Decadentismo e Simbolismo: origini, caratteristiche ed esponenti principali

Documento di Università sul Decadentismo e Simbolismo, analizzando origini, caratteristiche ed esponenti principali. Il Pdf esplora le figure di Gabriele D'Annunzio e Giovanni Pascoli, con un'analisi delle loro opere e dei temi ricorrenti, offrendo una panoramica completa dei movimenti letterari di Letteratura.

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DECADENTISMO
Periodo e contesto storico: crisi e consapevolezza della decadenza
Il Decadentismo nasce dalle idee dei poeti simbolisti francesi, ma si sviluppa come un
atteggiamento più ampio, un modo di vedere e interpretare la realtà. Il suo principale punto
di riferimento è Baudelaire, mentre tra i maggiori esponenti del Simbolismo troviamo
Verlaine e Rimbaud. Il senso di decadenza e impotenza è centrale nel Decadentismo, sia
come tematica letteraria sia come stile di vita.
Gli scrittori decadentisti spesso conducono una vita scandalosa e anticonformista,
opponendosi ai valori della società borghese. Verlaine e Rimbaud, ad esempio, ebbero una
relazione omosessuale, e Verlaine fu persino arrestato per sodomia. Questa rottura con la
morale comune si riflette anche nella loro poesia, che rifiuta le convenzioni e cerca nuove
forme di espressione. Verlaine conia il termine poeta maledetto, riferendosi a quegli artisti
che, come lui, conducono un’esistenza tormentata e ribelle. Rimbaud, uno dei più grandi
esponenti del movimento, scrive le sue opere più importanti tra i 17 e i 22 anni, per poi
abbandonare la letteratura. A livello storico, il periodo in cui nasce il Decadentismo (seconda
metà dell’800) è caratterizzato da profondi cambiamenti sociali ed economici. La borghesia è
sempre più potente, ma si trova minacciata dalla crescita della classe operaia. Gli artisti
sono sempre più emarginati e faticano a trovare un ruolo nella società. Il conformismo della
società di massa inizia a prendere il sopravvento, soffocando ogni forma di creatività e
individualismo.
In questo contesto, il poeta decadente si sente un escluso, incapace di trovare un posto nel
mondo. Per lui la poesia non è universale, ma destinata a una ristretta élite capace di
comprenderla. Inoltre, rifiuta la razionalità come strumento di conoscenza, preferendo
affidarsi all’intuizione, ai sogni e all’irrazionale. Anche in Italia, nonostante il suo ritardo
industriale e la prevalenza di un’economia agricola, il Decadentismo trova spazio. Gli scrittori
italiani cercano di avvicinare la loro letteratura ai movimenti europei, portando avanti le idee
simboliste e decadentiste.
La figura dell’intellettuale decadente e il suo rapporto con la società
L’intellettuale decadente è caratterizzato da un profondo senso di crisi e dalla percezione
della decadenza della società e dell’arte. La sua posizione è ambigua: da un lato si sente
superiore alla società borghese e la disprezza, dall’altro ne subisce il fascino e ne rimane
coinvolto. Questo atteggiamento porta spesso a un’esistenza solitaria e ribelle. L’artista si
sente un escluso, incapace di trovare un ruolo nel mondo e si rifugia nell’arte e nella
bellezza. La sua poesia non è destinata alle masse, ma a un’élite ristretta capace di
comprenderla. La società è vista come un ambiente corrotto, dominato dall’ipocrisia e dalla
volgarità. L’intellettuale decadente rifiuta la morale comune e si oppone alle convenzioni
sociali, spesso attraverso comportamenti scandalosi e provocatori. La vita dissoluta di molti
scrittori decadenti è un modo per esprimere la loro ribellione contro la mediocrità della
società borghese. Baudelaire, considerato il precursore del Decadentismo, descrive questa
condizione nel Perdita dell’aureola, dove racconta la storia di un poeta che, camminando per
strada, perde la sua aureola tra la folla e decide di non raccoglierla. Questo simbolo
rappresenta il distacco tra l’artista e il mondo moderno, dove la poesia non è più un valore
assoluto e sacro, ma qualcosa di destinato a pochi eletti.
L’irrazionalismo come presupposto filosofico
Il Decadentismo nasce in opposizione al Positivismo, che aveva dominato la cultura
dell’Ottocento con la sua fiducia nella scienza e nel progresso. Gli artisti decadenti rifiutano
l’idea che la realtà possa essere spiegata in modo razionale e scientifico, e cercano nuove
forme di conoscenza basate sull’intuizione, l’istinto e l’irrazionale.
Tra i filosofi che influenzano il Decadentismo troviamo:
•Eduard von Hartmann con la Filosofia dell’inconscio, che anticipa alcuni concetti della
psicoanalisi freudiana.
•Friedrich Nietzsche, che critica la morale tradizionale e introduce il concetto di superuomo,
un individuo superiore che crea i propri valori e supera i limiti imposti dalla società.
•Henri Bergson, che esalta l’importanza dell’intuizione rispetto alla ragione e sviluppa il
concetto di durata, un tempo interiore e soggettivo, opposto al tempo misurabile della
scienza.
Queste idee portano alla diffusione di una visione pessimistica e disillusa della realtà, in cui il
mondo è percepito come instabile e misterioso. Gli scrittori decadenti esplorano i temi
dell’inconscio, del sogno e dell’allucinazione, utilizzando spesso tecniche narrative che
spezzano la logica tradizionale del racconto.
SIMBOLISMO
I ‘poeti maledetti’
Il termine poeti maledetti fu coniato da Paul Verlaine nel 1884 con la pubblicazione
dell’antologia Les poètes maudits, che include testi e profili critici di Rimbaud, Mallarmé e
Tristan Corbière. Con questa espressione, Verlaine descrive quegli artisti che si oppongono
alla società borghese e ai suoi valori, conducendo vite ribelli e scandalose. Baudelaire è
considerato il primo di questi poeti, colui che inaugura la figura dell’artista incompreso ed
emarginato, che rifiuta le convenzioni e si dedica esclusivamente all’arte. Rimbaud, tra i più
brillanti e tormentati poeti maledetti, si allontana dalla poesia giovanissimo, dopo aver
rivoluzionato la scrittura con componimenti come Le Bateau ivre e Une saison en enfer.
Questi poeti vivono tra eccessi e autodistruzione, sperimentando droghe, alcol e una vita ai
margini della società. La loro poesia è una forma di ribellione contro il conformismo e la
morale dominante.
Caratteristiche principali del Simbolismo
Il Simbolismo nasce in Francia come reazione al Realismo e al Positivismo. I suoi principi
fondamentali vengono espressi nel 1886 nel Manifesto del Simbolismo di Jean Moréas,
pubblicato sul quotidiano Le Figaro.
Le caratteristiche principali del Simbolismo sono:

