Infermieristica pediatrica: storia, farmacologia e area materno-infantile

Slide da Uniroma1.it su infermieristica pediatrica. Il Pdf esplora la storia e l'applicazione dell'infermieristica pediatrica in area materno-infantile, con focus su saturazione sensoriale e farmacocinetica nel feto e nel neonato, utile per studenti universitari.

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39 pagine

INFERMIERISTICA
PEDIATRICA
Anno Accademico 2024-2025
Corso di Laure in Infermiristica "Q" - Latina
Infermieristica in area materno-infantile
dott.sa Alessandra Addonizio
Infermiera pediatrica
alessandra.addonizio@uniroma1.it
PERCHÈ NASCE L'INFERMIRISTICA PEDIATRICA
1852- Charles West tra i fondatori del GOSH
"l'infermiera dei bambini deve avere una preparazione tale da essere inngrado di gestire
autonomamnete le variazioni cliniche dei bambini ricoverati, i loro trattamenti clinici e
tutta l'assistenza"
1853- primo corso di formazione per infermiere dei bambini
1854- "How to nurse Sick Children"
In Italia...
1940
Denizione della gura di
"vigilatrice di infanzia"
1955
1991-
94
1997
Istituzione dei Collegi IPASVI
Istituzione dei primi diplomi
univeristari e abolizione"vigilatrice
di infanzia"
Prolo professionale
dell'infermiere pediatrico

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Anteprima

Infermieristica Pediatrica: Introduzione

Anno Accademico 2024-2025
Corso di Laure in Infermiristica "Q" - Latina
INFERMIERISTICA
PEDIATRICA
Infermieristica in area materno-infantile
dott.sa Alessandra Addonizio
Infermiera pediatrica
alessandra.addonizio@uniroma1.it

Nascita dell'Infermieristica Pediatrica

NPERCHÈ NASCE L'INFERMIRISTICA PEDIATRICA
1852- Charles West tra i fondatori del GOSH
"l'infermiera dei bambini deve avere una preparazione tale da essere inngrado di gestire
autonomamnete le variazioni cliniche dei bambini ricoverati, i loro trattamenti clinici e
tutta l'assistenza"
1853- primo corso di formazione per infermiere dei bambini
1854- "How to nurse Sick Children"
..
In Italia ...

Evoluzione della Figura Professionale in Italia

1940
Definizione della figura di
"vigilatrice di infanzia"
Istituzione dei Collegi IPASVI 1955
1991-
Istituzione dei primi diplomi
univeristari e abolizione"vigilatrice
di infanzia"
94
Profilo professionale
dell'infermiere pediatrico
1997

Chi è l'infermiere pediatrico?

Profilo Professionale dell'Infermiere Pediatrico D.M. 17 gennaio 1997, n. 70

  1. 1. È individuata la figura professionale dell'infermiere pediatrico con il seguente profilo: l'infermiere pediatrico è l'operatore
    sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell'iscrizione all'albo professionale, è responsabile
    dell'assistenza infermieristica pediatrica.
  2. L'assistenza infermieristica pediatrica, preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura tecnica, relazionale, educativa.
    Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l'assistenza dei malati e dei disabili in età evolutiva e l'educazione
    sanitaria.
  3. L'infermiere pediatrico:
    a) partecipa all'identificazione dei bisogni di salute fisica e psichica del neonato, del bambino, dell'adolescente, della famiglia;
    b) identifica i bisogni di assistenza infermieristica pediatrica e formula i relativi obiettivi;
    c) pianifica, conduce e valuta l'intervento assistenziale infermieristico pediatrico;
    d) partecipa: 1) ad interventi di educazione sanitaria sia nell'ambito della famiglia e della comunità; 2) alla cura degli individui
    sani in età evolutiva nel quadro di programmi di promozione della salute e prevenzione delle malattie e degli incidenti; 3)
    all'assistenza ambulatoriale, domiciliare e ospedaliera dei neonati; 4) all'assistenza ambulatoriale, domiciliare e ospedaliera dei
    soggetti di età inferiore a 18 anni affetti da malattie acute e croniche; 5) alla cura degli individui in età adolescenziale nel quadro
    dei programmi di prevenzione e supporto socio-sanitario; e) garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-
    terapeutiche; f) agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli operatori sanitari e sociali; g) si avvale, ove necessario,
    dell'opera del personale di supporto per l'espletamento delle funzioni.
  4. L'infermiere pediatrico contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all'aggiornamento
    relativo al proprio profilo professionale.
  5. L'infermiere pediatrico svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e
    nell'assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o libero-professionale.

Peculiarità dell'assistenza infermieristica pediatrica

  1. Età e grado di sviluppo
    cognitivo ed emotivo
  2. Ta triade
    paziente-
    genitori-paziente
    -dinamiche familiari
  3. Percezione e
    valutazione del
    dolore
  4. La comunicazione
  5. Particolare
    complessità delle
    prestazioni

Fasi dell'età evolutiva

Neonatale
Pima
infanzia
Seconda
infanzia
2- 6 anni
Fanciullezza
Adolescenza
1 -28 giorni
1 mese- 2anni
8,5-13 anni femmine
10-15 anni maschi
fine pubertà-
età adulta

Sviluppo Neuropsichico

lo sviluppo neuropsichico
Sviluppo
motorio
Sviluppo del
linguaggio
Sviluppo
cognitivo
Sviluppo
percettivo
Siluppo
affettivo
soprattutto
entro i 2 anni
3 fasi
adattamento alla ricerca
di equilibrio tra sè e
l'ambiente
parte integrante dello
sviluppo cognitivo
Prinipali
acquisizioni
riguardano il tono
muscolare, lo
sviluppo posturale
e la coordianzione
motoria
- prelinguistica
(0-1anno)
- fonologica
(1-2 anni)
- grammaticale
(2-6 anni)
assimilazione
+
accomodamento
consiste nella
organizzazione
e nella
interpretazione
delle
impressioni
senosriali
Fondato sulla
concezione
pulsionale
dello sviluppo
affettivo
(Freud)

La triade infermiere- genitore- bambino

Principalmente la mamma
- elemento di mediazione,
che introduce anche
dinamiche diverse
- sentimento di impotenza
- a volte non in grado di
contenere ansie e paure
-intolleranza ad essere
sostituite nel ruolo di cura
-deformazione profonda della
relazione madre-bambino
BAMBINO
GENITORE
INFERMIERE
Infermiere="contenitore"
per il genitore:
-incoraggiamento (fiducia
nelle proprie capacità)
-favorire l'alleanza
terapeutica
-insegnare modalità diverse
di entrare in relazione
Necessità di una assistenza
incentrata sulla famiglia
non preoccuparti
non fa male
non succede niente
c'è da
aspettare
ma Sei
Sicuro che
Senti questo ?!
non sentirai nulla
se non stai buono
chiamo il dottore

Corso di Laurea in infermieristica "Q"-LATINA

a.a. 2024-2025
LE ALTERAZIONI DELLA
TEMPERATURA CORPOREA
dott.Alessandra Addonizio
alessandra.addonizio@uniroma1.it

Elementi di fisiologia della termoregolazione

Produzione di calore

Produzione di
calore
deriva dal metabolismo degli alimenti,
muscoli e ghiandole sono dotati di inetnsa attività
metabolica.
CALORE & ATTIVITA'
MUSCOLARE
età
attività ormonale
benessere
psicofisico
alemintazione

Meccanismi fisiologici e comportamentali

Meccanismi fisiologici e comportamentali
· vasocostrizione
· brividi
· stimolazione del sistema
simpatico
· aumento dell'appetito
· aumento
dell'abbigliamento
· aumento dell'attività fisica
· spostamento in ambiente
più caldo

Meccanismi di eliminazione del calore

Elememti di fisiologia
Meccanismi fisiologici ...
· vasodilatazione
· sudorazione
· radiazione
· conduzione
· convezione
· evaporaizone
... e comportamentali
· riduzione
dell'abbigliamento
· riduzione attività fisica
· spostamento in ambiente
più freddo
Eliminazione di calore
evaporazione
tramite evaporazione di
vapore acqueo atrraverso
pelle e polmoni
(insensibile) e
diaforesi(sudorazione).
irraggiamento
trasferimento di calore
dalla superficie di un
oggetto a quella di un
altro, senza contatto.
(temp. ambientale)
conduzione
trasmissione di
calore per contatto
CONDUZIONE
CONVENZIONE
IRRAGGIAMENTO
Esercizio
Aumento
37 ℃
Diminuzione della
temperatura
Rilevata da
Temperatura del sangue
Recettori della
temperatura
Evaporazione e irraggiamento
0
0
Effettore
Ghiandole
sudoripare
(secreto)
Vasi
sanguigni
(dilatati)
Arteria
Pelle
Vena
Pelle
Fibre nervose sensitive
Segnale di
correzione
per mezzo di
fibre nervose
Valore
normale
Valore
attuale
Manda le informazioni
attraverso le fibre nervose a
Ipotalamo
Sensore
0
convezione
trasferimento di calore
corporeo in seguito a
movimento di particelle di
acqua o aria calda. (corpo
umido dopo il bagno)

Febbre (piressia)

= condizione patologica caratterizzata da rialzo della temperatura corporea
oltre i valori normali, a riposo
-nella 1º-2°infanzia, spesso secondaria a processo infettivo
> 38℃ temperatura rettale (ascellare + 0,5℃, mentre orale+ 0,3°℃ )
Iperpiressia= t.c. >40°C

Trattamento della febbre

farmacologico: se t.c.>38,5℃ (prevenzione se storia di convulsioni febbrili)
paracetamolo: prima scelta (10-15 mg/kg/dose, ogni 6/8h)
ibuprofene: 20-30/kg/die, in 3 somministrazioni/24h
Trattamento
non farmacologico: favorire l'idratazione
spugnature o bagnetto con acqua tiepida (NO alcool)
riduzione del vestiario

La termoregolazione del neonato

LA TERMOREGOLAZIONE
... del neonato
Termorecettori
periferici
Termorecettori
interni
· temperatura alla nascità >della tc materna ( feto
produce più energia del suo fabbrisogno,
sfruttando il glucosio ematico placentare
· brusco abbassamento della temperatura dalla vita
intrauterina alla sala parto
· temperatura ideale & peso alla nascità ed età
gestazionale
Ipotalamo
Termorecettori
ipotalamici
neonato a termine: vasocostrizione cutanea e riduzione
superficie corporea
+
termogenesi chimica del grasso bruno
ipotermia= t.c. < 35,5℃ rettale, determina ipossia, acidosi
metabolica, ipoglicemia, collasso cardio-vascolare
Risposta
simpatica
Risposte
muscolari
ipertermia= rischio di disidratazione, tachicardia, shock,
apnea

Ipertermia maligna

= patologia genetica autosomica domaninate, caratterizzata da importanti reazioni
avverse a farmaci anestetici generali e miorilassanti.
in età pediatrica, modesta predisposizione per il sesso maschile
SINTOMATOLOGIA: ipertermia, rigidità muscolare, ipotensione, bradicardia e aritmie.
Può comparire inoltre rabdomiolisi, seguita da insufficienza renale
acuta, edema polmonare e CID

Trattamento dell'ipertermia maligna

farmacologico: somministrazione di Dantrolene Sodico (miorilassante) e
Ossigeno per favorire lo smaltimento dei farmaci ; diuretici ed idratazione
per mantenere la funzionalità renale
Trattamento
non farmacologico: favorire l'abbassamento della temperatura corporea
tramite: somministrazione di soluzioni fredde per tutte le vie utilizzabili,
applicazione di ghiaccio

Ipotermia

= abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei valori normali (<33°℃ ),
per esposizione al freddo, collasso , shock o ipotiroidismo.
risposta: - riduzione del metabolismo -> ulteriore riduzione della temperatura corporea
- sopore -> riduzione della capacità fisica(azione muscolare) di produrre calore.
terapeutica: indotta a scopo medico per rallentare il metabolismo. il
neonato a rischio ipossico-ischemico, viene sottoposto ad una riduzione
della temperatura corporea a 33,5°℃ per una durate complessiva di 72h

Congelamento

= abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei valori normali (< 33℃ ),
per esposizione al freddo, collasso , shock o ipotiroidismo.

Considerazioni sul trattamento della febbre

Il trattamento della febbre non influenza l'andamento della malattia
che la causa, quindi ...
... perchè trattarla?
· disturba il bambino
· altera le sue normali attività
Il trattaemnto va anticipato solo se anamnesi positiva per convulsioni febbrili
paracetamolo ed ibuprofene possono essere assunti a digiuno

Quando richiede approfondimenti diagnostici/ospedalizzazione?

  • durata > 3-5 giorni
  • condizioni generali compromesse
  • pregressa patologia grave
  • età < 1 mese

Linee guida SIP per la misurazione della temperatura

Linee guida SIP
· In ambito ospedaliero o ambulatoriale, per i bambini fino a 4
settimane la misurazione ascellare con termometro elettronico
· In ambito ospedaliero o ambulatoriale, per i bambini oltre le 4
settimane, la misurazione ascellare con termometro elettronico o
quella timpanica con termometro a infrarossi
· A domicilio la misurazione da parte dei genitori o dei tutori per
tutti i bambini con termometro elettronico in sede ascellare

Linee guida SIP per l'uso di antipiretici

Linee guida SIP
· Utilizzare antipiretici solo se la febbre è associata a malessere
· Usare solo ibuprofene o paracetamolo
· L'uso combinato/alternato di ibuprofene e paracetamolo non è raccomandato
· L'uso preventivo di ibuprofene o paracetamolo non è raccomandato per ridurre
l'incidenza di febbre e reazioni locali in bambini sottoposti a vaccinazione
· L'uso di ibuprofene o paracetamolo non previene le convulsioni febbrili
· L'uso di ibuprofene o paracetamolo non è controindicato nei bambini febbrili con
asma. Paracetamolo e ibuprofene sono controindicati in caso di asma indotta da
paracetamolo o FANS
· La somministrazione rettale va valutata solo in presenza di vomito
· Calcolare la dose dell'antipiretico sul peso e non sull'età
· Usare i dosatori inclusi nella confezione · NON utilizzare acido acetilsalicilico né
steroidi

Considerazioni in base all'età

Neonato : - limitata capacità di termoregolazione per immaturità
neurologica e < grasso corporeo (barriera isolante)
- maggiore esposizione a processi infettivi (con
manifestazioni febbrili) per immaturità immunologica
Primi passi ed età prescolare :
-aumento della massa corporea = sistema di termoregolazione più
stabile, seppur ancora immaturo
- 6 mesi / 3anni maggiore incidenza di convulsioni febbrili
Età scolare ed adolescenza:
-sviluppo del sistema nervoso simpatico
maggiore funzionalità
dei meccanismi di rabbrividimento e sudorazione (completa maturazione in
età adolescenziale)

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