza di queste leggi permette di valutare oggettivamente l’efficienza dei processi concreti in atto e di apportarvi eventuali miglioramenti.
L’analisi, la progettazione e la valutazione oggettive presuppongono che la razionalità degli analisti sia oggettiva e a priori.
Si caratterizza per la prevalenza del sistema sugli attori.
Il sistema organizzativo quindi studiato come se fosse:
Una MACCHINA: l’organizzazione vista come sistema chiuso, scomponibile in un limitato numero di variabili e chiuso all’incertezza, ossia
all’influenza di altre variabili che non si possono tenere sotto controllo. Di conseguenza, si pretende di poter progettare in modo da programmare
e coordinare tutte le componenti interne in maniera ottimale.
Ne deriva una divisione del lavoro in mansioni, ossia attribuzioni stabili di compiti elementari a determinati soggetti, i quali sono selezionati,
addestrati ed incentivati in relazione a queste mansioni, per scongiurare delle deviazioni.
Un ORGANISMO: il sistema organizzato aperto all’ambiente e, nei confronti di questo, deve trovare un continuo adattamento, mantenendosi al
contempo internamente in equilibrio.
dunque ammessa variabilità nelle scelte di coordinamento, purch sia funzionale all’equilibrio e all’adattamento nei confronti delle contingenze
esterne.
A ci contribuiscono tutte le componenti, che agiscono secondo ruoli, ossia insiemi di aspettative di comportamento che consentono deviazioni dal
programma e margini di discrezionalità.
Assume quindi importanza l’organizzazione informale, in quanto fonte di flessibilità. Accanto all’addestramento e all’incentivazione dei dipendenti,
assumono particolare importanza la motivazione e la soddisfazione nel lavoro.
2. Organizzazione come SISTEMA INDETERMINATO PRODOTTO DALLE INTERAZIONI DEGLI ATTORI (ACTOR-CENTERED)
L’organizzazione  vista:
Come costruzione sociale, --> il sistema non è predeterminato rispetto ai soggetti, ma è costruito in modo imprevedibile da questi ultimi.
Come fatto esterno e coercitivo -> in quanto essa si separa dai soggetti che la producono.
Il punto di partenza dell’analisi riguarda le INTERAZIONI SOCIALI, dalle quali si producono modelli di relazione, modi tipici, che si istituzionalizzano.
I soggetti non ricoprono ruoli predefiniti, ma assumono ruoli nel corso dell’interazione sociale, tipizzando nelle re-iterazioni comportamenti e relazioni.
La struttura del sistema organizzato intesa come la somma di tali tipizzazioni.
L’organizzazione cos intesa pu essere osservata solo a posteriori, e la sua interpretazione sarà una ricca riproduzione, in forma sistematica o narrativa,
dei vissuti individuali che vi hanno contribuito.
Si caratterizza per la prevalenza degli attori sul sistema.
Le prime due concezioni possono presentare il rischio di reificazione dei prodotti dell’attività umana: questo termine indica quel fenomeno per cui
attività e struttura, originariamente create per volontà di alcuni esseri umani, vengono successivamente percepite come se fossero oggetti che hanno
una loro vita autonoma.
La realtà sociale si dice “reificata” quando appare agli uomini come una seconda natura, indipendente da ci che essi desiderano, necessaria e non
modificabile
Lezioni --> Declinazione di TRE PAROLE CHIAVE secondo la concezione Actor centered
RAZIONALITÀ: ex ante può essere attribuita agli attori, non al sistema; si producono continuamente narrazioni razionalizzanti per dare senso ex post a cche accade,
legittimare l’organizzazione concreta.
STRUTTURA ORGANIZZATIVA: insieme di ruoli assunti tipizzati, conoscibile solo nella varietà dei casi concretamente determinati.
FORMAZIONE: acquisizione di consapevolezza nell’assunzione di ruolo.
3. Organizzazione come PROCESSO DI AZIONI E DECISIONI (PROCESS-CENTERED) intenzionalmente orientato a risultati, secondo razionalit
limitata.
L’organizzazione non intesa come un’entità, ma come processo di azione: si pone quindi l’accento su un modo particolare di intendere l’azione nel
suo scorrere e nel suo svilupparsi nel tempo.
