Assistenza infermieristica alla persona con apparecchio gessato

Slide sull'assistenza infermieristica alla persona con apparecchio gessato. Il Pdf esamina le diverse tipologie di gesso, come il gesso chiuso, la doccia gessata e il gesso da carico, evidenziando i vantaggi del gesso in fibra di vetro. Utile per studenti universitari di infermieristica.

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44 pagine

INFERMIERISTICA CLINICA APPLICATA
INTEGRATIVO DI INFERMIERISTICA CLINICA APPLICATA 2
ANNO ACCADEMICO 2023-2024
ASSISTENZA INFERMIERISTICA
ALLA PERSONA CON APPARECCHIO GESSATO
Docente: Dott.ssa Deborah Taramella
APPARECCHIO GESSATO
L’apparecchio gessato è un bendaggio rigido
Scopo: immobilizzare la riduzione dei segmenti ossei fratturati
In generale le articolazioni prossimali e distali all’area da
immobilizzare sono incluse nell’ingessatura

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INFERMIERISTICA CLINICA APPLICATA

INTEGRATIVO DI INFERMIERISTICA CLINICA APPLICATA 2 ANNO ACCADEMICO 2023-2024

ASSISTENZA INFERMIERISTICA ALLA PERSONA CON APPARECCHIO GESSATO

Docente: Dott.ssa Deborah Taramella

APPARECCHIO GESSATO

L'apparecchio gessato è un bendaggio rigido Scopo: immobilizzare la riduzione dei segmenti ossei fratturati In generale le articolazioni prossimali e distali all'area da immobilizzare sono incluse nell'ingessatura

TIPI DI GESSI PIU' COMUNI

APPARECCHI GESSATI PER L'ARTO SUPERIORE

Ingessatura lunga del braccio o gomitiera si estende dalla fossa ascellare alla piega palmare, il gomito è immobilizzato ad angolo retto. IMMOBILIZZA IL GOMITO. Ingessatura corta del braccio o antibrachiale si estende dal gomito, lasciando libera l'articolazione, alla piega palmare, viene fissata intorno al pollice. IMMOBILIZZA IL POLSO.

Apparecchi gessati per l'arto inferiore

Ingessatura lunga della gamba o gambalone si estende dal terzo medio della coscia alla base delle dita, il ginocchio può essere lievemente flesso, il piede ad angolo retto rispetto alla caviglia. IMMOBILIZZA LA GAMBA. Ginocchiera si estende dalla radice della coscia ai malleoli esclusi. IMMOBILIZZA IL GINOCCHIO. Ingessatura corta della gamba o gambaletto si estende da sotto il ginocchio alla base delle dita, il piede è ad angolo retto in posizione neutrale. IMMOBILIZZA CAVIGLIA E PIEDE.

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Gesso intero

Doccia gessata

Gesso da carico

I gessi sono realizzati su misura sotto forma di calchi che poi solidificano. Devono adattarsi correttamente alla forma dell'arto leso per fornirgli il miglior supporto possibile. .Gesso chiuso o "intero": totalmente avvolgente, fornisce maggior stabilità all'arto consentendo solo micromovimenti. Eꞌ il gesso di scelta per il trattamento delle fratture. ·Gesso aperto detto anche "doccia gessata": la superficie rigida avvolgerà solo metà dell'arto infortunato. Usata solo nel caso in cui l'arto sia particolarmente gonfio, se vi sono ferite della pelle da controllare che non devono essere chiuse nel gesso per un lungo periodo. La doccia gessata è solo temporanea, venendo poi sostituita con un gesso chiuso, in quanto lascia troppa libertà di movimento ai frammenti di frattura. ·Gesso da carico: è una modalità di confezionare un gesso per l'arto inferiore che consente di camminare. In questi casi si rinforza la suola con l'utilizzo di un "tacco" di plastica o di legno.

GESSO IN FIBRA DI VETRO

Il gesso raggiunge la massima rigidità in pochi minuti. La fibra di vetro è più leggera, si può portare più a lungo e "respira" meglio del gesso. I raggi X sono in grado di "vedere attraverso" la vetroresina meglio del gesso.

