Storia del Pensiero Politico Medievale: Marsilio da Padova e il "medioevo"

Documento universitario sulla Storia del Pensiero Politico Medievale, con un focus su Marsilio da Padova. Il Pdf, schematico e discorsivo, approfondisce la filosofia politica medievale e le dinamiche tra Chiesa e Stato, utile per lo studio della Filosofia all'Università.

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40 pagine

Elisa Maltagliati
1
STORIA DEL PENSIERO POLITICO MEDIEVALE
Stefano Simonea
a.a. 2023-2024
Codice teams: s3x512u
Lezione 1 – 02/10/2023
Il medioevo non esiste La parola “medioevo” (= età di mezzo) è stata coniata in età rinascimentale – e fortemente
ulizzata durante l’età dei Lumi – per indicare quel periodo di passaggio tra la classicità l’età moderna
Non è un periodo ben denito, il suo inizio e la sua ne sono spesso essibili (abbraccia più di mille anni di
storia) varia a seconda delle interpretazioni storiograche
Inoltre, mentre per l’Occidente il medioevo coincide con un periodo “buio”, per la cultura musulmana esso
individua un periodo di grandissimo splendore
In ogni caso, il medioevo ha esercitato, e connua a esercitare, un gradissimo inusso sulla cultura, la polica
e il pensiero contemporaneo Alcune delle categorie che contraddisnguono il nostro auale modo di
muoverci nel mondo sono medievali, soprauo per quanto riguarda la polica
o Il medioevo è estremamente presente nelle nostre vite perché molssime categorie che
contraddisnguono il nostro modo di vivere sono medievali
o Uno dei principali aspe che ancora oggi ricaviamo dall’eredità medievale è la concezione del potere
sacrale (es. Pensiamo al presidente americano che chiude ogni suo discorso con la frase “God bless
America.”)
Il corso si concentra su domande come: Qual è il fondamento della vita polica e del potere polico? Vi è qualcosa su
cui si basa il nostro stare insieme?
Si vuole scoprire il fondamento della vita in comunità e del potere polico, di qualsiasi po esso sia
La domanda è: perché devo obbedire? Ho dirio di disobbedire e se sì, in quali casi?
Per quanto riguarda il fondamento della vita sociale le risposte più for sono due:
1) Vivere polico come fenomeno naturale (rimando alla posizione aristotelica, per cui l’uomo è per
natura un animale sociale) Lo Stato è da intendersi come un macro-uomo e l’uomo come
microstato (meccanicismo)
Secondo alcuni lo Stato è il rimedio alle debolezze degli uomini —> capiscono che si
sopravvive solo in comunità (rimando al De rerum naturae di Lucrezio, in cui si dipinge un
uomo che entra nello Stato per abbandonare una condizione precaria)
2) Lo Stato come prodoo arciale e convenzione Lo Stato non si dà in natura ma è qualcosa che gli
uomini hanno costruito per determinate ragioni —> fondamentalmente per superare una condizione
di disagio
In questo lone rientra T. Hobbes Sosene che lo Stato sia un prodoo arciale in cui gli
uomini entrano, abbandonando la loro libertà naturale, mossi da paura per superare una
situazione precaria
Vi è anche un lone parcolare di pensiero che sosene che lo Stato sia una conseguenza del peccato
originale: gli uomini peccando smeono di vivere in modo pacico e quindi edicano lo Stato come
strumento di controllo (Agosno: Lumanità, dopo il peccato originale, è un mare di pesci che si divorano l’un
l’altro)
o A seguito del peccato originale l’uomo non è più in grado di stare insieme ad altri uomini se non
soo costrizione —> Lo Stato viene creato come forma di coercizione che incute paura
o San Paolo: Chi governa lo fa per conto di Dio e lo fa meendo paura, perché sennò gli uomini non
obbedirebbero
Elisa Maltagliati
2
Lezione 2 – 05/10/2023