Questa terza concezione costituisce un’alternativa alle altre due, in quanto rifiuta:
- sia la reificazione dell’organizzazione in un sistema deterministico > che pre-esiste agli individui nelle due varianti meccaniciste e organiciste
- sia la reificazione a posteriori di un sistema concreto che emerge dalle interazioni degli attori.
In questa concezione alternativa, gli elementi costitutivi per l’analisi non sono “attori” e “sistemi”, ma AZIONI, DECISIONI e premesse decisionali, che
si sviluppano sincronicamente (= ad una molteplicità di livelli) e diacronicamente (= lungo infinite catene mezzi-fini).
In tal modo, questa concezione di organizzazione si stacca dal dualismo individuo-sistema, e quindi dal problema della priorità di uno dei due poli
sull’altro (nessuno dei due prevale sull’altro).
Si parla quindi si sistema e individuo come elementi analitici, empiricamente indissociabili.
Inoltre, questa concezione implica un’idea di razionalit limitata --> questo poich la conoscenza delle alternative di scelta sempre incompleta, e non
possibile prevedere con esattezza conseguenze e valori, calcolando cos la scelta ottimale.
per possibile ordinare azioni verso esiti soddisfacenti.
Il percorso continuamente correggibile e modificabile, sulla base di nuove conoscenze e di nuovi valori: un percorso di ricerca, di apprendimento,
di decisione. In questa concezione il processo organizzativo reale unico e irripetibile, ma pu anche essere confrontato con processi ipotetici.
ALTERNATIVE EPISTEMOLOGICHE = sono le tre alternative /concezioni di organizzazione
Le scienze sociali sono state attraversate da dispute sul metodo, in queste emergono 3 principali correnti di conoscenza praticabili allo studio delle scienze
sociali:
Posizione oggettivista (SYSTEM-CENTERED) = presuppone una visione della realtà sociale come realtà oggettiva (dottrina positivista). Quindi il
fenomeno può essere conosciuto solo tramite leggi generali e scientifiche che governano la realtà sociale.
La ricerca oggettivista prevede un disegno sperimentale di laboratorio, per la costruzione di modelli di validità generali.
Posizione soggettivista (ACTOR-CENTERED) = presuppone una realtà conoscibile solo tramite le interazioni tra soggetti, (dottrina antipositivista).
Si applica una distinzione tra fatti naturali e fenomeni sociali, che sono espressione dell’attività umana; i fenomeni sociali sono unici e la loro conoscenza
è idiografica.
Posizione processuale (PROCESS-CENTERED) = considera la realtà sociale come un flusso caotico di eventi, conoscibile in modo parziale.
Max Weber concepisce la realtà come prodotto dell’agire sociale; egli introduce il concetto di spiegazione interpretativa, ossia la relazione tra il corso e
le conseguenze dell’azione e il significato che ha l’azione per gli attori sociali.
Questa concezione è strutturata in apparati concettuali astratti, detti tipi-ideali, essi sono schemi concettuali senza contraddizioni che vengono spesso
usati come strumento di confronto di fenomeni storici.
________________________PAROLE CHIAVE_________________________
Lettera A
!! AMBIENTE E CONFINI ORGANIZZATIVI
Il termine ambiente si è affermato nelle scienze sociali a partire dal positivismo del XIX secolo.
COMTE e SPENCER (e anche il determinismo geografico) --> ritenevano che l’intelligenza e la creatività (=l’ingegno umano) venisse determinate dall’ambiente
fisico e biologico
PAUL VITAL DE LA BLANCHE --> si oppone al pensiero di Comte e Spencer, ma egli ritiene che l’ambiente sia un elemento geografico che pu cambiare e
modificare il territorio.
In Francia viene introdotto il concetto di determinismo ambientale, grazie ad HIPPOLYTE TAINE, che allargò il concetto di ambiente comprendendo anche
la dimensione sociale, in quanto questo determinismo è la concezione che l’ambiente determini i modelli della cultura umana e dello sviluppo sociale. Cioè
i deterministi ambientali ritengono che i fattori ecologici, climatici e geografici siano i soli responsabili delle culture e delle decisioni individuali.

