Psicologia della Salute: modelli teorici e fattori di benessere

Documento di Università sulla Psicologia della Salute, esplorando i fattori che influenzano la malattia e la promozione del benessere. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Psicologia, discute i modelli biomedico e psicosomatico, oltre alle teorie dell'azione ragionata e del comportamento pianificato.

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46 pagine

PSICOLOGIA DELLA SALUTE (Prof. Giovanni Mansueto)
modalità esame: scritto 3 domande aperte al pc
materiale di studio: manuale “Psicologia e Salute, teorie e ambiti di intervento” Gremigni, Gorini
(2022), Carocci editore + slide (e articoli scientifici).
-capacità di autocritica
Clinica
Ricerca
La Psicologia della Salute è una disciplina che studia i fattori e meccanismi che contribuiscono alla
malattia ma anche alla promozione del benessere e della salute.
- Nesso mente/corpo area psicosomatica
SALUTE MENTALE
Psicologia Clinica Psichiatria
Medicina psicosomatica
PSICOLOGIA MEDICINA
Medicina comportamentale
Psicologia Medica
PSICOLOGIA DELLA SALUTE
SALUTE FISICA
Fattori che hanno contribuito allo sviluppo della Psicologia della Salute:
-cambiamenti avvenuti rispetto alla tipologia delle malattie causa di morte;
-da malattie infettive e croniche a malattie causate da stili di vita e comportamenti non salutari;
-valorizzazione degli interventi di prevenzione insieme a quelli di cura.
Concetto di Salute: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la salute come “una
condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale e non esclusivamente l’assenza di
malattia o infermità.” interazione tra fattori psicologici, biologici e sociali
Psichiatria di consultazione fornisce indicazioni e trattamenti di disturbi psichiatrici in pazienti
con dolore cronico
Psicologia della Salute APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE cioè globale (psicologi, neurologi ecc. si
incontrano)
SALUTE
Identificare i
fattori di rischio/mantenimento
di malattia e salute
MODELLI TEORICI
1. Modello biomedico
Ipotizza la presenza di cause biologiche identificabili per la malattia.
Origine malattia: lesione d’organo legato a deficit funzionali
Malattia: condizione originata da fattori esterni (virus, batteri)
La salute era considerata assenza di malattia
Focus: corpo
-dualismo mente/corpo
Hengel bisogna andare oltre, esistono fattori sociali e psicologici che influenzano
l’insorgenza e il decorso delle malattie, i quali sono completamente ignorati dal modello
biomedico.
Il modello biomedico appare dunque riduzionistico, scarsamente esplicativo della salute e della
malattia
2. Medicina psicosomatica
È lo studio delle influenze dei fattori sociali, psicologici e comportamentali sui processi
psicologici, outcome medico e benessere.
Definizione dei
trattamenti
terapeutici
Valutare l’efficacia
dei trattamenti

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Anteprima

Modalità d'esame e materiale di studio

PSICOLOGIA DELLA SALUTE (Prof. Giovanni Mansueto) modalità esame: scritto > 3 domande aperte al pc materiale di studio: manuale "Psicologia e Salute, teorie e ambiti di intervento" Gremigni, Gorini (2022), Carocci editore + slide (e articoli scientifici).

  • capacità di autocritica

Ambiti della Psicologia della Salute

Clinica Ricerca La Psicologia della Salute è una disciplina che studia i fattori e meccanismi che contribuiscono alla malattia ma anche alla promozione del benessere e della salute.

  • Nesso mente/corpo -> area psicosomatica

Intersezioni tra discipline

SALUTE MENTALE Psicologia Clinica Psichiatria Medicina psicosomatica PSICOLOGIA MEDICINA Medicina comportamentale Psicologia Medica PSICOLOGIA DELLA SALUTE SALUTE FISICA

Fattori che hanno contribuito allo sviluppo della Psicologia della Salute

  • cambiamenti avvenuti rispetto alla tipologia delle malattie causa di morte;
  • da malattie infettive e croniche a malattie causate da stili di vita e comportamenti non salutari;
  • valorizzazione degli interventi di prevenzione insieme a quelli di cura.