MARSILIO DA PADOVABiograa:
Nasce a Padova nel 1275 da una famiglia di notai (= alta borghesia), studia dirio, medicina e losoa
Muore nel 1342, ucciso dalla peste, a Monaco di Baviera, dove si era rifugiato presso l’imperatore del Sacro
Romano Impero, Ludovico il Bavero
La sua morte venne annunciata lietamente dal Papa stesso
Nel corso dei suoi studi oenne una serie di incarichi diplomaci per la sua cià (Padova era una cià-stato)
Si trasferisce a studiare, e poi a insegnare, alla Sorbona di Parigi, della quale diventerà successivamente
reore
o Insegna losoa, vive nel quarere lano insieme a studen e docen delle “ar liberali” (= losoa)
A Parigi Marsilio scrive Il difensore della pace – la sua opera più celebre
o Inizia a scrivere l’opera negli anni Ven del 1300 e la conclude il 24 giugno del 1324
o Il testo comincia a circolare anzituo tra i suoi studen e colleghi, sino a che esso giugne alla Santa
Sede (due anni dopo)
o Il Pontece legge l’opera e la fa analizzare a una serie di esper Marsilio viene scomunicato
proprio a causa del contenuto dell’opera
o Pertanto, egli lascia Parigi e si rifugia presso Ludovico il Bavero, dove trascorre il resto della sua vita,
sfuggendo al processo e alla plausibile condanna a morte grande rivale polico del Papa (= si
contendevano il dominio dell’Europa)
o Dal 1327 no agli anni Quaranta diventa un “collaboratore” dell’Imperatore, insieme a Guglielmo di
Ockham, con il quale trascorrerà il resto della sua vita e redigerà numerosi tes riguardan la disputa
da Pontece e Impero
Marsilio presenta Il difensore della pace anzituo come un “traatello” di polemica [salvo poi diventare un’opera
estremamente lunga e corposa]
Lopera è a tu gli ee un traato di polica, ma l’autore non la pensa come tale il testo vuole per lui
essere un grido di allarme volto a fermare la “peslenza” che ammala le comunità poliche
Questa peslenza, che chiamerà anche “cancroè la pretesa del vescovo romano di intromeersi in tue le
vicende poliche di tue le comunità della crisanità (vescovo romano = Papa – anche i luterani lo
chiameranno così al ne di sminuire il suo ruolo. Il Papa è considerato un vescovo, un primus inter pares)
Questo è probabilmente uno dei temi fondamentali della riessione polica medievale (insieme a quello
relavo all’origine dello Stato e della polica)Dove niscono i conni della giurisdizione ecclesiasca e dove
iniziano quelli dello Stato? Dove si pone la disnzione tra il potere temporale e quello spirituale?
Dove passa la linea di demarcazione tra la Chiesa e lo Stato?
Questo tema nasce nel momento in cui l’Impero romano d’Occidente si fa impero caolico Teodosio il
Grande pone la religione crisana caolica come religione di Stato
A questo punto, una religione che era sempre stata repressa, non solo diventa la religione più diusa, ma
assume anche un grandissimo ruolo polico
Per gran parte del medioevo il verce dell’Europa è il Papa – a lui devono obbedire tanto i semplici fedeli
quanto gli imperatori
o Il suo potere riguarda anche quelle quesoni che sembrano essere meramente temporali (es. tasse,
sco ecc..)
Il conne tra le giurisdizioni tra Chiesa e Stato è estremamente labile e si modica repennamente cambia
a seconda dei rappor di forza (es. a parre dal periodo carolingio – quando Carlo Magno si fa incoronare dal
Papa – la Chiesa rivendicherà sempre maggiori poteri)
o È una connua “guerra” di opposizione, di logoramento, che connuerà anche in età moderna,
seppur con alcune dierente verrà meno l’unità religiosa
o In età moderna non abbiamo più lo Stato contro la Chiesa, ma piuosto lo Stato contro le diverse
Chiese, che di volta in volta cercano sostegno dallo Stato contro le altre

