Gabriele D'Annunzio: l'ultimo esteta, una presentazione di Hub Scuola

Slide da Hub Scuola su Gabriele D'Annunzio: l'ultimo esteta. Il Pdf, utile per la scuola superiore, esplora le opere principali e il ciclo delle "Laudi", in particolare "Maia" ed "Elettra", fornendo una panoramica strutturata della produzione dannunziana in Letteratura.

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43 pagine

Gabriele D’Annunzio:
l’ultimo esteta
Una vita ‘‘inimitabile’’

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Gabriele D'Annunzio: l'ultimo esteta

Gabriele D'Annunzio: l'ultimo estetaUna vita "inimitabile"

Una vita sempre in scena

Facendosi interprete dell'estetismo D'Annunzio concepisce la sua stessa vita come opera d'arte. Ogni sua azione, così come ogni suo componimento, deve essere votato al criterio della bellezza. L'autore vive con l'ossessione dell'esibizione di sé e, con la sua condotta, riesce ad attrarre l'attenzione del pubblico. Nelle opere traspone ogni impresa che vive.

Gabriele D'Annunzio: da Pescara a Roma

  1. LE ORIGINI E LA FORMAZIONE

  2. LA VITA MONDANA

  3. GLI AMORI

  4. IL SUCCESSO

Nasce a Pescara nel 1863. Studio al prestigioso collegio Cicognini di Prato. Riceve un'educazione di ottimo livello. Scopre la sua vocazione poetica leggendo le Odi barbare di Carducci. Inizia a comporre poesie: del 1879 è la raccolta Primo vere, che incontra il favore del pubblico anche grazie alla sua intuizione di accompagnare la pubblicazione con un "lancio pubblicitario", in cui fa circolare la notizia della sua morte. Nel 1881 torna a Pescara e stringe amicizia con un gruppo di artisti legati a Francesco Paolo Michetti. Si trasferisce a Roma, dove inizia a frequentare i salotti mondani, le feste, le redazioni giornalistiche. Si trasforma in un perfetto esempio di dandy, immerso nel lusso, corteggiato dalle donne e dai giornali. Pubblica i versi Canto novo (1882), le novelle di Terra vergine (1882), la raccolta Intermezzo di rime (1883). Si dedica al giornalismo. Nel 1883 organizza una fuga d'amore con la contessina Maria Hardouin di Gallese, che sfocia inevitabilmente con il matrimonio, osteggiato dal padre della donna. Nel 1884 diventa padre di Mario, poi di Gabriellino e Veniero. Si separa nel 1890. Nel 1886 pubblica Isaotta Guttadàuro. Tra le relazioni extraconiugali la più intensa è quella con Barbara Leoni. Nel 1889 dà alle stampe Il piacere, che riscontra un enorme successo. Continua a scrivere in versi e in prosa; continua a collaborare con numerose riviste, tra cui "Cronaca bizantina", che propone un seduttivo rimando all'Oriente, e "Il Convito", che ospiterà la prima puntata del romanzo Le vergini delle rocce.

Gabriele D'Annunzio: da Napoli alla Grecia

  1. LA FASE DELLA BONTÀ

  2. IL SUPERUOMO

  3. IL TEATRO E LA RELAZIONE CON LA DUSE

Nel 1891 raggiunge Napoli e inizia una relazione con la principessa Maria Gravina, ancora sposata. Ciò gli costa un processo per adulterio. A Napoli frequenta un ambiente vivace, aperto alle correnti europee. È la fase produttiva della "bontà", caratterizzata da contenuti intimistici. Pubblica i romanzi Giovanni Episcopo, L'innocente e l'opera in versi Poema paradisiaco. Stringe amicizia con Matilde Serao, una delle prime donne giornaliste. Rientra in Abruzzo, porta a compimento Trionfo della morte e pubblica Le vergini delle rocce (1895). Influenzato dagli scritti di Nietzsche, elabora una nuova figura di intellettuale: quello dell'individuo eccezionale che si afferma attraverso l'azione. Nel 1897 si presenta alle elezioni come candidato alle forze di destra; al termine del mandato, che dura pochi anni, passa clamorosamente alle forze di sinistra. Inizia la sua attività di oratore pubblico. Nel 1895 compie una crociera in Grecia, da cui scaturirà la composizione della tragedia La città morta (1898). Inizia la relazione con Eleonora Duse, per la quale compone Francesca da Rimini (1901) e La figlia di Iorio (1904). Si trasferisce nella villa della Capponcina, vicino alla proprietà della Duse. La loro relazione è molto chiacchierata. Nel 1903 compone Maia, Elettra e Alcyone, primi tre libri del ciclo delle Laudi.

