Esercizi di Lettura e Scrittura: pensiero critico e modelli interpretativi

Documento su Esercizi di Lettura e di Scrittura. Il Pdf esplora il concetto di pensiero critico, le sue definizioni e l'evoluzione storica, con riferimenti a Socrate e Richard Paul, e analizza l'importanza del pensiero critico nell'educazione e nell'uso dei sistemi digitali, presentando il modello di scrittura di Hayes & Flower per l'università.

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38 pagine

ESERCIZI DI LETTURA E DI SCRITTURA
Francesca Anello
CAPITOLO 1 - MODELLI INTERPRETATIVI E PREMESSE METODOLOGICHE !
1. Cos’è il pensiero critico? - definizioni e prospettive!
Il Critical Thinking non è innato, ma è una capacità intellettuale che va sviluppata. Inoltre è
fondamentale nell’ambito scolastico, sociale ed interpersonale. Esso di occupa: !
-
Dell’educazione alla cittadinanza attiva!
-
Riguarda lo sviluppo delle competenze generali!
-
Lo sviluppo di abilità di ragionamento.!
Il pensiero critico è spesso richiamato come una componente fondamentale dell’educazione
tecnologica, poiché ritenuta come un’abilità centrale del problem solving e nell’assunzione di
scelte e decisioni.!
Nelle Conclusioni del Consiglio (UE) del 30 Maggio 2016 si è parlato di alfabetizzazione
mediatica e di pensiero critico in relazione.!
Con l’espressione “Alfabetizzazione mediatica” ci si riferisce:!
1. Alla conoscenze digitale dei sistemi digitali!
2. Al corretto uso dei social network, secondo esigenze specifiche e scopi adeguati!
3. Alla capacità di saper distinguete alcuni aspetti, come: validità, falsità e attendibilità!
4. All’uso critico dei sistemi digitali, che consente lo sviluppo di un’adeguata competenza
digitale.!
Infatti Prenskry nel suo volume intitolato “La mente aumentata” paragona la saggezza
digitale alla capacità critica aermando che “Il saggio digitale è un competente digitale, che
sa fare un uso critico e ponderato dei mezzi digitali, senza farne abuso”.
Egli inoltre parla di “Mentre Aumentata” in quanto ha notato come i sistemi digitali hanno
incrementato le potenzialità di pensiero. Fa inoltre la distinzione tra:!
-
Stupidi digitali !
-
Ottusi digitali (sono sopraatti dal digitale)!
-
Saggi digitali!
L’utilizzo dei mezzi tecnologici provoca una moltitudine di stimoli conoscitivi che però
possono rimanere frammentari poiché non sono oggetto di decodifica, di attribuzione di
senso, di elaborazione costruttiva.!
L’abilità di pensiero critico prevede:!
-
Lo sviluppo delle capacità di analizzare e riflettere con metodo !
-
Esprimere in modo logico e argomentato il proprio pensiero!
-
Elaborare giudizi pertinenti secondo validi criteri!
Il pensiero critico è fondamentale, soprattuto se vogliamo fare acquisire alle nuove
generazioni una capacità di pensiero più equilibrata, più attenta, più consapevole, più saggia
e più critica, rispetto ai social media e non solo.!
2. Uno sguardo alla storia del Critical Thinking!
L’origine del pensiero critico può essere individuata ai tempi di Socrate nel V sec. (Socrate
educava gli allievi al pensiero critico).!
Il suo metodo di insegnamento era infatti la Maieutica, che si avvaleva del dialogo maestro-
allievo centrato sul “tirar fuori”.#
Il ruolo del maestro era infatti quello di aiutare l’allievo al individuare il proprio punto di vista
e a metterlo in discussione, al fine di riconoscere la propria verità.!
Solo alla fine del XX sec. Sono stati svolti i primi studi sul pensiero critico, in particolare da
parte di Richard Paul, filosofo e sostenitore del pensiero critico.#
Quali possono essere alcuni riferimenti?!
La World Health Organization - OMS - nel 1993 ha identificato il pensiero critico come
una delle 10 Life Skills, cioè una delle dieci abilità per la vita.#
Il pensiero critico, infatti, consente al soggetto una vita buona, caratterizzata dalla
capacità di valutazione, di analisi, dalla possibilità di interpretazione del mondo della
realtà. Il pensiero critico consente la crescita armoniosa e integrale della persona.!
Nelle Conclusioni del Consiglio (UE) del 30 Maggio 2016 (vedi sopra)!
3. Definizioni e prospettive sul pensiero critico#
Purtroppo ancora oggi non si riesce ad elaborare una definizione, universale e completa.
Williams nel 1976 aveva già sottolineato la dicoltà del concetto, ritenendolo “uno dei
concetti più dicili”. Alla luce delle molteplici interpretazioni e dei dibattiti aperti ancora oggi.!
Ma un tentativo venne fatto da 46 esperti convocati dall’American Philosophy Association.
Ciò portò alla produzione del famoso Delphy Report in cui venne elaborata una definizione di
pensiero critico.!
Un summit, fatto il 3 Giugno del 2019, aggregò una serie di studiosi europei e invitò una
serie di studiosi americani con l’obiettivo di arrivare ad una definizione del pensiero critico,
ma anche stavolta non si raggiunge un accordo poiché le prospettive erano dierenti e
contrastanti.!
Le questioni arontare nel 2019 e oggi sono state poste all’attenzione della Comunità
Europea di un gruppo i ricerca che si occupa di pensiero critico sono le seguenti:!
Che cos’è il pensiero critico, specialmente nel contesto della scuola?!
In che modo la ricerca teorica e pratica sull’argomento si è sviluppata negli ultimi
decenni?!
Qual’è lo stato attuale dell’arte?!
Si può migliorare il potenziale di pensiero critico negli allievi?!
Quali tipi di insegnamento sono necessari per realizzare quel potenziale?!
Perché è importante oggi questo’argomento?!
La definizione di Pensiero Critico:!
“Il pensiero critico è un giudizio mirato, autoregolato e autorettificante, che si traduce in
interpretazione, analisi, valutazione e inferenza come spiegazione dell’evidenza concettuale,
metodologica, criteriologica o in considerazione concettuali su cui si basa quel giudizio. Il
pensatore critico ideale è abitualmente curioso, ben informato, onesto nell'arontare i
pregiudizi personali, prudente nell'esprimere giudizi, nel prendere in considerazione e chiarire
le questioni, ordinato nel complesso di questioni, diligente nel cercare informazioni pertinenti,
ragionevole nella selezione di criteri, focalizzati sull’indagine e persistenti nella ricerca dei
risultati che sono precisi come il soggetto e le circostanze della ricerca.”
Nella prima parte della definizione si è cercato di parlare delle abilità o componenti
essenziali:!
-
VALUTARE: è molto importante ai fini del pensiero critico, in quanto la valutazione è
l’operazione mediante la quale si prende una decisione sull’esattezza, sull’adeguatezza o
l’accessibilità dell’informazione data. Si tratta di riconoscere ed utilizzare criteri in diverse
circostante.!
-
ANALIZZARE: l’analisi comporta la separazione di un’entità unica nelle parti significative e
il comprendere le interrelazioni tra le parti.!
-
INTEGRARE: essa coinvolge le relazioni da determinare o imporre tra gli elementi che
sono stati analizzati. Collegare elementi, dati, fatti o idee da confrontare e/o contrapporre
richiama rapporti di causa-eetto.!
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ESERCIZI DI LETTURA E DI SCRITTURA

