Documento da A.e.m.o. Accademia Europea di Medicina Osteopatica su La pelvi: anatomia ed esame clinico. Il Pdf descrive le procedure di valutazione in diverse posizioni e i test dinamici, con immagini esplicative, utile per studenti universitari di osteopatia.
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LA PELVI 7 Corso di Medicina Osteopatica 1A.E.M.O. Accademia Europea di Medicina Osteopatica LA PELVI Corso di Medicina Osteopatica 1º ANNO
L'Osteopatia è nata nella seconda metà dell'Ottocento grazie all'opera di ANDREW TAYLOR STILL (1828- 1917). Egli ne ha codificato i principi basilari che non sono mai stati superati o smentiti. Essi, a tutt'oggi, sono il fondamento della filosofia osteopatica: ovviamente, il tutto arricchito ed integrato con le moderne evoluzioni della scienza dell'uomo e delle macchine.
STILL nacque in Virginia (USA) nel 1828. A nove anni emigrò con la famiglia nel Missouri; il padre era un Pastore metodista che praticava anche agricoltura e medicina. STILL cominciò ad interessarsi di medicina assistendo il padre che, nel Kansas, la praticava presso gli Indiani. A quei tempi, la formazione in medicina non era regolata da alcuna legge ed egli approfondiva la sua conoscenza attraverso la lettura e la pratica quotidiana. Dopo la guerra di Secessione, lavorò per un periodo come Assistente chirurgo in ospedale. L'esperienza fu deludente: morirono più persone per le infezioni e le condizioni igieniche scadenti che per la guerra. Dissenteria, febbri varie, polmoniti, TBC, peste, decimarono la popolazione mondiale del XIX secolo. Lo stesso STILL perse tre figli per meningite cerebro-spinale. Ciò lo portò a riflettere sempre di più sull'essenza delle malattie e sulla medicina e cominciò a credere che le risorse di difesa e guarigione fossero già dentro di noi: bisognava individuarle e stimolarle.
Nel 1874 era giunto ad un livello di conoscenza strutturale anatomica non usuale per quei tempi, approfondendo anche le funzioni e le relazioni reciproche tra le varie strutture (gli fu molto utile, a tale riguardo, lo studio ana- tomico sulle spoglie degli Indiani). Conosceva bene la meccanica e l'applicava alla macchina umana: affermò che la malattia è l'effetto di un'alterazione della sua struttura meccanica.
Il 1874, con la grande epidemia dissenterica, fu per lui un anno illuminante: osservò che i pazienti presentavano una zona lombare dolorosa e calda, mentre la zona addominale era fredda; alcune zone, poi, erano irrigidite e bloccavano i flussi nervosi ed ematici per l'intestino. Ritenne così che, restituendo mobilità alle zone ipomobili (applicando pressioni e mobilizzazioni articolari) , la malattia potesse essere vinta. In questo modo riuscì a guarire 17 casi di dissenteria. Nello stesso anno STILL partì per Kirksville (Missouri) dove aprì il suo primo studio, nel 1875, a 47 anni, con grande successo. Qui, nel 1892 fondò la prima scuola di Osteopatia (American School of Osteopathy). Morì nel 1817, ad 87 anni.
Nello stesso anno J.M. Little John, suo allievo, fondò a Londra la British School of Osteopathy e nel 1900 a Chicago l'American College of Osteopathic Medicine and Surgery, tuttora esistente, uno dei 16 College più importanti degli USA.
L'Osteopatia non è solo Tecnica o Test o Terapia: è soprattutto una filosofia le cui concettualità, nel rispetto della figura di STILL, sono espresse nei punti che ora vedremo.
La filosofia osteopatica, con i suoi principi, si applica non solo al trattamento manipolativo ma anche alla chirurgia, all'ostetricia, alla medicina interna e a molte altre aree della medicina tradizionale. Infatti, i principi osteopatici permeano tutti gli aspetti del mantenimento della salute, del trattamento e della prevenzione della malattia.
Una Filosofia si può definire come "il chiedersi della natura delle cose, basandosi su ragionamenti logici piuttosto che su metodi empirici".
Un Principio si può definire come "una regola o una legge riguardante il funzionamento dei fenomeni naturali o dei processi meccanici". A differenza della filosofia, queste regole e leggi possono essere provate da esperimenti ed analisi scientifiche.
I punti che seguono vanno considerati come filosofie piuttosto che principi poiché essi sono basati su ragionamenti logici piuttosto che sperimentali. La medicina osteopatica si orienta verso una entità, il malato (più che verso il "sintomo"), che presenta un insieme di fenomeni complessi che coinvolgono tutte le parti del corpo ed in varia misura. E' una medicina olistica che ha alla sua base un grande supporto anatomo-fisio-patologico.