Gabriele D'Annunzio: azione politica e nuovi modelli di scrittura

  1. A PARIGI

  2. IL RIENTRO IN ITALIA

  3. L'IMPRESA DI FIUME

  4. IL RAPPORTO CON IL FASCISMO

A seguito della morte di Carducci, si proclama suo erede. Per gli ingenti problemi economici, nel 1910 si trasferisce a Parigi. Qui sperimenta le "faville", prose brevi e di carattere autobiografico e si misura con nuove forme, come quella librettistica o cinematografica. Nel 1915 rientra in Italia e inizia un'accesa campagna a favore dell'intervento in guerra. Sorvola, gettando volantini propagandistici, Trieste, Trento e Vienna. Compie incursioni aeree e per mare, partecipa a bombardamenti e combattimenti. Nel 1916 subisce un grave trauma all'occhio destro, che comporterà la perdita parziale della vista. Scrive uno dei suoi libri più innovativi, il Notturno. Nel 1919 conquista la città di Fiume e ne assume il controllo. L'impresa si conclude con il "Natale di sangue": la città viene bombardata dal mare. Si stabilisce sul Lago di Garda, nella villa che trasforma nel Vittoriale degli Italiani. Riprende a scrivere, senza abbandonare la politica. Ogni iniziativa è però bloccata dalla marcia su Roma. Stringe rapporti ambigui col fascismo, che, di fatto, lo sorveglia: da un lato ne sfrutta la celebrità, dall'altro contiene la sua esuberanza, isolandolo. Chiuso nei confini del personaggio che ha creato, trascorre gli ultimi anni nel Vittoriale, isolandosi dalla realtà esterna. Nel 1935 si schiera a favore della Guerra d'Etiopia. Muore nel 1938.

I mille volti di D'Annunzio

Il personaggio che promuove se stesso

La bellezza è il criterio guida alla base della vita e dell'opera letteraria di D'Annunzio. Vita e opera d'arte sono un tutt'uno: ogni esperienza vissuta diventa materia di scrittura. Complementare alla ricerca della bellezza è, per il poeta, la costruzione della propria immagine in chiave eroica. D'Annunzio diventa personaggio, unico, inimitabile, in continua esibizione. Promuove se stesso anche ricorrendo alle nuove risorse comunicative: sceglie le copertine dei suoi volumi e accompagna i lanci con la diffusione di aneddoti della sua vita privata.

La produzione di D'Annunzio: le fasi

Lettore informato e aggiornato, D'Annunzio coglie sul nascere le nuove tendenze, sul piano letterario, musicale e artistico. Conosce la tradizione classica, quella moderna, gli scrittori italiani e gli stranieri. Nella sua produzione è possibile individuare diverse fasi narrative:

fase giovanile- Simbolismo fase dell'Estetismo fase della poetica della bontà-superuomo fase del "notturno"

La fase giovanile fino al Simbolismo

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Caratteristiche della fase giovanile

influenza di Carducci, Verga, confronto con la letteratura classica (poesia erotica latina), modelli romantici (Novalis, Hugo) e del Decadentismo (Baudelaire, Mallarmé), Simbolismo (artista come demiurgo, la realtà ha un senso solo se a decifrarla è l'immaginazione dell'artista)

Composizioni principali della fase giovanile

Primo vere (1879) · uso del metro barbaro · natura esuberante e solare Canto Novo (1882) · accentuato vitalismo

Opere in prosa della fase giovanile

Terra Vergine (1882) · influenza di Verga: paesaggi campestri, uso del discorso indiretto libero, personaggi ai margini della libertà · universo agreste dominato da pulsioni e sensualità · descrizioni con taglio evocativo

La fase dell'Estetismo

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Caratteristiche dell'Estetismo

· contrapposizione del culto della bellezza all'inciviltà della moderna società borghese e capitalistica · arte inserita in una sfera autonoma, svincolata da economia, politica, società · intellettuale assorbito dal culto del bello, in una dimensione privilegiata e intoccabile

Composizioni principali dell'Estetismo

Intermezzo di rime (1883) · tematiche decadenti, di disfacimento e corruzione · opera ispirata al testo di Basinio da Parma, celebrativo di Isotta degli Atti Isaotta Guttadàuro (1886) · ispirazione dal gusto preraffaelita · citazioni da testi antichi del Duecento

Il piacere (1889)

· opera che testimonia la crisi dell'Estetismo del poeta · il protagonista, Andrea Sperelli, cerca rifugio nel godimento di una raffinata dimensione estetica, ma è costretto ad assistere al fallimento dei suoi amori e a patire le conseguenze della sua debole volontà

La fase della poetica della bontà, fino a quella del superuomo

fase giovanile- Simbolismo fase dell'Estetismo fase della poetica della bontà-superuomo fase del "notturno"

Poetica della bontà

· dolore di umili e inermi come principio ispiratore · tematiche più intime

Modello del superuomo

· artista dotato di forte volontà, interviene con energia sul presente per modificarlo · superuomo (condensato di forza e bellezza) che interviene sulla realtà e la domina secondo la sua volontà; azione pratica, eroica e politica · influenza di Nietzsche, il cui pensiero viene forzato in direzione antiborghese e antidemocratica

Composizioni principali

Giovanni Episcopo (1892) poetica della bontà L'innocente (1892) · influenza de La confessione di Guy de Maupassant Poema paradisiaco (1893) · tema del silenzio

Opere del superuomo

Libro ascetico della giovane Italia (1926) Trionfo della morte (1894) Le vergini delle rocce (1895) Il fuoco (1900)

Opere teatrali del superuomo

Novelle della Pescara (1902) modello del superuomo Forse che sì forse che no (1910)

La fase del "Notturno"

fase giovanile- Simbolismo fase dell'Estetismo fase della poetica della bontà-superuomo fase del "notturno" V

Caratteristiche del Notturno

· nuova tappa del percorso poetico

Composizioni principali del Notturno

Laudi (1903-1904) · superomismo innestato sul motivo della fusione panica con la natura · Maia · unione elemento umano-elemento naturale · Elettra · influenza di simbolismo e tradizione classica

Alcyone

· Alcyone · composto durante il periodo di cecità e convalescenza dell'autore Notturno (1921) · introspezione e autobiografia · forma stilisticamente perfetta

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