LABORATORIO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
AMBIENTALE
LA NASCITA DELL'EDUCAZIONE AMBIENTALE: TAPPE STORICHE E DEFINIZIONI
1965 - Prima volta in cui viene citato il concetto di Educazione Ambientale durante la Conferenza
di Bangkok sulla conservazione della natura.
1969 - Il professor Stapp, dell'Università del Michigan, definisce l'educazione ambientale come
un modo per creare cittadini consapevoli e coinvolti nella soluzione dei problemi ambientali.
L'obiettivo è cambiare i comportamenti umani per rispettare gli ecosistemi.
1972 - Alla Conferenza delle Nazioni Unite di Stoccolma si riconosce l'importanza dell'educazione
ambientale sia per i giovani che per gli adulti. Si punta a creare una responsabilità collettiva verso
la protezione dell'ambiente.
1975 - Alla Conferenza di Belgrado si sottolinea il valore sociale e etico dell'educazione
ambientale: serve a costruire un nuovo rapporto tra l'uomo e la natura.
1977 - Alla Conferenza mondiale di Tblisi si stabiliscono i principi fondamentali dell'educazione
ambientale:
- Deve essere globale e multidisciplinare
- Riguarda tutte le età e l'intera comunità
- Collega conoscenze e azioni
- Mostra l'interconnessione fra le nazioni
- Coinvolge emozioni e valori
- Richiede un impegno continuo
- Deve durare per tutta la vita
- Include ambiente naturale e antropico
- Porta a risolvere attivamente i problemi
- Mostra il carattere sistemico della realtà
1992 - Conferenza ONU di Rio de Janeiro: nasce il concetto di sviluppo sostenibile, con tre
pilastri fondamentali: ambiente, economia e società.
Differenza tra Educazione Ambientale e Educazione alla Sostenibilità
- Educazione Ambientale: tutela della natura, paesaggio, biodiversità.
- Educazione alla Sostenibilità: coinvolge tutte le età e professioni, include anche
aspetti economici e sociali.
1997 - Dichiarazione di Salonicco: l'educazione ambientale è vista come uno strumento per
rendere le persone protagoniste delle proprie scelte, capaci di imparare per tutta la vita.
2003 - Nasce il "World Environmental Education Congress", una rete globale per la ricerca e il
confronto sull'educazione ambientale.
UNESCO - L'educazione ambientale deve cambiare gli stili di vita per un futuro sostenibile.
Contribuisce all'Agenda 2030 dell'ONU, affrontando temi come:
- Biodiversità
- Cambiamento climatico
- Rischio disastri
- Diversità culturale
- Povertà
- Parità di genere
- Salute
- Stili di vita sostenibili
- Pace
- Acqua
- Urbanizzazione sostenibile
2005 - La UNECE (Commissione economica delle Nazioni Unite) lancia una strategia per lo
sviluppo sostenibile che include modelli di consumo responsabile e gestione delle risorse.
L'EDUCAZIONE AMBIENTALE IN EUROPA E IN ITALIA
1933 - Con il V Programma d'Azione europeo si afferma che la sostenibilità può diffondersi solo
con una politica educativa che coinvolga i cittadini.
In Europa - L'educazione ambientale è inserita nei programmi scolastici. È vista come base per un
futuro sostenibile. EPALE è la piattaforma online per l'educazione ambientale degli adulti.
In Italia - Il percorso è più recente, ma importante. L'educazione ambientale mira a:
- Promuovere comportamenti consapevoli
- Rinforzare il senso civico
- Valorizzare la "res publica"
- Rafforzare il legame con il territorio
1986 - La legge 349 assegna alla scuola il compito di sensibilizzare i cittadini sui problemi
ambientali.
1988 - Il "Manifesto del Monte Bondone" pone le basi teoriche dell'educazione ambientale in
Italia.
1997 - "Carta di Fiuggi": 10 articoli per inserire l'educazione sostenibile nelle scuole.
Anni '90 - Nasce l'ANPA, l'Agenzia per la protezione ambientale.
2000 - Linee guida INFEA (Informazione, Formazione, Educazione Ambientale) tra Stato e
Regioni.
2009 - MIUR e MATTM pubblicano linee guida sull'educazione ambientale e sostenibile.
2015 - Nuove linee guida con temi come:
- Acque
- Biodiversità
- Alimentazione
- Rifiuti
- Green economy
- Inquinamento
- Consumo di suolo
- Dissesto idrogeologico
2016 - Viene scritta la "Carta nazionale" per un dialogo con scienza, società e mondo economico.
