Documento dall'Università Europea di Roma su Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni di Truxillo. Il Pdf, utile per lo studio universitario in Psicologia, analizza la selezione, formazione e valutazione del personale, con focus su test cognitivi e di personalità.
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Psicologia del lavoro e delle
organizzazioni di Truxillo
Psicologia del Lavoro
Università Europea di Roma
42 pag.
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Downloaded by: eugenio-montani-fargna (eugenio.montanifargna@gmail.com)ESAME DI PSICOLOGIA DEL LAVORO
MANUALE DI PSICOLOGIA DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI
CAP. 1
L'organizzazione è un sistema sociale complesso che va studiato come sistema totale all'interno
del quale poter considerare l'interazione tra le persone che cooperano tra di loro al fine del
raggiungimento di un obiettivo comune che ogni azienda stabilisce per sé. Lo psicologo del lavoro
lavora all'interno dell'ambiente delle risorse umane e può assistere a vari ruoli:
La psicologia del lavoro da alcuni viene considerata una scienza in quanto risolve i problemi come
dei fatti concreti da altri però non viene considerata tale in quanto le variabili su cui si basa
riguardano l'uomo. Possiamo descriverla come una disciplina scientifica che si interessa dell'uomo
in quanto produce, vende e usa beni e servizi attraverso lo studio dei processi psicologici e
relazionali multilivelli, ossia di tipo individuale, interpersonale, intra e inter gruppi, organizzativo e
collettivo.
Ci sono varie leggi che regolano la relazione tra imprenditore e l'azienda tra cui ritroviamo
l'articolo 2555 dove l'azienda viene considerata come il complesso dei beni organizzati
dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa, e l'articolo 2082 dove imprenditore è colui che
esercita un'attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e dei
servizi. È ovvio come questo si configuri come una relazione complessa dove è necessario un
adattamento strategico di tipo gestionale e strutturale, per cui all'interno dell'organizzazione
possiamo ritrovare i 5 componenti:
LA STORIA
Si può cominciare a parlare di psicologia del lavoro a partire dalla seconda metà dell'Ottocento
grazie alla rivoluzione industriale la quale pone le basi per la nascita e lo sviluppo della psicologia
del lavoro a causa del bisogno di adattamento alla produzione di massa. Il primo ad introdurre il
termine nel 1913 fu Munsternberg nel testo "La psicologia e l'efficienza industriale" dove parla di
psicotecnica ossia un adattamento alle teorie psicologiche in ambienti lavorativi. Ciò nonostante
possiamo ritrovare delle basi di psicologia del lavoro già partire dal 1911 grazie Frederick Taylor il
quale da ingegnere fondò lo scientific management che si suddivide in varie fasi:
Bisogna ricordare come in questa concezione l'uomo era ancora considerato come homo
economicus ossia un uomo ridotto ad una macchina su cui non dovevano avere influenza i fattori
ambientali.
Successivamente nel 1917 Charles Myers come psichiatra in esercito si occupa della selezione e
reclutamento dei candidati. Egli si occupa dello studio delle differenze individuali facendo
emergere l'inadeguatezza di un modello eccessivamente rigido, infatti per andare a valutare i vari
candidati utilizzò due tipi di test:
Nel 1920 Mayo, che oggi può essere considerato il fondatore delle Human Relations cioè una
visione dove la risorsa umana diventa risorsa strategica, viene affidato alla direzione della Western
Electric Company a Hawthorne (Chicago) dove porta avanti degli esperimenti per poter
comprendere come migliorare la produzione nell'azienda:
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Dagli studi di Mayo nacque il cosiddetto effetto Hawthorne secondo cui l'uomo è motivato da
bisogni di natura sociale, da cui ottiene il suo senso identità personale che se rispettati dalla
direzione influenzano la produttività più di incentivi e controlli.
Successivamente Mcgregor propose la distinzione tra due tipi di approcci psicologici:
Un passaggio importante per lo sviluppo della psicologia del lavoro si trova nel 1929 grazie al crollo
della borsa di Wall Street infatti in questo periodo viene posta sotto accusa la centralità della
produzione nell'industria e viene sottolineata l'attenzione sul fattore umano cominciando così i
primi sviluppi della psicologia del lavoro. Questo fenomeno provoca la necessità di cercare di
comprendere le cause profonde del crollo economico dove la visione di uomo passava da quella di
uomo economico a una visione di uomo psicologico ossia legittimato ad avere sentimenti,
emozioni e opinioni che fanno parte della prestazione lavorativa. Tra gli anni 60 e gli anni 70 fu
sempre più importante l'approccio sistemico secondo cui l'azienda viene considerata come un
sistema aperto per cui l'elemento uomo diventa un vero e proprio sotto sistema. Fondamentale
per lo sviluppo dell'approccio sistemico sono stati gli studi di Lewin nel 1940 il quale porta avanti
un'analisi multilivello delle organizzazioni in funzione della persona, dell'ambiente e della loro
interazione. Sulla base delle sue ricerche è stata sviluppata la ricerca azione ossia un modo di
operare sul campo dove si cerca di produrre cambiamento già durante la ricerca delle cause
scatenanti del problema, questo attraverso tre fasi:
Nel 1967 Fiedler porta avanti un adattamento empirico delle teorie di Lewin secondo cui la
massima efficacia dipende dal contesto per cui è necessario all'interno dell'organizzazione che ci
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corso del tempo. nel 1969 invece Weick introduce il concetto di Sense making secondo cui
l'organizzazione doveva presentarsi come un sistema di interdipendenze al fine di dare significato
alla stessa esperienza lavorativa, infine Bandura nel 1989 introduce la social cognition secondo cui
l'uomo viene considerato un uomo sociale la cui interazione con l'ambiente sociale modifica il
comportamento. L'autore mette in luce anche l'importanza dell'autoefficacia come abilità
predittiva delle proprie competenze per il lavoro che si deve svolgere.
CAP. 2
LA JOB ANALYSIS
Parte della psicologia del lavoro si interessa della selezione, della formazione e della valutazione
della prestazione del personale. In questo generico quadro può essere inserita la Job Analysis
definita come il processo sistematico che aiuta ad individuare i compiti e le responsabilità del
lavoro, le KSAO (conoscenze, skills, abilità e altre caratteristiche) e le criticità da affrontare sul
lavoro.
Funzioni della Job Analysis
Lavoro e lavoratore vengono descritti utilizzando indici differenti per cui il primo viene descritto in
termini di compiti task che in base allo scopo comune possono essere raggruppati in categorie
funzionali. Per il lavoratore viene utilizzato invece l'acronimo KSA o KSAO che indica conoscenza,
competenza, abilità e altre caratteristiche: la differenza sta nel fatto che la conoscenza è
sottoposta ad un processo di apprendimento, la competenza all'esperienza e l'abilità è parte delle
caratteristiche della persona.
Quando si deve condurre una Job Analysis una delle attività è la raccolta dati le cui fonti possono
essere: