Infermieristica preventiva e di comunità, servizi territoriali e cure domiciliari

Documento del Prof.ssa Maura Galletta sull'infermieristica preventiva e di comunità. Il Pdf esplora il concetto di comunità e il ruolo dell'infermiere, le reti di assistenza informale e l'organizzazione dei servizi territoriali, incluse le cure primarie e domiciliari, per studenti universitari.

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16 pagine

Insegnamento INFERMIERISTICA PREVENTIVA E DI COMUNITA’
Docente: Prof.ssa Maura Galletta
INDICE DISPENSA
COMUNITA’ E INFERMIERISTICA DI COMUNITA’
1. Concetto di Comunità
2. Infermieristica di comunità
LE RETI DI ASSISTENZA INFORMALE SUL TERRITORIO
1. La famiglia come soggetto di care
2. Immigrati e lavoro di cura- Badanti
1. Associazioni di volontariato
L’ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI TERRITORIALI
1. Cure Primarie
2. Rete di servizi
3. Distretti
4. Cure domiciliari
Assistenza domiciliare integrata
Assistenza domiciliare programmata
Assistenza domiciliare infermieristica
Assistenza domiciliare riabilitativa
5. Cure palliative, Hospice
6. Assistenza Medicina Generale e Pediatri di base
7. Servizio Assistenza Sociale (SAD)
8. Consultorio familiare
9. Centri diurni
10. Strutture residenziali
Residenza sanitaria assistenziale
Residenza sanitaria ospedaliera
11. Servizi sollievo
COMUNITA’ E INFERMIERISTICA DI COMUNITA’
1. CONCETTO DI COMUNITA
La comunità è un insieme di soggetti che condividono aspetti significativi della propria esistenza e che per
questa ragione sono in un rapporto di interdipendenza, possono sviluppare un senso di appartenenza e
intrattenere tra loro relazioni fiduciarie.
Questo insieme di individui sono legati fra di loro da un elemento di comunione riconosciuto come tale dagli
individui stessi. Tradizionalmente, in sociologia, questo elemento era la condivisione di uno stesso ambiente
fisico, formando un gruppo riconoscibile, unito da vincoli organizzativi, linguistici, religiosi, economici, da
interessi comuni e dalla presenza di determinate dinamiche relazionali.
Bauman, sociologo polacco nel suo libro recentissimo libro Voglia di comunità”, analizza aspetti emergenti
nel concetto di comunità e descrive la comunità a partire da ciò che essa non è: non è la società e non è
nemmeno la “rete” (i social network), nel social network siamo liberi, siamo “padroni” delle nostre scelte e
siamo sicuri. Nella comunità siamo impigliati: “la comunità si impone su di noi, mentre la rete è qualcosa che
pensiamo essere noi a creare, noi abbiamo il controllo, ecco la differenza sostanziale”.
Altra differenza è il controllo della comunità sull’individuo, la comunità è esigente ma, in questo suo essere
sempre presente, ci da sicurezza”. Quindi le moderne “reti” altro non sono che palliativi del nostro bisogno
di “comunità”. Abbiamo bisogno sia di libertà che di sicurezza: “la libertà senza la sicurezza sarebbe il caos
completo, la sicurezza senza libertà sarebbe la schiavitù”. Per cui sugli uomini “grava sempre questa
maledizione: la costante necessità di scegliere”. Nulla è mai acquisito. (Bauman, 2012)
2. INFERMIERISTICA DI COMUNITA
Il nursing di comunità viene definito come una filosofia del nursing che guida l’assistenza per gli individui e
le famiglie ovunque essi si trovino, incluso dove vivono, lavorano, giocano o vanno a scuola. La pratica è
caratterizzata da un orientamento centrato sull’individuo e la famiglia, lo sviluppo di una “partnership” con gli
utenti e apprezzamento dei valori della comunità. Nursing di comunità nursing community care
Il nursing di comunità in inglese può essere tradotto con varie terminologie che possono essere utilizzate come
sinonimi: “community health nursing”, “public health nursing”, “community health nurse”, “nursing
community care” e “public health nurse”.
Le peculiarità dell’infermieristica di comunità sono rappresentate dal fatto che il sapere di base deriva da
conoscenze infermieristiche e di salute pubblica; il servizio è rivolto a diversi livelli e quindi all’individuo,
alla famiglia, al gruppo ; la sua natura assistenziale si caratterizza da alcuni fattori distintivi:
lavorare CON pazienti e famiglia e non per essi;
la natura della pratica è olistica, generale, continua e non episodica;
l’obiettivo è la promozione e la tutela della salute, dello sviluppo di abilità di autocura e di adattamento
all’evoluzione della malattia cronica tramite un’assistenza multidisciplinare.
A livello internazionale, ormai da diversi anni si raccomanda la famiglia come uno degli obiettivi principali
dell’assistenza infermieristica. In questo contesto, che rafforza la triade individuo-famiglia-comunità, nasce
l’Infermiere di Famiglia e di Comunità definito dal documento Salute 21 della Regione Europea dell’OMS che
vede in questa figura poliedrica un ruolo centrale nella comunità, prestando il suo operato al domicilio della
persona, al fine di aiutare gli individui ad adattarsi alla malattia e alla disabilità cronica fornendo consulenza
rispetto agli stili di vita e fattori di rischio.

