Il vomito: fisiopatologia, patogenesi, osservazione e assistenza al paziente

Slide da Tor Vergata Università degli Studi di Roma su Il Vomito. La Pdf esplora la fisiopatologia e patogenesi del vomito, fornendo indicazioni sull'osservazione e l'assistenza al paziente, utile per studenti universitari.

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16 pagine

IL VOMITO
Infermieristica Clinica
Docente Emma Mancini
emma.mancini@aslroma6.it
Fisiopatologia Patogenesi
osservazione del vomito
assistenza al paziente che vomita
NAUSEA: DEFINIZIONE E FISIOPATOLOGIA
NAUSEA: “Sensazione dell’imminente desiderio di vomitare”
Questa definizione sottolinea il suo carattere soggettivo quindi
di un’elaborazione psichica di alcune sensazioni e il fatto che
essa preceda temporalmente il vomito anche se non
necessariamente debba da questo essere seguita.
La nausea è accompagnata usualmente da disturbi vasomotori
a carico del sistema nervoso vegetativo quali la debolezza, la
salivazione, il pallore, la tachipnea come pure da bradicardia e
da ipotensione.
La cefalea può anche essere associata alla nausea.
Esiste cioè un centro corticale
specifico che viene stimolato e da
cui partono riflessi neurovegetativi
che si accompagnano alla nausea.
Questa può associarsi anche ad
aumento della pressione
endocranica, a patologie toraciche
e addominali, a sintomatologia
dolorosa severa, a farmaci o a
stimoli a partenza dell’apparato
vestibolare.
E’ quindi concepibile che esistono degli impulsi provenienti da
recettori periferici che vengono portati attraverso vie afferenti,
al sistema nervoso centrale che siano capaci di stimolare sia il
centro del vomito sia quello della nausea e che quest’ultima sia
strettamente legata al primo ma presenta una soglia di
stimolazione più bassa.

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Infermieristica Clinica

Docente Emma Mancini emma.mancini@aslroma6.it

Il vomito

Nausea: definizione e fisiopatologia

NAUSEA: "Sensazione dell'imminente desiderio di vomitare" Questa definizione sottolinea il suo carattere soggettivo quindi di un'elaborazione psichica di alcune sensazioni e il fatto che essa preceda temporalmente il vomito anche se non necessariamente debba da questo essere seguita. La nausea è accompagnata usualmente da disturbi vasomotori a carico del sistema nervoso vegetativo quali la debolezza, la salivazione, il pallore, la tachipnea come pure da bradicardia e da ipotensione. La cefalea può anche essere associata alla nausea. E' quindi concepibile che esistono degli impulsi provenienti da recettori periferici che vengono portati attraverso vie afferenti, al sistema nervoso centrale che siano capaci di stimolare sia il centro del vomito sia quello della nausea e che quest'ultima sia strettamente legata al primo ma presenta una soglia di stimolazione più bassa. Esiste cioè un centro corticale specifico che viene stimolato e da cui partono riflessi neurovegetativi che si accompagnano alla nausea. Questa può associarsi anche ad aumento della pressione endocranica, a patologie toraciche e addominali, a sintomatologia dolorosa severa, a farmaci o a stimoli a partenza dell'apparato vestibolare.

Vomito: definizione e fisiopatologia

VOMITO: "Espulsione forzata del contenuto gastrico attraverso la bocca Il vomito è spesso preceduto da nausea , da ipersalivazione e da conati. Si realizza per una violenta contrazione del diaframma e dei muscoli addominali. Questo porta alla compressione dello stomaco e del suo contenuto. La contemporanea contrazione della muscolatura pilorica e il rilasciamento di quella cardiale favorisce il passaggio del contenuto gastrico nell'esofago e da qui nel faringe Il vomito è un atto riflesso in cui lo stimolo può originare in varie zone del corpo:

  • a livello dell'apparato digerente
  • Vestibolare
  • di tutti i visceri e del SNC
  • e per stimoli portati direttamente sulle zone chemorecettoriali (farmaci). Si è infatti scoperto un gruppo di neuroni disposto nel pavimento del IV ventricolo chiamato centro chemorecettoriale. Lo stimolo raggiunge tramite il vago il centro del vomito situato nel bulbo da qui l'impulso motorio ritorna tramite i nervi frenici al diaframma, tramite i nervi intercostali alla parete addominale e tramite il vago al cardias determinandone l'apertura. Il centro bulbare del vomito può essere attivato anche da cause ormonali o metaboliche

Rigurgito

Il vomito si differenzia dal rigurgito - piuttosto comune nei neonati e nei bambini piccoli, soprattutto nei primi 6 mesi di vita - che consiste invece nella risalita di piccole quantità di contenuto gastrico nella bocca, senza che ci siano però nausea e contrazione dell'addome. Il rigurgito può verificarsi in concomitanza del "ruttino" ed essere dovuto ad un'alimentazione eccessiva o al fatto che i bambini nutrendosi rapidamente ingoiano molta aria.