Francesca Anello

CAPITOLO 1 - MODELLI INTERPRETATIVI E PREMESSE METODOLOGICHE

Cos'è il pensiero critico? - definizioni e prospettive

Il Critical Thinking non è innato, ma è una capacità intellettuale che va sviluppata. Inoltre è fondamentale nell'ambito scolastico, sociale ed interpersonale. Esso di occupa:

  • Dell'educazione alla cittadinanza attiva
  • Riguarda lo sviluppo delle competenze generali
  • Lo sviluppo di abilità di ragionamento.

Il pensiero critico è spesso richiamato come una componente fondamentale dell'educazione tecnologica, poiché ritenuta come un'abilità centrale del problem solving e nell'assunzione di scelte e decisioni.

Nelle Conclusioni del Consiglio (UE) del 30 Maggio 2016 si è parlato di alfabetizzazione mediatica e di pensiero critico in relazione. Con l'espressione "Alfabetizzazione mediatica" ci si riferisce:

  1. Alla conoscenze digitale dei sistemi digitali
  2. Al corretto uso dei social network, secondo esigenze specifiche e scopi adeguati
  3. Alla capacità di saper distinguete alcuni aspetti, come: validità, falsità e attendibilità
  4. All'uso critico dei sistemi digitali, che consente lo sviluppo di un'adeguata competenza digitale.

Infatti Prenskry nel suo volume intitolato "La mente aumentata" paragona la saggezza digitale alla capacità critica affermando che "Il saggio digitale è un competente digitale, che sa fare un uso critico e ponderato dei mezzi digitali, senza farne abuso".

Egli inoltre parla di "Mentre Aumentata" in quanto ha notato come i sistemi digitali hanno incrementato le potenzialità di pensiero. Fa inoltre la distinzione tra:

  • Stupidi digitali
  • Ottusi digitali (sono sopraffatti dal digitale)
  • Saggi digitali

L'utilizzo dei mezzi tecnologici provoca una moltitudine di stimoli conoscitivi che però possono rimanere frammentari poiché non sono oggetto di decodifica, di attribuzione di senso, di elaborazione costruttiva.

L'abilità di pensiero critico prevede:

  • Lo sviluppo delle capacità di analizzare e riflettere con metodo
  • Esprimere in modo logico e argomentato il proprio pensiero
  • Elaborare giudizi pertinenti secondo validi criteri

Il pensiero critico è fondamentale, soprattuttomo fare acquisire alle nuove generazioni una capacità di pensiero più equilibrata, più attenta, più consapevole, più saggia e più critica, rispetto ai social media e non solo.

Uno sguardo alla storia del Critical Thinking

L'origine del pensiero critico può essere individuata ai tempi di Socrate nel V sec. (Socrate educava gli allievi al pensiero critico).

Il suo metodo di insegnamento era infatti la Maieutica, che si avvaleva del dialogo maestro- allievo centrato sul "tirar fuori".

Il ruolo del maestro era infatti quello di aiutare l'allievo al individuare il proprio punto di vista e a metterlo in discussione, al fine di riconoscere la propria verità.

Solo alla fine del XX sec. Sono stati svolti i primi studi sul pensiero critico, in particolare da parte di Richard Paul, filosofo e sostenitore del pensiero critico.Quali possono essere alcuni riferimenti?

  • La World Health Organization - OMS - nel 1993 ha identificato il pensiero critico come una delle 10 Life Skills, cioè una delle dieci abilità per la vita. Il pensiero critico, infatti, consente al soggetto una vita buona, caratterizzata dalla capacità di valutazione, di analisi, dalla possibilità di interpretazione del mondo della realtà. Il pensiero critico consente la crescita armoniosa e integrale della persona.
  • Nelle Conclusioni del Consiglio (UE) del 30 Maggio 2016 (vedi sopra)

Definizioni e prospettive sul pensiero critico

Purtroppo ancora oggi non si riesce ad elaborare una definizione, universale e completa. Williams nel 1976 aveva già sottolineato la difficoltà del concetto, ritenendolo "uno dei concetti più difficili". Alla luce delle molteplici interpretazioni e dei dibattiti aperti ancora oggi.

Ma un tentativo venne fatto da 46 esperti convocati dall'American Philosophy Association. Ciò portò alla produzione del famoso Delphy Report in cui venne elaborata una definizione di pensiero critico.

Un summit, fatto il 3 Giugno del 2019, aggregò una serie di studiosi europei e invitò una serie di studiosi americani con l'obiettivo di arrivare ad una definizione del pensiero critico, ma anche stavolta non si raggiunge un accordo poiché le prospettive erano differenti e contrastanti.

Le questioni affrontare nel 2019 e oggi sono state poste all'attenzione della Comunità Europea di un gruppo i ricerca che si occupa di pensiero critico sono le seguenti:

  • Che cos'è il pensiero critico, specialmente nel contesto della scuola?
  • In che modo la ricerca teorica e pratica sull'argomento si è sviluppata negli ultimi decenni?
  • Qual'è lo stato attuale dell'arte?
  • Si può migliorare il potenziale di pensiero critico negli allievi?
  • Quali tipi di insegnamento sono necessari per realizzare quel potenziale?
  • Perché è importante oggi questo'argomento?

