La Teoria della Personalità: obiettivi, ricerca e costrutti in psicologia

Documento da Università su La Teoria della Personalità. Il Pdf esplora la teoria della personalità, i requisiti metodologici della ricerca in psicologia, il condizionamento operante di Skinner e la teoria dei costrutti di Kelly, per studenti universitari di Psicologia.

Mostra di più

39 pagine

LA TEORIA DELLA PERSONALITÀ
Introduzione
Una teoria scientifica della personalità deve perseguire 5 obiettivi:
-
Osservazione su un campione ampio e diversificato, obiettiva e basata su strumenti validi e attendibili
-
Sistematica e coerente
-
Ve r ificabile sperimentalmente
-
Comprensiva
-
Applicabilità
I tre temi della psicologia della personalità sono gli universali umani, le differenze tra individui e l’unicità
degli stessi.
La definizione di personalità è “qualità psicologiche che contribuiscono a creare le strutture persistenti e
caratterizzanti del singolo, come sentimenti, pensieri e comportamenti.”
I quattro argomenti cardine per classificare e confrontare le diverse teorie sono la struttura, i processi, lo
sviluppo e la psicopatologia e cambiamento.
1) Il concetto di struttura della personalità si riferisce alle variabili di base prese in considerazione dai vari
psicologi che prendono il nome di unità di analisi. Tutto può essere descritto in più modi, cioè per mezzo
di diverse unità di analisi, e ognuna delle descrizioni può fornire valide informazioni relative all’oggetto
in questione.
2) I processi della personalità si riferiscono alle funzioni psicologiche dinamiche dell’individuo
3) I teorici della personalità tentano di capire come le persone siano diventate quello che sono, come cioè si
è sviluppata evolutivamente la personalità. Tale studio si articola in uno generale umano e in uno
specifico individuale. Il rapporto tra natura e cultura sembra essere oggi la causa fondamentale legata
allo sviluppo della personalità di un individuo.
4) Le teorie della personalità sono potenzialmente molto significative da un pinto di vista applicativo. Dai
problemi psicologici quotidiani alle vere e proprie psicopatologie, la teoria della personalità si offre come
un valido sostegno alla comprensione e alla terapia.
Valutazione delle teorie della personalità
Le teorie si distinguono poi per la loro concezione della persona, per le determinanti del pensiero e del
comportamento, per quanto la personalità viene considerata come un costrutto coerente e per cosa si intende
per coerenza, per l’importanza data all’attività mentale consapevole o inconscia, per l’orientamento della
persona verso passato, presente o futuro, per la concezione di scienza. Storicamente i teorici della personalità
si sono schierati da una parte o dall’altra per quanto riguarda tre diverse opzioni di ricerca:
1) far accadere le cose vs studiare quanto accaduto
2) gruppi di persone vs individui singoli
3) aspetto specifico del singolo vs individuo globale
Per valutare una teoria della personalità o metterla a paragone con un’altra per prima cosa dobbiamo
domandarci quali siano le funzioni che la teoria dovrebbe svolgere e solo successivamente valutare come esse
vengono espletate.
Come tutte le teorie scientifiche, anche quelle della personalità devono organizzare le informazioni esistenti,
generare nuove conoscenze su temi rilevanti, identificare temi nuovi che meritano di essere approfonditi.
La capacità di una teoria di assolvere queste funzioni ci consente di valutarla in positivo o meno.
In conclusione possiamo dire che le molteplici teorie in questo ambito possono essere utilizzate come una
cassetta degli attrezzi, ognuna a suo modo valida per certi aspetti piuttosto che altri relativi alla personalità.
Rocco Vercelli
Pagina di 1 39
LO STUDIO SCIENTIFICO DELLE
PERSONE
I dati
Gli psicologi della personalità hanno definito 4 categorie di dati da utilizzare nel lavoro di ricerca.
1. Dati-L (Life record data): informazioni che possono essere desunte dalla storia di una persona o dai
resoconti oggettivi degli eventi della sua vita
2. Dati-S (Self-report data): informazioni che i partecipanti allo studio danno di se stessi tramite questionari
o interviste, estremamente soggettivi.
3. Dati-O (Observer data): informazioni fornite da osservatori vicini al soggetto tramite questionari o
interviste su comportamenti specifici o generali
4. Dati-T (Test data): informazioni ottenute attraverso procedure sperimentali in cui i ricercatori misurano
le prestazioni delle persone in un compito.
Con il progredire degli studi nel campo della psicologia della personalità sono stati elaborati nuovi tipi di
misure che rendono necessarie nuove categorie di dati, da quelli raccolti grazie alle neuroscienze (EEG e
fMRI) a quelli raccolti grazie alle banche dati su internet.
Una lunga serie di fattori, ad esempio quanto è osservabile o estimativa una certa caratteristica di personalità,
o quanto la persona oggetto dell’osservazione è valutabile, influenza la corrispondenza tra le fonti di dati.
In generale ogni fonte utilizzata ha i suoi limiti e i suoi vantaggi, i dati-S sfruttano il fatto che le persone
conoscono se stesse meglio degli altri, ma possono essere deviati da numerosi bias; i dati-O possono fornire
informazioni derivanti da molteplici punti di vista, ma proprio per questo possono risultare confusionarie e
incoerenti; i dati-T e L sono certamente più affidabili, ma tralasciano gran parte delle informazioni salienti
relative alla persona.
Il tipo di misurazione può essere fissa o flessibile, nel primo caso tutti i soggetti vengono misurati nello stesso
modo e le valutazioni sono assolute, nel secondo caso c’è una variabilità della misura a seconda del soggetto e
le valutazioni sono relative al tipo di soggetto.
Le misure fisse fanno generalmente parte di ricerche nomotetiche, in cui si indagano gli universali umani, le
misure flessibili di ricerche ideografiche, in cui si indagano le unicità personali.
In conclusione definiamo valutazione (assessment) della personalità ogni procedura standardizzata volta a
fornire delle informazioni sulla personalità di un individuo o a misurare le differenze nella personalità fra
diversi individui di una data popolazione. La valutazione produrrà i dati di base utili agli obiettivi
professionali del ricercatore.
La scelta dell’oggetto di valutazione (comportamento medio/variabilità del comportamento o vita mentale
conscia/inconscia) e la teoria elaborata dal ricercatore determina la fonte di dati da impiegare.
Requisiti della ricerca
Le due proprietà psicometriche fondamentali per uno strumento di misura sono l’attendibilità e la validità.
Attendibilità, intesa come precisione della misurazione. In particolare l’attendibilità è la proporzione del
punteggio rilevato che non riflette l’errore casuale, va da un minimo di 0 a un massimo di 1. L’attendibilità è
una condizione necessaria ma non sufficiente per la validità.
Validità, che rappresenta il grado in cui uno strumento misura effettivamente quello che dovrebbe misurare.
Vi sono cinque tipi di validità:
-
Di contenuto, che si riferisce al fatto che gli indicatori scelti per un determinato costrutto siano
rappresentativi del costrutto e rilevanti, ossia appropriati per la sua valutazione.
-
Di costrutto, e quindi convergente quando fa riferimento al grado di accordo tra diverse misure dello
stesso costrutto, o discriminante quando fa riferimento al grado in cui misure di costrutti diversi riescono
effettivamente a distinguere i costrutti.
-
Di criterio, che indica il grado di associazione tra la misura del costrutto e quella di variabili connesse in
teoria ad esso. Si definisce concorrente quando il criterio viene misurato nello stesso momento, o predittiva
quando il criterio viene misurato in un momento successivo.
-
Nomologica, che indica il grado in cui l’insieme delle ipotesi sulla misura del costrutto vengono
effettivamente verificate.
Rocco Vercelli
Pagina di 2 39

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Introduzione alla Teoria della Personalità

LA TEORIA DELLA PERSONALITÀ Introduzione Una teoria scientifica della personalità deve perseguire 5 obiettivi:

  • Osservazione su un campione ampio e diversificato, obiettiva e basata su strumenti validi e attendibili
  • Sistematica e coerente
  • Verificabile sperimentalmente
  • Comprensiva
  • Applicabilità

I tre temi della psicologia della personalità sono gli universali umani, le differenze tra individui e l'unicità degli stessi. La definizione di personalità è "qualità psicologiche che contribuiscono a creare le strutture persistenti e caratterizzanti del singolo, come sentimenti, pensieri e comportamenti." I quattro argomenti cardine per classificare e confrontare le diverse teorie sono la struttura, i processi, lo sviluppo e la psicopatologia e cambiamento.

  1. Il concetto di struttura della personalità si riferisce alle variabili di base prese in considerazione dai vari psicologi che prendono il nome di unità di analisi. Tutto può essere descritto in più modi, cioè per mezzo di diverse unità di analisi, e ognuna delle descrizioni può fornire valide informazioni relative all'oggetto in questione.
  2. I processi della personalità si riferiscono alle funzioni psicologiche dinamiche dell'individuo
  3. I teorici della personalità tentano di capire come le persone siano diventate quello che sono, come cioè si è sviluppata evolutivamente la personalità. Tale studio si articola in uno generale umano e in uno specifico individuale. Il rapporto tra natura e cultura sembra essere oggi la causa fondamentale legata allo sviluppo della personalità di un individuo.
  4. Le teorie della personalità sono potenzialmente molto significative da un pinto di vista applicativo. Dai problemi psicologici quotidiani alle vere e proprie psicopatologie, la teoria della personalità si offre come un valido sostegno alla comprensione e alla terapia.

Valutazione delle Teorie della Personalità

Valutazione delle teorie della personalità Le teorie si distinguono poi per la loro concezione della persona, per le determinanti del pensiero e del comportamento, per quanto la personalità viene considerata come un costrutto coerente e per cosa si intende per coerenza, per l'importanza data all'attività mentale consapevole o inconscia, per l'orientamento della persona verso passato, presente o futuro, per la concezione di scienza. Storicamente i teorici della personalità si sono schierati da una parte o dall'altra per quanto riguarda tre diverse opzioni di ricerca:

  1. far accadere le cose vs studiare quanto accaduto
  2. gruppi di persone vs individui singoli
  3. aspetto specifico del singolo vs individuo globale

Per valutare una teoria della personalità o metterla a paragone con un'altra per prima cosa dobbiamo domandarci quali siano le funzioni che la teoria dovrebbe svolgere e solo successivamente valutare come esse vengono espletate. Come tutte le teorie scientifiche, anche quelle della personalità devono organizzare le informazioni esistenti, generare nuove conoscenze su temi rilevanti, identificare temi nuovi che meritano di essere approfonditi. La capacità di una teoria di assolvere queste funzioni ci consente di valutarla in positivo o meno. In conclusione possiamo dire che le molteplici teorie in questo ambito possono essere utilizzate come una cassetta degli attrezzi, ognuna a suo modo valida per certi aspetti piuttosto che altri relativi alla personalità. Rocco Vercelli Pagina 1 di 39

Lo Studio Scientifico delle Persone

I Dati nella Ricerca sulla Personalità

LO STUDIO SCIENTIFICO DELLE PERSONE I dati Gli psicologi della personalità hanno definito 4 categorie di dati da utilizzare nel lavoro di ricerca.

  1. Dati-L (Life record data): informazioni che possono essere desunte dalla storia di una persona o dai resoconti oggettivi degli eventi della sua vita
  2. Dati-S (Self-report data): informazioni che i partecipanti allo studio danno di se stessi tramite questionari o interviste, estremamente soggettivi.
  3. Dati-O (Observer data): informazioni fornite da osservatori vicini al soggetto tramite questionari o interviste su comportamenti specifici o generali
  4. Dati-T (Test data): informazioni ottenute attraverso procedure sperimentali in cui i ricercatori misurano le prestazioni delle persone in un compito.

Con il progredire degli studi nel campo della psicologia della personalità sono stati elaborati nuovi tipi di misure che rendono necessarie nuove categorie di dati, da quelli raccolti grazie alle neuroscienze (EEG e fMRI) a quelli raccolti grazie alle banche dati su internet. Una lunga serie di fattori, ad esempio quanto è osservabile o estimativa una certa caratteristica di personalità, o quanto la persona oggetto dell'osservazione è valutabile, influenza la corrispondenza tra le fonti di dati. In generale ogni fonte utilizzata ha i suoi limiti e i suoi vantaggi, i dati-S sfruttano il fatto che le persone conoscono se stesse meglio degli altri, ma possono essere deviati da numerosi bias; i dati-O possono fornire informazioni derivanti da molteplici punti di vista, ma proprio per questo possono risultare confusionarie e incoerenti; i dati-T e L sono certamente più affidabili, ma tralasciano gran parte delle informazioni salienti relative alla persona. Il tipo di misurazione può essere fissa o flessibile, nel primo caso tutti i soggetti vengono misurati nello stesso modo e le valutazioni sono assolute, nel secondo caso c'è una variabilità della misura a seconda del soggetto e le valutazioni sono relative al tipo di soggetto. Le misure fisse fanno generalmente parte di ricerche nomotetiche, in cui si indagano gli universali umani, le misure flessibili di ricerche ideografiche, in cui si indagano le unicità personali. In conclusione definiamo valutazione (assessment) della personalità ogni procedura standardizzata volta a fornire delle informazioni sulla personalità di un individuo o a misurare le differenze nella personalità fra diversi individui di una data popolazione. La valutazione produrrà i dati di base utili agli obiettivi professionali del ricercatore. La scelta dell'oggetto di valutazione (comportamento medio/variabilità del comportamento o vita mentale conscia/inconscia) e la teoria elaborata dal ricercatore determina la fonte di dati da impiegare.

Requisiti della Ricerca Psicologica

Requisiti della ricerca Le due proprietà psicometriche fondamentali per uno strumento di misura sono l'attendibilità e la validità. Attendibilità, intesa come precisione della misurazione. In particolare l'attendibilità è la proporzione del punteggio rilevato che non riflette l'errore casuale, va da un minimo di 0 a un massimo di 1. L'attendibilità è una condizione necessaria ma non sufficiente per la validità. Validità, che rappresenta il grado in cui uno strumento misura effettivamente quello che dovrebbe misurare. Vi sono cinque tipi di validità:

  • Di contenuto, che si riferisce al fatto che gli indicatori scelti per un determinato costrutto siano rappresentativi del costrutto e rilevanti, ossia appropriati per la sua valutazione.
  • Di costrutto, e quindi convergente quando fa riferimento al grado di accordo tra diverse misure dello stesso costrutto, o discriminante quando fa riferimento al grado in cui misure di costrutti diversi riescono effettivamente a distinguere i costrutti.
  • Di criterio, che indica il grado di associazione tra la misura del costrutto e quella di variabili connesse in teoria ad esso. Si definisce concorrente quando il criterio viene misurato nello stesso momento, o predittiva quando il criterio viene misurato in un momento successivo.
  • Nomologica, che indica il grado in cui l'insieme delle ipotesi sulla misura del costrutto vengono effettivamente verificate.

Rocco Vercelli Pagina 2 di 39 Un'altro requisito cardine della ricerca è l'etica della stessa. In America il codice etico che regolamenta i comportamenti degli psicologi è l'APA, in Italia l'AIP (1995). Dal punto di vista storico l'attenzione all'etica nella ricerca scientifica è giunta solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, a seguito delle terribili sperimentazioni operate in quel periodo. Venne così steso il Codice etico di Norimberga, che costituisce ancora oggi la base per i codici etici di diversi paesi del mondo, il primo punto da rispettare era il consenso informato. L'AIP si fonda su tre principi generali e dieci norme etiche, i tre principi sono:

  • competenza
  • integrità
  • responsabilità sociale

Esistono ad oggi comitati etici incaricati di approvare, richiedere modifiche o rifiutare intere ricerche, sulla base dei loro standard etici, del rapporto costi/benefici sia per i singoli soggetti che per la società (valutando alternative), dei rischi (definiti minimi quando sono in linea con quelli quotidiani) e della possibilità di arginarli. La prima norma dell'AIP è il consenso informato e la libertà della persona di ritirarsi in qualsiasi momento. Per consenso informato si intende il consenso a partecipare alla ricerca dopo essere stati adeguatamente informati, ciò non responsabilizza in alcun modo il soggetto di eventuali danni, ma solo ed esclusivamente della qualità della sua partecipazione che dev'essere collaborativa.

Tipi di Ricerche in Psicologia

Tipi di ricerche

  1. Studio di caso: un'analisi approfondita di un singolo individuo, la cui anamnesi tiene in considerazione molti metodi di registrazione dati (inchiesta, osservazione, utilizzo di dati di archivio). Le variabili trattamento sono raramente controllate con sistematicità. Costituiscono una ricca fonte di informazioni sugli individui e sulle cause del comportamento delle persone, e in più sono utili per provare nuove tecniche terapeutiche o per applicare quelle già esistenti. Forniscono anche la possibilità di studiare fenomeni rari, descrivibili solo grazie all'osservazione intensiva di singoli casi. Sono spesso utilizzate come controdimostrazioni al pensiero scientifico, dimostrando l'esistenza di eccezioni ai postulati creati e come supporto sperimentale alle teorie psicologiche e agli studi nomotetici, consentendo così un'integrazione ideografica. Ci sono anche ovviamente degli svantaggi nello studio di caso, ad esempio è difficile trarre delle conclusioni causa-effetto dal momento che il controllo sulle variabili estranee è scarso. Esistono poi potenziali fattori distorcenti causati ad esempio dal fatto che il ricercatore desidera vedere il suo trattamento come funzionante, quindi il risultato può essere basato sulle impressioni dell'osservatore o sulla desiderabilità sociale del paziente che vuole andare incontro alle aspettative del terapeuta. Anche la validità esterna ha delle problematiche, generalizzare da un singolo caso è possibile solo con una forte omogeneità della popolazione da cui è stato estratto.
  2. Ricerca correlazione: la ricerca correlazionale non ha solo lo scopo di descrivere, ma anche di predire. Bisogna ricordare che le relazioni predittive sono condizioni necessarie, ma non sufficienti alla spiegazione di un fenomeno. Correlazione c'è quando al variare di una variabile varia anche un'altra, positivamente (direttamente proporzionale) o negativamente (indirettamente proporzionale). La mancata manipolazione della variabili non ci permette di comprendere quale variabile fa variare l'altra.
  3. Esperimento: Il metodo di ricerca più adatto per identificare le relazioni causali è il metodo sperimentale. Un vero esperimento implica la manipolazione di uno o più fattori e la misura degli effetti della manipolazione sul comportamento. Le variabili manipolate sono dette indipendenti, e l'effetto è visualizzabile su quelle dipendenti. La variabile indipendente deve avere almeno due livelli, uno di trattamento e uno di controllo, la cui funzione è quella di essere certi che sia stata proprio la variabile indipendente a causare i cambiamenti osservati su quella dipendente. Affinché si possa stabilire un'inferenza causale devono essere verificate covariazione, relazione temporale e eliminazione di cause alternative, in tal caso potremo dire di avere una forte validità interna. Quest'ultima è negativamente influenzata da un campionamento non sufficientemente ampio e bias.

Rocco Vercelli Pagina 3 di 39

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.