GESSO IN AMIDO

il gesso si consolida in circa 15 - 20 minuti, occorrono 24 - 72 ore per asciugarsi completamente - esporre il gesso a una buona ventilazione ambiente - non coprirlo con indumenti o coperte - non maneggiarlo con le dita ma con il palmo della mano - non appoggiarlo a superfici rigide o spigolose perché può deformarsi - è più indicato quando si devono ridurre le fratture durante la fase di confezionamento dell'apparecchio gessato, come spesso accade nelle frattura di polso, oppure dopo un intervento chirurgico quando si prevede un eccessivo gonfiore dell'arto. In questi casi il gesso è consigliabile rispetto alla vetroresina, perchè essendo più morbido, si adatta meglio alle variazioni del volume interno. Un'ingessatura umida è grigia, fredda al tatto, ha un odore di umidità e alla percussione produce un rumore sordo Un'ingessatura secca è bianca, lucida, dura, senza odore e risonante alla percussione

VALUTARE LO STATO NEUROVASCOLARE PERIFERICO

Riconoscere precocemente le alterazioni e informare immediatamente il medico L'edema persistente può causare un'insufficienza vascolare e una compressione dei nervi che può esitare in SINDROME COMPARTIMENTALE: aumento della pressione all'interno di un compartimento muscolare con diminuzione della microcircolazione, anossia e necrosi di muscoli e nervi elevare l'estremità a un livello inferiore a quello del cuore per assicurare la perfusione arteriosa

ALLEVIARE IL DOLORE

da trauma, è controllabile con: - IMMOBILIZZAZIONE - ANTIDOLORIFICI dolore e tensione in sede di prominenza ossea da compressione del gesso (LDP): - FENESTRARE IL GESSO DOLORE da edema secondario a trauma, è controllabile con: - ELEVAZIONE continuo, intrattabile, non controllabile da eccessiva costrizione del gesso (compromissione neurovascolare, sindrome compartimentale): - INFORMARE L'ORTOPEDICO SEZIONE DELL'INGESSATURA. - TAGLIO LONGITUDINALE DEL GESSO O L- TAGLIO A VALVA DEL GESSO

MANTENERE IL TONO E IL TROFISMO MUSCOLARE

Esercizi isometrici dei muscoli compresi nell'ingessatura 10 VOLTE/ORA DURANTE LA VEGLIA MANTENERE LA CONTRAZIONE PER 5/10 SECONDI "spingere" con il ginocchio per la contrazione dei quadricipiti (ingessatura gamba) "fare il pugno" (ingessatura braccio) Muovere le dita di mani o piedi (gessi arto superiore o inferiore) Esercizi attivi delle articolazioni non immobilizzate

LE IMMOBILIZZAZIONI PERMANENTI

Permangono fino alla completa guarigione della frattura: di posizione: hanno lo scopo di mantenere la posizione neutra e fisiologica dell'arto (fratture composte, distorsioni severe, dopo intervento chirurgico per una maggiore stabilità; di riduzione: nelle fratture scomposte, che non necessitano di intervento chirurgico dopo la riduzione.

OBIETTIVI delle immobilizzazioni permanenti

attenuare il dolore; favorire il processo riparativo; ridurre le complicanze.

LE IMMOBILIZZAZIONI PERMANENTI

L'apparecchio gessato costituisce una valida forma di contenzione per le fratture, sia ridotte manualmente che chirurgicamente, o solo come forma di immobilizzazione. Il materiale usato per raggiungere questo scopo ha subito un'evoluzione nei secoli; nel 1872 A. Matheysen, medico militare, propose l'utilizzo di garze imbevute di poltiglia di gesso per ottenere un bendaggio modellabile che alla fine potesse indurirsi. Oggi trovano applicazione per un gran numero di immobilizzazioni, gessi in resina sintetica e tutori ortopedici già pronti all'uso.

LE IMMOBILIZZAZIONI PERMANENTI

Il confezionamento di un apparecchio gessato richiede: conoscenza del materiale che sarà utilizzato la posizione funzionale da far assumere al paziente durante l'esecuzione la procedura di esecuzione. L'infermiere deve conoscere quali difetti può presentare un gesso al fine di prevenire e correggere. L'infermiere che si presta ad eseguire una contenzione gessata, provvederà, come prima, cosa a preparare il materiale. La gestione del gesso deve avvenire in un luogo appropriato: la Sala Gessi .

BENDA GESSATA

garza in cotone impregnata di polvere di gesso (solfato di calcio). Quando la polvere di gesso s'idrata, per una reazione esotermica ritorna allo stato cristallino (CaSO42H2O) con notevole porosità ed alta resistenza al carico. Le fasce gessate sono confezionate in rotoli di varie misure o in stecche gessate di diversa larghezza, confezionate a fisarmonica in 4-5 strati

BENDA IN RESINA

Fibra di vetro impregnata di resina poliuretanica. >Permettono un'immobilizzazione rigida in breve tempo, sono confezionate in rotoli di diversa larghezza. Vantaggi: > peso inferiore con possibilità di carico dopo 30 minuti >idrorepellente. Svantaggi: >costosa, di applicazione più difficile che necessita di guanti per la presenza della resina. >meno porosa del gesso, rende difficoltoso lo scambio di umidità con l'esterno, quindi se si bagna internamente, non si asciuga. >i bordi sono più taglienti, hanno scarse possibilità di correzione

GESSO

Maggiore peso Rischio di rottura in caso di carico precoce Idrosolubile Minore radio-trasparenza Bassi costi Poroso Altamente modellabile Tempi di asciugatura maggiori Minimo sviluppo di calore

RESINA

Peso ridotto Possibilità carico precoce Resistente all'acqua Maggior radio-trasparenza Costi più elevati Scarsa porosità Scarsa modellabità Tempi di asciugatura rapidi Alterazioni esotermiche

ZONE MENO PROTETTE

PROCESSO STILOIDEO DEL RADIO ARTERIA RADIALE PROCESSO STILOIDEO DELL'ULNA CLAVICOLA ACROMION EPICONDILO LATERALE DELL'OMERO OLECRANO NERVO ULNARE VENA BRACHIALE PLESSO BRACHIALE SPINA DELLA SCAPOLA STERNO NERVO RADIALE EPICONDILO MEDIALE DELL'OMERO ARTERIA BRANCHIALE, VENA BRANCHIALE SPINA ILIACA ANTERIORE ARTERIA ULNARE SACRO, SINFISI PUBICA GRANDE TROCANTERE NERVO SCIATICO ARTERIA FEMORALE EPICONDILO LATERALE DEL FEMORE ROTULA EPICONDILO MEDIALE DEL FEMORE TESTA DEL PERONE NEVO TIBIALE ARTERIA TIBIALE CRESTA ANTERIORE DELLA TIBIA ARTERIA PERONEALE MALLEOLO MEDIALE (TIBIALE) TENDINE D'ACHILLE MALLEOLO LATERALE (PERONALE) ARTERIA DORSALE DEL PIEDE

LESIONI DA PRESSIONE

si possono formare sotto il gesso a livello di prominenze ossee nei punti di compressione del gesso Rilevare: odore emanante dall'ingessatura e macchie ematiche o sierose o purulente sull'ingessatura, monitorando il cambiamento di dimensione; Fenestrare il gesso e rinnovare la medicazione di LDP; di ferite o abrasioni preesistenti; Osservare le lesioni cutanee durante la medicazione.

L'immobilizzazione prolungata provoca una perdita di funzionalità all'articolazione interessata Far assumere una posizione funzionale all'arto da ingessare facilita il recupero della mobilità. La posizione funzionale si trova a circa metà dell'ampiezza massima di escursione dell'articolazione. Alcune patologie ortopediche richiedono un'immobilizzazione in estensione (lesioni tendinee), vanno decise sul campo.

LESIONI DA PRESSIONE

70190 20-40" posizione funzionale 20-402 posizione protettiva 10-15 b

POSIZIONE FUNZIONALE

PREPARAZIONE DELLA PERSONA

Informare la persona Togliere gli indumenti dall'area da ingessare Togliere anelli, orologio, bracciali (possono costringere) Rimuovere lo smalto se presente Accertamento dello stato neurovascolare periferico Igiene dell'area da ingessare se possibile Accertare la presenza e medicare ferite, abrasioni, ecc ...

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