Alessandro Manzoni e l'Adelchi: analisi dell'opera di Hub Scuola

Slide da Hub Scuola su Alessandro Manzoni e l'Adelchi. Il Pdf, utile per la scuola superiore, analizza la figura di Manzoni e la sua opera teatrale "Adelchi", approfondendo la trama, il contesto storico e la teoria delle razze contrapposte in Letteratura.

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38 pagine

Alessandro Manzoni:
Un rivoluzionario senza clamori

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Anteprima

Alessandro Manzoni: Un rivoluzionario senza clamori

Alessandro Manzoni: I primi anni

Nasce a Milano nel 1785 da Giulia Beccaria, figlia di Cesare (l'autore di Dei delitti e delle pene) e Pietro Manzoni. Viene affidato a una balia di provincia, rimanendo privo di legami con la famiglia.

  1. L'EDUCAZIONE NEI COLLEGI

Viene educato in diversi collegi religiosi lombardi, dove si appassiona di autori classici (soprattutto Virgilio e Orazio) e si accosta al pensiero di Cuoco, Parini, Alfieri, Foscolo e Monti (a cui fa leggere le sue prime composizioni).

  1. LE PRIME POESIE

Comincia a scrivere versi di spirito democratico, stilisticamente vicini al Neoclassicismo: il Trionfo della libertà, l'Adda, i Sermoni, Urania. In tutti questi componimenti prevale il rifiuto di ogni forma di letteratura estetizzante e fine a sé stessa.

  1. GLI ANNI A PARIGI

Nel 1805 raggiunge la madre a Parigi, quando il compagno, Carlo Imbonati, è da poco scomparso. Scrive il carme In morte di Carlo Imbonati. Riallaccia un legame profondo con la madre ed entra in contatto con l'ambiente degli eredi dell'Illuminismo (i cosiddetti idéologues), con l'intellettuale Claude Fauriel e con altri importanti filosofi parigini.

  1. IL MATRIMONIO E LA CONVERSIONE

Nel 1808, anche per iniziativa della madre, sposa con rito civile Enrichetta Blondel, calvinista, figlia di un banchiere ginevrino. Dopo il matrimonio, recupera il suo sentimento religioso, anche perché Enrichetta si avvicina al cattolicesimo. Nel 1813 acquista il palazzo di via Morone, a Milano, dove si trasferisce con la famiglia.

Alessandro Manzoni: La fase inventiva

Dopo la conversione, rifiuta gli scritti precedenti e concepisce le opere maggiori, rifondando i principali generi letterari. Pur lavorando in stretta riservatezza, si sente vicino ai romantici milanesi.

  1. LA STAGIONE DELLE GRANDI OPERE

Tra il 1812 e il 1813 avvia la stesura degli Inni sacri; tra il 1814 e il 1815 compone due canzoni patriottiche; nel 1816 scrive la tragedia storica Il conte di Carmagnola; nel 1819-20, gli scritti Osservazioni sulla morale cattolica e Lettre à Monsieur Chauvet sur l'unité de temps et de lieu dans la tragédie

  1. IL 1821

Si mostra attento agli avvenimenti politici: compone l'ode Marzo 1821, la poesia II cinque Maggio, la tragedia Adelchi (che termina nel 1822). Nel 1822 pubblica il Discorso sopra alcuni punti della Storia longobardica in Italia, dove sono evidenti la separazione tra invasori longobardi e popolo latino, l'interesse per le persone comuni che subiscono gli eventi della storia, lo studio del particolare per descrivere il contesto storico.

  1. L'IDEA DI UN ROMANZO

Nel 1821 inizia a concepire l'idea di un romanzo. Si ritira a Brusuglio e avvia la prima stesura del Fermo e Lucia, che lo impegnerà fino al 1823. Sempre nel 1823 scrive la Lettera al marchese Cesare d'Azeglio sul Romanticismo, in cui esprime la sua adesione al Romanticismo. Intraprende una profonda revisione del Fermo e Lucia, che porterà, nel 1827, alla prima edizione dei Promessi Sposi (la "Ventisettana"). II successo è clamoroso.

Alessandro Manzoni: L'abbandono dell'attività creativa

  1. IN TOSCANA

Nel 1827 soggiorna con la famiglia in Toscana, dove si occupa della revisione linguistica del romanzo, che porterà alla versione definitiva del 1840 (la "Quarantana").

  1. I LUTTI E IL NUOVO MATRIMONIO

Nel 1833 subisce la perdita di Enrichetta; l'anno successivo quella della figlia ventisettenne Giulietta. Nel 1837 sposa in seconde nozze Teresa Borri, vedova Stampa.

  1. L'ESAURIRSI DELL'ATTIVITÀ CRE

Compone il trattato Della lingua italiana, rimasto incompiuto, e la Storia della colonna infame, pubblicata nel 1842, insieme alle ultime dispense della Quarantana. Esaurisce la sua fase creativa, preferendo dedicarsi a studi filosofici, storici e linguistici. Durante i moti del '48 viene eletto Deputato alla Camera subalpina, ma rinuncia all'incarico. Si ritira sul lago Maggiore, dove rafforza il legame con il sacerdote Antonio Rosmini. Nel 1849 inizia il dialogo Dell'invenzione e il saggio Del romanzo storico.

  1. LA CONSACRAZIONE

Nel 1861 resta nuovamente vedovo. Con l'unità nazionale la sua fama cresce e nel 1860 è nominato senatore. Nel 1870 accetta la presa di Roma da parte delle truppe italiane e la fine del potere temporale dei papi. Accetta la presidenza della Commissione per l'unificazione linguistica, dai cui lavori emerge Dell'unità della lingua e dei mezzi di diffonderla. Muore nel 1873.

Il pensiero e la poetica: il "vero" della storia e del cuore

La dimensione conoscitiva in primo piano

La caratteristica più evidente di Manzoni è senza dubbio l'intransigenza delle sue posizioni, che produce il rifiuto di una tradizione retorica focalizzata sulla dimensione estetica o, peggio ancora, finalizzata allo svago o all'evasione. Per l'autore "il vero solo è bello" (Del romanzo storico): la dimensione conoscitiva, soprattutto sul piano morale, deve

Manzoni e il rapporto con Illuminismo e Romanticismo

ROMANTICISMO rifiuto rifiuto dell'ap procci o norma tivo del della mitolo gia come argom ento letterar classic io ismo battaglia per una cultura popolare (popolo= moderna borghesi a) mito dell'int rinsec a bontà del "genio del popolo aspetti irrazio nali e "gotici accetta 4 rifiuta MANZONIANA LETTERATURA accetta culto del vero esig enza di giust izia Per Manzoni: · il male si manifesta in tutte le classi sociali, anche in quelle più umili · l'uomo tende a esercitare violenza sui suoi simili ILLUMINISMO

La composizione manzoniana: le prime opere

LO IMBONATI nella società 5-06) ento ("sentir e caratteristiche sintesi Riflessione sui limiti oggettivi della lingua letteraria: c'è un divario enorme tra lingua parlata e lingua scritta, che è quasi morta.

La composizione manzoniana: il rapporto tra letteratura e religione

OSSERVAZIONI SULLA MORALE CATTOLICA La grande stagione creativa di Manzoni va dal 1812 al 1827: è successiva alla sua conversione. Da subito l'autore si pone la questione sul rapporto che debba esserci tra letteratura e religione, tra l'indagine razionale e la fedeltà al vincolo della fede. L'autore, probabilmente, trova nella fede il conforto del padre che non ha mai avuto. Ma non solo: la sua è piuttosto l'adesione razionale a un modo di leggere il mondo e l'uomo. Fede, ragione e politica sono strettamente coniugate. CARATTERISTICHE · il pensiero religioso dell'autore si pone come modello per l'intero corso della storia umana e, nello specifico, per la società italiana Osservazioni sulla morale cattolica (1819) La fede di Manzoni non fu mai una certezza acquisita per sempre, ma un confronto ininterrotto di fronte al problema del male nel mondo. Il male acquisisce la forma di ingiustizia e sopruso verso i più deboli. OPERE · attacco a Sismonde de Sismondi, secondo cui la Chiesa cattolica, con il suo monopolio sulla morale, ha portato alla decadenza la civiltà italiana · la Chiesa ha contribuito in Italia a formare una nuova coscienza nazionale, essendo stata in grado di condurre un'opera di evangelizzazione dal basso

La composizione manzoniana: il rinnovamento dei generi

La stagione creativa di Manzoni lo porta ad affrontare i principali generi letterari, rinnovando quelli tradizionali e avviando percorsi nuovi. Non si tratta, però, di un percorso lineare, evolutivo: le opere vengono iniziate e poi interrotte, riprese e nuovamente abbandonate. La ricerca di Manzoni considera il singolo genere per valutarne la possibilità che ha di indagare il senso di fare letteratura. GLI INNI SACRI · sono finalizzati a dare voce alla storia della Salvezza dell'uomo CARATTERISTICHE OPERE · carattere popolare (immaginario condiviso, linguaggio medio, natura melodica) · impegno civile della lirica LE TRAGEDIE · rispondono airesigenza di avere un teatro in sintonia con il presente e la spiritualità cristiana · modelli: Shakespeare, Schiller, Racine · no seduzione narrativa · modalità per dar conto dei personaggi umili · fedeltà all'ambientazione storica Conte di Carmagnola (dal 1816) Adelchi (dal 1820) · teatro come mediazione tra vero storico e verità del cuore · evidenza delle conseguenze negative di un mondo in cui i valori cristiani non trionfano · storia umana caratterizzata dalla costante tendenza al male e all'ingiustizia Fermo e Lucia (1821) Promessi Sposi (1827) · ricostruzione storica fedele · rappresentazione della dimessa naturalezza della vita · libertà di movimento del narratore (azione di contrappunto) IL ROMANZO · no ricorso al falso (modello: romanzo storico di Walter Scott) · rottura di stile e forme della tradizione lirica italiana: coralità, metri cantabili e martellanti, tronchi e sdruccioli · indipendenza dalle tre regole aristoteliche (unicità di luogo, tempo e azione) Inni sacri (dal 1812-13)

La composizione manzoniana: dal romanzo alla storiografia

L'equilibrio (tra fatti storici veri e libera rappresentazione di azioni e sentimenti) raggiunto nel romanzo inizia a scricchiolare negli anni Trenta. Storia e invenzione non dialogano più, la letteratura si dissolve nella storiografia. CARATTERISTICHE OPERE STORIA DELLA COLONNA INFAME · appendice che chiude i Promessi Sposi (la parola "Fine" viene posta in chiusura della Colonna) · racconto-inchiesta spogliato della componente inventiva · critica ai maestosi, ma inaffidabili simboli del potere · completamento dei Promessi Sposi, finalizzato a sottolineare che per ogni vicenda che si conclude positivamente ce ne sono molte altre che hanno esito opposto Storia della colonna infame (1842, data di pubblicazione) · testimonianza documentaria del processo contro due presunti untori avvenuto a Milano nel 1630; Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora vengono accusati di diffondere la peste; torturati e processati, vengono condannati a morte; sulle macerie dell'abilitazione di Mora viene eretta una lapide che descrive gli esiti del processo; dopo la dimostrazione dell'innocenza dei due, nel 1778, la colonna viene abbattuta

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