2019 - Il Senato approva la legge che reintroduce l'educazione civica a scuola (33 ore), con
partenza dal 2020/21. I temi trattati includono:
- Costituzione
- Agenda 2030
- Cittadinanza digitale
- Educazione ambientale
- Legalità
- Rispetto del patrimonio culturale
- Protezione civile
LE ORIGINI DELO SVILUPPO SOSTENIBILE, CONCETTI BASE
Concetti base
- Sviluppo sostenibile: è lo sviluppo che soddisfa i bisogni delle persone di oggi
senza togliere alle generazioni future la possibilità di soddisfare i propri. L'idea è che bisogna
crescere rispettando i limiti della natura.
- Le persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo stanno aumentando, e avranno
bisogno di molta energia e beni per vivere meglio.
- Tutti hanno diritto all'accesso alle risorse naturali, ma le risorse della Terra sono
limitate.
Sistemi termodinamici (modi in cui un sistema scambia materia o energia)
- Sistema isolato: non scambia ne materia ne energia con l'esterno.
- Sistema chiuso: scambia solo energia, ma non materia.
- Sistema aperto: scambia sia energia che materia.
La Terra è considerata un sistema chiuso: può ricevere energia (dal sole), ma le risorse materiali
sono finite.
Crescita economica vs sviluppo
- Crescita: è l'aumento della produzione (PIL - Prodotto Interno Lordo).
- Sviluppo: è il miglioramento della qualità della vita (salute, istruzione, benessere).
Politica ambientale
È l'insieme delle regole e azioni per proteggere la natura e usare le risorse in modo intelligente.
Green economy (economia verde)
Sistema economico che vuole ridurre l'inquinamento usando energie rinnovabili, tecnologie pulite
e riducendo gli sprechi.
I 3 pilastri dello sviluppo sostenibile
- Ambientale: protezione degli ecosistemi, uso corretto delle risorse, riduzione dei
rifiuti.
- Economico: crescita duratura e stabile, creazione di lavoro e reddito.
- Sociale: giustizia ed equità tra tutti i popoli e generazioni, riduzione delle
disuguaglianze.
Lo sviluppo sostenibile funziona solo se questi tre aspetti sono in equilibrio.
Le origini del concetto di sviluppo sostenibile
- 1800 - Thomas Malthus: economista che disse che la popolazione cresce molto
più in fretta delle risorse, quindi se non si interviene, si crea povertà e fame. Secondo lui, i poveri
facevano troppi figli grazie agli aiuti statali, quindi proponeva di toglierli.
- 1962 - Rachel Carson scrive Primavera Silenziosa, denunciando l'uso dei pesticidi
e i danni alla natura.
- 1970 - Barry Commoner scrive Il cerchio da chiudere, spiegando che la tecnologia
moderna rompe gli equilibri della natura.
- 1972 - Barbara Ward pubblica Only one Earth e Spaceship Earth, sostenendo che
la Terra va trattata come una navicella spaziale: niente sprechi, attenzione a ogni risorsa.
- 1972 - Club di Roma: gruppo di esperti mondiali che avverte che una crescita
infinita non è possibile in un mondo con risorse finite. Se non si cambia, ci saranno guerre, fame e
collasso ecologico.
Grandi conferenze internazionali
- 1972 - Conferenza di Stoccolma:
- Prima volta che si riuniscono politici e scienziati per parlare di ambiente.
- Viene fondata l'UNEP (Programma ONU per l'ambiente).
- Si scrive la Dichiarazione di Stoccolma, con obiettivi:
- Tutti devono avere condizioni di vita dignitose.
- Le risorse naturali vanno protette per il futuro.
- La natura va rispettata anche nelle leggi e nell'economia.
- 1983 - Si crea la Commissione per lo Sviluppo e l'Ambiente.
- 1991 - UNEP e WWF definiscono sviluppo sostenibile: soddisfare i bisogni attuali
senza superare i limiti degli ecosistemi.
- 1992 - Conferenza di Rio de Janeiro: inizia ufficialmente la politica ambientale
globale. Si firma l'Agenda 21 per tutelare le specie e gli habitat naturali.
- 2002 - Vertice di Johannesburg:
- Vengono approvati 3 documenti fondamentali:
- Dichiarazione di Johannesburg - principi morali per uno sviluppo sostenibile.
- Piano WSSD - azioni concrete da realizzare.
- Iniziative di partenariato - 600 progetti per la sostenibilità.
