Documento da Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (unibo) su Carl Rogers, un modo di essere. Il Pdf esplora il pensiero di Rogers, concentrandosi sulla comunicazione, l'approccio centrato sulla persona e la visione multipla della realtà, utile per Psicologia a livello universitario.
Mostra di più41 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Il concetto di approccio di "terapia centrata sul cliente" lascia spazio ad un approccio centrato sulla persona che diventa uno stile di vita, un modo di essere che si addice ad ogni situazione in cui la crescita, di una persona, di un gruppo o di una comunità, è uno degli obiettivi da perseguire.
Elementi che secondo Rogers, rendono la comunicazione personale mutante e arricchente:
Secondo Rogers, quando questi elementi sono presenti in una relazione, rendono possibile una comunicazione valida e un cambiamento costruttivo della personalità.
L'ascolto creativo, attivo, sensibile, accurato, empatico e non giudicante è un elemento essenziale in una relazione.
R. descrive la gioia che prova quando realmente riesce ad ascoltare qualcuno:
ASCOLTO PROFONDO = quando si presta attenzione alle parole, ai pensieri, ai toni sentimentali, al significato personale e a quello sotteso all'intenzione cosciente di colui che parla infatti talvolta si sente in un messaggio che superficialmente non è molto importante, un profondo lamento umano che giace sepolto molto al di sotto della superficie della persona quindi spesso le parole portano un messaggio e il tono della voce un altro.
Nei colloqui terapeutici e nelle esperienze di gruppo, ascoltare comporta delle conseguenze >> quando si ascolta veramente una persona e i significati che sono importanti per lei, porgendo attenzione non solo alle parole ma a tutta la persona, e quando le si fa capire di aver ascoltato i suoi significati privati e personali, allora accadono diverse cose:
Di conseguenza: essere ascoltati porta a rilassarsi, a buttare fuori i sentimenti di angoscia, le colpe, la confusione.
Rogers descrive il modo in cui si è sentito nel momento in cui ha avvertito di essere davvero ascoltato, quindi accettato, di come abbia abbandonato le difese e permesso al suo mondo di venir fuori.
Inoltre, spiega come sia frequente vivere in vere e proprie gabbie avendo maturato la consapevolezza che nessuno potrà comprenderci poichè siamo soliti giudicare, redarguire, consigliare, manipolare chi ha solo bisogno di essere ascoltato.
Quando si corre il rischio di comunicare qualcosa di personale a un altro individuo, e la cosa non è né recepita né compresa, ciò costituisce un'esperienza molto deprimente che fa sentire soli
Rogers teorizza che sono le esperienze di questo tipo (convinzione di non poter essere compresi da nessuno) a rendere alcune persone psicotiche = sentono di dover rinunciare all'idea che qualcuno possa capirle e quando perdono questa speranza il loro mondo interiore, che diventa sempre più bizzarro, è l'unico luogo in cui possano vivere
Autenticità o genuinità o congruenza è una base fondamentale per la migliore comunicazione:
Esempio: cliente mi sta parlando e improvvisamente me si profila un'immagine di lui come di un bambino che implora, con le mani congiunte nella supplica, dicendo "Ti prego, fammi avere questo; te ne prego, fammelo avere" >> Se posso essere autentico nel mio rapporto con lui, ed esprimere questo sentimento appena sgorgato, è molto probabile che la relazione progredisca ulteriormente.
Un momento è "luminoso" quando si incontra l'autenticità di un'altra persona, cioè quando si è capaci di lasciarsi andare, ed essere congruente e genuino, spesso si è di aiuto all'altra persona.
"A sua volta, quando l'altro è autentico e manifestamente congruente, spesso mi è di aiuto" - Nei rari momenti in cui l'autenticità di un individuo incontra l'autenticità di un altro, ha luogo una relazione "Io-Tu".
Rogers fa riferimento anche agli INCONTRI DI GRUPPO -> in un gruppo ostile e non valorizzante, l'individuo non è alcunchè di definito, in quanto, quando non si è apprezzati o valorizzati ci si sente sminuiti e il comportamento è effettivamente influenzato dai miei sentimenti mentre
Apprezzare/amare ed essere apprezzato/amato è sperimentato come qualcosa che favorisce la crescita = persona che è amata e apprezzata, in modo non possessivo, fiorisce e matura la propria individualità specifica ugualmente chi ama in modo non possessivo è arricchito a sua volta.
