Documento universitario sulla Storia del Pensiero Politico Medievale, con un focus su Marsilio da Padova. Il Pdf, schematico e discorsivo, approfondisce la filosofia politica medievale e le dinamiche tra Chiesa e Stato, utile per lo studio della Filosofia all'Università.
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Stefano Simonetta
a.a. 2023-2024
Codice teams: s3x512u
Il medioevo non esiste -> La parola "medioevo" (= età di mezzo) è stata coniata in età rinascimentale - e fortemente
utilizzata durante l'età dei Lumi - per indicare quel periodo di passaggio tra la classicità l'età moderna
. In ogni caso, il medioevo ha esercitato, e continua a esercitare, un gradissimo influsso sulla cultura, la politica
e il pensiero contemporaneo > Alcune delle categorie che contraddistinguono il nostro attuale modo di
muoverci nel mondo sono medievali, soprattutto per quanto riguarda la politica
Il corso si concentra su domande come: Qual è il fondamento della vita politica e del potere politico? Vi è qualcosa su
cui si basa il nostro stare insieme?
. Vi è anche un filone particolare di pensiero che sostiene che lo Stato sia una conseguenza del peccato
originale: gli uomini peccando smettono di vivere in modo pacifico e quindi edificano lo Stato come
strumento di controllo (Agostino: L'umanità, dopo il peccato originale, è un mare di pesci che si divorano l'un
l'altro)
MARSILIO DA PADOVA - Biografia:
. Si trasferisce a studiare, e poi a insegnare, alla Sorbona di Parigi, della quale diventerà successivamente
rettore
Marsilio presenta Il difensore della pace anzitutto come un "trattatello" di polemica [salvo poi diventare un'opera
estremamente lunga e corposa]
. L'opera è a tutti gli effetti un trattato di politica, ma l'autore non la pensa come tale >il testo vuole per lui
essere un grido di allarme volto a fermare la "pestilenza" che ammala le comunità politiche
Questa pestilenza, che chiamerà anche "cancro" è la pretesa del vescovo romano di intromettersi in tutte le
vicende politiche di tutte le comunità della cristianità (vescovo romano = Papa - anche i luterani lo
chiameranno così al fine di sminuire il suo ruolo. Il Papa è considerato un vescovo, un primus inter pares)
. Questo è probabilmente uno dei temi fondamentali della riflessione politica medievale (insieme a quello
relativo all'origine dello Stato e della politica) - Dove finiscono i confini della giurisdizione ecclesiastica e dove
iniziano quelli dello Stato? Dove si pone la distinzione tra il potere temporale e quello spirituale?
Dove passa la linea di demarcazione tra la Chiesa e lo Stato?
. Questo tema nasce nel momento in cui l'Impero romano d'Occidente si fa impero cattolico > Teodosio il
Grande pone la religione cristiana cattolica come religione di Stato
. A questo punto, una religione che era sempre stata repressa, non solo diventa la religione più diffusa, ma
assume anche un grandissimo ruolo politico
. Per gran parte del medioevo il vertice dell'Europa è il Papa - a lui devono obbedire tanto i semplici fedeli
quanto gli imperatori
. Il confine tra le giurisdizioni tra Chiesa e Stato è estremamente labile e si modifica repentinamente > cambia
a seconda dei rapporti di forza (es. a partire dal periodo carolingio - quando Carlo Magno si fa incoronare dal
Papa - la Chiesa rivendicherà sempre maggiori poteri)
2Elisa Maltagliati
Il difensore della pace
Libro I, Capitolo I - Sul fine generale degli argomenti, e sulla causa del fine e della divisione del libro
. Pag. 5, paragrafo 2 = Dalla guerra (= non solo tra Stati ma anche interna), invece, derivano "frutti
dannosissimi per le comunità politiche" > pone l'esempio dell'Italia:
Pag. 7, paragrafo 3 = Marsilio inizia a spiegare le ragioni che lo hanno portato a scrivere quest'opera > il suo
obiettivo è quello di SVELARE QUELLA CAUSA DI CONFLITTUALITA' CHE HA PORTATO ALLA DECADENZA E
CHE NON ERA STATA DESCRITTA NELLA "POLITICA" DI ARISTOTELE
. Pag. 9, paragrafo 4 = L'opinione sofistica che striscia, che contagia e che va neutralizzata è un vero e proprio
crimine per l'umanità, e altro non è che la tesi di molti teorici politici religiosi = IL PAPA È LA SUPREMA
ISTITUZIONE RELIGIOSA MA ANCHE POLITICA, E HA IL DIRITTO DI INTROMETTERSI NELLA VITA DI
QUALUNQUE COMUNITA' IN QUANTO VICARIO DI CRISTO IN TERRA
Pag. 11, paragrafo 5 = [Marsilio non era particolarmente modesto e umile] Egli, essendo probabilmente
l'unico in grado di farlo, ha il compito di iniziare questo lavoro di correzione dell'opera aristotelica
Paragrafo 6 = È suo dovere scrivere ciò che sa, denunciare le illegittime pretese della Chiesa e spingere - chi
può e deve farlo - a fermare questo contagio (anche con le armi se necessario) > si rivolge proprio a
Ludovico il Bavaro ("è per te che io ho scritto tutte le sentenze che seguono")