Storia della psicologia: origini, psicoanalisi e comportamentismo

Documento da Università su Storia della Psicologia - Legrenzi. Il Pdf esplora le origini della disciplina, i metodi di ricerca e le principali teorie come il comportamentismo e la psicoanalisi, utile per lo studio universitario di Psicologia.

Mostra di più

44 pagine

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Introduzione alla Psicologia Storica

Pagina 1 di 43

STORIA DELLA PSICOLOGIA - Legrenzi

INTRODUZIONE

L'approccio storico alla psicologia

Gli psicologi, i ricercatori e psicologi sperimentali, partono da paradigmi diversi per spiegare il comportamento delle persone; per cui praticano tecniche diverse per capire e modificare il comportamento degli altri. Tutt'oggi in psicologia si discute su quali metodi privilegiare in funzione delle opzioni teoriche fatte dai ricercatori o da uno psicologo applicato.

  1. Storia esterna: è fatta da chi cerca di rispondere a domande del tipo "chi erano quelli che producono il sapere"?
  2. Storia interna: consiste nel rintracciare gli sviluppi del sapere di un ramo interno.

Una scienza dipende tanto più dall'esterno quanto più la sua storia interna è condizionata dal contesto storico e sociale. La scienza dell'uomo nasce in due tappe:

  1. viene data la possibilità di studiare l'uomo in quanto macchina 1 coloro che considerano l'uomo una macchina, il cui funzionamento è regolato dalle leggi della neurofisiologia e biochimica
  • I meccanicisti tendono a privilegiare le classiche tecniche usate in laboratorio,
  1. e poi viene preso in considerazione l'uomo nella sua globalità. coloro che considerano l'uomo capace di scopi, aspettative e intenzioni
    • mentre coloro che concepiscono il comportamento umano guidato da scopi, privilegiano l'osservazione delle situazioni in contesti non artificiali e lontani dai canoni delle scienze naturali.

    Per quanto riguarda i metodi della psicologia, oggi si è inclini a rivalutare le metodologie del passato, nel senso che viene valorizzato il ricorso alle tecniche di studio non sperimentale nella psicologia animale e nella psicologia sociale.

    1. Lassismo metodologico: atteggiamento permissivo nei confronti di metodologie diverse da quelle usate in laboratorio. I fautori del lassismo ritengono che lo studio in laboratorio non sia sufficiente per costruire teorie.
    • Pertanto, propongono il ricorso ad altre tecniche, come l'osservazione del comportamento degli altri nel corso della vita quotidiana, il colloquio clinico, e l'introspezione, cioè l'esame dei processi psicologici osservati nel corso del loro svolgimento.
    • Su questo metodo si è basata la psicologia del senso comune, cioè tutte quelle conoscenze che guidano il nostro agire e che ci permettono di interagire con gli altri.
    1. Prospettiva storiograffica classica: la disciplina è nata come scienza autonoma quando si è incominciato a portare i fenomeni in laboratorio così da poterli analizzare con le consuete procedure sperimentali

    I laboratori e la nascita della psicologia sperimentale

    • Wundt apre il suo laboratorio a Lipsia (1789): si istituiscono i laboratori di psicologia e si adotta il metodo sperimentale; spartiacque tra la psicologia "filosofica" e la psicologia scientifica.

    L'episodio del 1796 (il licenziamento di Kinnerbrook, assistente all'osservatorio di Greenwich) può essere considerato anch'esso un laboratorio di psicologia sperimentale? No, quello che gli mancava, rispetto al laboratorio di Wundt, non è tanto lo scopo istituzionale (l'osservatorio era stato costituito per altri fini), quanto il modo di lavorare tipico del laboratorio.

    Nel laboratorio di Wundt viene introdotta una divisione del lavoro che caratterizzerà tutta la successiva storia, quella tra sperimentatore e soggetto. Si preferiscono le risposte immediate, per evitare nel soggetto il ruolo della riflessione.

    • All'inizio del 900, Titchener mette a punto e teorizza due principi: 1. garanzia che lo sperimentatore non influenzi quanto osserva 2. garanzia che il soggetto non venga influenzato dalla conoscenza di quello che si studia.

    Sempre parlando di laboratori, col tempo assistiamo ad alcune tendenze:

    Pagina 2 di 43

    1. Disumanizzazione: quella che era la tradizionale divisione del lavoro viene riassorbita dal computer.
    2. Simulazione: il sapere viene costruito tramite la simulazione del fenomeno indagato 3. creazione artificiale dei fenomeni: in alcuni casi, le risposte non vengono fornite da un soggetto umano ma da un sistema artificiale che simula un processo che si ritiene interessante.

    (Com'è fatta questa storia della psicologia: si prende in considerazione il passato filosofico, ma non si è visto in esso un'anticipazione di temi e teorie sviluppate poi in sede psicologica).

    CAPITOLO 1: LE ORIGINI DELLA PSICOLOGIA

    Quando e come può nascere la psicologia

    • Il termine psicologia (scienza dell'anima dall'etimo greco) è di invenzione recente, e ancor più recente è il significato che le viene attribuito. Ancora oggi si disputa se il termine è stato coniato da Filippo Melantone o da Rodolfo Goclenio.
    • E' certo però che il termine nato a cavallo tra XVI e XVII secolo ebbe vita stenta fino al 700, quando fu ripreso dal filosofo razionalista Christian Wolff, allievo di Leibniz, che descrisse con essa una delle quattro parti che andavano a costituire la metafisica, le altre essendo l'ontologia, la cosmologia e la teologia.

    Christian Wolff distingueva una:

    1. psicologia empirica: che doveva occuparsi dei fatti psichici fondati sull'esperienza.
    2. psicologia razionale: che doveva occuparsi dell'essenza dell'anima e delle sue facoltà.
      • Nella seconda metà dell'Ottocento il termine psicologia viene utilizzato per specificare una disciplina autonoma dalla filosofia. Prima vi erano stati dei tentativi di fondare una scienza dell'uomo che seguiva gli stessi principi della scienza naturale (tra questi vi sono i tentativi degli idèlogues francesi e di Cabanis). Un tempo non veniva usato il termine psicologia, si preferiva parlare di scienza morale, dove per morale si intendevano i fatti psichici, o di scienza dell'uomo o di antropologia, riferendosi principalmente ad uno studio che comprendesse gli aspetti fisiologici, psicologici e sociali.

      La scienza moderna nasce anche nel momento in cui si esce dal mondo del pressappoco per entrare nell'universo della precisione.

      Pertanto, la storia della psicologia non è una storia di progressiva acquisizione, ma una storia frammentaria e discontinua. E' quindi una storia di un qualcosa che prima non esisteva e ad un tratto ha iniziato ad esistere. Una delle ragioni per la quale la psicologia ha avuto un ritardo sviluppo è che non è stato considerato l'uomo come oggetto di studio scientiffico.

      Le condizioni della psicologia

      La psicologia nel pensiero greco

      Prima di tutto occorre ribadire che in quasi tutte le civiltà antiche non è chiaro il rapporto tra sistema nervoso e attività psichica. Se dobbiamo cercare una sede somatica dell'attività psichica, questa è collocata quasi sempre nel cuore. Infatti, troviamo conferma nella:

      • scienza egiziana con il papiro di Edwin Smith, conteneva informazioni sul midollo spinale, sui disturbi periferici e sul rapporto tra danni cerebrali.
      • scienza cinese che pone nel cuore lo spirito vitale
      • pensiero ebraico che fa derivare dal cuore il pensiero e l'azione
      • pensiero greco che sostiene il cuore come principale fonte dell'attività psichica. Da anche importanza al cervello.
      • PITAGORA: distingueva tre facoltà psichiche: intelligenza, passione e ragione. a. Intelligenza: comune a uomo e animale; collocata nel cervello b. Passione: comune sia all'uomo che all'animale; collocata nel cuore c. Ragione: propria solo dell'uomo; collocata nel cervello

      Tra i presocratici l'unico che colloca tutte le facoltà psichiche nel cervello è ALCMEONE (scopritore del nervo ottico).