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Anteprima

COMUNITÀ E INFERMIERISTICA DI COMUNITÀ

Concetto di Comunità

La comunità è un insieme di soggetti che condividono aspetti significativi della propria esistenza e che per questa ragione sono in un rapporto di interdipendenza, possono sviluppare un senso di appartenenza e intrattenere tra loro relazioni fiduciarie.

Questo insieme di individui sono legati fra di loro da un elemento di comunione riconosciuto come tale dagli individui stessi. Tradizionalmente, in sociologia, questo elemento era la condivisione di uno stesso ambiente fisico, formando un gruppo riconoscibile, unito da vincoli organizzativi, linguistici, religiosi, economici, da interessi comuni e dalla presenza di determinate dinamiche relazionali.

Bauman, sociologo polacco nel suo libro recentissimo libro "Voglia di comunità", analizza aspetti emergenti nel concetto di comunità e descrive la comunità a partire da ciò che essa non è: non è la società e non è nemmeno la "rete" (i social network), nel social network siamo liberi, siamo "padroni" delle nostre scelte e siamo sicuri. Nella comunità siamo impigliati: "la comunità si impone su di noi, mentre la rete è qualcosa che pensiamo essere noi a creare, noi abbiamo il controllo, ecco la differenza sostanziale".

Altra differenza è il controllo della comunità sull'individuo, la comunità è esigente ma, in questo suo essere sempre presente, ci da "sicurezza". Quindi le moderne "reti" altro non sono che palliativi del nostro bisogno di "comunità". Abbiamo bisogno sia di libertà che di sicurezza: "la libertà senza la sicurezza sarebbe il caos completo, la sicurezza senza libertà sarebbe la schiavitù". Per cui sugli uomini "grava sempre questa maledizione: la costante necessità di scegliere". Nulla è mai acquisito. (Bauman, 2012)

Infermieristica di comunità

Il nursing di comunità viene definito come una filosofia del nursing che guida l'assistenza per gli individui e le famiglie ovunque essi si trovino, incluso dove vivono, lavorano, giocano o vanno a scuola. La pratica è caratterizzata da un orientamento centrato sull'individuo e la famiglia, lo sviluppo di una "partnership" con gli utenti e apprezzamento dei valori della comunità. Nursing di comunità - nursing community care

Il nursing di comunità in inglese può essere tradotto con varie terminologie che possono essere utilizzate come sinonimi: "community health nursing", "public health nursing", "community health nurse", "nursing community care" e "public health nurse".

Le peculiarità dell'infermieristica di comunità sono rappresentate dal fatto che il sapere di base deriva da conoscenze infermieristiche e di salute pubblica; il servizio è rivolto a diversi livelli e quindi all'individuo, alla famiglia, al gruppo ; la sua natura assistenziale si caratterizza da alcuni fattori distintivi:

  • lavorare CON pazienti e famiglia e non per essi;
  • la natura della pratica è olistica, generale, continua e non episodica;
  • l'obiettivo è la promozione e la tutela della salute, dello sviluppo di abilità di autocura e di adattamento all'evoluzione della malattia cronica tramite un'assistenza multidisciplinare.

A livello internazionale, ormai da diversi anni si raccomanda la famiglia come uno degli obiettivi principali dell'assistenza infermieristica. In questo contesto, che rafforza la triade individuo-famiglia-comunità, nasce l'Infermiere di Famiglia e di Comunità definito dal documento Salute 21 della Regione Europea dell'OMS che vede in questa figura poliedrica un ruolo centrale nella comunità, prestando il suo operato al domicilio della persona, al fine di aiutare gli individui ad adattarsi alla malattia e alla disabilità cronica fornendo consulenza rispetto agli stili di vita e fattori di rischio.In Italia, l'infermiere di comunità è l'operatore che mantiene il più stretto contatto con il cittadino ed assicura l'assistenza generale infermieristica in collaborazione con il Medico di Medicina Generale, l'assistente sociale, il fisioterapista, il medico specialista nella cura del dolore, gli assistenti domiciliari e con gli altri operatori professionali sanitari, e sociali presenti sul territorio.

Opera in base alla tipologia del paziente ed alle necessità assistenziali, sia in ambulatorio che al domicilio degli utenti:

a. A domicilio assiste:

  • persone che necessitano di assistenza continuativa
  • persone che sono impossibilitate a recarsi in ambulatorio per malattie acute o per difficoltà a camminare e che necessitano di periodiche prestazioni assistenziali infermieristiche

b. In ambulatorio:

  • persone dimesse da ricovero che necessitano di assistenza infermieristica
  • persone che necessitano di periodiche prestazioni assistenziali infermieristiche
  • persone che richiedono una costante o periodica sorveglianza e follow up

L'infermiere di comunità è uno degli operatori dei servizi territoriali che in modo integrato ed interdisciplinare orienta la sua azione nella valutazione dei processi sociali in corso in una data realtà e concorda azioni di valorizzazione delle risorse di quel gruppo per affrontare i problemi di salute-malattia. Facilita le dimissioni precoci dagli ospedali, fornendo assistenza infermieristica a domicilio ed agisce da tramite tra la famiglia ed il medico di medicina generale in una sinergia terapeutica. Aiuta gli individui ad adattarsi alla malattia o disabilità cronica o nei momenti di stress; consiglia, informa, educa riguardo a stili di vita e fattori di rischio; assiste le famiglie in materia di salute.

