Documento di Università su Neurologia. Il Pdf, un appunto universitario di Biologia, offre un'introduzione alla neurologia, descrivendo l'anatomia del cervello e dei nervi cranici, e approfondendo patologie come la sclerosi multipla e il Parkinson.
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Lo studio della neurologia ha sempre interessato l'uomo, però la nascita della neurologia viene attribuita a Charcot che operò in Francia nella metà dell'800 in un ospedale parigino ancora oggi esistente, il Salpêtrière, in cui fondò il primo reparto di neurologia. Charcot è famoso per aver applicato il metodo scientifico allo studio delle malattie del sistema nervoso; fino ad allora le malattie neurologiche erano considerate malattie psichiatriche oppure attribuibili a possessione demoniache (es. epilessia). Inizialmente, gli studiosi applicavano altri metodi per "curare" le malattie, ad esempio nel 7000. a.C. praticavano la trapanazione del cranio per trattare l'epilessia o le cefalee pensando di poter far uscire così il dolore dalla testa. Gli egiziani, invece, non prestavano attenzione al cervello; infatti, lo estraevano dal naso e lo riponevano in dei vasi. Più avanti Ippocrate, che ha avuto un ruolo importante in medicina, ha descritto l'emicrania e il "male sacro" (epilessia); poi Da Vinci, iniettando della cera, che poi si solidificava, nel cranio dei cadaveri, riuscì a descrivere le cavità che si trovano nel cranio: i ventricoli. Un altro importante fu Andrea Vesalio che scrisse dei trattati importanti di anatomia e, in particolar modo, nel settimo libro c'è una descrizione molto più accurata del SNC.
Il cervello è formato da circonvoluzioni, separate da solchi, che permettono di avere una maggior superficie. Il cervello è formato da due emisferi (dx e sx) e nel momento in cui viene dilatata la scissura interemisferica, si vede un cordone di sostanza bianca che mette in comunicazione i due emisferi: il corpo calloso. All'interno gli emisferi non sono pieni, ma cavi e le cavità sono i cosiddetti ventricoli che contengono al loro interno il liquor, un liquido che ha tante proprietà, come nutrire l'encefalo, proteggerlo dagli urti. I nervi consentono al cervello di ricevere informazioni (nervi afferenti) e inviare informazioni (nervi efferenti); i nervi sono cranici (12 paia) e spinali. Quelli cranici mettono in comunicazione l'encefalo con le varie strutture della testa e non solo, perché ad esempio il nervo vago può arrivare fino alla vescica. I nervi spinali originano dal midollo spinale e consentono al midollo e cervello di ricevere informazioni da tronco e arti e inviare informazioni a muscoli e ghiandole. Il sistema nervoso si divide in: centrale e periferico; il SNC è formato da encefalo e midollo, mentre il SNP dai nervi.
Come si può notare dall'immagine, il midollo spinale non continua fino in basso, ma si ferma a livello della prima vertebra lombare e questo accade perché c'è una sproporzione tra la crescita del midollo spinale e quella della colonna vertebrale. Questo è importante per la puntura lombare che si effettua sotto la seconda vertebra lombare e che serve per prelevare liquor dal midollo; il fatto che il midollo sia più corto ci permette di non danneggiarlo quando inseriamo l'ago. Il midollo spinale ha uno spessore di 1cm con moltissime fibre e basta anche solo sfiorarlo per creare un danno irreversibile.
encefalo midollo spinale 1Il limite netto tra encefalo e midollo spinale in realtà non esiste, ma viene definito nel punto in cui il midollo spinale attraversa il gran foro dell'occipitale che si trova alla base del cranio. Il cervello è formato da 4 lobi (frontale, parietale, temporale e occipitale) separati da scissure; al suo interno contiene il lobo limbico, molto importante perché interviene prevalentemente nell'emotività.
Ogni lobo è deputato al controllo di specifiche funzioni; infatti, il lobo occipitale è importante per il controllo della vista, il lobo temporale contiene in profondità una struttura importante per la memoria (ippocampo), nel lobo parietale c'è una piccola area deputata al controllo della sensibilità dell'emicorpo controlaterale e più avanti c'è il giro precentrale, importante per il movimento. Il lobo frontale è importante, invece, per alcune funzioni corticali superiori, che ci distinguono dagli animali, come la pianificazione delle nostre azioni, il ragionamento. Esistono delle malattie, in particolare la demenza fronto-temporale, in cui si assiste ad una forma di demenza con una memoria intatta (a differenza dell'Alzheimer), ma con cambiamenti nel comportamento. I due emisferi comunicano tra di loro attraverso un sistema di fibre che costituiscono il corpo calloso, una struttura molto importante, infatti, ad esempio, in una malattia che è la degenerazione cortico-basale noteremo che un danno a carico di questa struttura produce manifestazioni bizzarre nel paziente.
I nervi cranici sono 12 paia di nervi:
Olfattivo Ottico Oculomotore Trocleare Trigemino Abducente Vestibolococleare Faciale Glossofaringeo Ipoglosso Vago Accessorio 2
I due emisferi sono separati dalla scissura interemisferica.
Paul Broca, celebre neurologo francesce, ricevette nel 1861 la visita di un paziente che, pur stando benissimo fino il giorno prima, si alzò una mattina non riuscendo più a parlare, anzi l'unica cosa che riusciva a dire era "Tan" (motivo per cui poi venne chiamato "il paziente Tan Tan"); il paziente era capace di comprendere tutto ciò che gli veniva detto ma non riusciva a produrre un linguaggio. Quando morì, si scoprì che il suo cervello aveva un buco (come si può notare dall'immagine che raffigura il suo cervello) inizialmente attributo ad un evento ischemico causata da una sifilide, che era localizzato in una zona del cervello che sta nella parte frontale; tale zona poi venne chiamata "area di Broca". Oggi sappiamo che quest'area è importante perché riesce a trasformare il nostro pensiero in parole e quando non funziona bene provoca un disturbo definito "afasia". L'afasia di Broca si può vedere in pronto soccorso quando arriva, per esempio, un paziente con un ictus che non riesce ad esprimersi. Altri due studiosi, nel 1870, due tedeschi, Fritsch e Hitzing, scoperchiando il cranio di alcuni cani, notarono che, nel momento in cui veniva lesionata una zona della corteccia, il cane diventava paralizzato e quindi si è capito che la zona che controlla il movimento è l'area motoria primaria o giro precentrale. Se questa zona viene stimolata con un elettrodo avremo il movimento nella parte opposta.
Un altro esempio importante per la comprensione del funzionamento del cervello è il caso di Phineas Gage. Quest'uomo lavorava alle ferrovie e mentre stava lavorando una trave gli perforò il cranio, in particolar modo la parte anteriore del cervello. Questa storia è importante perché ci ha dimostrato un altro funzionamento del cervello, in quanto Gage, in seguito all'incidente, cambiò completamente carattere: da tranquillo divenne aggressivo e morì solo come fenomeno da baraccone. Da qui è emerso che la zona danneggiata è il lobo frontale, fondamentale nel controllo del comportamento. Sulla base di questo, Antonio Egas Moniz, vinse il premio Nobel nel 1949 per l'introduzione di un metodo, oggi considerata cruenta, che è la leucotomia prefrontale. In assenza di farmaci, questa metodica veniva usata nei pazienti psichiatrici aggressivi schizofrenici; veniva inserito un punteruolo d'acciaio nel naso e da qui si perforava l'etmoide arrivando al lobo frontale e ciò serviva a separare questo lobo dal resto del cervello. Ciò faceva in modo che pazienti molto aggressivi divenissero più tranquilli (da considerare che a quei tempi i farmaci psicotici ancora non esistevano). 3Qualche anno dopo il Nobel vennero introdotti i primi farmaci neurolettici, che oggi sono quelli che vanno a sostituire chimicamente questa metodica: si riduce il carico di dopamina nei lobi frontali e di conseguenza si ha un maggior controllo dei disturbi del comportamento.
H.M. è probabilmente il paziente più studiato della medicina; egli era un bambino normalissimo e un giorno, mentre andava in bici, cadde e riporto un grave trauma cranico dal quale ci riprese, ma iniziando però ad avere crisi epilettiche. Queste crisi erano farmacoresistenti ed erano fortemente invalidanti (poteva avere fino a 100 crisi epilettiche al giorno). I genitori disperati si rivolsero ad un neurochirurgo che propose di rimuovere il tessuto danneggiato dal trauma (il che era una novità) che era il lobo temporale. Con questa tecnica guarì dall'epilessia, ma accadde una cosa preoccupante: aveva problemi di memoria. Arrivato ad 80 anni, guardandosi allo specchio non si riconosceva perché pensava di vedere quel bambino al momento dell'incidente; in pratico da quel momento il suo cervello si fermò. Quindi H.M. perse la capacità di apprendere nuovi ricordi, scoprendo così che c'è una struttura molto importante per la memoria: l'ippocampo. L'ippocampo ci permette di acquisire ricordi, di selezionare quelli che ci servono e quelli che non si servono (questi ultimi vengono dimenticati); se questa selezione non funziona, noi perdiamo giornalmente tutti i ricordi della giornata. H.M. perdeva le informazioni dopo pochi minuti che le aveva acquisite perché il suo ippocampo non funzionava. Questo è un cervello visto in taglio coronale. Il cervello ha la corteccia che contiene i corpi cellulari e poi c'è la sostanza bianca interna che contiene le fibre mielinizzate; all'interno ancora ci sono i gangli della base (sempre grigi) importanti per il movimento. Il neurone è una cellula altamente specializzata perché acquista informazioni, le elabora e le trasmette. Per ricevere le info usa i dendriti, poi vi è il corpo cellulare che è il centro di elaborazione e infine c'è l'assone che serve per inviare informazioni tramite i neurotrasmettitori (noradrenalina, serotonina, dopamina ecc .. ). L'assone può essere molto lungo e potrebbe avere il problema della perdita di corrente elettrica durante il percorso; questo viene risolto grazie ad un isolante elettrico, ovvero la mielina. La mielina è formata da cellule gliali che producono continuamente la mielina; c'è una malattia caratterizzata da un danneggiamento della mielina che clinicamente si traduce in un paziente che perde la vista, il movimento, l'equilibrio, la coordinazione a seconda di quale gruppo di neuroni ha la mielina danneggiata. 4