Concetto di Salute secondo l'OMS

Concetto di Salute: l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la salute come "una condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale e non esclusivamente l'assenza di malattia o infermità." > interazione tra fattori psicologici, biologici e sociali

Psichiatria di consultazione e approccio multidisciplinare

Psichiatria di consultazione > fornisce indicazioni e trattamenti di disturbi psichiatrici in pazienti con dolore cronico Psicologia della Salute -> APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE cioè globale (psicologi, neurologi ecc. si incontrano)

Obiettivi della Psicologia della Salute

SALUTE Identificare i fattori di rischio/mantenimento di malattia e salute Definizione dei trattamenti terapeutici Valutare l'efficacia dei trattamenti

Modelli Teorici

1. Modello biomedico

Ipotizza la presenza di cause biologiche identificabili per la malattia. Origine malattia: lesione d'organo legato a deficit funzionali Malattia: condizione originata da fattori esterni (virus, batteri) La salute era considerata assenza di malattia Focus: corpo -dualismo mente/corpo Hengel > bisogna andare oltre, esistono fattori sociali e psicologici che influenzano l'insorgenza e il decorso delle malattie, i quali sono completamente ignorati dal modello biomedico. Il modello biomedico appare dunque riduzionistico, scarsamente esplicativo della salute e della malattia

2. Medicina psicosomatica

È lo studio delle influenze dei fattori sociali, psicologici e comportamentali sui processi psicologici, outcome medico e benessere.Disturbi psicosomatici: malattie somatiche per le quali i fattori mentali giocano un ruolo significativo nello sviluppo, espressione e risoluzione. Focus sulle relazioni tra malattie e conflitti interiori degli individui; relazione tra fattori della personalità individuale e malattie specifiche. Teoria della personalità ulcerosa (Franz Alexander, 1940): disturbi causati prevalentemente da eccessivi bisogni di dipendenza e amore. La prospettiva psicosomatica pone le basi teoriche per un cambiamento della percezione della relazione che intercorre tra mente e corpo.

3. Modello olistico

Salute come condizione di funzionamento positivo e non solo assenza di sintomi. Focus: parte positiva > esiste un funzionamento positivo del soggetto? L'individuo è responsabile per lo sviluppo e il mantenimento della propria salute. Occorre educare le persone alla salute e intervenire sulle determinanti sociali e ambientali della salute.

  • introduzione del concetto di RESPONSABILITA' INDIVIDUALE (cioè il tuo star bene è legato a ciò che tu fai, dunque il paziente non è più passivo ma è ATTIVO nel suo stato di PRODUZIONE DI SALUTE). Limite > approccio che fa riferimento a indicatori qualitativi e scarso riferimento.

4. Modello BioPsicoSociale

Studia una connessione tra fattori psicologici, fattori sociali e biologici nel determinare uno stato di salute o di malattia. Il modello richiama la responsabilità individuale, cioè far sì che il paziente metta in atto un comportamento di salute (al fine di mantenere lo stato di salute o debellare un comportamento disfunzionale) e sottolinea la responsabilità collettiva (es. attuare delle linee di programmazione tale per cui si riduce il rischio che la cannabis sia utilizzata dai giovani adolescenti e riduca il rischio dell'esordio di una psicosi così come anche l'uso di sostanze) > la responsabilità collettiva dovrebbe spettare ad un sistema sanitario nazionale più ampio (es. campagne di sensibilizzazione e prevenzione, volte alla promozione della salute) -> PREVENZIONE PRIMARIA 2. colloca l'individuo al centro con i suoi bisogni e rappresentazioni di salute/malattia -> cioè al netto di quella malattia specifica bisogna iniziare a domandarsi come il soggetto vive quella malattia (es. possediamo le conoscenze nosografiche del diabete o del parkinson) ma all'interno di questo contesto qual è l'esperienza di malattia che il paziente vive? (cosa significa per il pz vivere con l'emicrania o con un disturbo di panico) > questo ci apre alle rappresentazioni di malattia ovvero l'idea che il pz si è fatto sulla sua malattia perché impatteranno sull'outcome clinico sia in senso positivo che negativo > es. paziente rinuncia ai suoi bisogni sociali oppure paziente che inizia a non rispettare la terapia (minore aderenza al piano terapeutico) > approccio MEDICINA PERSONALIZZATA, CENTRATA (nella diagnosi ci sono differenze peculiari del paziente): tutto ciò come impatta sulla malattia? Farlo entrare nel piano terapeutico 3. salute e malattia sono causate da molteplici fattori 4. mente e corpo in iterazione costante tra loro (il dualismo mente corpo viene meno) > uno dei pilastri più importanti del modello biopsicosociale5. enfatizza sia la salute sia la malattia, senza svalutare la seconda come una tipologia di deviazione da uno stato di benessere (es. persona soffre di emicrania costante, cosa significa per la persona stare bene? .. non soffrire più di emicrania (questo è il paradigma biomedico) > dobbiamo capire se il pz è consapevole, come la malattia ostacola il raggiungimento del suo benessere > tutto ciò ci permette di avere un impatto sull'outcome positivo -all'aumentare degli attacchi di emicrania, diminuisce lo stato di benessere- Es. pz con passione per la fotografia che soffre di emicrania > non può dedicarsi a quest'hobby perché sta male (SCHEMA DISFUNZIONALE) ma lavorando su ciò che mi far star bene, posso indirettamente andare ad agire sull'emicrania (SCHEMA FUNZIONALE) Domanda per indagare il benessere > Cosa la fa star bene, quali sono le sue attività? Cos'è per lei il benessere? Che rapporto ha con la sua malattia? (nel colloquio fare domande dirette che lasciano molto spazio al pz) 6. uno stato di salute lo si può raggiungere nella misura in cui i bisogni psicologici, sociali e biologici vengano soddisfatti (questo implica individuare i bisogni reali e i bisogni ideali e distinguerli) > successivamente bisogna capire qual è il bisogno più reale al quale può tendere il paziente 7. l'importanza di conoscere ciò che nell'ottica del modello biopsicosociale viene chiamato macro processi e micro processi, li identifichiamo e li mettiamo in relazione tra loro (con gli strumenti macro analisi e microanalisi)

