Anatomia del parodonto: componenti superficiali e profonde

Slide sull'anatomia del parodonto, descrivendo le sue componenti superficiali e profonde. Il Pdf illustra le diverse tipologie di cuticole dentarie e la loro funzione protettiva, analizzando la mucosa alveolare e la sua sensibilità agli insulti esterni, utile per studenti universitari.

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Anteprima

ANATOMIA DEL PARODONTO

Il parodonto è un complesso anatomo-funzionale di sostegno del dente. All'esame obiettivo è possibile osservare il Parodonto superficiale costituito:

  • Gengiva
  • Mucosa alveolare

Parodonto profondo:

  • Cemento radicolare
  • Legamento parodontale (o alveolodentario) Osso alveolare

Qui per l'esame obiettivo sono indispensabili, oltre che dal sondaggio, le indagini radiografiche, quali OPT e serigrafie, da cui possiamo ottenere molte informazioni. L'osso basale non è parte del parodontoANATOMIA DEL PARODONTO Il parodonto è un complesso anatomo-funzionale di sostegno del dente. All'esame obiettivo è possibile osservare il Parodonto superficiale costituito: · Gengiva Mucosa alveolare Parodonto profondo: Cemento radicolare · Legamento parodontale (o alveolodentario) Osso alveolare Qui per l'esame obiettivo sono indispensabili, oltre che dal sondaggio, le indagini radiografiche, quali OPT e serigrafie, da cui possiamo ottenere molte informazioni. L'osso basale non è parte del parodonto

EMBRIOLOGIA

Il parodonto deriva dall'ectoderma(da esso derivano l'epidermide, gli organi di senso e sistema nervoso centrale) e dalle mesoderma(tessuto connettivo).

Tessuti ectodermici

  • Gengiva Smalto

Tessuti ecto-mesenchimali

  • Cemento
  • Legamento parodontale
  • Cortex alveolaris

Tessuti mesenchimali

  • Osso basale
  • Polpa dentaria

La mucosa orale non ha soluzioni di continuità con la cute delle labbra e con le mucose del palato molle e della faringe. Può essere suddivisa in: Mucosa masticatoria (cheratinizzata), deputata alla funzione masticatoria, costituisce la:

  • Gengiva aderente
  • Palato duro

Mucosa specializzata, del dorso della lingua, dove sono presenti le papille gustative Mucosa di rivestimento, delle guance, del pavimento della cavità orale, del fornice, della mucosa alveolare

Gengiva

È la componente del parodonto visibile, è la parte della mucosa masticatoria che riveste processi delle ossa mascellari, La gengiva può essere differenziata dalla sede , istologicamente e anatomicamente in:

  • Gengiva libera o marginale, è la porzione più coronale della gengiva e non aderisce al dente. Si estende dal margine gengivale alla base del solco fisiologico. Gengiva aderente, aderisce al cemento del colletto e all'osso alveolare sottostante . Si estende dalla base del solco alla linea o giunzione muco-gengivale.

Strutture parodontali

STRUTTURE PARODONTALIGENGIVA

  • La gengiva aderente si continua vestibolaremente nella mucosa alveolare non cheratinizzata (che non fa parte del parodonto), di colore diverso perché costituita da tessuto connettivo lasso che lascia intravedere i vasi. La mucosa alveolare si estende dalla giunzione muco- gengivale al fondo del fornice (zona virtuale formata dalle cadute di guancia e delle labbra).
  • La mucosa palatale è cheratinizzata. A livello del palato è presente gengiva marginale che si continua nella mucosa palatale. Il palato duro non presenta mucosa alveolare ma è interamente costituito da mucosa masticatoria aderente.
  • Quindi ricapitolando: dal lato vestibolare c'è il fornice vestibolare, la gengiva marginale, la gengiva aderente, mucosa alveolare.
  • Dal lato palatale c'è gengiva marginale e mucosa palatale e non è presente la mucosa alveolare.

GENGIVA ADERENTE

La gengiva aderente si estende dal fondo del solco o della tasca, misurati con una sonda sottile in assenza di infiammazione, alla linea muco-gengivale. (La misurazione avviene con due sonde (la prima inserita nel solco e la seconda posta esternamente con la punta che arriva alla linea muco gengivale. La differenza tra le due misurazioni equivale alla lunghezza della gengiva aderente). La gengiva aderente aderisce al cemento radicolare e al connettivo sottoepiteliale.in alcuni soggetti soprattutto quelli con pelle scura, la gengiva appare con pigmentazione scura e non patologiche: ciò è dovuto al fatto che nello strato basale dell'epitelio sono presenti i melanociti.

Correnti elettriche endorali

La pila è un sistema elettrico costituito da due metalli diversi immersi in una soluzione acquosa contenente dei Sali. Tra i due metalli che vengono utilizzati, quello meno nobile inizia a corrodersi e si genera così una corrente elettrica verso il metallo più nobile. Il metallo meno nobile si comporterà da anodo(cioè si ossida perdendo elettroni, polo negativo) mentre l'altro si comporterà da catodo(reazione di riduzione, polo positivo); il flusso di corrente si sposterà dall' anodo verso il catodo e l'anodosi corroderà il metallo rilasciando Sali di corrosione

bimetallismo

Nella bocca di un paziente possono essere presenti otturazioni in amalgama costituite da vari metalli. Questi metalli a contatto con la saliva formano i primi componenti di pila elettrica. I Sali di sodio e di potassio presenti nella saliva formano la seconda condizione necessaria alla comparsa di correnti elettriche. Se sono presenti anche protesi metalliche in lega di nichel-cromo, questi potenziali aumentano ancora di più.