Il ruolo dell'infermiere nell'assistenza a domicilio si esprime quindi attraverso:

  • competenze tecniche e cliniche (valutare le necessità assistenziali, gestire con il medico curante le terapie prescritte, monitorare i parametri vitali ... ),
  • competenze relazionali (farsi accettare a domicilio, ascoltare, motivare e sostenere ... ),
  • competenze educative (far apprendere abilità di autocura ... diffondere informazioni corrette .)
  • competenze organizzative e di tutorato (prendere decisioni con il team, rispettare gli ambiti di competenza delle altre professioni, facilitare e attivare diverse figure professionali in base a specifici bisogni del paziente. Supervisionare costantemente le conoscenze e competenze del paziente, del caregiver, dei collaboratori ... ).

Le competenze sono molto simili a quelle esercitate in ambito ospedaliero ma sono influenzate da alcune caratteristiche legate soprattutto al contesto domiciliare, si riporta una breve sintesi di queste.

  • Conoscere la comunità e le sue risorse: l'infermiere domiciliare si pone come punto di riferimento per la famiglia e per la comunità, per questo si privilegia un rapporto stabile dell'infermiere in una zona geografica affinché possa conoscere le caratteristiche e le risorse di quella comunità e nello stesso tempo tutti gli operatori che intervengono in quella zona e vanno a creare una rete formale ed informale, comprese anche le associazioni di volontariato, le case famiglia, i centri diurni, ecc ...
  • Il setting dove si svolge l'assistenza è la casa dell'utente, sede di vita della famiglia, essa rappresenta la cornice materiale e relazionale all'interno della quale avviene l'incontro fra i partner. La relazione professionale è influenzata dal setting, dove l'infermiere è l'ospite pertanto deve utilizzare comportamenti delicati e non invasivi, chiedere il permesso prima di entrare nelle stanze odi utilizzare materiali o luoghi della casa. Nello stesso tempo frequentare per molto tempo la stessa famiglia e lo stesso utente può compromettere la distanza relazionale che caratterizza una relazione professionale sostituendola con un rapporto amicale. Questo è un rischio ben presente nei team infermieristici del territorio e per questo prevedono talvolta delle rotazioni di zona.
  • La centralità dell'utente e l'alleanza con la famiglia sono alla base dell'intervento infermieristico: utenti e famigliari sono coinvolti nelle decisioni terapeutiche, la fatica assistenziale talvolta unisce, altre volta disgrega le famiglie; si possono creare conflitti e tensioni importanti. L'infermiere si allea con la famiglia comunque sia la sua situazione, cerca di comprenderla senza giudicare, ma soprattutto cerca di sostenerla. Uno strumento di partecipazione può essere il contratto nel quale vengono definiti soggetti, risorse, tempi e modalità.
  • Rafforzare e completare l'educazione terapeutica iniziata in ospedale garantendo un monitoraggio rigoroso nel tempo.
  • Autonomia, responsabilità e spirito d'iniziativa sono requisiti fondamentali. Nonostante gli operatori si incontrino settimanalmente nelle riunioni di equipe per condividere le decisioni più importanti, la qualità assistenziale del singolo utente dipende in gran parte dalla competenza, dalla creatività, dall'intuizione e premura del singolo infermiere.
  • Cercarsi informazioni, motivazioni scientifiche, tenersi aggiornati su tecniche e modalità assistenziali nuove, trovare soluzioni creative sono le strategie più frequentemente utilizzate dagli infermieri territoriali. Gli utenti che assistono a domicilio provengono da molti reparti specialistici e presentano patologie, terapie, stomie, presidi molto diversi. La capacità dell'infermiere di contattare i colleghi dei reparti di provenienza e di procurarsi le informazioni necessarie è determinante per risolvere i problemi del paziente.
  • Progettare cambiamenti, attivare sinergie e reti di solidarietà per rompere l'isolamento delle famiglie in difficoltà.
  • Organizzare i materiali, conoscere i presidi, garantire economicità ed evitare sprechi. I malati cronici hanno bisogno di molti materiali e presidi e rappresentano una voce considerevole del bilancio della società, in questo senso trovare soluzioni che comportino anche risparmi diventa un dovere professionale.
  • Tempestività nella risposta e reperibilità per la consulenza al bisogno alla famiglia.
  • Riservatezza e rispetto della privacy. Assistere per molto tempo persone appartenenti alla stessa comunità crea reti di conoscenza e di relazione che possono minare il rapporto infermiere-utente se non viene difeso con determinazione il segreto professionale.

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