Introduzione alla Psicologia Storica
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STORIA DELLA PSICOLOGIA - Legrenzi
INTRODUZIONE
L'approccio storico alla psicologia
Gli psicologi, i ricercatori e psicologi sperimentali, partono da paradigmi diversi per spiegare il
comportamento delle persone; per cui praticano tecniche diverse per capire e modificare il comportamento
degli altri. Tutt'oggi in psicologia si discute su quali metodi privilegiare in funzione delle opzioni teoriche
fatte dai ricercatori o da uno psicologo applicato.
- Storia esterna: è fatta da chi cerca di rispondere a domande del tipo "chi erano quelli che
producono il sapere"?
- Storia interna: consiste nel rintracciare gli sviluppi del sapere di un ramo interno.
Una scienza dipende tanto più dall'esterno quanto più la sua storia interna è condizionata dal contesto
storico e sociale. La scienza dell'uomo nasce in due tappe:
- viene data la possibilità di studiare l'uomo in quanto macchina
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coloro che considerano l'uomo una macchina, il cui funzionamento è regolato dalle leggi della
neurofisiologia e biochimica
- I meccanicisti tendono a privilegiare le classiche tecniche usate in laboratorio,
- e poi viene preso in considerazione l'uomo nella sua globalità.
coloro che considerano l'uomo capace di scopi, aspettative e intenzioni
- mentre coloro che concepiscono il comportamento umano guidato da scopi, privilegiano
l'osservazione delle situazioni in contesti non artificiali e lontani dai canoni delle scienze naturali.
Per quanto riguarda i metodi della psicologia, oggi si è inclini a rivalutare le metodologie del passato, nel
senso che viene valorizzato il ricorso alle tecniche di studio non sperimentale nella psicologia animale e
nella psicologia sociale.
- Lassismo metodologico: atteggiamento permissivo nei confronti di metodologie diverse da quelle
usate in laboratorio. I fautori del lassismo ritengono che lo studio in laboratorio non sia sufficiente
per costruire teorie.
- Pertanto, propongono il ricorso ad altre tecniche, come l'osservazione del comportamento degli
altri nel corso della vita quotidiana, il colloquio clinico, e l'introspezione, cioè l'esame dei processi
psicologici osservati nel corso del loro svolgimento.
- Su questo metodo si è basata la psicologia del senso comune, cioè tutte quelle conoscenze che
guidano il nostro agire e che ci permettono di interagire con gli altri.
- Prospettiva storiograffica classica: la disciplina è nata come scienza autonoma quando si è
incominciato a portare i fenomeni in laboratorio così da poterli analizzare con le consuete
procedure sperimentali
I laboratori e la nascita della psicologia sperimentale
- Wundt apre il suo laboratorio a Lipsia (1789): si istituiscono i laboratori di psicologia e si adotta il
metodo sperimentale; spartiacque tra la psicologia "filosofica" e la psicologia scientifica.
L'episodio del 1796 (il licenziamento di Kinnerbrook, assistente all'osservatorio di Greenwich) può essere
considerato anch'esso un laboratorio di psicologia sperimentale? No, quello che gli mancava, rispetto al
laboratorio di Wundt, non è tanto lo scopo istituzionale (l'osservatorio era stato costituito per altri fini),
quanto il modo di lavorare tipico del laboratorio.
Nel laboratorio di Wundt viene introdotta una divisione del lavoro che caratterizzerà tutta la successiva
storia, quella tra sperimentatore e soggetto. Si preferiscono le risposte immediate, per evitare nel soggetto
il ruolo della riflessione.
- All'inizio del 900, Titchener mette a punto e teorizza due principi:
1. garanzia che lo sperimentatore non influenzi quanto osserva
2. garanzia che il soggetto non venga influenzato dalla conoscenza di quello che si studia.
Sempre parlando di laboratori, col tempo assistiamo ad alcune tendenze:
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- Disumanizzazione: quella che era la tradizionale divisione del lavoro viene riassorbita dal computer.
- Simulazione: il sapere viene costruito tramite la simulazione del fenomeno indagato 3. creazione
artificiale dei fenomeni: in alcuni casi, le risposte non vengono fornite da un soggetto umano ma da
un sistema artificiale che simula un processo che si ritiene interessante.
(Com'è fatta questa storia della psicologia: si prende in considerazione il passato filosofico, ma non si è visto
in esso un'anticipazione di temi e teorie sviluppate poi in sede psicologica).
CAPITOLO 1: LE ORIGINI DELLA PSICOLOGIA
Quando e come può nascere la psicologia
- Il termine psicologia (scienza dell'anima dall'etimo greco) è di invenzione recente, e ancor più
recente è il significato che le viene attribuito. Ancora oggi si disputa se il termine è stato coniato da
Filippo Melantone o da Rodolfo Goclenio.
- E' certo però che il termine nato a cavallo tra XVI e XVII secolo ebbe vita stenta fino al 700, quando
fu ripreso dal filosofo razionalista Christian Wolff, allievo di Leibniz, che descrisse con essa una delle
quattro parti che andavano a costituire la metafisica, le altre essendo l'ontologia, la cosmologia e la
teologia.
Christian Wolff distingueva una:
- psicologia empirica: che doveva occuparsi dei fatti psichici fondati sull'esperienza.
- psicologia razionale: che doveva occuparsi dell'essenza dell'anima e delle sue facoltà.