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RIASSUNTO LIBRO: ORGANIZZAZIONE: PAROLE CHIAVE

Terza edizione
ALBANO, CURZI, FABBRI -> 2020

POLISEMIA DELLE PAROLE CHIAVE E PLURALITÀ DELLE CONCEZIONI DI ORGANIZZAZIONE

Bruno Maggi propone tre concezioni di organizzazione:

  1. Organizzazione come SISTEMA PREDETERMINATO RISPETTO AGLI ATTORI (SYSTEM-CENTERED)
    La progettazione del sistema, si basa sulla ricerca di regolarità inscrivibili in leggi astratte e universali di funzionamento.
    La conoscenza di queste leggi permette di valutare oggettivamente l'efficienza dei processi concreti in atto e di apportarvi eventuali miglioramenti.
    L'analisi, la progettazione e la valutazione oggettive presuppongono che la razionalità degli analisti sia oggettiva e a priori.
    Si caratterizza per la prevalenza del sistema sugli attori.
    Il sistema organizzativo è quindi studiato come se fosse:
    -> Una MACCHINA: l'organizzazione è vista come sistema chiuso, scomponibile in un limitato numero di variabili e chiuso all'incertezza, ossia
    all'influenza di altre variabili che non si possono tenere sotto controllo. Di conseguenza, si pretende di poter progettare in modo da programmare
    e coordinare tutte le componenti interne in maniera ottimale.
    Ne deriva una divisione del lavoro in mansioni, ossia attribuzioni stabili di compiti elementari a determinati soggetti, i quali sono selezionati,
    addestrati ed incentivati in relazione a queste mansioni, per scongiurare delle deviazioni.
    > Un ORGANISMO: il sistema organizzato è aperto all'ambiente e, nei confronti di questo, deve trovare un continuo adattamento, mantenendosi al
    contempo internamente in equilibrio.
    È dunque ammessa variabilità nelle scelte di coordinamento, purche sia funzionale all'equilibrio e all'adattamento nei confronti delle contingenze
    esterne.
    A ciò contribuiscono tutte le componenti, che agiscono secondo ruoli, ossia insiemi di aspettative di comportamento che consentono deviazioni dal
    programma e margini di discrezionalità.
    Assume quindi importanza l'organizzazione informale, in quanto fonte di flessibilità. Accanto all'addestramento e all'incentivazione dei dipendenti,
    assumono particolare importanza la motivazione e la soddisfazione nel lavoro.
  2. Organizzazione come SISTEMA INDETERMINATO PRODOTTO DALLE INTERAZIONI DEGLI ATTORI (ACTOR-CENTERED)
    L'organizzazione è vista:
    + Come costruzione sociale, -- > il sistema non è predeterminato rispetto ai soggetti, ma è costruito in modo imprevedibile da questi ultimi.
    -> Come fatto esterno e coercitivo -> in quanto essa si separa dai soggetti che la producono.
    Il punto di partenza dell'analisi riguarda le INTERAZIONI SOCIALI, dalle quali si producono modelli di relazione, modi tipici, che si istituzionalizzano.
    I soggetti non ricoprono ruoli predefiniti, ma assumono ruoli nel corso dell'interazione sociale, tipizzando nelle re-iterazioni comportamenti e relazioni.
    La
    struttura
    del
    sistema
    organizzato
    è
    intesa
    come
    la
    somma
    di
    tali
    tipizzazioni.