      Pagina 3 di 43

      • EMPEDOCLE (quattro elementi) sostiene invece che il principio guida dell'attività psichica fosse nel sangue.

      IPPOCRATE DI COS: E' un medico ma è anche un importante filosofo che fonda una vera e propria scienza dell'uomo, in cui confluiscono osservazioni sociologiche, fisiologiche e psicologiche.

      • Il suo contributo è dato soprattutto dalla dottrina caratterologica e per gli studi sugli effetti dei danni traumatici sul comportamento. Egli ritiene che vi siano quattro umori che corrispondono ai quattro elementi indicati da Empedocle: 1. Aria che corrisponde al sangue 2. Terra che corrisponde alla bile nera 3. Fuoco che corrisponde alla bile gialla 4. Acqua che corrisponde al flegma

      A seconda del prevalere di uno di questi quattro umori sugli altri, la persona svilupperà un proprio temperamento e cioè sanguigno, melanconico, collerico e flemmatico.

      • Questa dottrina si è mantenuta soprattutto per quanto riguarda i temperamenti e non per le basi umorali. Infatti è stata ripresa da Pavlov, ma in particolare da Eyseck, il quale dimostrò: 1. Collerico corrispondeva al tipo labile ed estroverso 2. Melanconico corrispondeva al tipo labile ed introverso 3. Sanguigno corrispondeva al tipo stabile ed estroverso 4. Flemmatico corrispondeva al tipo stabile ed introverso Ippocrate sostiene che la sede dell'intelligenza sia il ventricolo sinistro del cuore.
      • ARISTOTELE: per lui l'uomo è un'animale e quindi può essere studiato con i metodi della scienza della natura. Egli vuole costruire accanto una psicologia dell'uomo, anche una psicologia animale ed infantile.

      Il suo trattato "Dell'anima" è il primo testo di psicologia scritto. Per Aristotele il cervello ha solo il potere di raffreddare il cuore.

      • ERASISTRATO: il suo contributo va per le descrizioni anatomiche del sistema nervoso. Fondò la teoria pneumatica, che poi sarà ripresa da Galeno, in netto contrasto con la teoria di Aristotele. Egli distingueva: a. pneuma vitale con sede al cuore b. pneuma psichico con sede nel cervello

      Ha dato la prima formulazione di concetto di riflesso (sviluppato in seguito anch'esso da Galeno).

      Dal Medioevo al Rinascimento

      Pensiero Romano

      La filosofia greca aveva posto tutte le premesse perché si fondasse una scienza dell'uomo, ma non fu cosi per il pensiero romano.

      • PLINIO IL VECCHIO: si interessò dell'uomo solo per segnalare casi mostruosi o meravigliosi. Egli poneva la sede della mente nel cuore e la mente attraverso il pneuma condotto dalle arterie veniva portata fino al cervello.
      • GALENO: aggiunge ai pneumi di Erasistrato un terzo pneuma, cioè il pneuma ffisico. La sua teoria è stata accettata fino al XVII secolo, hanno in cui Harvey fece delle ricerche sulla circolazione del sangue.
      Pensiero Medievale

      È lontano dallo studio dell'uomo, addirittura ne nega la possibilità. Secondo il medioevo il mondo è concepito come una gerarchia con all'apice Dio e sotto l'uomo che non viene visto come parte integrante della natura. Si sottolinea il fatto che non viene rifiutato lo studio della natura, ma è per lo più di tipo descrittivo. Per molto tempo vengono negati gli studi anatomici e i contraddittori verranno puniti con la scomunica o con il rogo.

      Pensiero Rinascimentale

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.