Documento dall'Accademia di Belle Arti di Catania su Sintesi libro Storia del design grafico. Il Pdf, un documento di Arte di livello universitario, riassume la storia del design grafico, esplorando movimenti come Espressionismo, Cubismo, Futurismo e le avanguardie russe, fino al Bauhaus e la grafica moderna.
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docsity Sintesi libro - Storia del design grafico Comunicazione Grafica Accademia di Belle Arti di Catania 40 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/sintesi-libro-storia-del-design-grafico/8643067/ Downloaded by: alessio-a0a (alessi.palermo@gmail.com)Storia del design grafico D. Baroni, M. Vitta
Dalla metà del '700, le parole democrazia e industria entrarono nel linguaggio comune, dando avvio a nuovi sviluppi in ambito sociale. L'Europa del '700 - prevalentemente monarchica - aspirava ad una distribuzione più equa del potere, come garanzia di libertà e progresso. Con le continue innovazioni tecniche e la produzione di macchine sempre più precise, aumentò la produzione. Queste furono le basi per un rinnovamento economico e sociale. Durante il '700 la tipografia francese raggiunse i massimi livelli grazie a due dinastie di tipografi: i Fournier e i Didot. Verso la fine del secolo, l'italiano Giambattista Bodoni fondò a Parma la sua stamperia, dalla quale uscirono edizioni pregiate di grandi classici europei. Il nuovo carattere disegnato da Bodoni si impose sin da subito, grazie al suo equilibrio formale, tipico dello stile neoclassico. I continui progressi tecnici favorirono lo sviluppo delle stamperie in vere e proprie industrie editoriali. La diffusione dei libri aumentò con la creazione di copertine illustrate a colori. Nacque una nuova figura professionale: il grafico di formazione artistica. La libertà di stampa in Francia e Inghilterra, diede avvio alle pubblicazioni periodiche. Le informazioni circolavano su fogli precari affissi ai muri come manifesti. In essi vi era l'impaginazione tipica del libro, con il dominio quasi esclusivo dei testi, disposti su due colonne. La qualità artigianale era ben evidente. La moderna comunicazione visiva di massa trovò terreno fertile nel manifesto, per via delle nuove esigenze di mercato che puntavano a un largo consumo. Nacque così la pubblicità. Il messaggio trasmesso si organizzava su due livelli: quello visivo e quello verbale. Questi sviluppi furono garantiti dal continuo progresso tecnico - come nel caso della litografia - e dalla nascita di nuove figure professionali. Con la seconda rivoluzione industriale (fine '800) iniziò una nuova epoca, nella quale il progetto grafico ebbe un ruolo fondamentale. Document shared on https://www.docsity.com/it/sintesi-libro-storia-del-design-grafico/8643067/ Downloaded by: alessio-a0a (alessi.palermo@gmail.com)
La crescente industrializzazione portò al concentramento delle fabbriche nelle principali città, con un conseguente sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni. La crescita della produzione industriale si concretizzò nella dinamica della concorrenza, provocando un rinnovamento della moda, dell'arredamento, delle forme degli oggetti e delle immagini. Nelle grandi città aprirono i primi grandi magazzini. Con il costante aumento delle vendite, grandi e piccoli negozi avvertirono l'esigenza di darsi un'immagine ben definita (marchio, vetrina, insegna, ecc.) per richiamare l'attenzione dei clienti. In questa fase il manifesto giocò un ruolo importante. Nacquero nuove case editrici. I periodici e i quotidiani si diffusero ovunque, rinnovando la veste grafica. Sui periodici trovano spazio le prime vignette satiriche, che gettarono le basi per la nascita del fumetto.
Dalla metà dell'800 si diffusero gli studi e le riflessioni sul concetto di ornamento in architettura e nelle arti, riportando in auge il valore del disegno e della grafica. Artisti, disegnatori e architetti iniziarono a studiare la natura, per individuarne i principi strutturali per poi applicarli nelle loro opere come elementi costruttivi e ornamentali. L'inglese Owen Jones, nella sua "Grammar of Ornament", analizzò le configurazioni del mondo vegetale. L'ispirazione al mondo naturale era evidente anche nella forma dei prodotti. Alla base del concetto di ornamento, stava una tecnica grafica teorizzata da Walter Crane nel 1898 nel Document shared on https://www.docsity.com/it/sintesi-libro-storia-del-design-grafico/8643067/ Downloaded by: alessio-a0a (alessi.palermo@gmail.com)suo "The Bases of Design". Egli sviluppo la costruzione di pattern basati su forme elementari, distinguendo il concetto di "grafica" come forma plastica, descrittiva, con sfumature e tratteggio, e "decorazione" puramente bidimensionale. La grafica giapponese influenzò molto gli artisti di questo periodo, confermando la struttura delle forme naturali come modello. Il francese Grasset giudico negativamente gli ornamenti che imitavano le forme naturali.
La Grande Esposizione di Londra del 1851 (in piena epoca vittoriana) raccolse i prodotti dell'industria internazionale, suggerendo nuovi canoni estetici, frutto della meccanizzazione dei processi produttivi. Questo sviluppo trovò subito una netta opposizione da parte di alcuni (primo fra tutti John Ruskin), che difesero la produzione artigianale in quanto qualitativamente ed esteticamente migliore.
L'inglese William Morris, si rifece alle teorie di Ruskin, affermando che tutte le arti dovrebbero ispirarsi al periodo storico compreso tra il tardo Medioevo e il Quattrocento italiano. Nella sua Red House (in stile medievale), Morris fondo nel 1861 l'impresa Morris, Marshall and Faulkner, orientata su produzioni artistiche, incisioni, mobili, metalli e specializzata nella produzione di carte da parati. Nel 1890 fonda la Kelmscott Press, dove vengono stampate oltre cinquanta edizioni rare. Morris era affascinato dalla scrittura degli amanuensi e dei libri del '400. Predilige i caratteri latini, soprattutto quelli veneziani, ed egli stesso ne disegna alcuni, come il Golden Type. Oltre all'ossessione per i caratteri, Morris studio a lungo l'equilibrio tra testo e immagini, puntando ad una composizione armonica, che coniughi tipografia, ornamento e valore artistico. Con la sua opera, Morris influenzò vari artisti inglesi, tra cui T.J. Cobden-Sanderson, E. Walker e E. Johnston (autore nel 1916 del carattere adottato per la segnaletica della metropolitana di Londra). Sulla scia delle teorie morrisiane, nacque il movimento Arts and Crafts, la cui matrice comune era il rifiuto per ogni tipo di produzione meccanica dei prodotti e la rivalutazione del lavoro artigianale.
Negli stessi anni in cui opera Morris, vengono alla ribalta diversi giovani artisti, tra i quali Charles Ricketts e Aubrey Beardsley (seguaci e collaboratoti di Oscar Wilde). Ricketts illustrò "Il ritratto di Dorian Gray". I suoi disegni erano contraddistinti da linee di contorno Document shared on https://www.docsity.com/it/sintesi-libro-storia-del-design-grafico/8643067/ Downloaded by: alessio-a0a (alessi.palermo@gmail.com)continue, che delineavano figure spesso allungate. Predilige la xilografia. La passione per l'arte tipografica lo porta a lavorare sapientemente con i caratteri.
Sin da giovane, Beardsley sviluppa un proprio stile inconfondibile, simile alle pitture vascolari greche. Appartiene alla cerchia di Wilde. Come Ricketts, Beardsley trova ispirazione da Morris. Le sue tavole all'inchiostro di china, erano quasi sempre decorate con eleganti ornamenti naturali, prive di prospettiva e di chiaroscuri. Anche in lui vi era una forte influenza dell'arte giapponese.
Nel 1890, le teorie delle Arts and Krafts inglesi arrivano in America. A Chicago, il disegnatore Bradley si ispira a Beardsley e Ricketts. L'opera che lo rese famoso fu "The Serpentine Dancer" (1894), disegno dalle forti valenze Art Nouveau. È caratterizzato da un forte contrasto tra positivo e negativo e da una netta astrazione; unico elemento figurativo i piedi della ballerina in basso a destra. Con l'inizio del '900 Bradley assume uno stile di gusto fiabesco, fantastico, lontano dagli influssi inglesi, caratterizzato da tinte e campiture uniformi.
Le influenze inglesi arrivano anche in Olanda insieme a quelle estremorientali. Oltre a quella giapponese, è forte l'influenza dell'isola di Giava, a quel tempo territorio delle Indie olandesi. Tra gli artisti che seguono queste tendenze Jan Toorop, di origine orientale. Egli reinterpreta l'ornamento indonesiano. Il segno è spigoloso e il suo stile inconfondibile, unico nel panorama artistico europeo.
Il Liberty (1850-1900) fu lo stile che interpreto la nuova società occidentale, in rapida ascesa. La sua grafica si dedicò alla produzione di manifesti, riviste e libri come mezzi di comunicazione di massa. Proprio grazie alla grafica, il Liberty rimase per decenni il modello dominante in Europa e USA. Le principali caratteristiche dello stile Liberty sono: linearismo e interpretazione astratta dei motivi naturali. La linea (di vari spessori) stabilisce i contorni Document shared on https://www.docsity.com/it/sintesi-libro-storia-del-design-grafico/8643067/ Downloaded by: alessio-a0a (alessi.palermo@gmail.com)dell'immagine, isolandola dallo sfondo. La xilografia fu la tecnica più utilizzata, grazie ai forti contrasti tra positivo e negativo.
Il Liberty si diffuse uniformemente in tutto l'Occidente, assumendo nomi e modelli diversi in base alle culture e alle tradizioni dei vari Paesi. In Gran Bretagna (Modern Style), C.R. Mackintosh (designer di Glasgow), diede al Liberty un'impronta più asciutta. In Francia (Art Nouveau) il clima artistico era permeato dal Postimpressionismo e dal Simbolismo. La linea fu sempre la protagonista. In questo ambiente si formarono E. Grasset e J. Cheret. In Germania e Svizzera (Jugendstil) divenne un movimento d'avanguardia, che permise a molti artisti di cimentarsi in vari campi: Peter Behrens, architetto e designer per l'AEG, progetto la prima immagine aziendale della storia. In Austria (Secessione, 1897) nata con la rottura di alcuni artisti (tra cui G. Klimt e O. Wagner) con i canoni accademici della "Casa degli artisti" di Vienna. Il Liberty italiano nasce a fine '800, con il nome di "stile floreale". Tra gli artisti più importanti ricordiamo Giovanni Segantini. La grafica italiana seguì gli sviluppi della cultura visiva moderna, pubblicando molte riviste d'arte e letteratura come "Emporium" e "Novissima". nuovi modelli formali e compositivi saranno dettati dall'opera di M. Dudovich e A. Terzi.
Nella nuova società di fine '800, la circolazione delle informazioni fu affidata ai periodici (quotidiani, settimanali e mensili). Nacquero i primi grandi quotidiani moderni come il "Times" a Londra e "Le Figaro" a Parigi. La tiratura aumentò grazie ai progressi tecnici: il cliche al tratto della rotativa (1870), la linotype (1886), la monotype (1889), il cliché retinato (1890), la serigrafia (1907), rotocalco (1910). Queste, le basi della grafica moderna. Nelle riviste vi erano temi artistici, letterari e riflessioni sul progetto grafico. Il modello progettuale architettonico era la base del progetto grafico, basato anch'esso su rigide regole geometriche. Decisive le collaborazioni tra editori e artisti, punto di incontro tra creatività e progettualità. Le illustrazioni erano lineari, con sapienti equilibri tra bianchi e neri. Gli artisti tendevano a superare i margini della pagina mentre il progetto grafico si sviluppava entro limiti ben definiti.
La riproduzione fotomeccanica delle immagini consentì la diffusione di copertine a colori, fino a quel momento vincolate dalla xilografia e dall'acquaforte. Document shared on https://www.docsity.com/it/sintesi-libro-storia-del-design-grafico/8643067/ Downloaded by: alessio-a0a (alessi.palermo@gmail.com)