Slide di Filosofia su David Hume. Il Pdf esplora la vita, le opere e i concetti filosofici chiave del pensatore scozzese, come la simpatia, la volontà e la passione, utili per lo studio universitario.
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Dal 1763 è nuovamente in Francia, a Parigi dove conosce l'ambiente dei philosophes francesi dai quali è ritenuto un maestro. Ospita Rousseau a casa sua in Inghilterra ma è da questi malamente ricambiato con accuse di ogni genere. Deluso, si ritira a Edimburgo dove attende ai Dialoghi sulla religione naturale, che appariranno postumi nel 1779.
L'originalità di Hume sta nel voler applicare il metodo scientifico sperimentale anche alle scienze umane e in particolare alla morale, per giungere ad una dottrina complessiva che eviti la superficiale rapsodicità dell'aforistica morale diffusa in Inghilterra ai suoi tempi, ma anche le astrusità dei sistemi metafisici che si allontanano dalla concretezza fattuale della vita umana.
Per Hume l'indagine sulla natura umana deve indagare i seguenti temi:
poi un'analisi delle passioni e in generale della sfera emotiva;
I tre libri del Trattato affrontano questi argomenti.
La conoscenza è percezione. Con percezione si intende ogni contenuto psichico e rappresentativo, ossia «tutto ciò che può essere presente alla mente». Ve ne sono due tipi: Il primo coincide con le impressioni, cioè sulle passioni e immagini immediatamente presenti alla nostra mente, dotate di una forza intrinseca con cui si impongono quando fanno la loro prima comparsa nella nostra anima. Esse sono date da qualche contenuto la cui presenza si comunica senza mediazioni alla nostra mente e si impone ad essa. Alle impressioni possiamo dire che corrisponda l'immediatezza del SENTIRE.
Il secondo tipo percezioni coincide con le idee che hanno un carattere derivato e indebolito e provengono da quelle impressioni che permangono nel pensiero quando l'oggetto che le ha provocate non è più presente. Ad esse corrisponde il PENSARE. Da un'impressione dunque deriva un'idea: tra le due vi è l'unica differenza del diverso grado di vivacità e capacità di imporsi alla mente.
«Tutte le percezioni della mente umana si possono dividere in due classi. Che chiamerò impressioni e idee. La differenza fra esse consiste nel grado diverso e forza con cui colpiscono la nostra mente e penetrano nel pensiero, ovvero nella coscienza. Le percezioni che si presentano con maggior forza e violenza possiamo chiamarle impressioni [ ... ]. Per idee, invece, intendo le immagini illanguidite delle impressioni, sia nel pensare che nel ragionare» (D. Hume, Trattato sulla natura umana, Laterza, Roma- Bari, 1982, p. 13).
Le impressioni e le idee si classificano come semplici e complesse. Quelle semplici sono indivisibili, come per esempio il caldo, il freddo, il rosso, il dolce. Esse, una volta illanguidite danno luogo alle corrispondenti idee semplici. Prima sentiamo il freddo, o vediamo il rosso in modo immediato e vivo, poi lo pensiamo con un'idea che riproduce in modo meno vivido l'impressione. Le impressioni complesse sono quelle divisibili in parti, come ad esempio quella di una mela, che si divide nell'impressione di un certo colore, sapore, forma e così via. Quando le impressioni complesse, come quella di una mela, sono trattenute dalla memoria generano idee complesse. Esse riproducono nella loro struttura l'ordine delle impressioni ricevute cioè per es. la visione contemporanea della forma rotonda e del colore rosso e poi l'impressione del gusto dolce.
Se è necessario che un'impressione semplice abbia una corrispondente idea semplice, ciò non vale per quelle complesse. Infatti posso formarmi l'idea di una città chiamata Nuova Gerusalemme, con il selciato d'oro e le mura di rubini senza mai averla vista mentre posso aver visto Parigi senza avere alcuna idea di come siano fatte le sue strade, le case etc. (G. Maestri).
