Documento su Esercizi di Lettura e di Scrittura. Il Pdf esplora il concetto di pensiero critico, le sue definizioni e l'evoluzione storica, con riferimenti a Socrate e Richard Paul, e analizza l'importanza del pensiero critico nell'educazione e nell'uso dei sistemi digitali, presentando il modello di scrittura di Hayes & Flower per l'università.
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Francesca Anello
Il Critical Thinking non è innato, ma è una capacità intellettuale che va sviluppata. Inoltre è fondamentale nell'ambito scolastico, sociale ed interpersonale. Esso di occupa:
Il pensiero critico è spesso richiamato come una componente fondamentale dell'educazione tecnologica, poiché ritenuta come un'abilità centrale del problem solving e nell'assunzione di scelte e decisioni.
Nelle Conclusioni del Consiglio (UE) del 30 Maggio 2016 si è parlato di alfabetizzazione mediatica e di pensiero critico in relazione. Con l'espressione "Alfabetizzazione mediatica" ci si riferisce:
Infatti Prenskry nel suo volume intitolato "La mente aumentata" paragona la saggezza digitale alla capacità critica affermando che "Il saggio digitale è un competente digitale, che sa fare un uso critico e ponderato dei mezzi digitali, senza farne abuso".
Egli inoltre parla di "Mentre Aumentata" in quanto ha notato come i sistemi digitali hanno incrementato le potenzialità di pensiero. Fa inoltre la distinzione tra:
L'utilizzo dei mezzi tecnologici provoca una moltitudine di stimoli conoscitivi che però possono rimanere frammentari poiché non sono oggetto di decodifica, di attribuzione di senso, di elaborazione costruttiva.
L'abilità di pensiero critico prevede:
Il pensiero critico è fondamentale, soprattuttomo fare acquisire alle nuove generazioni una capacità di pensiero più equilibrata, più attenta, più consapevole, più saggia e più critica, rispetto ai social media e non solo.
L'origine del pensiero critico può essere individuata ai tempi di Socrate nel V sec. (Socrate educava gli allievi al pensiero critico).
Il suo metodo di insegnamento era infatti la Maieutica, che si avvaleva del dialogo maestro- allievo centrato sul "tirar fuori".
Il ruolo del maestro era infatti quello di aiutare l'allievo al individuare il proprio punto di vista e a metterlo in discussione, al fine di riconoscere la propria verità.
Solo alla fine del XX sec. Sono stati svolti i primi studi sul pensiero critico, in particolare da parte di Richard Paul, filosofo e sostenitore del pensiero critico.Quali possono essere alcuni riferimenti?
Purtroppo ancora oggi non si riesce ad elaborare una definizione, universale e completa. Williams nel 1976 aveva già sottolineato la difficoltà del concetto, ritenendolo "uno dei concetti più difficili". Alla luce delle molteplici interpretazioni e dei dibattiti aperti ancora oggi.
Ma un tentativo venne fatto da 46 esperti convocati dall'American Philosophy Association. Ciò portò alla produzione del famoso Delphy Report in cui venne elaborata una definizione di pensiero critico.
Un summit, fatto il 3 Giugno del 2019, aggregò una serie di studiosi europei e invitò una serie di studiosi americani con l'obiettivo di arrivare ad una definizione del pensiero critico, ma anche stavolta non si raggiunge un accordo poiché le prospettive erano differenti e contrastanti.
Le questioni affrontare nel 2019 e oggi sono state poste all'attenzione della Comunità Europea di un gruppo i ricerca che si occupa di pensiero critico sono le seguenti:
La definizione di Pensiero Critico: "Il pensiero critico è un giudizio mirato, autoregolato e autorettificante, che si traduce in interpretazione, analisi, valutazione e inferenza come spiegazione dell'evidenza concettuale, metodologica, criteriologica o in considerazione concettuali su cui si basa quel giudizio. Il pensatore critico ideale è abitualmente curioso, ben informato, onesto nell'affrontare i pregiudizi personali, prudente nell'esprimere giudizi, nel prendere in considerazione e chiarire le questioni, ordinato nel complesso di questioni, diligente nel cercare informazioni pertinenti, ragionevole nella selezione di criteri, focalizzati sull'indagine e persistenti nella ricerca dei risultati che sono precisi come il soggetto e le circostanze della ricerca."
Nella prima parte della definizione si è cercato di parlare delle abilità o componenti essenziali:
Nella seconda parte della definizione, invece, si è cercato di pensare non più al pensiero critico in astratto, ma al pensatore critico, con le sue disposizioni, che manifestano le abilità di pensiero critico.
Quando ci occupiamo di pensiero critico ci interessiamo di:
Il tema del pensiero critico è stato affrontato in modo frammentario e all'interno di confini di discipline separate e campi (filosofia, sociologia, psicologia, educazione, pedagogia, studi di gestione .. ), senza focalizzarsi su come dovrebbe essere il pensiero critico per essere applicato ed insegnato.
Ad un livello di base il pensiero critico riguarda soprattutto abilità di deduzione e di ragionamento. Tuttavia, il pensiero critico è anche molto più di questo.
Gli studiosi non sono unanimi:
In particolare vi sono 3 prospettive principali che cercano di superare la frammentazione:
In ogni caso, le tre prospettive sono in interazione e hanno a che fare, soprattutto di azione educativa, con un educare al comprendere (elaborazione costruttiva dei contenuti) di cui parlava Gardner.
Anche Ausubel, quando parla di apprendimento significativo vuole proprio rimarcare l'importanza che ciò che a scuola si impara dovrebbe avere un senso per gli studenti. Invece, un apprendimento meccanico diventa semplicemente un accumulo sterile di informazioni che qualche volta poi si perdono nell'oblio.
Secondo la prospettiva "abilità e giudizi" il pensiero critico è inteso come pensiero riflessivo, cioè come "pensiero capace di riflettere su alcuni aspetti dei contenuti, delle informazioni, attraverso un'interpretazione, una valutazione di informazioni e argomentazioni secondo l'analisi, l'integrazione tra le informazioni, l'aspetto metacognitivo, la riflessione e l'autoriflessione."
Secondo questa prospettiva per esercitare le abilità di pensiero critico bisogna essere dei pensatori attivi ma bisogna anche acquisire delle abilità che vengono conquistate gradualmente, per poi divenire obiettivi e criteri di valutazione nella fase di verifica.
Queste sono un pò le concezioni di Ennis, Fischer, Scriven e Lipman.
Nonostante ciò, questa prospettiva non ha ancora esaudito la domanda "Cos'è il pensiero critico?"
Secondo Ennis il pensiero critico è il pensiero riflessivo, incentrato sul decidere che cosa credere o fare, che consta di abilità quali:
Coloro che hanno consapevolezza del proprio modo di pensare mostrano un maggiore senso critico.
Il pensiero di contenuto/di base rappresenta le abilità, le attitudini e le disposizioni che richiedono di apprendere. Il pensiero di base descrive l'apprendimento di tipo tradizionale e pone la conoscenza basata sul contenuto in continua interazione con il pensiero critico, creativo e complesso.
Quando annoveriamo il pensiero critico come abilità possiamo elencarne diverse:
Come operazioni mentali, ma anche come micro-abilità abbiamo: l'analisi, l'interpretazione, la spiegazione, la valutazione, la metacognizione e l'autoregolazione.
Secondo questa prospettiva il pensatore critico dovrebbe avere una sorta di propensione non solo a pensare criticamente ma anche a mettere in atto ciò per cui pensa e ciò che pensa con degli atteggiamenti di propensione, quali: