Documento sulla Storia Dell'Assistenza Infermieristica. Il Pdf esplora l'evoluzione della professione infermieristica, distinguendo tra assistenza generica e infermieristica, con una linea temporale e il ruolo della Croce Rossa Internazionale, utile per l'Università.
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Perchè studiare la storia? La storia vuole conoscere i passi con cui uomini e donne hanno cominciato a costruire un sapere, a riconoscere e tramandare valori, a dar significato a certi gesti e far evolvere l'assistenza verso l'assistenza infermieristica, serve pertanto a:
Le fonti storiche si dividono in due categorie:
FONTI PRIMARIE -> tracce dirette e contemporanee di un'esperienza o di una attività umana (documenti scritti, testimonianze orali, oggetti di uso comune ecc .. )
FONTI SECONDARIE -> opere storiografiche frutto di un lavoro condotto su fonti, monumenti, fotografie, immagini e altro. Pertanto le fonti sono sinonimo di attendibilità e autenticità.Differenza tra assistenza e assistenza infermieristica Con assistenza, indichiamo l'aiuto generico che un uomo dà a un altro uomo in un momento in cui questo ha bisogno e nasce con la comparsa dei primi uomini sulla faccia della terra. Il termine assistenza infermieristica individua una particolare caratteristica dell'assistenza e si basa su conoscenze specifiche e scientifiche.
Dalla comparsa dei primi ominidi all'invenzione della scrittura (3000 a.C.)
Dal 3000 a.C. alla caduta dell'Impero Romano di Occidente (476 d.C.)
Dal 476 d.C. alla scoperta dell'America da parte di C. Colombo (1492); ulteriormente suddiviso in Alto Medioevo fino all'anno 1000 e successivamente Basso Medioevo
dal 1492 allo scoppio della rivoluzione francese (1789)
dal 1789 ai giorni nostri
Per Marie Francoise Collière, l'assistenza è considerata come aiuto alla vita, soprattutto nei momenti di passaggio (nascita, gravidanza, morte .. ), e si trattava quindi di pratiche per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali alla sopravvivenza della specie. Nel corso dei secoli vi fu una netta scissione dei ruoli, sanciti soprattutto su base sessuale. La pratica infermieristica era pertanto legata al ciclo naturale femminile, e di conseguenza agita esclusivamente dalle donne. Come sopra citato, sin dalle origini della storia dell'uomo, vi furono due distinti percorsi: La cura e il prendersi cura; il primo riservato esclusivamente agli uomini, il secondo alle donne.
DMANISI - GEORGIA - a Nord della Mesopotamia ->Sono stati ritrovati 5 crani (1.800.000 anni fa) Un cranio apparteneva a un individuo anziano che visse alcuni anni senza denti (non perduti dopo la morte) L'individuo per sopravvivere doveva beneficiare dell'appoggio del gruppo con cui viveva (prima forma di Charitas) Ukraine Russia Carpias Romania Georgia- Black Sea Dmariesi" Azerbaijan Bulgaria Armenia Italy Iran Turkey Syria Iraq - Mediterranean Sea La conoscenza veniva acquisita procedendo per tentativi ed errori, tramando per via orale una serie di complesse conoscenze e abilità insieme a credenze e valori morali verso gli individui. Colui che guariva veniva chiamato stregone e godeva di un certo stato sociale, al contrario, chi si prendeva cura raramente godeva di riconoscimento e stima.
Un esempio lampante lo dimostra l'antico egitto che, nel corso di tutta la sua storia millenaria, considerava la vita fisica solo momento transitorio, e pertanto curava le malattie con riti religiosi. Il fenomeno principale fu quello dell'imbalsamazione dei defunti, che permetteva la conoscenza del corpo umano a coloro che compivano l'atto. Il cervello veniva asportato dal naso con appositi uncini e buttato, in quanto non ritenuto più importante. Gli organi interni venivano imbalsamati separatamente e riposti in vasi canopi rituali.
Sono stati identificate esperienze di trattamenti terapeutici, ma non di assistenza, la cura della persona era pertanto associata a credenze religiose, principalmente relative al culto di Asclepio o Esculapio. Colui che guariva (medico del tempo, stregone) godeva il riconoscimento di un certo status sociale, così come ai tempi di preistoria ed età arcaica, mentre coloro che si prendevano cura raramente godevano di riconoscimento e stima in quanto tale attività spesso era un'attività affidata agli schiavi.
Ippocrate di Coo (V-IV sec. a.C.) Ippocrate e i suoi discepoli si dedicano all'osservazione e alla ricerca delle "cose nascoste" partendo dalle quali sarebbe stato possibile modificare positivamente (non solo prevenire ma anche trattare) le disfunzioni dell'organismo umano. La salute secondo Ippocrate è pertanto il prodotto di un equilibrio di umori che circolano nel corpo. La salute infine, è intesa come equilibrio, al contrario, la malattia come squilibrio ed interessa sempre il corpo e l'anima (olismo). Con Ippocrate inizia un approccio razionale alla cura ma si esplicita anche la necessità di una condotta morale da parte del Medico. Da questa necessità morale, si stipula il giuramento di Ippocrate, che prevede 3 punti morali ben distinti:
Alcuni elementi deontologici sono rimasti immutati sino ad oggi, tra questi il segreto professionale e l'impegno morale per apprendere le competenze utili all'esercizio della professione.