L'organismo funziona come un'entità dinamica e indivisibile. Nel corpo umano esistono molte vie di trasmissione e collegamento tra le parti che lo rendono un "unicum" funzionalmente indivisibile: le vie dei fluidi linfatici ed artero-venosi, le vie delle fasce, del sistema nervoso, ecc. Tutto concorre a rendere l'insieme utile e coerente. Per rendere più completa l'unità, infine, si deve includere nel sistema biologico l'aspetto psico- emozionale. Un trauma psichico ha una ripercussione sul campo fisico e viceversa.
La fascia è la struttura ubiquitaria che riunisce tutte le parti del corpo, rivestendo muscoli e organi. E' un meccanismo semifluido di profondo significato funzionale. L'uomo è un tutt'uno di mente-corpo-spirito e come tale l'osserva il vero osteopata.
Le varie funzioni dell'organismo possono realizzarsi solo se l'organo o la struttura che lo governa è in perfette condizioni. Un polmone o un rene atrofizzato non possono assicurare le funzioni di ossigenazione e filtrazione. Quando un muscolo o un tendine hanno subito una fibrosi, non hanno più la mobilità richiesta. Se gli aminoacidi di un enzima proteico non sono posti in un certo ordine, la proteina non funziona poiché la funzione non dipende dal singolo aminoacido ma dalla loro giusta successione.
L'originalità del concetto osteopatico consiste nell'aver capito che la struttura influenza la funzione, non solo localmente ma anche a distanza. Molte disfunzioni sono situate lontano dalla causa strutturale. I legami che uniscono la struttura e la funzione sono sempre:
Sono queste le vie che "esportano" le turbe funzionali altrove. Per esempio, una spalla dolorosa e limitata potrebbe ritrovare la sua origine in un'alterazione strutturale lontana di una articolazione sacro-iliaca. In tal caso, il vettore di trasmissione può essere meccanico, materializzato da una catena articolare o muscolo-fasciale 4(gruppo fasce-muscolo-tendine del m. grande dorsale). Questo tessuto connettivo ha funzione di sostegno, protezione e ammortizzamento da un lato, dall'altro assicura la continuità di un movimento o di un ritmo.
Altre volte avviene il contrario: una funzione perturbata, a lungo andare, altera una struttura. Esempio: una disfunzione biliare può provocare dolore alla spalla dx. Se essa non è curata, il dolore alla spalla può provocare serie limitazioni funzionali, divenendo una "pseudo-periartrite della spalla". Il fenomeno si spiega con i riflessi viscero-cutanei o cutaneo-viscerali e con la metamerizzazione neurologica del corpo.
Il corpo cerca di rispettare sempre il concetto di omeostasi, cioè l'equilibrio delle varie funzioni organiche e psichiche, riarmonizzando le parti che lo compongono e attivando svariati meccanismi di azione e protezione (sistema immunitario, meccanismi neurologici riflessi, sistemi neurormonali, ecc.). Quando l'attivazione di questi meccanismi omeostatici è risultata solo parzialmente efficace o è stata superata, il potenziale di autoguarigione dell'organismo cerca di ripristinare l'equilibrio e restituire la guarigione. Questo potere non sempre è sufficiente per cui il corpo deve integrare in sé la patologia cercando di adattarsi (può, per esempio, ipersviluppare un rene per compensare l'atrofia dell'altro).
Il corpo reagisce alla variazione dell'omeostasi con due possibilità:
La nostra azione terapeutica manuale non fa altro che attivare le risorse autoguaritrici, non aggiunge né toglie alcunché. Essa fornisce all'organismo un'indicazione di trattamento, eliminando gli ostacoli che impediscono ad esso di portare a compimento i propri propri sforzi di autoguarigione.
Quando la normale adattabilità è alterata, o quando i cambiamenti ambientali superano le capacità omeostatiche del corpo, la malattia può comparire
Anche se l'Osteopatia tradizionale di STILL non prevedeva altri interventi che non fossero manuali, oggi essa non può e non deve ignorare il confronto e l'integrazione con le altre discipline mediche per non perdere le sue basiscientifiche e la sua concettualità di medicina olistica.
Il ruolo del lavoro osteopatico è di risolvere le disfunzioni somatiche e/o viscerali e/o craniali per far sì che fluidi e ossigeno possano giungere correttamente ai tessuti, che ci sia decongestione veno-linfatica, che torace e cranio "respirino" correttamente, che il liquido interstiziale fluisca liberamente tra le cellule.
Parliamo del S.N.C., di quello periferico sensitivo-motore e, soprattutto, di quello autonomo che controlla tutti i vasi ed il loro flusso, nonché le funzioni viscerali.
La componente somatica del processo morboso può essere causata da un fattore fisico diretto (un trauma) o può rappresentare la risposta viscerale alla patologia. Nella patologia viscerale addominale, per esempio un'appendicite acuta o una peritonite, si può osservare spasmo o difesa della parete muscolare addominale (per riflessi viscero-miocutanei). Altri effetti muscoloscheletrici possono svilupparsi nella regione spinale 5