Riassunto di Psicologia Generale: Correnti, Intelligenza e Comunicazione

Documento dall'Università degli Studi Guglielmo Marconi su Riassunto di Psicologia generale. Il Pdf, utile per il ripasso universitario di Psicologia, copre le correnti psicologiche moderne, la misurazione dell'intelligenza e i concetti di comunicazione e linguaggio.

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Rissunto di Psicologia generale
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INDICE: PSICOLOGIA GENERALE
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CORRENTI DELLA PSICOLOGIA MODERNA : DALLE ORIGINI AI
GIORNI NOSTRI
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Rissunto di Psicologia generale

Psicologia Generale (Università degli Studi Guglielmo Marconi) StuDocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Alex Recla (proxppp3@gmail.com)

INDICE: PSICOLOGIA GENERALE

  1. CORRENTI DELLA PSICOLOGIA MODERNA : DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
  2. LA MISURA IN PSICOLOGIA E LE TECNICHE DI RICERCA
  3. NEUROSCIENZA
  4. SENSAZIONE E PERCEZIONE
  5. IL SONNO E I SOGNI
  6. APPRENDIMENTO
  7. MEMORIA
  8. IL PENSIERO
  9. L'INTELLIGENZA
  10. COMUNICAZIONE E LINGUAGGIO
  11. LA MOTIVAZIONE
  12. EMOZIONI
  13. LA PERSONALITÀ'
  14. AGGRESSIVITÀ'
  15. SVILUPPO PSICHICO

CORRENTI DELLA PSICOLOGIA MODERNA: DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI

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La psicologia è la disciplina delle scienze umane, che studia il comportamento e la mente mediante l'uso del metodo scientifico e/o appoggiandosi ad una prospettiva soggettiva. La psicologia studia quindi i processi cognitivi e intrapsichici dell'individuo, il comportamento umano individuale e di gruppo, e i rapporti tra il soggetto e l'ambiente.

I filosofi hanno elaborato e dibattuto idee sulla natura umana per millenni ma, data la natura del loro approccio, non hanno fornito evidenze empiriche a sostegno delle proprie affermazioni.

Alcuni dei primi tentativi coronati da successo volti a sviluppare una scienza che collegasse mente e comportamento furono compiuti dagli scienziati francesi Pierre Flourens e Paul Broca, i quali dimostrarono che un danno cerebrale può determinare un deterioramento del comportamento e delle funzioni mentali.

Hermann Von Helmholtz diede il suo contributo alla scienza della mente sviluppando metodi di misurazione dei tempi di reazione.

Il XX secolo è testimone di un fiorire di prospettive e visioni della psicologia, diverse sul piano metodologico. Le varie teorie offrono differenti punti di vista e ci permettono di esplorare la varietà e le potenzialità della mente umana.

STRUTTURALISMO

Nel 1879 Wilhelm Wundt, fisiologo e docente di filosofia fondò a Lipsia il primo laboratorio di psicologia. A lui si deve la fondazione della psicologia come disciplina scientifica. Il suo approccio strutturalista si proponeva di studiare gli elementi fondamentali della mente umana e proponeva che alla base dei fatti psichici ci sono elementi semplici che li compongono. Alla base dei suoi studi c'è il metodo introspettivo quindi lo studio dell'esperienza immediata (come presentare ad un soggetto uno stimolo ed ascoltare la sua descrizione) per capire la struttura della mente.

FUNZIONALISMO

Il funzionalismo si scontra con lo strutturalismo e si concentra sulle funzioni mentali e sul ruolo del comportamento il relazione all'adattamento dell'uomo all'ambiente quindi si studiano i cambiamenti della mente e non i suoi elementi stabili. Il più famoso esponente è William James (la coscienza è come un flusso). Alla base del funzionalismo troviamo le teorie di Darwin come la selezione naturale e l'adattamento all'ambiente. Il funzionalismo proponeva la coscienza come elemento dinamico e quindi non scomponibile. L'individuo sceglie il comportamento che gli permette di adattarsi meglio all'ambiente quindi il comportamento e funzionale all'ambiente.

PSICOLOGIA DELLA GESTALT

Si basa sulla psicologia di Franz Brentano (psicologo e filosofo tedesco) che distingue la realtà fisica(ciò che appare al soggetto) da quella fenomenica (ciò che il soggetto percepisce). Wertheimer ne è il fondatore e sostiene che gli elementi osservati assumono più significato nel tutto piuttosto che osservati singolarmente (II tutto è più della somma delle singole parti). Kohler, altro esponente del movimento, definisce il concetto di Insight, ovvero improvvisa intuizione che permette di cambiare la realtà fenomenica riorganizzando i singoli elementi al fine di trovare la soluzione ad un problema.

FREUD E LA PSICANALISI

La teoria nasce da Freud a Vienna agli inizi del 900 ed afferma che il comportamento sia determinato da conflitti interni (Es (primitivo), Io (intermediario) e Super io (regole sociali)) dei quali si ha scarsa consapevolezza. Secondo la corrente i sogni ed i lapsus sono oggetto di attenzione poiché visti come sintomo dei nostri pensieri inespressi. La teoria psicodinamica ha fornito lo strumento per comprendere molti disturbi psicologici.

IL COMPORTAMENTISMO

John Watson (padre del movimento). Il movimento nasce come reazione all'eccessiva attenzione posta sui meccanismi della mente suggerendo una maggiore attenzione sul comportamento osservabile e misurabile. La mente umana è una scatola nera (black box)nella quale non si può entrare e quindi cioè Scaricato da Alex Recla (proxppp3@gmail.com)che è studiabile è il comportamento osservabile influenzato da stimoli e risposte. Nulla quindi è innato ma tutto è determinato dagli stimoli ambientali. Secondo Watson si poteva ottenere qualsiasi comportamento da una persona semplicemente modificando l'ambiente intorno a lei. Famoso esponente del comportamentismo fu Pavlov (condizionamento classico).

Il NEOCOMPORTAMENTISMO

Si arricchisce di un elemento rispetto al comportamentismo. Tra lo stimolo e la risposta c'è l'organismo, inteso come processo mentale dell'individuo. Famoso esponente fu Skinner (condizionamento operante). Negli anni 60 c'è la nascita del computer e ci si comincia a domandare cosa ci sia tra input e output.

IL COGNITIVISMO

e' una branca della psicologia applicata allo studio dei processi cognitivi, teorizzata intorno al 1967 dallo psicologo statunitense Ulric Neisser. Un modello da citare fu il TOTE il quale affermava che il comportamento non era solo input sensoriale, elaborazione, output motorio (teoria precedente), ma il risultato di un processo di continua verifica retroattiva del piano di comportamento secondo l'unità TOTE (test, operate, test, exit): l'atto finale (exit) non consegue direttamente ad un input sensoriale o a un comando motorio, ma è il risultato di precedenti operazioni di verifica (test) delle condizioni ambientali, di esecuzione (operate) intermedie e di nuove verifiche (test). La versione del cognitivismo incentrata su l'analogia mente computer viene chiamata corrente HIP (Human Information Processing) teoria poi criticata da Neisser che lamentava l'allontanamento dai processi di vita quotidiana. Si fece largo una nuova impostazione detta ecologica che riconosce la funzione adattiva dei processi psichici.

L'INTERAZIONISMO

Esponente Mead. Sono tre i principi dell'interazionismo simbolico, divenuta una vera e propria scuola di pensiero: 1. gli esseri umani agiscono nei confronti delle "cose" (oggetti fisici, esseri umani, istituzioni, idee ... ) in base al significato che attribuiscono ad esse; 2. il significato attribuito a tali oggetti nasce dall'interazione tra gli individui ed è quindi condiviso da questi (il significato è un prodotto sociale); 3. tali significati sono costruiti e ricostruiti attraverso un processo interpretativo messo in atto da una persona nell'affrontare le cose in cui si imbatte. Da citare inoltre l'interazionismo culturale ossia il soggetto si modifica se il sistema intero si modifica. La vita della mente è un dialogo che si sviluppa tra individuo e mondo e tra individuo ed individuo.