L'assistenza si svolgeva prevalentemente nella famiglia. Valetudinario Una struttura in particolare era presente ad ausilio di soldati e schiavi: il Valetudinario. Si trattava principalmente di un lazzaretto nel quale sia schiavi che soldati, venivano ricoverati e riportati a condizioni agevoli per poter svolgere il loro lavoro. Al suo interno vi lavoravano il medicus (medico), il capsario (portatore di bende unguenti), e i servi del valetudinario, ossia coloro che si occupavano dell'assistenza.
Dal I al V d.C., ritroviamo due forme assistenziali principali:
Forme aggregative di persone dedite all'assistenza che si costruirono nei primi anni del cristianesimo. Diacono come termine, significa servo. Le attività di diaconi e diaconesse si rivolgeva ai poveri, ai malati e l'aiuto consisteva nel fornire alimenti, vestiti e assicurare tutte le forme di assistenze mediche, sostegno fisico e spirituale.
Luoghi di assistenza, precursori degli ospedali. Sorsero a seguito del primo consiglio di Nicea del 325 a.C. che prescriveva ad ogni vescovo la costruzione nella propria diocesi di un luogo di accoglienza e cura per viandanti, malati, bambini e bisognosi. Un esempio è quello di Sebaste nel 356, nel quale venivano ospitati anche malati e lebbrosi.
Periodo di mille anni da cui nacque l'Europa come identità culturale. Le civiltà greche e romane si incontrarono e scontrarono con le popolazioni nordiche che dal nord invasero i territori europei. Le popolazioni arabe in diversi momenti attaccarono e occuparono parte del territorio dell'attuale Europa. La trama per il completamento di questo processo fu favorita dalla diffusione del Cristianesimo. La nascita del monachesimo cenobita contribuì alla nascita di forme assistenziali.
Il Cristianesimo si ispira principalmente al Vangelo, nel quale si affermavano i valori portanti derivanti dalla fede quali carità, altruismo, dedizione e assistenza ai bisognosi. Per certi versi furono proprio i cristiani ad essere considerati i primi infermieri, in quanto professavano l'assistenza senza attesa di ricompensa, ma solo per amore di Dio. Una svolta rivoluzionaria sotto il punto di vista dell'assistenza, fu data da Basilio il Grande, vescovo di Cesarea, il quale fece costruire nella periferia di Cesarea stessa, un ampio complesso edilizio che costituiva, oltre al monastero e alle abitazioni per il clero, un ospizio per gli anziani ed uno per i poveri, con sistema sia medico e presenza infermieri e portantini. Il Modello Basiliano è importantissimo per imparare a capire l'attività caritativa della chiesa. In esso troviamo le caratteristiche germinali dell'ospedale cristiano, che non era istituzione medica ma ecclesiastica, nella quale l'obiettivo principale non era il guarire ma assistere il malato.
Raggiunse l'apogeo nel XII secolo, rappresentava una delle principali funzioni di assistenza dell'epoca. Pur essendo un centro di lavoro, cultura e preghiera, il monastero prevedeva anche regole strette relative all'assistenza dei malati. Proprio in questo ambito nacque il termine "infermiere", dal latino Infirmus, ossia infermo. Il vocabolo scelto, si rifà alla condizione dell'infermo nel medioevo (e nei secoli precedenti), in quanto si considerava la malattia e l'infermità di pari passo con la povertà e bisogni materiali. Si tratta di un concetto di reciproca dipendenza: la malattia genera la povertà, la povertà genera la malattia. L'antropologia del monaco cristiano, richiede un'assistenza totalizzante, senza distinzioni tra una cura superiore dell'anima, e una cura inferiore del corpo.
Monaci cristiani le cui prime comunità risalgono al IV secolo e si differenziano dai compagni eremiti, in quanto la pratica primaria era quella di una vità comunitaria anziché solitaria.
SAN BENEDETTO (480 Norcia- 547 Montecassino) Instaura nel 530 la regola che caratterizza per sempre i monaci benedettini, ossia l'ora et labora ( o regola di san benedetto): "Ora et labora, La cura degli infermi sia avanti tutto, affinchè con essi non sia usata alcuna negligenza" San Benedetto fa riferimento all'assistenza ai monaci malati, nonostante nel monastero giungessero persone e infermi di tutti i tipi, e non esclusivamente religiosi.
Responsabile dell'infermeria deve essere un uomo timoroso di Dio, diligente e sollecito. Egli doveva assicurare il mantenimento del fuoco e l'illuminazione sia di notte che di giorno. Un occhio di riguardo veniva dato nei confronti dei monaci malati, la cui dieta non prevedeva l'astensione dalla carne e l'esecuzione continua di musica.
Si trattava di donne che si dedicavano completamente ai poveri e malati, vivevano strettamente in comunità. Le Beghine, pur praticando una vita religiosa, non seguivano una vera e propria regola. Ogni donna che decideva di farne parte, riceveva formazione adeguata per assistere i bisognosi.
Nel basso medioevo vi fu la nascita di numerosi ospedali di piccole dimensioni, diffusi sul territorio e soprattutto nelle vie dei pellegrinaggi, vi fu dunque una graduale presenza della borghesia laica. Questo passaggio delinea un cambiamento radicale dell'assetto istituzionale e organizzativo degli ospedali, in quanto il prendersi cura non veniva osservato più esclusivamente sotto un punto di vista caritativo, ma veniva affiancato un metodo diagnostico di salute corporale e idoneità fisica. I Malati venivano distinti in base alla patologia e assistiti specificamente, pertanto i medici e gli infermieri dovevano conoscere le sacre scritture, ma anche le malattie e i medicinali con cui trattarle. Questa distinzione serviva dunque per procedere ad una specifica attività diagnostica e di conseguenza somministrazione della terapia. Infine, si assisteva ad una progressiva distinzione tra attività assistenziale da quella medica.