La definizione di Pensiero Critico: "Il pensiero critico è un giudizio mirato, autoregolato e autorettificante, che si traduce in interpretazione, analisi, valutazione e inferenza come spiegazione dell'evidenza concettuale, metodologica, criteriologica o in considerazione concettuali su cui si basa quel giudizio. Il pensatore critico ideale è abitualmente curioso, ben informato, onesto nell'affrontare i pregiudizi personali, prudente nell'esprimere giudizi, nel prendere in considerazione e chiarire le questioni, ordinato nel complesso di questioni, diligente nel cercare informazioni pertinenti, ragionevole nella selezione di criteri, focalizzati sull'indagine e persistenti nella ricerca dei risultati che sono precisi come il soggetto e le circostanze della ricerca."

Nella prima parte della definizione si è cercato di parlare delle abilità o componenti essenziali:

  • VALUTARE: è molto importante ai fini del pensiero critico, in quanto la valutazione è l'operazione mediante la quale si prende una decisione sull'esattezza, sull'adeguatezza o l'accessibilità dell'informazione data. Si tratta di riconoscere ed utilizzare criteri in diverse circostante.
  • ANALIZZARE: l'analisi comporta la separazione di un'entità unica nelle parti significative e il comprendere le interrelazioni tra le parti.
  • INTEGRARE: essa coinvolge le relazioni da determinare o imporre tra gli elementi che sono stati analizzati. Collegare elementi, dati, fatti o idee da confrontare e/o contrapporre richiama rapporti di causa-effetto.

Nella seconda parte della definizione, invece, si è cercato di pensare non più al pensiero critico in astratto, ma al pensatore critico, con le sue disposizioni, che manifestano le abilità di pensiero critico.

Quando ci occupiamo di pensiero critico ci interessiamo di:

  1. Sia alle abilità
  2. Sia alle disposizioni, cioè agli atteggiamenti che i soggetti manifestano nelle azioni pratiche.

Il tema del pensiero critico è stato affrontato in modo frammentario e all'interno di confini di discipline separate e campi (filosofia, sociologia, psicologia, educazione, pedagogia, studi di gestione .. ), senza focalizzarsi su come dovrebbe essere il pensiero critico per essere applicato ed insegnato.

Ad un livello di base il pensiero critico riguarda soprattutto abilità di deduzione e di ragionamento. Tuttavia, il pensiero critico è anche molto più di questo.

Gli studiosi non sono unanimi:

  • Su ciò che il concetto comporta
  • Su come insegnare il pensiero critico

In particolare vi sono 3 prospettive principali che cercano di superare la frammentazione:

  1. LA PROSPETTIVA FILOSOFICA: è la più antica e la più tradizionale. Comincia con Platone, Aristotele, Socrate e giunge fino al 900' con Adorno e tutti gli studiosi più recenti, fino ad arrivare a Lipman. Essi hanno una matrice filosofica e collegano il costrutto del pensiero critico al pensiero razionale, quindi all'insegnamento della logica e i principi di ragionamento e di argomentazione. La prospettiva filosofica si interessa del pensiero logico, ma ne vede la manifestazione attraverso l'uso della lingua in contesti diversi. Pertanto, la prospettiva filosofica, riprendendo la concezione di Socrate e poi quella di Platone, vede nel dialogo e nella condivisione/partecipazione, la possibilità di manifestare la capacità di pensiero e di attivazione del pensiero critico.
  2. LA PROSPETTIVA EDUCATIVA: si interessa delle potenzialità di sviluppo psicologico, inteso come insieme di dimensioni da sviluppare per manifestare la capacità di pensiero critico. La prospettiva educativo-psicopedagogica vede il pensiero critico come possibilità di condivisione, partecipazione, riflessione comunitaria rispetto ad alcuni elementi interessanti di promozione del soggetto. Si occupa dei modi in cui il pensiero critico può portare benefici alla società in generale, al di fuori della classe scolastica, attraverso la promozione di un atteggiamento critico- sociale. Quali sono queste abilità di cui ne vede il beneficio? - Problem Solving - Capacità di valutazione - Decision Making Queste abilità sono considerate come essenziali per il sviluppo individuale, ma anche per la promozione di un atteggiamento critico-sociale.
  3. LA PROSPETTIVA SOCIALMENTE ATTIVA: ha come obiettivo quello di trasformare la società attraverso l'esercizio di atteggiamenti critici. Pertanto, secondo la prospettiva, bisogna lavorare sia sulle abilità che sulle disposizioni, ovvero delle modalità comportamentali che il soggetto mette in atto per adattarsi ad un contesto e comprenderlo. Secondo questa prospettiva, si tratta di educare a dissolvere quelle abitudini di pensiero che sono superficiali oppure indifferenti alle problematiche sociali, orientando l'attivismo politico e coltivando la formazione di cittadini sempre più consapevoli, proprio perché più critici.

In ogni caso, le tre prospettive sono in interazione e hanno a che fare, soprattutto di azione educativa, con un educare al comprendere (elaborazione costruttiva dei contenuti) di cui parlava Gardner.

Anche Ausubel, quando parla di apprendimento significativo vuole proprio rimarcare l'importanza che ciò che a scuola si impara dovrebbe avere un senso per gli studenti. Invece, un apprendimento meccanico diventa semplicemente un accumulo sterile di informazioni che qualche volta poi si perdono nell'oblio.

Il pensiero critico come pensiero riflessivo

Secondo la prospettiva "abilità e giudizi" il pensiero critico è inteso come pensiero riflessivo, cioè come "pensiero capace di riflettere su alcuni aspetti dei contenuti, delle informazioni, attraverso un'interpretazione, una valutazione di informazioni e argomentazioni secondo l'analisi, l'integrazione tra le informazioni, l'aspetto metacognitivo, la riflessione e l'autoriflessione."

Secondo questa prospettiva per esercitare le abilità di pensiero critico bisogna essere dei pensatori attivi ma bisogna anche acquisire delle abilità che vengono conquistate gradualmente, per poi divenire obiettivi e criteri di valutazione nella fase di verifica.

Queste sono un pò le concezioni di Ennis, Fischer, Scriven e Lipman.

Nonostante ciò, questa prospettiva non ha ancora esaudito la domanda "Cos'è il pensiero critico?"

Secondo Ennis il pensiero critico è il pensiero riflessivo, incentrato sul decidere che cosa credere o fare, che consta di abilità quali:

  • Cogliere il significato di un'affermazione
  • Giudicare se c'è ambiguità in un ragionamento e se certe affermazioni si contraddicono
  • Giudicare se una conclusione segue necessariamente, cioè se una conclusione è l'esito di una serie di premesse
  • Valutare se un'osservazione è affidabile
  • Giudicare se un problema è identificato
  • Valutare se una definizione è adeguata o se una dichiarazione è accettabile.

Coloro che hanno consapevolezza del proprio modo di pensare mostrano un maggiore senso critico.

Il pensiero critico come abilità e attitudini o disposizioni

Il pensiero di contenuto/di base rappresenta le abilità, le attitudini e le disposizioni che richiedono di apprendere. Il pensiero di base descrive l'apprendimento di tipo tradizionale e pone la conoscenza basata sul contenuto in continua interazione con il pensiero critico, creativo e complesso.

Quando annoveriamo il pensiero critico come abilità possiamo elencarne diverse:

  • La deduzione, tra cui la costruzione delle inferenze, ovvero dei processi di pensiero critico
  • L'argomentazione
  • La formulazione dei giudizi

Come operazioni mentali, ma anche come micro-abilità abbiamo: l'analisi, l'interpretazione, la spiegazione, la valutazione, la metacognizione e l'autoregolazione.

Secondo questa prospettiva il pensatore critico dovrebbe avere una sorta di propensione non solo a pensare criticamente ma anche a mettere in atto ciò per cui pensa e ciò che pensa con degli atteggiamenti di propensione, quali:

  • Una mentalità aperta
  • Una ricerca della verità e curiosità
  • Abitudini mentali
  • Senso di prontezza psicologica (pysichologycal readiness) a essere critico.

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