Documento sulla lezione di ricerca sociale e osservazione partecipante. Il Pdf, un appunto universitario di Psicologia, esplora la ricerca sociale come attività scientifica empirica, i paradigmi scientifici e le tecniche di osservazione partecipante, incluse le modalità e le aree di applicazione.
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Possiamo quindi dire che la ricerca sociale:
È conoscenza scientifica (diversa da quella prodotta dalle scienze naturali) perché si basa su una METODOLOGIA e su PROCEDURE (TECNICHE) condivise, controllabili, validate e riconosciute dalla comunità scientifica di riferimento. Non si può fare di testa propria: è necessario che le procedure adottate chiamate TECNICHE DI RICERCA siano tracciabili e verificabili da altri, garantendo così la possibilità di controllo e riproduzione dei risultati. Ma l'attività di ricerca non deve essere burocratizzata, seguendo le procedure ma lasciando ampio spazio al carattere soggettivo della ricerca e innovazione metodologica.
1Weber: «la conoscenza della metodologia non è il presupposto di un lavoro fecondo più di quanto la conoscenza dell'anatomia sia il presupposto di una corretta postura» Dice che la differenza tra tecnica e metodologia è il fatto che possono assumere la postura corretta mentre cammino senza sapere nulla di anatomia umana. Esattamente come posso utilizzare bene le tecniche di ricerca senza conoscere le metodologie. Attenzione: la tecnica è nulla senza l'ispirazione artistica. Nel nostro caso: la tecnica è inutile senza «l'immaginazione sociologica»
Rottura di paradigma, Nuovo paradigma - scienza normale Paradigma X - Scienza normale - conoscenza per accumulazione Rivoluzione scientifica conoscenza per accumulazione
Ontologia Realismo "ingenuo". La realtà sociale è "reale" e conoscibile (come se si trattasse di una cosa) Epistemologia Dualismo (lo studioso e l'oggetto di studio sono indipendenti) Oggettività: lo studioso può studiare "il fatto sociale" senza influenzarlo. Risultati "veri". La conoscenza assume la forma di leggi fondate su relazioni di causa-effetto che esistono nella realtà indipendentemente se qualcuno le osserva. Obiettivo spiegazione Metodologia Sperimentale - Manipolativa (scienze naturali) Distacco - osservatore osservato Prevalentemente induzione (dal particolare osservato empiricamente alle leggi generali) Tecniche quantitative: analisi per variabili
Realismo "critico" la realtà sociale è reale ma è conoscibile solo in modo imperfetto e probabilistico Dualismo: lo studioso può modificare l'oggetto di studio e quindi modificarne gli effetti Oggettività: rimane l'obiettivo ideale ma può essere raggiunto solo in modo approssimativo Risultati probabilisticamente veri e leggi provvisorie aperte a revisioni Si muove per enunciati di possibilità: Se accade A è possibile che accade anche B Obiettivo: spiegazione Linguaggio delle variabili ma apertura a metodi qualitativi Prevalentemente deduzione: dal generale al particolare (dalla teoria->ipotesi-> falsificazione delle ipotesi
Costruttivismo: il mondo conoscibile è quello dei significati attribuiti dagli individui. Relativismo (esistono realtà multiple che variano nella forma, nel contenuto fra individui, gruppi, culture ecc. Non esiste una realtà sociale valida per tutti (realtà assoluta) ma molteplici in quanto molteplici sono le prospettive con cui le persone guardano e comprendono il mondo Non dualismo - interdipendenza tra studioso e oggetto di studio Non oggettività Non risultati veri e leggi ma scienza interpretativa in cerca di significati L'obiettivo è comprendere (la spiegazione può esserci come parte della comprensione). Non spiegare un comportamento ma comprenderne il significato che un soggetto gli attribuisce. Interazione empatica (comprendere l'altro/a) tra studioso e studiato considerata alla base della conoscenza. Interpretazione Induzione (la conoscenza emerge dalla realtà studiata) Tecniche qualitative (analisi per soggetti)
questi approcci hanno delle sostanziali differenze anche nei metodi e spesso non sono totalmente ricomponibili.
Attenzione! Presentiamo modelli puri di ricerche quantitative e qualitative, nella realtà esistono molte sfumature
Relazione tra teoria e la ricerca empirica molto strutturata. Si parte dalla deduzione (dalla teoria cerco delle ipotesi per verificare la fondatezza delle stesse). 3 L'obiettivo si muove nel contesto della giustificazione, i dati servono a sostenere o invalidare una teoria precedentemente formulata. Importante è la revisione della letteratura: analisi critica e sintetica delle ricerche e delle fonti esistenti su un determinato argomento -) scopo di identificare tendenze, lacune e contributi rilevanti.
La relazione tra teoria e ricerca empirica è intrecciata -) processo di circolarità della ricerca. Approccio dell'induzione, dall'osservazione creo e modifico la teoria (in alcuni casi la formulazione della teoria è deliberatamente evitata per far si che il ricercatore vada nel campo privo di ogni lente di lettura della realtà) Si da meno importanza all'analisi della letteratura e si ha un contesto di comprensione (i dati servono prima di tutto a comprendere).
elemento costitutivo della teoria. È strumento teorico che aiuta a spiegare fenomeni sociali complessi. Viene usato per definire e organizzare idee su comportamenti, strutture e dinamiche sociali. Es. concetto di «disuguaglianza» -) nella ricerca quantitativa descrive una situazione in cui risorse e opportunità sono distribuite in modo ineguale tra gruppi sociali e/o individui con una certa ricorrenza.
insieme di concetti e proposizioni correlate che spiegano e/o interpretano fenomeni sociali. Es. Teoria del capitale umano: la disuguaglianza (concetto) si genera in base alle differenze nell'investimento in istruzione, competenze e formazione. Le persone con livelli più alti di capitale umano ottengono lavori meglio remunerati e posizioni più elevate nella società, mentre chi ha un capitale umano inferiore rimane in posizioni più svantaggiate (proposizione).
Ricerca quantitativa: la traduzione dei concetti in variabili misurabili avviene prima dell'inizio della ricerca. Ricerca qualitativa: i concetti sono orientati o sensibilizzati, vengono definiti in termini teorici e servono a guidare l'analisi e non sono misurabili o ridotti a variabili.