Slide dall'Università degli Studi di Parma su Psicologia dello Sviluppo. Il Pdf esplora la cognizione morale secondo il modello stadiale di Kohlberg, con un esercizio pratico sul dilemma di Heinz. Questo materiale di Psicologia, adatto per l'Università, include una tabella riassuntiva di argomentazioni per lo studio autonomo.
Mostra di più46 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Valentina Grazia Università degli Studi di Parma
L'etica o filosofia morale Disciplina che studia i comportamenti cercando di definire cosa li rende «buoni», cosa distingue un comportamento «giusto» da uno «sbagliato». Riflettono sui rompicapo morali: per esempio il dilemma del carrello ferroviario (proposto da Philippa Foot ed elaborato da Judith Jarvis Thomson) Alcune correnti famose sono: CONSEQUENZIALISMO: La bontà di un'azione è definita dai suoi risultati, o conseguenze (fare più bene e meno male possibile) DEONTOLOGIA: Ci sono azioni giuste e sbagliate; se un'azione è sbagliata non va compiuta, a prescindere dalle conseguenze
La psicologia, rispetto alla morale, indaga (Turiel, 1983) ciò che gli individui pensano, sentono e fanno riguardo a:
M 5000 600000000= 1) 6000500000 Marc Hauser e collaboratori, 2007
La psicologia ha proposto vari costrutti attraverso cui la morale si manifesta, tra cui:
SVILUPPO MORALE: Cambiamenti nei pensieri, sentimenti e comportamenti che riguardano il principio di giusto e sbagliato. DIMENSIONE INTRAPERSONALE: regola le attività di una persona quando non è impegnata in interazioni sociali. DIMENSIONE INTERPERSONALE: regola le interazioni sociali e arbitra i conflitti. Si distinguono 3 diversi aree della moralità e dello sviluppo morale, strettamente interconnessi:
Il PENSIERO MORALE fa riferimento al modo in cui gli individui ragionano rispetto a ciò che riguarda la morale:
Il SENTIMENTO MORALE costituisce la componente emotiva della moralità:
Il COMPORTAMENTO MORALE si riferisce alle azioni che l'individuo mette in atto in coerenza con ciò che pensa e ciò che sente riguardo a ciò che è giusto e sbagliato e al benessere degli altri. Esempi di comportamento morale sono il comportamento prosociale o altruistico (Eisenberg et al., 2006) o al contrario il comportamento antisociale.
NO: i bambini non sono naturalmente inclini a comportarsi in modo morale, bisogna insegnarlo. Visione predominante fino a qualche decennio fa.
SI: i bambini sono naturalmente portati a comportarsi in modo morale
Jean Piaget ha pubblicato nel 1932 il libro qui a fianco, in cui ha presentato i suoi studi osservativi di bambini dall'età prescolare fino ai 12/13 anni durante il gioco delle biglie. Ha inoltre ripreso il tema dello sviluppo morale negli anni '60, riflettendo sulla cooperazione tra bambini. Dalla rilevazione dell'utilizzo delle regole del gioco ha generalizzato i risultati alle regole morali in generale. I FONDAMENTI DELLA PSICOLOGIA MODERNA collana pubblicata sotto gli auspici della SOCIETÀ ITALIANA DI PSICOLOGIA SCIENTIFICA Jean Piaget IL GIUDIZIO MORALE NEL FANCIULLO a cura di Guido Petter GIUNTI - BARBERA
Piaget utilizza il METODO CLINICO, cioè l'osservazione delle regole nel gioco infantile (per esempio nel gioco con le biglie) e interviste semi-strutturate ai bambini. Così rileva che:
Individua due fasi di sviluppo, ciascuna caratterizzata da una concezione di responsabilità, giustizia e sanzione:
Fase del realismo morale (dai 4 ai 7 anni circa)
Fase del relativismo morale (dai 10 anni in poi)
Transizione: Dai 7 ai 10 anni, c'è un periodo di transizione, in cui i bambini mostrano alcuni aspetti della prima fase e altri della seconda.
FASE DEL REALISMO MORALE Tipico del periodo preoperatorio Regole morali considerate immutabili Morale eteronoma: stabilita dall'esterno Responsabilità oggettiva (regola dell'entità del danno) Giustizia retributiva (punizione uguale al danno) Giustizia immanente (la punizione avviene immediatamente dopo la violazione/danno) Sanzione espiatoria (giustizia della sanzione)
FASE DEL RELATIVISMO MORALE Pensiero operatorio Le regole morali non sono immutabili e sono fondate su cooperazione e reciprocità Autonomia morale: morale come istanza interiore Responsabilità soggettiva: giudizi sui comportamenti legati all'intenzionalità dell'azione Giustizia distributiva: idea di uguaglianza tra le persone Sanzione per reciprocità: punizione in base alla gravità della colpa
Fattori dello sviluppo morale: secondo Piaget lo sviluppo morale avviene grazie a
Nei decenni successivi Lawrence Kohlberg (1958, 1986), uno psicologo americano, ha ripreso la teoria di Piaget. A differenza di Piaget ha usato il METODO DEI DILEMMI MORALI per studiare lo sviluppo morale: per oltre vent'anni ha proposto a bambini e ragazzi un'intervista basata su alcuni "dilemmi morali", cioè situazioni in cui i protagonisti devono decidere tra due principi morali in modo che solo uno possa essere rispettato. Analizzando le risposte Kohlberg ha poi proposto un altro modello a stadi. Il dilemma più noto è quello di Heinz e il farmacista.
Heinz è un uomo la cui moglie, malata di cancro, potrebbe salvarsi grazie ad un farmaco scoperto da un farmacista del suo paese., che lo vende a caro prezzo. Heinz non ha i soldi per acquistarlo, le ha provate tutte, ed è alle prese col dilemma se rubare il farmaco o vedere morire la propria moglie. Che cosa dovrebbe fare Heinz ? E quali sono i motivi alla base della sua scelta?
Kohlberg ha individuato 3 livelli di sviluppo, basati sul concetto di CONVENZIONALITÀ (cioè il progressivo adeguamento alle norme morali dei gruppi sociali a cui si appartiene). Ogni livello è poi diviso in due sotto-stadi.
LIVELLO PRE- CONVENZIONALE (fino ai 7/8 anni) Norme morali vissute come esterne e non oggetto di riflessione; massimizzare i propri interessi; soddisfare i propri bisogni.
LIVELLO CONVENZIONALE (oltre i 7/8 anni) Norme come componenti del Sé; Regole sono derivanti dal sistema sociale (maggioranza delle persone arriva qui).
LIVELLO POST- CONVENZIONALE: giudizi morali effettuati in base a regole universali.