- Si crea anche un Fondo di solidarietà mondiale per aiutare i Paesi poveri.
- 2012 - Earth Summit a Rio de Janeiro: si parla di green economy e governo
sostenibile del pianeta.
- 2015 - Agenda 2030 dell'ONU: firmata da tutti i Paesi membri, ha 17 Obiettivi di
Sviluppo Sostenibile (SDGs) per migliorare il pianeta entro il 2030. Nessuno deve essere escluso o
lasciato indietro.
MISURARE LA SOSTENIBILITÀ
Cosa significa misurare la sostenibilità
Misurare lo sviluppo sostenibile vuol dire usare degli indicatori, cioè strumenti che ci aiutano a
capire se un Paese, una comunità o una persona stanno rispettando l'ambiente. Un indicatore
può essere un numero, un valore o un modello che ci fa "vedere" un fenomeno che normalmente
non si vede a occhio nudo.
Non esiste un solo modo universale per misurare cose complesse come la qualità dell'ambiente
o il suo valore economico. Per questo si usano diversi tipi di indicatori, tra cui:
Zaino Ecologico
- È stato ideato dal Wuppertal Institut per il Clima, l'Energia e l'Ambiente.
- Misura quanto "peso" portiamo sulla natura per produrre beni e servizi.
- Indica quanti materiali naturali sono stati usati per fare un oggetto, rispetto al suo
peso reale.
Lo zaino ecologico si divide in 5 componenti:
- Materiali abiotici (rocce, sabbia, metalli, ecc.)
- Materiali biotici (legno, piante, animali)
- Terreno usato per coltivazioni e foreste
- Acqua usata nei processi industriali
- Aria usata per le trasformazioni chimiche e fisiche
Più materiali e risorse si usano, più lo zaino è "pesante", quindi maggiore è l'impatto
sull'ambiente.
Impronta Ecologica (Ecological Footprint)
- Indica quanta superficie della Terra serve a una persona, una comunità o una
nazione per vivere, cioè per produrre tutto quello che consuma e per assorbire tutto ciò che
inquina.
- Si misura in ettari globali (unità di misura che tiene conto della produttività dei
diversi tipi di terreno).
Le 5 categorie principali di consumo sono:
- Alimentazione
- Trasporti
- Abitazione
- Beni di consumo
- Servizi
Si considerano anche le categorie di territorio:
- Superficie necessaria per assorbire la CO2
- Terreni coltivati
- Pascoli
- Foreste
- Superfici marine
- Aree urbanizzate
La componente principale dell'impronta ecologica è quella legata al carbonio, cioè alle emissioni
di CO2.
Il 22 agosto 2020 è stato l'Earth Overshoot Day: il giorno in cui l'umanità ha esaurito tutte le
risorse che il pianeta poteva rigenerare in quell'anno. Da quel giorno in poi, siamo "in debito" con
la Terra.
Living Planet Index (Indice del Pianeta Vivente)
- Misura lo stato di salute della biodiversità (la varietà di animali, piante, ambienti).
- Negli ultimi 50 anni, a causa della crescita della popolazione, dell'urbanizzazione e
del consumo globale, la biodiversità è crollata.
L'indice ci avverte che stiamo consumando la natura troppo in fretta, mettendo in pericolo anche
la nostra stessa sopravvivenza.
Impronta Idrica (Water Footprint)
- Indica quanta acqua dolce usa una persona o un Paese, direttamente o
indirettamente.
Ideatori:
- 2002 - Prof. Arjen Y. Hoekstra (Olanda): ha creato il concetto di "water footprint".
- Prof. John Antony Allan (King's College di Londra): ha introdotto il concetto di
"acqua virtuale".
L'Italia è uno dei Paesi con la maggiore impronta idrica in Europa (25% sopra la media UE).
Tipi di impronta idrica
- Di un individuo: acqua usata nella vita quotidiana e per produrre tutto ciò che
consuma.
- Di un prodotto: somma di tutta l'acqua usata per produrlo, compresa quella
"nascosta" (ad es. per fertilizzanti, pesticidi, ecc.)
Tre componenti dell'impronta idrica
- Verde: acqua piovana incorporata nei prodotti.
- Blu: acque di superficie e sotterranee usate o evaporate.
- Grigia: acqua inquinata necessaria a diluire gli inquinanti.
Fattori che influenzano l'impronta idrica
- Ricchezza del Paese (più beni = più acqua)
- Efficienza dei sistemi agricoli
- Condizioni climatiche