EMBODIED COGNITION

sottolinea come i nostri processi cognitivi dipendono dall'interazione tra la mente e il nostro corpo. Una delle tesi sostenute è quella che potremmo definire "teoria simulativa della comprensione linguistica", secondo la quale noi comprendiamo le espressioni del linguaggio naturale grazie alla riattivazione di aree cerebrali dedicate principalmente alla percezione, ai movimenti e alle emozioni. Questa "teoria simulativa" ha il vantaggio di essere stata ampiamente supportata da evidenze sperimentali.

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LA MISURA IN PSICOLOGIA E LE TECNICHE DI RICERCA

Le metodologie più utilizzate nelle scienze sociali sono: - l'osservazione; - il metodo sperimentale; - il metodo clinico; - i test psicologici.

L'OSSERVAZIONE

L'osservazione è il più antico metodo di ricerca psicologica e sociale; in origine era costituita da esperienze casuali e non controllate, mentre oggi comprende rilevazioni programmate accuratamente e fondate su criteri rigorosi. L'osservazione consiste nell'indagare un determinato fenomeno, nel prendere nota dei comportamenti manifesti delle persone, ovvero nel prestare attenzione a ciò che esse dicono e fanno. Dopo questa fase si passa alla registrazione dei dati emersi, servendosi di strumenti che consentono di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni, come registratori e telecamere. L'osservatore, in base alla propria esperienza e alle proprie modalità d'apprendimento e di percezione, prende nota dei fatti che osserva. Come tutti i metodi di ricerca, anche l'osservazione non è immune da rischi legati all'osservatore, alle persone osservate e alla situazione. I rischi legati all'osservatore hanno un limite naturale che è la soggettività delle opinioni. A loro volta le persone osservate, per compiacere l'osservatore e sentirsi accettate, possono mettere in atto comportamenti che a loro giudizio le fanno apparire in una luce più favorevole. Nel tentativo di eliminare questi rischi, gli studiosi hanno ritenuto utile, in certi casi, immergersi nelle situazioni da studiare per avvicinarle maggiormente, mentre, in altri casi, hanno pensato che l'atteggiamento migliore fosse quello più distaccato e oggettivo possibile: ecco allora nascere diversi approcci alla situazione da osservare, come l'osservazione naturalistica (osservo da lontano) o l'osservazione partecipante (da vicino).

IL METODO SPERIMENTALE

Il metodo sperimentale si propone di indagare sulle condizioni in virtù delle quali un fenomeno si verifica, in modo da individuarne la causa e gli effetti. L'esperimento è il metodo più utilizzato nelle scienze psicologiche, soprattutto per la psicologia sociale e per l'etologia Il metodo sperimentale si sviluppa in tre fasi. La prima fase consiste nella circoscrizione della situazione sperimentale, in cui il ricercatore isola il caso della realtà da manipolare e da studiare, sceglie quindi un ambiente, un settore della vita e dell'esperienza, e persone che si prestino a essere analizzate alle condizioni dell'esperimento.La seconda fase dell'esperimento è quella attiva, quella in cui il ricercatore provoca il cambiamento, manipola un fattore preciso (fattore x) per arrivare al proprio scopo. C'è poi la terza fase in cui il ricercatore è pronto a rilevare gli effetti e le conseguenze del cambiamento prodotto: egli prevede quali siano queste conseguenze e sa, quindi, che l'introduzione del fattore x produrrà un altro fattore (y). Le variabili. Le variabili sono i diversi fattori che influiscono sulla modificazione di un fenomeno. Il fattore x, di cui abbiamo parlato prima, ovvero il fattore derivante dall'intervento del ricercatore sulla realtà, prende il nome di variabile indipendente; la variabile y, che è la conseguenza della manipolazione è la variabile dipendente. Tutte le altre variabili, che possono cambiare il corso dell'esperimento programmato dal ricercatore, sono dette variabili accessorie o intervenienti. Dunque, le variabili indipendenti costituiscono gli stimoli a cui il soggetto dovrà reagire. Le reazioni dei soggetti, invece, cambiano col variare delle situazioni-stimolo, ossia dipendono da queste ultime e perciò sono definite variabili dipendenti. Questi fattori costituiscono le variabili che devono essere esaminate e che sono oggetto di studio del ricercatore.

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