Aristotele: vita, opere, logica e metafisica

Documento di Università su Aristotele: la vita e le opere. Il Pdf, un appunto di Filosofia per l'Università, offre un'analisi dettagliata della vita, delle opere, della logica e della metafisica del filosofo, con schemi esplicativi sui sillogismi e le categorie aristoteliche.

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43 pagine

VI.1. Aristotele: la vita.
Aristotele nacque a Stagira, in Tracia, nel 384 o 383 a. C. e la sua vita si colloca
tutta nel IV° secolo, durante la crisi della polis, nel momento in cui la Grecia
cade sotto la dominazione macedone, prima di Filippo, poi di Alessandro
Magno. Il padre di Aristotele era il medico personale di Aminta, re di
Macedonia, per cui Aristotele divenne amico personale del figlio Filippo, padre
del grande Alessandro, e educatore di Alessandro. Frequentò Atene, ove fu
allievo di Platone, e quando Alessandro salì al trono, vi aprì una scuola, il
Liceo (poiché prossima al tempio di Apollo Licio) o “Peripato”, per l’abitudine di
passeggiare (peripatòs = passeggiata, περιπάτoς) per i giardini circostanti la
scuola (i suoi discepoli furono infatti chiamati “peripatetici”). Gli anni del Liceo
furono quelli più fecondi per la filosofia di Aristotele: il Liceo, frequentato da
giovani intellettuali provenienti da varie zone della Grecia, si contrappose
all’Accademia e per un certo periodo riuscì addirittura ad adombrarla. Lo
stagirita (così venne chiamato per la sua città di origine) organizzò la filosofia
in settori e proprio con lui si accentua la separazione tra filosofia teoretica e
pratica. Alessandro morì nel 323, anche se le cause della sua morte sono
ignote: secondo alcuni fu ucciso da una congiura antimacedone capeggiata
da Demostene, capo del partito democratico e quindi avversario
dell’aristocrazia e della monarchia macedone (aveva scritto le Filippiche,
celebri orazioni contro Filippo il Macedone), secondo altri morì per una malattia
che lo paralizzò completamente e fu addirittura sepolto vivo. Dopo la sua
morte, Aristotele abbandonò comunque Atene, timoroso delle persecuzioni, e
lasciò la direzione del Liceo all’allievo Teofrasto, ma morì l’anno successivo,
nel 322 a. C.
MACEDONIA:
Aminta (il padre di Aristotele era il suo medico personale);
Filippo il Macedone (Aristotele era amico di Filippo);
Alessandro Magno o “il Grande” (Aristotele era precettore di Alessandro).
VI.2. Le opere.
Gli scritti di Aristotele si articolano in 2 gruppi ben distinti:
I)essoterici, destinati a tutti, di ampia divulgazione, ma andati quasi
completamente perduti;
II)esoterici, scritti solo per i discepoli, ci sono giunti quasi tutti e costituiscono
l’ossatura del suo pensiero filosofico. Quando parliamo delle opere di
Aristotele, ci riferiamo quindi sempre a quelle esoteriche, cioè destinate
all’insegnamento.
VI.3. Gli scritti esoterici. Aristotele riprende da Senocrate l’idea di classificare
la filosofia in settori specifici e con lo stagirita si accentua quella separazione
tra filosofia teoretica e pratica già accennata da Platone. Si dividono nei
seguenti gruppi:
a) Opere di logica (non è considerata una scienza a sé, ma un’introduzione,
propedeutica a tutte scienze), complessivamente intitolati con il nome di
Organon (Ὄργανον), che in greco significa appunto “organo” nel senso di
“strumento”, nel senso di strumento per ragionare e procedere nello studio
delle varie scienze;
Categorie; LOGICA APODITTICA
Analitici primi; O
Analitici secondi; SCIENTIFICA
Topici; LOGICA ANAPODITTICA O
Confutazioni sofistiche. ERISTICA
b) Opere di metafisica o “filosofia prima”:
Metafisica (in 14 libri, il XII° è detto libro teologico”, in quanto si occupa
specificamente di teologia);
c) Opere di filosofia naturale (fisica o “filosofia seconda”):
Fisica;

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Anteprima

Aristotele: La Vita

Aristotele nacque a Stagira, in Tracia, nel 384 o 383 a. C. e la sua vita si colloca tutta nel IVº secolo, durante la crisi della polis, nel momento in cui la Grecia cade sotto la dominazione macedone, prima di Filippo, poi di Alessandro Magno. Il padre di Aristotele era il medico personale di Aminta, re di Macedonia, per cui Aristotele divenne amico personale del figlio Filippo, padre del grande Alessandro, e educatore di Alessandro. Frequentò Atene, ove fu allievo di Platone, e quando Alessandro salì al trono, vi aprì una scuola, il Liceo (poiché prossima al tempio di Apollo Licio) o "Peripato", per l'abitudine di passeggiare (peripatòs = passeggiata, TTEPITTáTOS) per i giardini circostanti la scuola (i suoi discepoli furono infatti chiamati "peripatetici"). Gli anni del Liceo furono quelli più fecondi per la filosofia di Aristotele: il Liceo, frequentato da giovani intellettuali provenienti da varie zone della Grecia, si contrappose all'Accademia e per un certo periodo riuscì addirittura ad adombrarla. Lo stagirita (così venne chiamato per la sua città di origine) organizzò la filosofia in settori e proprio con lui si accentua la separazione tra filosofia teoretica e pratica. Alessandro morì nel 323, anche se le cause della sua morte sono ignote: secondo alcuni fu ucciso da una congiura antimacedone capeggiata da Demostene, capo del partito democratico e quindi avversario dell'aristocrazia e della monarchia macedone (aveva scritto le Filippiche, celebri orazioni contro Filippo il Macedone), secondo altri morì per una malattia che lo paralizzò completamente e fu addirittura sepolto vivo. Dopo la sua morte, Aristotele abbandonò comunque Atene, timoroso delle persecuzioni, e lasciò la direzione del Liceo all'allievo Teofrasto, ma morì l'anno successivo, nel 322 a. C.

Contesto Macedone

MACEDONIA: Aminta (il padre di Aristotele era il suo medico personale); Filippo il Macedone (Aristotele era amico di Filippo); Alessandro Magno o "il Grande" (Aristotele era precettore di Alessandro).

Le Opere di Aristotele

Gli scritti di Aristotele si articolano in 2 gruppi ben distinti:

  1. essoterici, destinati a tutti, di ampia divulgazione, ma andati quasi completamente perduti;
  2. esoterici, scritti solo per i discepoli, ci sono giunti quasi tutti e costituiscono l'ossatura del suo pensiero filosofico. Quando parliamo delle opere di Aristotele, ci riferiamo quindi sempre a quelle esoteriche, cioè destinate all'insegnamento.

Gli Scritti Esoterici

Aristotele riprende da Senocrate l'idea di classificare la filosofia in settori specifici e con lo stagirita si accentua quella separazione tra filosofia teoretica e pratica già accennata da Platone. Si dividono nei seguenti gruppi:

Opere di Logica

a) Opere di logica (non è considerata una scienza a sé, ma un'introduzione, propedeutica a tutte scienze), complessivamente intitolati con il nome di Organon ("Opyavov), che in greco significa appunto "organo" nel senso di "strumento", nel senso di strumento per ragionare e procedere nello studio delle varie scienze;

  • Categorie;

LOGICA APODITTICA O

  • Analitici primi;
  • Analitici secondi;

SCIENTIFICA

  • Topici;

LOGICA ANAPODITTICA O

  • Confutazioni sofistiche.

ERISTICA

Opere di Metafisica

b) Opere di metafisica o "filosofia prima":

  • Metafisica (in 14 libri, il XIIº è detto "libro teologico", in quanto si occupa specificamente di teologia);

Opere di Filosofia Naturale

c) Opere di filosofia naturale (fisica o "filosofia seconda"):

  • Fisica;
  • De coelo (si occupa di astronomia, che è una parte della filosofia naturale);
  • De anima (è un'opera di psicologia, articolata in 3 libri, ma collocata tra le opere di fisica).

Opere di Filosofia Pratica

d)Opere di filosofia pratica (morale, politica, poetica, retorica):

  • Etica Nicomachea (10 libri);
  • Politica (8 libri);
  • Poetica (uno o due libri, il primo dedicato alla tragedia ed il secondo, ammesso che sia mai stato scritto, dedicato alla commedia, ma non ci è mai pervenuto);
  • Retorica.