Cause del vomito

Cause legate all'apparato digerente (di origine organica e/o funzionale):

  1. occlusione intestinale
  2. gastroparesi
  3. ascite
  4. stipsi
  5. gastrite
  6. ulcera gastrica, duodenale
  7. affezioni epatobiliari.

Cause non legate all' apparato digerente:

  1. tossicità da farmaci
  2. chemioth, antibiotici, oppioidi, antinfiammatori (FANS), antidepressivi (soprattutto SRI), digitale;
  3. metaboliche (dovute a insufficienza epatica /renale, iperglicemia, ipercalcemia, ... )
  4. iertensione endocranica (di solito vomito, non necessariamente nausea)
  5. affezioni vestibolari
  6. cause ormonali cause infettive sistemiche o anche locali (es. candidosi cavo orale)
  7. legate a episodi di tosse
  8. Diselettrolitemia
  9. Disidratazione
  10. psicogene CASSISTENZA INFERMIERISTICA valutare Paziente con nausea/vomito curare con interventi specifici informare

Valutare il paziente

  1. Compiere un'adeguata raccolta dati che consenta di individuare i fattori scatenanti (vedi "cause");
  2. Individuare con il paziente i tempi ed i modi d'insorgenza della nausea e del vomito;
  3. Conoscere il tipo di farmaci che sta assumendo;
  4. Verificare come il paziente riesce a gestire psicologicamente ricorrenti episodi di vomito o la nausea continua.

Curare con interventi specifici

  1. Evitare o ridurre i fattori in grado di stimolare l'insorgenza della nausea, garantendo un ambiente privo di stimoli fastidiosi (es. forti rumori, luce accecante, visite numerose, odori forti).
  2. Assistere il paziente durante gli episodi di vomito; prestare particolare attenzione alla respirazione che dovrebbe essere profonda e regolare; far entrare aria fresca in camera; fornirgli l'occorrente per risciacquare la bocca.
  3. A dipendenza delle cause e della gravità dei sintomi il paziente può comunque continuare a bere e ad alimentarsi.
  4. Aiutare il paziente a verbalizzare quelle che sono le proprie sensazioni per trovare delle soluzioni a lui adeguate. Dovrebbe evitare inoltre di portare abiti stretti che esercitano pressione a livello addominale e/o toracale. Se vi è l'indicazione provvedere ad un'adeguata somministrazione di antiemetici e farmaci coadiuvanti spiegando al paziente ed ai familiari l'importanza del rispetto degli orari e dei dosaggi (evitare somministrazioni al bisogno). Rivalutare a scadenze definite l'efficacia della terapia istaurata. E' dalla suddetta valutazione iniziale e conseguente rivalutazione delle condizioni del paziente che l'équipe sanitaria può proporre, in presenza di vomito incoercibile, l'utilizzo di un SNG.

Informare paziente e familiari

Informare paziente e familiari sui motivi scatenanti nausea e vomito, su come tentare di prevenirli e su come affrontarli. Ricordare ai familiari che il rifiuto dei cibi è spesso improvviso e che è difficile per chi ha nausea rimanere in cucina o mangiare al tavolo con gli altri. Spiegare da ultimo ai familiari che non è praticamente mai il caso di insistere nel proporre alimenti se la persona non se la sente Communication

Assistenza a paziente con emesi: la procedura standard

Prima della fase eiettiva

Preparare il materiale occorrente: ·bacinella, teli protettivi, fazzoletti di carta, guanti monouso, ·vestiti del paziente e lenzuola puliti, presidi per l'igiene della persona e del cavo orale

Durante la fase eiettiva

·Sempre con indosso i guanti, posizionare il paziente seduto o semi-seduto ·Far vomitare il paziente dentro la bacinella o sul telino .Osservare le caratteristiche del vomito: aspetto e quantità.

Durante la fase post-eiettiva

· Aiutare il paziente nell'igiene del cavo orale, igiene del viso e igiene delle mani ·Cambiare la biancheria del letto e i vestiti qualora fossero sporchi · Arieggiare la camera.

Tipi di vomito in base al contenuto

In base al contenuto distinguiamo tra:

  1. vomito alimentare
  2. vomito biliare
  3. vomito ematico
  4. vomito caffeano
  5. vomito fecale (o fecaloide)
  6. vomito acquoso

Vomito alimentare: contiene i residui di cibo che sono stati recentemente ingeriti. Vomito biliare: provoca emissione di bile e quindi avrà un colore che va dal giallo al verde. Vomito ematico: contiene anche tracce di sangue non digerito. Vomito caffeano: ha un colore molto scuro che è causato da residi di sangue rimasti a lungo nello stomaco. Vomito fecaloide: questo tipo di vomito ha un colore marrone scuro e ha un odore di feci perché consiste nella fuoriuscita di residui di cibo che si trovavano nell'intestino. Vomito acquoso: ha il tipico sapore acido e contiene molti succhi gastrici.

Tipi di vomito in base alla causa

In base alla causa possiamo categorizzare questa condizione in: Vomito psicogeno: ha cause psicologiche ed è legato a momenti di stress o di ansia. Il vomito di questo tipo si manifesta spesso con conati di mattina, appena svegli ed ha una consistenza acquosa. Vomito in gravidanza (o gravidico): compare soprattutto nel primo trimestre di gravidanza ed è spesso accompagnato da forti nausee. Vomito riflesso: è una risposta del nostro corpo a stimoli olfattivi percepiti come sgradevoli ma può essere associato anche al mal d'auto, al mal di mare Vomito ostruttivo: causato da un'ostruzione che non permette al contenuto gastroenterico di "procedere" normalmente, può essere alimentare, biliare o fecaloide. Vomito incoercibile: il vomito è caratterizzato da episodi continui senza interruzioni e dalla completa impossibilità ad assumere e trattenere liquidi

Cause patologiche e non patologiche

CAUSE PATOLOGICHE Disturbi intestinali Problemi gastric Problemi tiroidei Labirinto Pressione Disturbi cardiaci Disturbi epatici Problemi alla colecisti

CAUSE NON PATOLOGICHE Ansia e stress Abuso di alool Gravidanza Ciclo mestruale Fumo e caffè Farmaci Cervicale Cinecosi Affaticamento della vista mf medicina360.com

Vomito in base alla quantità e nel bambino

In base alla quantità di contenuto gastrico espulso si parla di vomito modesto

  • vomito a getto che è la forma più grave e violenta.

Nel bambino

Vomito ciclico: è caratterizzato da episodi ricorrenti di nausea e vomito che possono durare da poche ore fino a una decina giorni, con intervalli di relativo benessere. Spesso legata all'emicrania questa forma di vomito è più frequente nei bambini tra i 3 mesi e i 7 anni, mentre tende a regredire durante l'età adulta

Valutazione del vomito

Il vomito può essere sintomo di diverse condizioni di conseguenza è fondamentale valutare: Insorgenza: quando è iniziato il vomito, se prima, dopo o durante i pasti o se in particolari occasioni (ad es. in seguito a viaggi o incidenti) Numero di episodi: 1-2 volte al giorno (vomito lieve), 3-7 volte al giorno (vomito moderato), 8 o più volte al giorno (vomito grave) Durata: quanti giorni Aspetto: colore e composizione Modalità: se a getto o no Altri sintomi e segni associati: ad esempio febbre, diarrea, dolore addominale, mal di testa, variazione di peso corporeo e Una corretta anamnesi che prenda in considerazione tutti questi elementi, nonché un accurato esame obiettivo, sono utili a stabilire l'eventuale necessità di esami di approfondimento (raramente eseguiti)

Colori del vomito e loro significato

Il vomito può essere sintomo di diverse condizioni di conseguenza è fondamentale valutare: Il vomito che ha un colore bianco è causato dall'acido dei succhi gastrici. Se il materiale emetico dovesse essere marrone e dovesse avere anche un cattivo odore simile a quello delle feci, potrebbe trattarsi di vomito "fecaloide". La sua causa potrebbe risalire ad un blocco intestinale. L'occlusione intestinale consiste nell'arresto dell'emissione delle feci a causa di stitichezza cronica, calcoli biliari nell'intestino, strozzamento per ernie. Questo tipo di vomito si accompagna a meteorismo, dolori addominali, un colorito del viso grigio pallido. Il vomito biliare si presenta come un vomito giallo brillante tendente ad un vomito verde scuro. Indica la fuoriuscita della bile che può variare di colore, dal giallo o verdastro, a seconda dei tempi di ristagno della bile nello stomaco (la bile, prodotta dal fegato e immagazzinata nella cistifellea si dirige nell'intestino tenue dove aiuta a digerire i grassi). Il vomito rosso brillante indica la presenza di sangue non digerito. Vomito caffeano Il nome prende spunto dal suo colore: nerastro, simile ai fondi del caffè. Mentre l'ematemesi rosso vivo segnala un versamento di sangue recente o addirittura in corso, nel vomito caffeano il versamento di sangue non avviene immediatamente dopo l'emorragia, ma dopo la sua digestione ecco perché il colore è così scuro. L'emoglobina a contatto con l'acido cloridrico subisce questa trasformazione cromatica.

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