Documento di Università sulla Pedagogia della Comunicazione. Il Pdf esplora temi come la media education, la narrazione digitale e l'inclusività, presentando assi di studio e obiettivi del corso. Il documento, utile per lo studio universitario, include una discussione sul ruolo della comunicazione educativa nella società contemporanea.
Mostra di più38 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
La Pedagogia della comunicazione è costituita da 2 parti:
+ Media education - qual è la storia a livello comunicativo dell'innovazione e innovazione tecnologica, come siamo arrivati alla società post mediale, come l'uomo cambia all'arrivo della tecnologia. Un media oggi non è più uno strumento, ma è un ambiente. La società quindi è un intreccio di ambienti. Questa analisi della società e dei suoi ambienti la facciamo con la media education.
+ Narrazione digitale (digital storytelling) - usiamo lo storytelling per capire cos'è, tramite i lavori di Andrea Fontana, un metodo (corporate storytelling) e si analizzerà non solo dal punto di vita tecnico ma anche comunicativo. Sarà la parte sperimentale.
Conoscere = sapere Abilità = saper fare Competenza = saper fare con una finalità strategica
30% Mappa concettuale 40% Digital storytelling 30% Esame finale orale
Oggi la pedagogia si apre alla sfera dei contesti organizzativi perchè da un lato si vuole integrare la prospettiva delle scienze della comunicazione illuminando l'educazione al fine dello sviluppo umano, dall'altro si vuole sollecitare le scienze dell'educazione a tener conto dell'apprendimento non formale e informare e le loro nuove frontiere.
Il web al giorno nostro è pieno di fake new per questo le persone devono essere pronte a fruirne in maniera valida ed efficace, capaci di valutare criticamente quanto proposto. Occorre riconoscere che nelle pratiche deduttive e correttive, se da una parte c'è chi vuole corrompere e sedurre, dall'altra deve esserci chi è pronto ad essere sedotto e corrotto ed i processi formativi stanno attrezzando le persone a questo affronto.
Interessante è la teoria di Kahneman del pensiero lento e quello veloce: il pensiero lento è quello di tipo argomentativi, discorsivo, analitico e critico, legato alla parola e allo scritto; mentre quello veloce è di tipo intuitivo legato alle sensazioni. Le due tipologie cooperano fra loro.
In questa sfera entrano in gioco delle finalità educative perchè in un mondo sempre più dominato dalle immagini, dalla frammentazione e dalla rapidità, c'è necessità di promuovere la capacità di riflettere, argomentare e discutere. Bisogna diventare capaci di pagare in termini di tempo e sforzo personale ciò che il pensiero lento richiede.
La componente razionale discorsiva difficilmente riesce a comunicare prospettive esistenziali e se nei processi educativi il dialogo e la conversazione devono essere attivati, spesso si ha bisogno di forme di pedagogia narrativa, cosi anche in sfere più apre come quelle sociali e politiche, la ricostruzione narrativa diventa più presente e pervasiva. Il racconto non solo riesce ad agganciare l'attenzione e la partecipazione dell'ascoltatore, ma spesso lo invita a compiere un viaggio insieme all'interno di quanto devo, favorendo lo sviluppo di nuove prospettive di significato e di orientamenti decisionali. I testi narrativi allora diventano forme di seduzione che tramite l'unione di scienza e tecnica diventano storytelling. Anche a livello politico la narrazione è uno strumento fondamentale ma entra troppo spesso in campo il pensiero veloce e una partecipazione emotiva, ecco perchè oggi è sempre più necessario promuovere forme di pensiero lento, di capacità di analisi critica e di ricostruzione razionale. La ricostruzione narrativa è spesso accompagnata da una sollecitazione sistematica e da una guida attenta alla riflessione. Bisogna promuovere il dialogo interiore e ricostruire la propria identità personale e professionale.
La comunicazione è un processo che usa degli strumenti. È un processo che serve per scambiare informazioni fra minimo due realtà.