La Classificazione delle Scienze

Aristotele classifica le scienze in tre grandi gruppi: le più elevate, per dignità, sono le prime. Tale classificazione delle scienze non corrisponde completamente alla divisione delle opere, come si vede dalla collocazione della poetica e della retorica.

Scienze Teoretiche

a) scienze teoretiche, che ricercano il sapere in sé e per sé, ossia disinteressatamente, senza secondi fini, senza un obiettivo pratico, per puro amore del sapere, quali la metafisica, la fisica e la matematica (considerata da Aristotele inferiore alla fisica);

Scienze Pratiche

b) scienze pratiche, che ricercano il bene inteso come perfezione morale, cioè come buono, sono inferiori a quelle teoretiche, ma superiori a quelle poietiche. Si tratta dell'etica e della politica.

Scienze Poietiche

c) scienze poietiche (Toínais = poiesis = produzione) o produttive. Aristotele distingue gerarchicamente tre livelli, che in ordine decrescente risultano essere o seguenti:

A)le "scienze che studiano il bello", ovvero la poetica, B)poi la retorica, che è affine alla dialettica (secondo livello) ed al sillogismo eristico ed infine le C)discipline finalizzate alla produzione pratica, artigianale, di oggetti materiali, come appunto le arti tecniche (terzo ed ultimo livello, in ordine decrescente d'importanza). Nel nostro studio di Aristotele ci occuperemo delle scienze teoretiche (esclusa la matematica), pratiche e poietiche con riferimento, per queste ultime, solo alla poetica (tralasciando la retorica e le arti tecniche). Cominceremo però dalla logica, propedeutica a tutte le scienze, come si è detto.

Analogie e Differenze tra Platone ed Aristotele

Raffaello, "La scuola di Atene" (iconografia).

Per lungo tempo la storiografia filosofica ha considerato Platone ed Aristotele due pensatori in antitesi tra loro; questa tesi è oggi stata rivista in quanto, nonostante le varie differenze, si può affermare che l'uno completi l'altro, piuttosto che opporvisi radicalmente. Fondamentalmente si può infatti asserire che Platone ed Aristotele costituiscano "un blocco a se" rispetto ai filosofi naturalisti del VIº e Vº secolo, in quanto allargano il loro orizzonte a molteplici problemi, riccamente elaborati, e per questo sono considerati, a giusta ragione, i due "pilastri" del pensiero antico. Platone inoltre ha esercitato un'indubbia influenza sul discepolo Aristotele.

Per quanto concerne le differenze, l'affresco di Raffaello intitolato "La Scuola di Atene", presente a Roma nella "Sala della Segnatura" (all'interno dei musei vaticani), le sintetizza chiaramente, rappresentando Platone con sotto il braccio il Timeo e con l'indice della mano che indica il cielo, vale a dire l'Iperuranio, mentre Aristotele, che pur gli cammina accanto, stringe in una mano l'Ehica Nicomachea e con l'altra mano indica la terra, il mondo empirico. Come si nota dal gigantesco affresco, Raffaello rappresenta Platone con l'effigie di Leonardo da Vinci ed Aristotele con il volto di Bastiano da Sangallo, entrambe figure poliedriche del Rinascimento, in quanto l'artista voleva significare lo stretto nesso tra antico e moderno.

L'iconografia seguente rende bene i due diversi approcci alla filosofia:

ETI

Le principali differenze intercorrenti tra i due "giganti" del pensiero antico- pagano possono essere sintetizzate nelle seguenti:

  1. in ambito metafisico, per Platone i modelli delle cose presenti nel mondo terreno si trovano nell'Iperuranio, mentre per Aristotele tali modelli non sono separati dalla realtà, ma insiti nelle cose stesse, in quanto lo stagirita nega la dottrina delle idee;
  2. in ambito politico, a) Platone parte da una concezione utopistica per approdare ad una visione realistica, mentre Aristotele compie esattamente il percorso inverso; b) Platone, dopo una prima condanna, rivaluta la democrazia, che per Aristotele è invece sempre una forma corrotta di governo; c) Platone divide la popolazione in base alla classe sociale di appartenenza, Aristotele in base all'età; d) Platone afferma il "comunismo" degli affetti, vale a dire la comunanza delle mogli e dei figli dei soldati e dei filosofi nella Repubblica, Aristotele la respinge come un'offesa all'intimità;
  3. in materia di estetica, a) il filosofo di Atene critica l'arte figurativa come "copia di una copia", mentre Aristotele ne rivaluta sempre il carattere di originalità; b) Platone crede che la rappresentazione teatrale susciti le passioni umane più basse e volgari, Aristotele crede al valore catartico dell'opera d'arte, che invece libera l'uomo dalle passioni, che vengono quindi sublimate;
  4. Platone conferisce importanza alla matematica (considerata un ente "intermedio" tra le idee e le cose, come si è detto) ed agli enti astratti (come le idee) per svalutare il mondo fisico, mentre Aristotele considera la fisica e mostra scarso interesse verso la matematica;
  5. circa la gnoseologia, per Platone la conoscenza è innata (era infatti sostenitore dell'innatismo, come Socrate), mentre per Aristotele deriva dall'esperienza (sosterrà infatti l'empirismo) in quanto lo stagirita nega l'esistenza di idee innate e l'anima, al momento della nascita, sarebbe soltanto una "tabula rasa", una specie di "lavagna nera" sulla quale non è impresso alcun segno, non c'è alcuna conoscenza;
  6. Platone esalta la dialettica come strumento della ragione, Aristotele la critica, sostenendo che la dialettica non conduce alla verità, ma serve solo a difenderci dai sofisti nelle discussioni ed è quindi uno strumento della retorica e non della ragione;
  7. dal punto di vista metodologico, in ogni aspetto del pensiero (metafisico, etico, estetico, gnoseologico, psicologico, politico, nella concezione dell'amore) di Platone emerge il dualismo tra Iperuranio e mondo terreno, mentre in Aristotele è assente una concezione dualistica o comunque un unico punto di vista, con il quale rapportarsi alle varie questioni considerate;
  8. Platone fa riferimento sovente al mito per trattare questioni filosofiche, a differenza di Aristotele, che non considera assolutamente il mito, che viene definito soltanto come una favola del tutto priva di riferimenti filosofici;
  9. infine, per Platone la filosofia è una ricerca sempre aperta, mentre per Aristotele ogni problema ha una specifica soluzione e "definizione".

La Logica Aristotelica

Mappa concettuale.

Oggetto primo della logica è il linguaggio, per analizzare se in un discorso vi sono carenze contraddizioni, o se invece tale discorso può essere considerato formalmente corretto e valido nei contenuti, cioè scientificamente valido. La logica mostra quindi come procede il pensiero, sulla base di quali elementi e secondo quale struttura. Aristotele distingue due diversi campi della logica: A)apoditica o scientifica e B)dialettica o eristica o anapodittica.

Logica Apodittica o Scientifica

A) La logica apodittica o scientifica è trattata nelle Categorie, negli Analitici primi e negli Analitici secondi. La logica scientifica si ha quando una dimostrazione parte da premesse vere per giungere a conclusioni necessariamente vere, cioè studia le strutture che devono avere discorsi e ragionamenti formalmente corretti e veri. Ad esempio, affermare che "Tutti gli uomini sono animali" è una frase vera sul piano contenutistico e corretta su quello formale, ma sostenere che "Tutti gli animali sono uomini" è una proposizione falsa sul piano concettuale, anche se corretta su quello linguistico. Scopo di una ricerca scientifica non è infatti l'opinione, ma la verità. Per questo la logica non rientra nella classificazione aristotelica delle scienze, ma è considerata una propedeutica a tutte le scienze. Gli elementi costitutivi di una ricerca scientifica per Aristotele sono i seguenti:

  1. i termini di un discorso, vale a dire soggetto e predicato (verbale o nominale); senza soggetto e predicato non è infatti possibile alcun discorso. Es .: "Socrate parla" (sogg. + pred. verb.); "Socrate è un filosofo" (sogg. + pred. nom.).
  2. I giudizi o proposizioni o "enunciazioni", che pongono precisi nessi (affermativi o negativi, universali o particolari) tra un soggetto ed un predicato, legano i termini; servono per stabilire la Verità o la Falsità. Infatti, se questi nessi corrispondono a quelli che vi sono nella realtà, si avrà un giudizio vero

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