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Elisa Maltagliati

Storia del Pensiero Politico Medievale

Stefano Simonetta
a.a. 2023-2024
Codice teams: s3x512u

Lezione 1 - 02/10/2023: Il concetto di Medioevo

Il medioevo non esiste -> La parola "medioevo" (= età di mezzo) è stata coniata in età rinascimentale - e fortemente
utilizzata durante l'età dei Lumi - per indicare quel periodo di passaggio tra la classicità l'età moderna

  • Non è un periodo ben definito, il suo inizio e la sua fine sono spesso flessibili (abbraccia più di mille anni di
    storia) > varia a seconda delle interpretazioni storiografiche
  • Inoltre, mentre per l'Occidente il medioevo coincide con un periodo "buio", per la cultura musulmana esso
    individua un periodo di grandissimo splendore

. In ogni caso, il medioevo ha esercitato, e continua a esercitare, un gradissimo influsso sulla cultura, la politica
e il pensiero contemporaneo > Alcune delle categorie che contraddistinguono il nostro attuale modo di
muoverci nel mondo sono medievali, soprattutto per quanto riguarda la politica

  • Il medioevo è estremamente presente nelle nostre vite perché moltissime categorie che
    contraddistinguono il nostro modo di vivere sono medievali
  • Uno dei principali aspetti che ancora oggi ricaviamo dall'eredità medievale è la concezione del potere
    sacrale (es. Pensiamo al presidente americano che chiude ogni suo discorso con la frase "God bless
    America.")

Fondamento della vita politica e del potere

Il corso si concentra su domande come: Qual è il fondamento della vita politica e del potere politico? Vi è qualcosa su
cui si basa il nostro stare insieme?

  • Si vuole scoprire il fondamento della vita in comunità e del potere politico, di qualsiasi tipo esso sia
  • La domanda è: perché devo obbedire? Ho diritto di disobbedire e se sì, in quali casi?
  • Per quanto riguarda il fondamento della vita sociale le risposte più forti sono due:
  1. Vivere politico come fenomeno naturale (rimando alla posizione aristotelica, per cui l'uomo è per
    natura un animale sociale) > Lo Stato è da intendersi come un macro-uomo e l'uomo come
    microstato (meccanicismo)
  • Secondo alcuni lo Stato è il rimedio alle debolezze degli uomini -> capiscono che si
    sopravvive solo in comunità (rimando al De rerum naturae di Lucrezio, in cui si dipinge un
    uomo che entra nello Stato per abbandonare una condizione precaria)
  1. Lo Stato come prodotto artificiale e convenzione > Lo Stato non si dà in natura ma è qualcosa che gli
    uomini hanno costruito per determinate ragioni -> fondamentalmente per superare una condizione
    di disagio
  • In questo filone rientra T. Hobbes > Sostiene che lo Stato sia un prodotto artificiale in cui gli
    uomini entrano, abbandonando la loro libertà naturale, mossi da paura per superare una
    situazione precaria

. Vi è anche un filone particolare di pensiero che sostiene che lo Stato sia una conseguenza del peccato
originale: gli uomini peccando smettono di vivere in modo pacifico e quindi edificano lo Stato come
strumento di controllo (Agostino: L'umanità, dopo il peccato originale, è un mare di pesci che si divorano l'un
l'altro)

  • A seguito del peccato originale l'uomo non è più in grado di stare insieme ad altri uomini se non
    sotto costrizione -> Lo Stato viene creato come forma di coercizione che incute paura
  • San Paolo: Chi governa lo fa per conto di Dio e lo fa mettendo paura, perché sennò gli uomini non
    obbedirebbero

Elisa Maltagliati

Lezione 2 - 05/10/2023: Marsilio da Padova

Biografia di Marsilio da Padova

MARSILIO DA PADOVA - Biografia:

  • Nasce a Padova nel 1275 da una famiglia di notai (= alta borghesia), studia diritto, medicina e filosofia
  • Muore nel 1342, ucciso dalla peste, a Monaco di Baviera, dove si era rifugiato presso l'imperatore del Sacro
    Romano Impero, Ludovico il Bavero
  • La sua morte venne annunciata lietamente dal Papa stesso
  • Nel corso dei suoi studi ottenne una serie di incarichi diplomatici per la sua città (Padova era una città-stato)

. Si trasferisce a studiare, e poi a insegnare, alla Sorbona di Parigi, della quale diventerà successivamente
rettore

  • A Parigi Marsilio scrive Il difensore della pace - la sua opera più celebre

Il Difensore della Pace: Contesto e Contenuto

  • Insegna filosofia, vive nel quartiere latino insieme a studenti e docenti delle "arti liberali" (= filosofia)
  • Inizia a scrivere l'opera negli anni Venti del 1300 e la conclude il 24 giugno del 1324
  • Il testo comincia a circolare anzitutto tra i suoi studenti e colleghi, sino a che esso giugne alla Santa
    Sede (due anni dopo)
  • Il Pontefice legge l'opera e la fa analizzare a una serie di esperti > Marsilio viene scomunicato
    proprio a causa del contenuto dell'opera
  • Pertanto, egli lascia Parigi e si rifugia presso Ludovico il Bavero, dove trascorre il resto della sua vita,
    sfuggendo al processo e alla plausibile condanna a morte > grande rivale politico del Papa (= si
    contendevano il dominio dell'Europa)
  • Dal 1327 fino agli anni Quaranta diventa un "collaboratore" dell'Imperatore, insieme a Guglielmo di
    Ockham, con il quale trascorrerà il resto della sua vita e redigerà numerosi testi riguardanti la disputa
    da Pontefice e Impero

Marsilio presenta Il difensore della pace anzitutto come un "trattatello" di polemica [salvo poi diventare un'opera
estremamente lunga e corposa]

. L'opera è a tutti gli effetti un trattato di politica, ma l'autore non la pensa come tale >il testo vuole per lui
essere un grido di allarme volto a fermare la "pestilenza" che ammala le comunità politiche

Questa pestilenza, che chiamerà anche "cancro" è la pretesa del vescovo romano di intromettersi in tutte le
vicende politiche di tutte le comunità della cristianità (vescovo romano = Papa - anche i luterani lo
chiameranno così al fine di sminuire il suo ruolo. Il Papa è considerato un vescovo, un primus inter pares)

. Questo è probabilmente uno dei temi fondamentali della riflessione politica medievale (insieme a quello
relativo all'origine dello Stato e della politica) - Dove finiscono i confini della giurisdizione ecclesiastica e dove
iniziano quelli dello Stato? Dove si pone la distinzione tra il potere temporale e quello spirituale?
Dove passa la linea di demarcazione tra la Chiesa e lo Stato?

. Questo tema nasce nel momento in cui l'Impero romano d'Occidente si fa impero cattolico > Teodosio il
Grande pone la religione cristiana cattolica come religione di Stato

. A questo punto, una religione che era sempre stata repressa, non solo diventa la religione più diffusa, ma
assume anche un grandissimo ruolo politico

. Per gran parte del medioevo il vertice dell'Europa è il Papa - a lui devono obbedire tanto i semplici fedeli
quanto gli imperatori

  • Il suo potere riguarda anche quelle questioni che sembrano essere meramente temporali (es. tasse, fisco ecc .. )

. Il confine tra le giurisdizioni tra Chiesa e Stato è estremamente labile e si modifica repentinamente > cambia
a seconda dei rapporti di forza (es. a partire dal periodo carolingio - quando Carlo Magno si fa incoronare dal
Papa - la Chiesa rivendicherà sempre maggiori poteri)

  • È una continua "guerra" di opposizione, di logoramento, che continuerà anche in età moderna,
    seppur con alcune differente > verrà meno l'unità religiosa
  • In età moderna non abbiamo più lo Stato contro la Chiesa, ma piuttosto lo Stato contro le diverse
    Chiese, che di volta in volta cercano sostegno dallo Stato contro le altre

2Elisa Maltagliati

  • La posizione di Marsilio a riguardo è radicale > La Chiesa non deve aver alcun ruolo/potere politico
    nella vita terrena dei cittadini. Essa si deve occupare solo della felicità ultraterrena, ma in questa
    vita non può avanzare nessuna pretesa. Sono i cittadini a dover scegliere a chi spetta governare, non
    al Papa

Il Difensore della Pace: Analisi del Libro I, Capitolo I

Il difensore della pace
Libro I, Capitolo I - Sul fine generale degli argomenti, e sulla causa del fine e della divisione del libro