- Nella seconda metà dell'Ottocento il termine psicologia viene utilizzato per specificare una
disciplina autonoma dalla filosofia. Prima vi erano stati dei tentativi di fondare una scienza
dell'uomo che seguiva gli stessi principi della scienza naturale (tra questi vi sono i tentativi degli
idèlogues francesi e di Cabanis). Un tempo non veniva usato il termine psicologia, si preferiva
parlare di scienza morale, dove per morale si intendevano i fatti psichici, o di scienza dell'uomo o di
antropologia, riferendosi principalmente ad uno studio che comprendesse gli aspetti fisiologici,
psicologici e sociali.
La scienza moderna nasce anche nel momento in cui si esce dal mondo del pressappoco per
entrare nell'universo della precisione.
Pertanto, la storia della psicologia non è una storia di progressiva acquisizione, ma una storia
frammentaria e discontinua. E' quindi una storia di un qualcosa che prima non esisteva e ad un
tratto ha iniziato ad esistere. Una delle ragioni per la quale la psicologia ha avuto un ritardo sviluppo
è che non è stato considerato l'uomo come oggetto di studio scientiffico.
Le condizioni della psicologia
La psicologia nel pensiero greco
Prima di tutto occorre ribadire che in quasi tutte le civiltà antiche non è chiaro il rapporto tra sistema
nervoso e attività psichica. Se dobbiamo cercare una sede somatica dell'attività psichica, questa è collocata
quasi sempre nel cuore. Infatti, troviamo conferma nella:
- scienza egiziana con il papiro di Edwin Smith, conteneva informazioni sul midollo spinale, sui
disturbi periferici e sul rapporto tra danni cerebrali.
- scienza cinese che pone nel cuore lo spirito vitale
- pensiero ebraico che fa derivare dal cuore il pensiero e l'azione
- pensiero greco che sostiene il cuore come principale fonte dell'attività psichica. Da anche
importanza al cervello.
- PITAGORA: distingueva tre facoltà psichiche: intelligenza, passione e ragione.
a. Intelligenza: comune a uomo e animale; collocata nel cervello
b. Passione: comune sia all'uomo che all'animale; collocata nel cuore
c. Ragione: propria solo dell'uomo; collocata nel cervello
Tra i presocratici l'unico che colloca tutte le facoltà psichiche nel cervello è ALCMEONE (scopritore
del nervo ottico).
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- EMPEDOCLE (quattro elementi) sostiene invece che il principio guida dell'attività psichica fosse nel
sangue.
IPPOCRATE DI COS: E' un medico ma è anche un importante filosofo che fonda una vera e propria
scienza dell'uomo, in cui confluiscono osservazioni sociologiche, fisiologiche e psicologiche.
- Il suo contributo è dato soprattutto dalla dottrina caratterologica e per gli studi sugli effetti dei
danni traumatici sul comportamento. Egli ritiene che vi siano quattro umori che corrispondono ai
quattro elementi indicati da Empedocle:
1. Aria che corrisponde al sangue
2. Terra che corrisponde alla bile nera
3. Fuoco che corrisponde alla bile gialla
4. Acqua che corrisponde al flegma
A seconda del prevalere di uno di questi quattro umori sugli altri, la persona svilupperà un proprio
temperamento e cioè sanguigno, melanconico, collerico e flemmatico.
- Questa dottrina si è mantenuta soprattutto per quanto riguarda i temperamenti e non per le basi
umorali. Infatti è stata ripresa da Pavlov, ma in particolare da Eyseck, il quale dimostrò:
1. Collerico corrispondeva al tipo labile ed estroverso
2. Melanconico corrispondeva al tipo labile ed introverso
3. Sanguigno corrispondeva al tipo stabile ed estroverso
4. Flemmatico corrispondeva al tipo stabile ed introverso Ippocrate sostiene che la sede
dell'intelligenza sia il ventricolo sinistro del cuore.
- ARISTOTELE: per lui l'uomo è un'animale e quindi può essere studiato con i metodi della scienza
della natura. Egli vuole costruire accanto una psicologia dell'uomo, anche una psicologia animale ed
infantile.
Il suo trattato "Dell'anima" è il primo testo di psicologia scritto. Per Aristotele il cervello ha solo il
potere di raffreddare il cuore.
- ERASISTRATO: il suo contributo va per le descrizioni anatomiche del sistema nervoso. Fondò la
teoria pneumatica, che poi sarà ripresa da Galeno, in netto contrasto con la teoria di Aristotele. Egli
distingueva:
a. pneuma vitale con sede al cuore
b. pneuma psichico con sede nel cervello
Ha dato la prima formulazione di concetto di riflesso (sviluppato in seguito anch'esso da Galeno).
Dal Medioevo al Rinascimento
Pensiero Romano
La filosofia greca aveva posto tutte le premesse perché si fondasse una scienza dell'uomo, ma non fu cosi
per il pensiero romano.
- PLINIO IL VECCHIO: si interessò dell'uomo solo per segnalare casi mostruosi o meravigliosi. Egli
poneva la sede della mente nel cuore e la mente attraverso il pneuma condotto dalle arterie veniva
portata fino al cervello.
- GALENO: aggiunge ai pneumi di Erasistrato un terzo pneuma, cioè il pneuma ffisico. La sua teoria è
stata accettata fino al XVII secolo, hanno in cui Harvey fece delle ricerche sulla circolazione del
sangue.
Pensiero Medievale
È lontano dallo studio dell'uomo, addirittura ne nega la possibilità. Secondo il medioevo il mondo è
concepito come una gerarchia con all'apice Dio e sotto l'uomo che non viene visto come parte integrante
della natura. Si sottolinea il fatto che non viene rifiutato lo studio della natura, ma è per lo più di tipo
descrittivo. Per molto tempo vengono negati gli studi anatomici e i contraddittori verranno puniti con la
scomunica o con il rogo.
Pensiero Rinascimentale