bimetallismo

All'interno della bocca incominciano a spostarsi piccole particelle metalliche che in seguito, attraverso il sangue, vanno a depositarsi in altre zone della bocca ed in altri organi del corpo. Ad esempio, se nella bocca di un paziente è presente una otturazione in amalgama e una corona in oro, l'amalgama funzionerà da anodo, ed ogni volta che andiamo ad eliminare un metallo dalla bocca di un paziente, le correnti saranno ridistribuiti su metalli ancora presenti. Solo in presenza di un unico metallo, le correnti endorali non si sviluppano

Conseguenze del bimetallismo

Le conseguenze dello sviluppo di correnti endorali sono: Deterioramento meccanico della struttura del restauro

  • Rilascio di prodotti di corrosione nella saliva
  • Alterazione dei campi elettrici delle cellule delle mucose coinvolte dal fenomeno elettrico. La misura delle correnti si esegue mediante l'utilizzo di due elettrodi: messi a contatto con dente e mucosa, oppure a contatto con i due elementi metallici diversi.

Conseguenze del bimetallismo

Gli effetti sul tessuto possono essere di tipo locale, con azione citotossica sugli elementi cellulari oppure può esserci il coinvolgimento del sistema immunitario e quindi una reazione immunologica sia locale sia sistemica. Ad esempio alcuni lichen regrediscono dopo l'eliminazione dei restauri metallici

GENGIVA ADERENTE

  • In alcuni casi, ci possono essere delle pigmentazione chiamate tatuaggi perlopiù dovute alle ricostruzioni in amalgama o in oro che si riversano all'interno della gengiva.
  • La superficie esterna della gengiva presenta un aspetto a buccia d'arancia, più accentuato sul lato vestibolare: dovute al fatto che il connettivo al di sotto ha delle interdigitazioni che effettuano una trazione sulla mucosa epiteliale.
  • La gengiva aderente e leggermente depressa in corrispondenza dei setti interalveolari, detti anche solchi di deflusso, proprio perché hanno la funzione di permettere al bolo di scivolare verso il fornice o il pavimento della bocca, senza impattare sulla gengiva.

La gengiva aderente varia nello stesso individuo e da soggetto a soggetto:

  • La gengiva aderente vestibolare è massima a livello dei denti anteriori e si riduce in corrispondenza dei settori laterali ed è minima in corrispondenza del canino e del primo premolare (ecco perché in questa zona sono presenti più frequentemente recessioni e trauma da spazzolamento)
  • La gengiva aderente linguale è minima in corrispondenza degli incisivi e va aumentando nelle regioni posteriori, raggiungendo la massima altezza in corrispondenza del primo molare.

Il palato è interamente costituito da mucosa masticatoria. Non esiste una differenza di sesso. È maggiore nei denti linguo-versi ed è minore nei denti vestibolo-versi.

La gengiva aderente presenta due biotipi gengivali che si individuano valutando sia lo spessore in senso verticale che in senso latero-laterale:

  • Spesso, con maggiore probabilità di sviluppare una tasca
  • Sottile, con maggiore probabilità di sviluppare una recessione. Ci sono altri fattori che condizionano l'entità della gengiva aderente, ad esempio le inserzioni dei frenuli.

Le funzioni della gengiva aderente sono:

  • Proteggere il parodonto profondo dagli insulti meccanici e batterici
  • Sopportare il carico masticatorio e lo spazzolamento
  • Proteggere l'attacco dento-gengivale dalle trazioni della mucosa alveolare. Anche in presenza di scarsa gengiva aderente se c'è un buon controllo di placca ci può essere salute parodontale. Il discorso è diverso nella zona perimplantare: qui la presenza di gengiva aderente e indispensabile.

GENGIVA LIBERA O MARGINALE

  • È situata coronalmente alla giunzione amelocementizia e si estende dal margine gengivale fino alla base del solco fisiologico (attacco epiteliale situato a livello della giunzione amelocementizia).
  • La sua altezza oscilla tra 0,5 mm a 2 mm, per questo entro i 2 mm di sondaggio si definisce una situazione fisiologica;
  • oltre i 3 mm di sondaggio abbiamo una situazione di patologia, cioè una tasca o pseudo-tasca.
  • Ha un decorso festonato: più apicale al centro della corona e più coronale a livello interdentale.
  • A livello interdentale, la gengiva marginale insieme a quella aderente dà luogo alla papilla interdentale, dove più frequentemente si crea la lesione parodontale.

L'epitelio che riveste la gengiva libera è differenziato in:

  • Epitelio orale sulculare, rivolto verso il dente ma non in contatto con la sua superficie
  • Epitelio giunzionale , attraverso cui si realizza il contatto tra gengive e dente
  • Epitelio orale, prospiciente la cavità orale

È costituita da due tipi di epitelio: 1) Epitelio sulculare o crevicolare: riveste la parete gengivale del solco e termina al margine coronale dell'epitelio giunzionale.

  • L'ultimo strato è paracheratosico (cellule ispessite da stimolo ripetuto infiammatorio e/o irritativo )

2) Epitelio giunzionale: alla base del solco, l'epitelio si trasforma in epitelio giunzionale. L'epitelio giunzionale è continuamente rinnovato dalle mitosi nello strato basale: le cellule migrano fino alla base del solco da cui poi desquamano.

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