Ogni contenuto rappresentativo sorge da una data esperienza. All'origine vi e sempre un'impressione, dalla quale secondo diversi processi si formano idee semplici o complesse. L'impressione è un certo contenuto della mente, interno o esterno a noi, che in ogni caso noi sentiamo in modo vivido e immediato. Questo è il luogo di tutti gli altri contenuti più complessi e articolati, che noi possiamo invece pensare in modo discorsivo e mediato. Quindi l'esperienza immediata di un qualche contenuto che noi facciamo vivendo in modo che tale contenuto si impone a noi è l'origine di tutta l'attività conoscitiva e riflessiva umana.
Oltre alle idee semplici e complesse vi sono idee astratte e generali. Esse sono idee come tutte le altre, usate convenzionalmente per rappresentare una classe di oggetti. Ogni idea è infatti singola e definisce un oggetto. Alcune idee singole sono utilizzate per indicare più oggetti. Queste sono appunto le idee astratte. Esse evocano le idee particolari e preparano la mente ad analizzarle pur senza farlo.
E' assunta per indicare me stesso + mia sorella + il mio amico + il passante + il vescovo di Roma. Se 10 uso l'idea di posso evocare tutti uomo questi individui con un solo atto della mente, che ha generalizzato «uomo» proprio con questo scopo diremmo «economico».
Un'idea è in generale valida nella misura in cui possiamo ricondurla all'impressione corrispondente. L'operazione è relativamente facile nel caso delle idee semplici. Dal bianco che sto pensando posso facilmente risalire al bianco che ho percepito in presenza di un oggetto bianco.
Per le idee complesse e per quelle astratte (spazio, tempo, esistenza, sostanza, causalità etc.) il processo è assai più complicato. Bisogna infatti risalire agli elementi semplici costitutivi dell'idea stessa e al modo in cui tali elementi sono connessi nell'idea. Per esempio: L'idea complessa di tempo è l'ordine delle impressioni percepite in modo unitario con altre impressioni: non esiste cioè un tempo separato dalla percezione della successione delle impressioni che ho ricevuto nell'ordine in cui le ho ricevute.
E' la relazione più importante per l'analisi scientifica. Grazie all'idea di causa noi inferiamo determinata dall'effetto una causa che lo ha prodotto, deducendo nozioni che noi immediatamente non vediamo e non sentiamo. Hume si domanda da dove derivi e quali siano le caratteristiche dell'idea di causa.
L'idea di causa indica una relazione tra oggetti le cui idee comportano le seguenti proprietà:
Queste due caratteristiche sono date nell'esperienza percettiva. La terza caratteristica è quella che fa problema perché non è data nell'esperienza. Si tratta della connessione necessaria tra i due elementi contigui nello spazio e nel tempo. Questa connessione ci permette di distinguere il post hoc (dopo-questo) dal propter hoc (a-causa-di-questo). Infatti non è detto che due eventi, di cui l'uno precede l'altro, siano connessi. Se uno danza con determinati gesti e dopo viene a piovere, i due eventi non sono connessi necessariamente. Solo l'errata convinzione che il post hoc significhi di per sé propter hoc ingenera in noi l'idea che abbiamo inscenato una «danza della pioggia».
Non vi è dunque nulla di logico né razionale a garantirci che il sole, che sempre abbiamo visto sorgere (si tratta ancora di un famoso esempio humeano), sorgerà ancora domani, bensì un postulato indimostrabile dovuto ad una nostra caratteristica psicologica, ossia al modo in cui noi siamo abituati a trattare gli eventi della nostra esperienza. Ciò, se preso alla lettera, distrugge le fondamenta razionali della scienza e induce ad acquisire una prospettiva scettica, secondo la quale le nostre esperienze non possono garantire affatto l'universalità e necessità degli assiomi scientifici.
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