Vengono analizzati 2 documenti presi da un'intensa esperienza di gruppo -> Il gruppo si incontrò per una settimana e i 2 scritti sottostanti furono redatti alcune settimane più tardi da 2 membri del gruppo, a cui fu chiesto di scrivere i loro sentimenti di quel periodo rivolgendosi a tutti i membri del gruppo:
Ero fortemente agitato. Ricominciai a mettere in dubbio i miei obiettivi e particolarmente la mia utilità. Ritornavo allora ad ascoltare con attenzione i discorsi del gruppo, le cose che avete detto o fatto che mi davano la sensazione che avessi qualcosa da offrire, e questo ha rappresentato la scala con cui uscire dalla mia depressione. Sono giunto alla conclusione che le mie esperienze con voi mi hanno influenzato, e di questo vi sono grato. Sono stato capace di lasciare che gli altri entrassero nella mia vita, di consentire loro di preoccuparsi per me e di accettare il loro calore. Mi ricordo ancora il momento in cui mi capitò tutto questo nel gruppo, avevo come il sentimento di aver rimosso delle barriere che esistevano da molto tempo, di averle rimosse così decisamente da provare un profondo sentimento di apertura verso di voi.
Ho celato i miei sentimenti di solitudine e dolore perfino agli amici più intimi, anche mentre ne ero afflitta. Solo quando li avevo repressi e potevo parlare scherzosamente e casualmente ero in grado di partecipare ad altre cose dolorose, ma questo non mi aiutava a venirne a capo. Voi avete abbattuto le pareti dietro le quali erano nascoste le mie ferite. Fino a poco tempo prima era stato per me così doloroso essere fraintesa o criticata, che avevo scelto di non condividere con nessuno gli avvenimenti veramente significativi. Solo di recente ho provato ad affrontare il rischio della ferita. Nel gruppo mi sono esposta a queste paure, e mi ha dato sollievo al di là di ogni misura scoprire che i miei sentimenti in risposta alle vostre critiche e incomprensioni non erano di profondo scoramento, ma piuttosto di curiosità, dispiacere, irritazione, forse tristezza, e ho provato un profondo senso di gratitudine per l'aiuto percepito nel guardare ai tratti della mia personalità che prima non avevo visto né voluto fronteggiare. Questa esperienza ha schiuso in me una fiducia più profonda nelle persone, aumentando la mia capacità di essere aperta agli altri. Uno dei risultati più gradevoli è che ora sono capace di rilassarmi completamente. Da allora sono stata capace di ascoltare meglio e di rispondere in modo più generoso di quanto non fossi mai stata capace nella mia vita. Mi sono fatta di gran lunga più consapevole di come sentissi e sperimentassi me stessa.
Scritto autobiografico di R. in cui offre indicazioni sul modo in cui ha sviluppato e modificato i suoi orientamenti e l'approccio professionale e personale verso le altre persone, sviluppando la sua filosofia delle relazioni interpersonali
R. vive l'infanzia in una casa di religione fondamentalista Racconta le difficoltà nell'aver introiettato, come valore, gli atteggiamenti che i genitori avevano nei confronti degli altri -> Atteggiamenti che possono essere sintetizzati nel motto: "Altre persone si comportano secondo modalità che non approviamo nella nostra famiglia. Molte di loro giocano a carte, vanno al cinema, fumano, danzano, bevono. La cosa da fare è essere tolleranti, ma bisogna guardarsi dall'avere uno stretto rapporto con loro, e si deve vivere la propria vita all'interno della famiglia" >> introietta come valore l'idea di non avere un rapporto con le altre persone ma di vivere la propria vita all'interno della famiglia
>> questa separatezza caratterizzò il suo comportamento durante la scuola elementare, tanto che R. dice di non avere in quel periodo una relazione intima e comunicativa con gli esterni alla famiglia, con i quali il suo atteggiamento era contraddistinto da distanza e dalla separatezza che avevo assunto dai miei genitori.
Periodo durante il quale rimase socialmente incapace nei contatti umani (no amici intimi ma solo contatti superficiali) sia per atteggiamento dei genitori sia per le circostanze di vita (cambiò frequentemente scuola, senza mettere radici sociali) infatti si definì un osservatore in tutto ciò che coinvolgeva relazioni personali.