  • Pag. 3 = Si apre con una citazione di Cassiodoro (= politico letterato e storico romano) "Tutti i regni devono
    desiderare la pace" > la pace non è scontata; è qualcosa che va perseguita a fatica, in quanto gli uomini non
    sono naturalmente pacifici
  • Marsilio parte da questa citazione per spiegare che ciò che la pace garantisce ai membri di una comunità è
    una vita sufficiente (= sufficientia vitae) > una vita degna e dignitosa
  • Per avere una vita degna di questo nome, ogni comunità deve essere pacifica

. Pag. 5, paragrafo 2 = Dalla guerra (= non solo tra Stati ma anche interna), invece, derivano "frutti
dannosissimi per le comunità politiche" > pone l'esempio dell'Italia:

  • Fa riferimento all'Impero romano, un periodo nel quale gli italiani erano in pace - non appena, però,
    iniziarono a sorgere liti e discordie nel territorio, il regno italiano iniziò ad essere tormentato da
    disgrazie di ogni tipo, subendo il dominio dei popoli stranieri
  • In qualche modo questo passaggio può essere accostato ad alcune pagine di Dante o di Machiavelli,
    oltre che a tesi di origine risorgiment
  • La tesi di Marsilio è che la divisione degli italiani è stata perseguita dalla Chiesa, affinché l'Italia
    potesse essere una comunità politicamente debole > solo così la Chiesa avrebbe potuto esercitare
    tranquillamente il suo potere

Pag. 7, paragrafo 3 = Marsilio inizia a spiegare le ragioni che lo hanno portato a scrivere quest'opera > il suo
obiettivo è quello di SVELARE QUELLA CAUSA DI CONFLITTUALITA' CHE HA PORTATO ALLA DECADENZA E
CHE NON ERA STATA DESCRITTA NELLA "POLITICA" DI ARISTOTELE

  • Egli è un intellettuale aristotelico > spesso nomina Aristotele come il più grande degli intellettuali
  • Nell'opera di Aristotele vi è una sezione dedicata alle vite delle comunità politiche (nascita, sviluppo,
    dissoluzione) che Marsilio si propone di ampliare, correggere e modificare, aggiungendovi ciò che
    Aristotele non poteva conoscere
  • Nell'Impero romano si nasconde una causa contagiosissima (= termini medici - aveva studiato
    medicina) che tenta di farsi strada strisciando in tutte le comunità politiche => l'Italia è
    probabilmente spacciata, ma questo non ci esime dal tentare di salvare altre comunità politiche
  • Questa causa ha evidentemente a che fare con il potere spirituale

. Pag. 9, paragrafo 4 = L'opinione sofistica che striscia, che contagia e che va neutralizzata è un vero e proprio
crimine per l'umanità, e altro non è che la tesi di molti teorici politici religiosi = IL PAPA È LA SUPREMA
ISTITUZIONE RELIGIOSA MA ANCHE POLITICA, E HA IL DIRITTO DI INTROMETTERSI NELLA VITA DI
QUALUNQUE COMUNITA' IN QUANTO VICARIO DI CRISTO IN TERRA

  • Svela come la causa di questa discordia si basi su una sorta di paralogismo > sembra un
    ragionamento logico, un sillogismo, ma in realtà non lo è

Pag. 11, paragrafo 5 = [Marsilio non era particolarmente modesto e umile] Egli, essendo probabilmente
l'unico in grado di farlo, ha il compito di iniziare questo lavoro di correzione dell'opera aristotelica

  • È un dovere quello di mostrare questa "peste" che affligge le comunità politiche e tentare di
    estirparla > se non lo facesse non sarebbe un buon cristiano
  • Nemico comune = non è la Chiesa romana in sé, bensì le pretese che il pontefice ha sulla comunità
    cristiana

Paragrafo 6 = È suo dovere scrivere ciò che sa, denunciare le illegittime pretese della Chiesa e spingere - chi
può e deve farlo - a fermare questo contagio (anche con le armi se necessario) > si rivolge proprio a
Ludovico il Bavaro ("è per te che io ho scritto tutte le sentenze che seguono")

  • Marsilio individua nell'Imperatore l'unico capace di fermare il contagio > in questo è vicino a
    Dante: credeva che solo l'Imperatore potesse riportare la Chiesa alla sua originaria purezza

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