    L'organizzazione così intesa può essere osservata solo a posteriori, e la sua interpretazione sarà una ricca riproduzione, in forma sistematica o narrativa,
    dei vissuti individuali che vi hanno contribuito.
    Si caratterizza per la prevalenza degli attori sul sistema.
    Le prime due concezioni possono presentare il rischio di reificazione dei prodotti dell'attività umana: questo termine indica quel fenomeno per cui
    attività e struttura, originariamente create per volontà di alcuni esseri umani, vengono successivamente percepite come se fossero oggetti che hanno
    una
    loro
    vita
    autonoma.
    La realtà sociale si dice "reificata" quando appare agli uomini come una seconda natura, indipendente da ciò che essi desiderano, necessaria e non
    modificabile
    Lezioni -- > Declinazione di TRE PAROLE CHIAVE secondo la concezione Actor centered
    • RAZIONALITÀ: ex ante può essere attribuita agli attori, non al sistema; si producono continuamente narrazioni razionalizzanti per dare senso ex post a ciò che accade,
      legittimare l'organizzazione concreta.
    • STRUTTURA ORGANIZZATIVA: insieme di ruoli assunti tipizzati, conoscibile solo nella varietà dei casi concretamente determinati.
    • FORMAZIONE: acquisizione di consapevolezza nell'assunzione di ruolo.
  3. Organizzazione come PROCESSO DI AZIONI E DECISIONI (PROCESS-CENTERED) intenzionalmente orientato a risultati, secondo razionalità
    limitata.
    L'organizzazione non è intesa come un'entità, ma come processo di azione: si pone quindi l'accento su un modo particolare di intendere l'azione nel
    suo scorrere e nel suo svilupparsi nel tempo.
    Questa terza concezione costituisce un'alternativa alle altre due, in quanto rifiuta:
    - sia la reificazione dell'organizzazione in un sistema deterministico -> che pre-esiste agli individui nelle due varianti meccaniciste e organiciste
    - sia la reificazione a posteriori di un sistema concreto che emerge dalle interazioni degli attori.
    In questa concezione alternativa, gli elementi costitutivi per l'analisi non sono "attori" e "sistemi", ma AZIONI, DECISIONI e premesse decisionali, che
    si sviluppano sincronicamente (= ad una molteplicità di livelli) e diacronicamente (= lungo infinite catene mezzi-fini).
    In tal modo, questa concezione di organizzazione si stacca dal dualismo individuo-sistema, e quindi dal problema della priorità di uno dei due poli
    sull'altro (nessuno dei due prevale sull'altro).
    Si
    parla
    quindi
    si
    sistema
    e
    individuo
    come
    elementi
    analitici,
    empiricamente
    indissociabili.
    Inoltre, questa concezione implica un'idea di razionalità limitata -- > questo poiché la conoscenza delle alternative di scelta è sempre incompleta, e non
    è possibile prevedere con esattezza conseguenze e valori, calcolando così la scelta ottimale.
    È però possibile ordinare azioni verso esiti soddisfacenti.
    Il percorso è continuamente correggibile e modificabile, sulla base di nuove conoscenze e di nuovi valori: è un percorso di ricerca, di apprendimento,
    di decisione. In questa concezione il processo organizzativo reale è unico e irripetibile, ma può anche essere confrontato con processi ipotetici.