A <- > B tramite "x" (mittente, destinatario, informazione, canale, feedback)
Quand'è che la comunicazione è educativa? Ed in che senso e da che punto di vista la comunicazione può essere un oggetto di analisi e ricerca della pedagogia?
Educazione formale = scuola Educazione informale = corsi fuori dalla scuola Educazione non formale = esperienze della vita in cui attiviamo processo informativo
In queste 3 esperienze viviamo delle comunicazioni educative.
Dove c'è apprendimento, c'è comunicazione educativa.
In che senso la comunicazione può essere oggetto della riflessione pedagogica?
Ci sono due aspetti importanti sul come la comunicazione può essere riflessione pedagogia, la prima è la consapevolezza, la seconda è la responsabilità.
Noi adulti che impariamo, siamo dentro ad una consapevolezza, poi la responsabilità, invece, è quando siamo i mittenti della comunicazione e abbiamo la responsabilità che il messaggio arrivi al ricevente. La responsabilità è la risposta che io do a ciò che succede, a livello comunicativo abbiamo la responsabilità che il messaggio che voglio mandare arrivi a B e che questo lo capisca.
La pedagogia della comunicazione è quella pedagogia che:
La pedagogia della comunicazione si riferisce allo studio e riflessione del legame fra educazione e comunicazione. Piu precisamente vuole analizzare i fenomeni comunicativi dal punto di vista educativo, puntando principalmente a capire i possibili effetti sulla persona.
Poiché educazione e comunicazione sono strettamente legate, potremmo definire la pedagogia della comunicazione come lo studio sistematico dei processi comunicativi dal punto di vista educativo e diseducativo, ovvero come si utilizza la comunicazione, come la si abita in contesti in relazione, quali limiti e quali sfide comporta.
Oggi ricevere una comunicazione significa avere un'esperienza allargata e diversa in cui entrambi i soggetti non rimangono inalterati.
Siamo inseriti in un ambiente complesso in cui la comunicazione ne esprime lo stile e il movimento, la connessione fra individui è comunicativa nei contenuti e nelle relazioni. Comunicare implica una collaborazione e un impegno reciproco, più grande è questo impegno, tanto è profonda la comunicazione. Collaborare vuol dire sia lavorare insieme ma anche soffrire insieme.
La comunicazione educativa è legata all'apprendimento, alla consapevolezza e alla responsabilità. I valori legati alla comunicazione diseducativi sono negativi, cambiano solo i valori delle comunicazioni che trasmettiamo.
Se ad esempio facciamo una comunicazione manipolatoria, la possiamo ritenere comunicazione diseducativa, anche se le tecniche sono identiche a quella educativa, è sempre una questione di responsabilità.
Ricevere una comunicazione significa avere un'esperienza allargata e diversa. Si partecipa a ciò che qualcun altro ha pensato e sentito, e se ha modificato il suo atteggiamento , in modo più o meno profondo. Neanche colui che comunica ne rimane inalterato.
Prima assioma della comunicazione: non si può non comunicare. La Comunicazione è una condizione essenziale dell'essere umano: mezzi, studenti, modi e società cambiano quindi cambia la comunicazione.
La complessità è una categoria chiave della nostra contemporaneità, la comunicazione ne esprime stile e movimento. Tale complessità è una categoria con cui rappresentiamo la realtà che è formata da processi o dimensioni che sono tra loro intrecciate, queste dimensioni non sono separabili.
Ad esempio: oggi un processo comunicativo digitale non è separabile dai processi economici, sociali, politici, ecologici, ambientali ...
La connessione fra gli uomini, che è un legame densamente avvincente, è comunicativa nei contenuti e nelle relazioni.
Ogni comunicazione che si occupa di educazione ha a che fare con la forma che rappresenta quel messaggio, si parla quindi di parte simbolica (cioè il significato che quella comunicazione ha). La rappresentazione del messaggio è la forma di comunicazione che essa ha e svolge un ruolo di simbolo. Nei simboli le persone si riconoscono. Il destinatario dà valore non tanto al messaggio in sé ma a cosa rappresenta il messaggio.
La sfida della cultura della comunicazione è formativa, non solo nel senso di educazione ai