Documento su Gabriele D'Annunzio che esplora concetti chiave come Fonosimbolismo ed Estetismo, stabilendo collegamenti con le teorie di Freud e l'opera di Pascoli. Il Pdf, utile per studenti universitari di Letteratura, approfondisce l'evoluzione del termine 'estetica' e le implicazioni linguistiche e culturali dell'emigrazione in Italia.
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GABRIELE D'ANNUNZIOGabriele D'Annunzio
Fonosimbolismo -> sono i suoni a determinare i significati. Per i simbolisti
un criterio fondamentale è la musicalità del linguaggio, Quando parliamo di
simbolismo facciamo riferimento a sperimentazioni poetiche da parte di artisti,
considerati decadenti da parte dei loro detrattori, poeti privi di contenuti che
esprimono nelle loro poesie decadentismo.
Estetismo -> atteggiamento culturale che pone l'arte e la bellezza come
punto di riferimento per la vita, in quanto il risultato migliore a cui può aspirare
l'essere umano: una vita piena è tale solo se persegue i valori estetici. Per la
prima volta l'arte non deve essere al servizio di contenuti etici o un
messaggio: l'arte deve e può essere svincolata dall'etica. L'estetica assume
sempre più un'autonomia dall'etica. Platone sosteneva che l'idea di bello
coincide con il bene e con il giusto. In filosofia, negli stessi anni dell'estetismo,
Nietzsche ritiene che l'arte rappresenti la suprema forma d'espressione della
vita umana, unica vera attività metafisica dell'uomo; l'arte è l'unico valore
vitale in un mondo contrassegnato dalla morte di Dio: l'intera civiltà cristiana
occidentale ha veicolato dei valori anti-vitali (primato dello spirito, senso di
colpa, mortificazione, felicità posticipata all'aldilà, primato della vita
contemplativa), ovvero che non permettono all'uomo di cogliere la piena
essenza della vita. L'arte classica può permettere all'uomo di liberarsi da
questo condizionamento, a patto di avere il coraggio estremo di lasciare
andare qualsiasi valore morale, potendo così elevarsi alla superiore forma
vitale dell'ultra-uomo. L'arte è l'attività che può innescare tutto questo,
svincolandola dall'etica. Le argomentazioni filosofiche più forti in direzione
dell'estetismo vengono da Nietzsche. Al tempo stesso, il culto dell'arte come
unico principio vitale è una risposta dell'artista alla perdita di ruolo in seguito al
progresso scientifico e alla filosofia utilitarista. Stiamo entrando in un'epoca in
cui l'opera d'arte diventa un prodotto riproducibile grazie alle ultime novità
tecnologiche -> riproducibilità tecnica dell'opera d'arte. L'arte diventa un
fenomeno di massa e di mercato. Il fenomeno sarà analizzato da Walter
Benjamin. Questo discorso vale anche per gli scrittori. A persone dotate di un
certo talento, l'obbligo di sottostare a una condizione performante diventa
motivo destabilizzante per la scrittura.
Nella parola estetica vediamo un'evoluzione nel tempo. Viene dal greco
aisthesis/aisthetikos: sensazione e ciò che riguarda la sensazione. In epoca
moderna, la parola estetica assume il significato di teoria della conoscenza
sensibile. Si specializza ulteriormente e passa a indicare la teoria della
bellezza dell'arte. Tra il 700/800', durante il Romanticismo, l'estetica ha comeoggetto di ricerca la bellezza e le sue forme di manifestazione. Nella seconda
metà del XIX secolo indica un atteggiamento culturale che esclude qualsiasi
valore etico.
La vita
Gabriele D'Annunzio è stato lo Scrittore dell'inizio del '900, imprenditore di sé
stesso. Ha saputo essere al centro della scena, puntando su un grande
talento in questo. Nasce nel 1863 a Pescara. Il padre Francesco Rapagnetta,
sindaco di Pescara, lo dà in adozione al signor D'Annunzio, ricco zio. Lo zio lo
manda a studiare al collegio Cicognini di Prato. Era uno studente molto bravo
con elevate capacità nelle relazioni sociali, soprattutto con le donne. La prima
donna la conosce durante le vacanze di Pasqua del quarto anno: la donna,
figlia del preside, fa fuga con D'Annunzio a Firenze tornando in giornata. Per
questo D'Annunzio viene sospeso dal collegio per un po'. Ciò mostra la sua
totale assenza di paura di andare contro le regole.
E' un gran promotore di sé stesso: tra il quarto e quinto anno di collegio
pubblica tramite suo padre la sua prima raccolta poetica. Per aumentare la
vendita, finge di essere morto: fa pubblicare su un giornale di Firenze
l'annuncio della sua morte, generando così commozione collettiva e
spostando l'attenzione su di lui in maniera unica. E' il primo ad unire il talento
con la spregiudicatezza, la capacità operativa. Dopo il diploma, pensa di
rimanere per un po' a Firenze, capitale d'Italia a fine '800 per qualche anno.
Ma poi va a Roma, molla la sua donna, Giselda, e si iscrive alla facoltà di
lettere (in cui non frequenta le lezioni, pensando soltanto alla carriera).