ALTERNATIVE EPISTEMOLOGICHE

Le scienze sociali sono state attraversate da dispute sul metodo, in queste emergono 3 principali correnti di conoscenza praticabili allo studio delle scienze
sociali:
-> Posizione oggettivista (SYSTEM-CENTERED) = presuppone una visione della realtà sociale come realtà oggettiva (dottrina positivista). Quindi il
fenomeno può essere conosciuto solo tramite leggi generali e scientifiche che governano la realtà sociale.
La ricerca oggettivista prevede un disegno sperimentale di laboratorio, per la costruzione di modelli di validità generali.
-> Posizione soggettivista (ACTOR-CENTERED) = presuppone una realtà conoscibile solo tramite le interazioni tra soggetti, (dottrina antipositivista).
Si applica una distinzione tra fatti naturali e fenomeni sociali, che sono espressione dell'attività umana; i fenomeni sociali sono unici e la loro conoscenza
è idiografica.
-> Posizione processuale (PROCESS-CENTERED) = considera la realtà sociale come un flusso caotico di eventi, conoscibile in modo parziale.
Max Weber concepisce la realtà come prodotto dell'agire sociale; egli introduce il concetto di spiegazione interpretativa, ossia la relazione tra il corso e
le conseguenze dell'azione e il significato che ha l'azione per gli attori sociali.
Questa concezione è strutturata in apparati concettuali astratti, detti tipi-ideali, essi sono schemi concettuali senza contraddizioni che vengono spesso
usati come strumento di confronto di fenomeni storici.

PAROLE CHIAVE

Lettera A

AMBIENTE E CONFINI ORGANIZZATIVI

Il termine ambiente si è affermato nelle scienze sociali a partire dal positivismo del XIX secolo.
COMTE e SPENCER (e anche il determinismo geografico) -- > ritenevano che l'intelligenza e la creatività (=l'ingegno umano) venisse determinate dall'ambiente
fisico e biologico
PAUL VITAL DE LA BLANCHE -- > si oppone al pensiero di Comte e Spencer, ma egli ritiene che l'ambiente sia un elemento geografico che può cambiare e
modificare il territorio.
In Francia viene introdotto il concetto di determinismo ambientale, grazie ad HIPPOLYTE TAINE, che allargò il concetto di ambiente comprendendo anche
la dimensione sociale, in quanto questo determinismo è la concezione che l'ambiente determini i modelli della cultura umana e dello sviluppo sociale. Cioè
i deterministi ambientali ritengono che i fattori ecologici, climatici e geografici siano i soli responsabili delle culture e delle decisioni individuali.(CONCEZIONE DI AMBIENTE secondo TAINE -- > causa necessaria e sufficiente di tutti i prodotti e valori del singolo individuo)
Da questo punto in poi:
- Il concetto di ambiente è rimasto lo stesso = (risultato di molti e diversi fattori) esito non intenzionale e di lungo periodo dell'incontro tra numerosi fattori
- L'idea del primato dell'ambiente nella sua relazione con l'individuo/gruppo sociale -- > è stata messa in discussione.
Modi di concepire l'ambiente in relazione con l'organizzazione:

  1. Secondo la visione della CONTINGENCY THEORY -- > l'ambiente (variabile indipendente) prevale sulla struttura organizzativa (variabile dipendente),
    quindi la struttura organizzativa deve adattarsi ai mutamenti ambientali.
    Lezioni -- > Studiosi ai quali si deve il merito di aver introdotto (stati uniti 1960-1970) il concetto di contingency theory sono -- > LAWRENCE e LORSCH -> essi, insieme
    ad altri, hanno messo in relazione la struttura organizzativa e l'ambiente.
    La teoria contingente, poggia sul principio "it all depends" (tutto dipende da).
    La contingency theory è una teoria comportamentale della struttura interna delle organizzazioni, secondo la quale non esiste un unico tipo di leadership o organizzazione
    più efficiente, ma piuttosto il modello da preferire dipende dal contesto in cui l'organizzazione è presente. (l'approccio corretto dipende dalla situazione contingente
    all'organizzazione)
    Essa nasce come alternativa alla teoria dello scientific managment caratterizzata da un approccio troppo universalistico, ben sintetizzato dalla regola del one best way.
    Il passaggio dalla teoria "one best way" alla teoria "one best fit" esalta il concetto di adattamento alle circostanze ambientali.
    (one best way = per ogni problema esiste sempre una sola soluzione ottimale, e che tale soluzione può essere raggiunta soltanto mediante l'adozione di adeguati metodi
    scientifici di ricerca.
    One best fit = struttura ottimale che permette il miglior svolgimento delle funzioni vitali -- > assicura la miglior corrispondenza ai requisiti funzionali)
    Contingenze = elementi più o meno variabili ma comunque difficilmente anticipabili e controllabili.
    Secondo Thompson le contingenze sono qualcosa che riguarda l'organizzazione e che quest'ultima deve temere e cercare di evitare. Egli a differenza del contingency
    approach, ritiene siano qualcosa di eccezionale, mentre invece il contingency approach le ritiene cose che accadono normalmente.
    Per fronteggiare le contingenze possono adottare strategie di rete con soggetti dell'ambiente di riferimento (es: alleanze temporanee).
    Chi si oppone al determinismo ambientale vede l'organizzazione come parte attiva in un ecosistema, un elemento che opera un'azione selettiva
    MEAD = ritiene che l'ambiente sia una "selezione che è dipendente dalla forma vivente
  2. WEICK, con il suo soggettivismo radicale, ci parla del concetto di ENACTED ENVIRONMENT = l'ambiente esiste per chi lo ha attivato ma non ha una
    esistenza autonoma. Egli ritiene che l'ambiente sia un ostacolo all'innovazione dell'azione futura.
    Lezioni -- > possibile collegamento con i 4 fonti secondo Weick che rendono resilienti (=capaci di superare le avversità) le organizzazioni: improvvisazione, atteggiamento
    saggio (non essere né troppo sicuro di sé né troppo poco), avere interazioni sociali dove vi è rispetto, struttura di ruoli virtuali (se mentalmente ogni membro del gruppo
    ha preso tutti i ruoli può pensare a tutte le possibili vie d'uscita)
  3. THOMPSON
    Thompson, nell'opera "azione organizzativa", ritiene che le contingenze siano ostacoli che si possono contrapporre al conseguimento degli scopi.
    Secondo lui l'ambiente viene scelto dall'azione organizzativa ed esso è l'insieme di altri processi di azione, rilevanti rispetto agli scopi, che sono implicati
    dalla definizione del campo d'azione. **
    Secondo lui il rapporto tra ambiente e organizzazione si presenta come un ambito di azione legato alle scelte di prodotti/servizi offerti e clientela-obbiettivo, scelte compiute da un processo
    organizzativo che, attorno ad esse, cerca di ottenere legittimazione offrendo in cambio qualcosa.
    Egli in un'opera del 1967:
    - All'inizio del libro illustra la strategia di studio del sistema chiuso, che mette l'accento sui criteri di progettazione razionale dell'organizzazione in
    funzione del sistema tecnico.
    - Poi illustra la strategia del sistema aperto, che si concentra sulla necessità dell'organizzazione di adattarsi all'ambiente (si concentra su equilibrio
    interno e aspetti informali dell'organizzazione).
    Secondo Thompson questi due sistemi sono utili ma non sono incompleti
    Secondo lui l'organizzazione è un processo guidato da scelte strategiche, pur con razionalità limitata, un processo che contemporaneamente assume
    una logica del sistema chiuso per il suo nucleo tecnologico (razionalità tecnica), e una logica di sistema aperto nei confronti dell'ambiente di riferimento
    (razionalità organizzativa).
    Egli afferma che l'organizzazione è un sistema indeterminato, ovvero non può essere determinato a priori, questo perché fronteggia l'incertezza (far
    fronte all'incertezza è l'essenza stessa del procedimento organizzativo)
    ** Secondo Thompson per far fronte all'incertezza è bene delineare l'ambiente di riferimento, cioè la parte specifica dell'ambiente con cui
    l'organizzazione intrattiene dei rapporti. E in questo ambiente fanno parte gli stakeholders (clienti, utenti, fornitori ecc), che vantano di un titolo
    legittimo per entrare in relazione con l'organizzazione
    Lezioni -- > Thompson presenta la gerarchia non in termini di «potere», ma come strumento di gestione delle interdipendenze.
    Egli ritiene che la struttura organizzativa = sia il veicolo fondamentale per mezzo del quale le organizzazioni raggiungono i propri fini con razionalità limitata

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