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DECADENTISMO

Periodo e contesto storico: crisi e consapevolezza della decadenza

Il Decadentismo nasce dalle idee dei poeti simbolisti francesi, ma si sviluppa come un atteggiamento più ampio, un modo di vedere e interpretare la realtà. Il suo principale punto di riferimento è Baudelaire, mentre tra i maggiori esponenti del Simbolismo troviamo Verlaine e Rimbaud. Il senso di decadenza e impotenza è centrale nel Decadentismo, sia come tematica letteraria sia come stile di vita. Gli scrittori decadentisti spesso conducono una vita scandalosa e anticonformista, opponendosi ai valori della società borghese. Verlaine e Rimbaud, ad esempio, ebbero una relazione omosessuale, e Verlaine fu persino arrestato per sodomia. Questa rottura con la morale comune si riflette anche nella loro poesia, che rifiuta le convenzioni e cerca nuove forme di espressione. Verlaine conia il termine poeta maledetto, riferendosi a quegli artisti che, come lui, conducono un'esistenza tormentata e ribelle. Rimbaud, uno dei più grandi esponenti del movimento, scrive le sue opere più importanti tra i 17 e i 22 anni, per poi abbandonare la letteratura. A livello storico, il periodo in cui nasce il Decadentismo (seconda metà dell'800) è caratterizzato da profondi cambiamenti sociali ed economici. La borghesia è sempre più potente, ma si trova minacciata dalla crescita della classe operaia. Gli artisti sono sempre più emarginati e faticano a trovare un ruolo nella società. Il conformismo della società di massa inizia a prendere il sopravvento, soffocando ogni forma di creatività e individualismo.

In questo contesto, il poeta decadente si sente un escluso, incapace di trovare un posto nel mondo. Per lui la poesia non è universale, ma destinata a una ristretta élite capace di comprenderla. Inoltre, rifiuta la razionalità come strumento di conoscenza, preferendo affidarsi all'intuizione, ai sogni e all'irrazionale. Anche in Italia, nonostante il suo ritardo industriale e la prevalenza di un'economia agricola, il Decadentismo trova spazio. Gli scrittori italiani cercano di avvicinare la loro letteratura ai movimenti europei, portando avanti le idee simboliste e decadentiste.

La figura dell'intellettuale decadente e il suo rapporto con la società

L'intellettuale decadente è caratterizzato da un profondo senso di crisi e dalla percezione della decadenza della società e dell'arte. La sua posizione è ambigua: da un lato si sente superiore alla società borghese e la disprezza, dall'altro ne subisce il fascino e ne rimane coinvolto. Questo atteggiamento porta spesso a un'esistenza solitaria e ribelle. L'artista si sente un escluso, incapace di trovare un ruolo nel mondo e si rifugia nell'arte e nella bellezza. La sua poesia non è destinata alle masse, ma a un'élite ristretta capace di comprenderla. La società è vista come un ambiente corrotto, dominato dall'ipocrisia e dalla volgarità. L'intellettuale decadente rifiuta la morale comune e si oppone alle convenzioni sociali, spesso attraverso comportamenti scandalosi e provocatori. La vita dissoluta di molti scrittori decadenti è un modo per esprimere la loro ribellione contro la mediocrità della società borghese. Baudelaire, considerato il precursore del Decadentismo, descrive questa condizione nel Perdita dell'aureola, dove racconta la storia di un poeta che, camminando per strada, perde la sua aureola tra la folla e decide di non raccoglierla. Questo simbolorappresenta il distacco tra l'artista e il mondo moderno, dove la poesia non è più un valore assoluto e sacro, ma qualcosa di destinato a pochi eletti.

L'irrazionalismo come presupposto filosofico

Il Decadentismo nasce in opposizione al Positivismo, che aveva dominato la cultura dell'Ottocento con la sua fiducia nella scienza e nel progresso. Gli artisti decadenti rifiutano l'idea che la realtà possa essere spiegata in modo razionale e scientifico, e cercano nuove forme di conoscenza basate sull'intuizione, l'istinto e l'irrazionale.

Tra i filosofi che influenzano il Decadentismo troviamo:

  • Eduard von Hartmann con la Filosofia dell'inconscio, che anticipa alcuni concetti della psicoanalisi freudiana.
  • Friedrich Nietzsche, che critica la morale tradizionale e introduce il concetto di superuomo, un individuo superiore che crea i propri valori e supera i limiti imposti dalla società.
  • Henri Bergson, che esalta l'importanza dell'intuizione rispetto alla ragione e sviluppa il concetto di durata, un tempo interiore e soggettivo, opposto al tempo misurabile della scienza.

Queste idee portano alla diffusione di una visione pessimistica e disillusa della realtà, in cui il mondo è percepito come instabile e misterioso. Gli scrittori decadenti esplorano i temi dell'inconscio, del sogno e dell'allucinazione, utilizzando spesso tecniche narrative che spezzano la logica tradizionale del racconto.

SIMBOLISMO

I 'poeti maledetti'

Il termine poeti maledetti fu coniato da Paul Verlaine nel 1884 con la pubblicazione dell'antologia Les poètes maudits, che include testi e profili critici di Rimbaud, Mallarmé e Tristan Corbière. Con questa espressione, Verlaine descrive quegli artisti che si oppongono alla società borghese e ai suoi valori, conducendo vite ribelli e scandalose. Baudelaire è considerato il primo di questi poeti, colui che inaugura la figura dell'artista incompreso ed emarginato, che rifiuta le convenzioni e si dedica esclusivamente all'arte. Rimbaud, tra i più brillanti e tormentati poeti maledetti, si allontana dalla poesia giovanissimo, dopo aver rivoluzionato la scrittura con componimenti come Le Bateau ivre e Une saison en enfer. Questi poeti vivono tra eccessi e autodistruzione, sperimentando droghe, alcol e una vita ai margini della società. La loro poesia è una forma di ribellione contro il conformismo e la morale dominante.

Caratteristiche principali del Simbolismo

Il Simbolismo nasce in Francia come reazione al Realismo e al Positivismo. I suoi principi fondamentali vengono espressi nel 1886 nel Manifesto del Simbolismo di Jean Moreas, pubblicato sul quotidiano Le Figaro.

Le caratteristiche principali del Simbolismo sono:

  • Unione tra le arti -> la poesia si avvicina alla musica e alla pittura, cercando di evocare sensazioni e stati d'animo piuttosto che descrivere la realtà in modo oggettivo.
  • Musicalità del verso -> i poeti simbolisti danno grande importanza al suono delle parole e al ritmo della poesia. Verlaine afferma: "De la musique avant toute chose" (prima di tutto, la musica).
  • Il simbolo come forma di conoscenza -> il poeta non deve rappresentare il reale in modo diretto, ma suggerirlo attraverso immagini e simboli che rimandano a significati nascosti.

Corrispondenze e 'logica del sogno'

Uno dei concetti fondamentali del Simbolismo è quello delle corrispondenze, introdotto da Baudelaire nella poesia omonima della raccolta I fiori del male. Secondo questa visione, la natura è un tempio di simboli che l'uomo deve imparare a decifrare. Le cose non hanno un significato unico, ma si rimandano l'una all'altra attraverso connessioni segrete. Questo principio influenza anche la struttura della poesia simbolista, che si allontana dalla logica tradizionale e adotta una logica del sogno. Le immagini non seguono un ordine razionale, ma si susseguono per associazioni libere, come nei sogni.

Due strumenti fondamentali di questa scrittura sono:

  • L'analogia, che stabilisce legami tra realtà lontane e apparentemente scollegate.
  • La sinestesia, che mescola diversi sensi (ad esempio, "un suono dolce" o "un colore caldo").

Il 'lettore ideale' del Simbolismo

La poesia simbolista non è destinata a tutti, ma a un pubblico colto e sensibile, in grado di cogliere le allusioni e le connessioni nascoste nel testo. Il lettore deve partecipare attivamente all'interpretazione della poesia, ricostruendo il senso attraverso il proprio bagaglio culturale e la propria sensibilità.

ESTETISMO

La figura dell'esteta e il dandysmo come forme di ribellione verso la società

L'Estetismo è una corrente che fa della bellezza il valore supremo. Il suo motto è "l'arte per l'arte" (l'art pour l'art), che significa che l'arte non deve avere alcuna funzione morale, sociale o educativa, ma deve esistere solo per il piacere estetico. La figura simbolo dell'Estetismo è il dandy, un personaggio raffinato ed eccentrico, che trasforma la propria vita in un'opera d'arte. Il dandy si oppone alla mediocrità della società borghese attraverso il culto della bellezza e l'esibizione della propria diversità.

Tra i principali teorici del Dandismo troviamo:

  • Baudelaire, che considera il dandy un eroe moderno, capace di opporsi alla volgarità della società di massa.

L'Estetismo ha una forte influenza sulla letteratura, in particolare sui romanzi di Huysmans e D'Annunzio.

Charles Baudelaire e il dandy

Baudelaire descrive il dandy come colui che fa della propria esistenza un'opera d'arte. Nel saggio Il pittore della vita moderna (1863), afferma che il Dandismo è un "ultimo bagliore di eroismo nei tempi della decadenza". Il dandy rifiuta la morale comune e si dedica alla ricerca del bello, senza preoccuparsi dell'utile o del bene.

Baudelaire stesso incarna questa figura, conducendo una vita dissoluta e provocatoria. Il suo atteggiamento influenzerà molti artisti decadenti, tra cui Oscar Wilde e Gabriele D'Annunzio.

IL ROMANZO DECADENTE

Le caratteristiche strutturali

Il romanzo decadente si distingue per:

  • La riduzione dell'intreccio, con una trama spesso assente o secondaria rispetto alla psicologia del protagonista.
  • La centralità dell'interiorità, con un'attenzione particolare ai pensieri, alle sensazioni e agli stati d'animo.
  • La soggettività della narrazione, che rispecchia la visione del mondo del protagonista.

I personaggi ricorrenti

I romanzi decadenti presentano figure tipiche come:

  • Il dandy-esteta, raffinato ed elitario, dedito esclusivamente alla bellezza.
  • L'inetto, incapace di affrontare la vita reale e destinato al fallimento.
  • Il poeta maledetto, ribelle e incompreso, che vive ai margini della società.
  • La femme fatale, donna seducente e distruttiva, spesso rappresentata come vampiro.

Joris-Karl Huysmans, Controcorrente

Il romanzo Controcorrente (À rebours, 1884) di Joris-Karl Huysmans è considerato il manifesto del Decadentismo. Il protagonista, Des Esseintes, è un aristocratico che rifiuta la società e si ritira nella sua villa, dove si circonda di oggetti raffinati e artificiali. L'opera è priva di una vera trama e si sviluppa attraverso le ossessioni estetiche del protagonista. Des Esseintes cerca di costruire un mondo perfetto, ma questa ricerca lo conduce alla nevrosi e alla malattia. Alla fine, è costretto a tornare a Parigi, segnando il fallimento del suo ideale decadente. Huysmans rappresenta il punto di svolta tra Naturalismo e Decadentismo: mentre il Naturalismo descrive la realtà in modo oggettivo, il Decadentismo la trasforma in una costruzione soggettiva e interiore.

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