A livello quantitativo scriverà tantissimo. Ciò si spiega con una sua attività
diversificatoria e col suo trovarsi bene nel mercato editoriale. Vuole fare soldi
e ha bisogno di soldi -> a partire dagli anni 80/90, molto spesso viene
inseguito dagli editori; per questo, chiederà agli editori anticipi su opere che
promette di scrivere. Avendo accettato a pieno le regole del mercato
editoriale, è necessario che scriva tanto. E' il primo che cura personalmente
l'editing delle copertine delle sue opere. D'Annunzio, rispetto ai simbolisti
francesi (di cui condivide la ricerca della musicalità del linguaggio), nel
mercato editoriale incarna una figura totalmente nuova. Ha una concezione
della vita e del rapporto con l'altro totalmente anti-democratica (vedi impresa
di Fiume). E' una figura multiforme, che ama totalmente sé stesso e che ama
essere al centro dell'attenzione. Ha paura di non riuscire a cogliere
l'occasione e di invecchiare, e queste paure le metterà per iscritto nelle sue
opere. E' cosciente dei suoi schemi mentali tossici, come ad esempio il suo
collezionare donne come se fossero trofei.
Sa sfruttare molto bene il nascente linguaggio pubblicitario -> molte parole,
come tramezzino, le inventa lui. Ha un atteggiamento totalmente diverso
rispetto ai simbolisti: non si sente isolato dalla società, ma anzi si sente
totalmente immerso in questa. Collegando la propria immagine a certi prodotti,
come un odierno sponsor, ha prestato il suo volto per delle reclame di profumi:
le prime pubblicità di prodotti di lusso le ha fatte lui. Parliamo di un
personaggio che ha saputo cogliere le occasioni che la sua epoca gli ha
offerto.
Partendo da giornalista negli anni 90 dell'800, pubblica vari articoli sui giornali
nazionali. A Napoli viene a contatto con le idee di Nietzsche e conosce la
cantante lirica Eleonora Duse, che diventerà la sua amante. Per lei, il poeta
scriverà varie opere teatrali poi messe in scena. Dal 1899 al 1910 si stabilisce
in una villa sui colli fiorentini con Eleonora (villa "La Capponcina"). Stancato
da Eleonora Duse, passa a Sarah Bernhardt, rivale della Duse. Dal 1910 al
1915 va in Francia, perseguito dai creditori. Allo scoppio della I Guerra
Mondiale, si arruola come pilota nell'esercito italiano, divenendo un eroe per
le giovani generazioni italiane di soldati.
Fasi letterarie
Di fronte al progresso tecnologico, chi vive di parole o si chiude in sé stesso in
segno di protesta, oppure reagisce a petto in fuori sfruttando il progresso a
proprio favore. D'Annunzio, a modo suo, ci riesce perché riesce ad
intercettare quel bisogno di vita eccezionale del suo pubblico borghese, che
non avrebbe mai vissuto ciò che ha vissuto lui: costruttore di un'esistenza
eroica e inimitabile, reso un brand. Il pubblico che legge le sue opere legge
anche la costruzione di una vita eccezionale e inimitabile, colmando il suo
bisogno. Le invenzioni del progresso possono migliorare la vita della gente,
ma una vita inimitabile la può dare solo lui. Nei momenti in cui il superuomo
non prevale, D'Annunzio dà comunque spazio a riflessioni consapevoli sulla
sua fragilità e sul passare del tempo. In seguito a un'incidente in volo per cui
in seguito diventa cieco per un occhio, costretto a stare una stanza buia, dà
via a una scrittura condizionata dalla sua situazione. Tramite la figlia Renata,
riuscirà a comporre dei versi tramite delle strisce; versi che poi verranno
riuniti in un'opera in pubblicazione: Prose del notturno.
Carriera politica
A partire dagli anni 90 prova la carriera parlamentare nell'estrema destra
liberale italiana. Esprime tutto il suo disprezzo possibile nei confronti dei valori
democratici ed egualitari. Però, critica molto l'immobilismo della destra
conservatrice del Governo Crispi. Stufo di ciò, con un inaspettato volta faccia,
passa a sinistra -> << vado verso la vita>>: non gli piacciono i tentativi di
repressione nei confronti degli scioperanti. Passa a sinistra nel 1900. Il
superuomo non si sostituisce all'esteta: D'Annunzio si rende conto che la
massa che poteva raggiungere tramite discorsi e libri era un grande
potenziale di vita e movimenti, nonostante il suo disprezzo a riguardo. E' il
primo ad aver capito il potere eversivo delle masse nella società italiana.
D'Annunzio non accetta compromessi (per l'amore verso sé stesso), motivo
per cui non pensa a creare un proprio partito piuttosto che passare a sinistra.
Negli anni 20 del '900 la stessa retorica fascista si plasma su quella di
D'Annunzio ( -> Dannunzianesimo).
Impresa di Fiume
Durante questa esperienza, D'Annunzio ha creato diversi precedenti. La zona
d'Istria e Dalmazia aveva conosciuto un forte influsso italiano in seguito alla