Implicazioni del Modello BioPsicoSociale

Processo diagnostico

· PROCESSO DIAGNOSTICO (anamnesi, colloquio, strumenti > tutto ciò che ci permetti di avere in maniera esaustiva una diagnosi sul pz) Quando incontrerò il mio paziente nel colloquio devo tenere a mente le tre aree: biologica, psicologica e sociale. Il pz entra in un flusso in cui il clinico cerca di indagare tutti questi aspetti , tramite questionari self-report, interviste semi-strutturate Esempi di domande da fare al paziente: Da quanto tempo soffre di questi attacchi? Quanti attacchi di emicrania ha? (indago gli aspetti biologici) Come si sente in questo periodo? Qual è il suo umore? -demoralizzazione (indago gli aspetti psicologici) A cosa può essere dovuto? -litigo con mia moglie Ah, è sposato? -no, in realtà stiamo divorziando (indago gli aspetti sociali) (quindi raccogliamo informazioni sull'emicrania, sull'umore e sulla socialità)INDAGO TUTTI I FATTORI QUINDI BIOLOGICI, PSICOLOGICI E SOCIALI CHE POSSONO AVERE UN IMPATTO SULLA SALUTE. Ad esempio il pz con emicrania potrebbe incontrare psicologo, neurologo e psichiatra > equipe Il processo diagnostico deve sempre considerare il ruolo interattivo dei fattori biologici, psicologici e sociali nel momento in cui è definito lo stato di salute o di malattia.

Processo terapeutico

· PROCESSO TERAPEUTICO - ogni percorso di intervento clinico deve prendere in considerazione i fattori biologici, psicologici e sociali (qual è il mio start point?) - percorsi di cura "centrati" sul singolo individuo (si abbandona l'idea che un trattamento sia uguale per tutti, perché ogni paziente è diverso) - approccio clinico interdisciplinare VISIONE LONGITUDINALE DELLO STATO DI MALATTIA: dopo un primo periodo di trattamento, ci saranno dei punti di ancoraggio cioè momenti in cui ci si ferma e si farà una nuova valutazione del processo diagnostico (ad esempio dopo 3 mesi e si cerca di capire come muoversi soprattutto in base alle criticità che sono presenti, se sono le stesse o meno, si decide se continuare con la stessa terapia o cambiare rotta perché lo stato di malattia si evolve nel tempo e anche i bisogni cambiano) > diversi programmi diagnostici nel corso del tempo

Relazione clinico/medico-paziente

· RELAZIONE CLINICO/MEDICO-PAZIENTE Una buona relazione tra clinico e paziente è connessa a livelli di aderenza alla terapia, l'efficacia del percorso di cura, decorso della malattia Qual è il nostro obiettivo ? 1. il clinico deve creare le condizioni migliori per raccogliere determinate informazioni (condizioni più favorevoli per il paziente) > ASCOLTO ATTIVO, EMPATIA, SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO > IMPORTANZA DELLA RELAZIONE COME STRUMENTO DI ACCESSO ALLE INFORMAZIONI CHE RIGUARDANO IL PAZIENTE 2. IL CLINICO DEVE FAVORIRE L'ADERENZA DEL PAZIENTE ALLA TERAPIA (ma come fa il clinico?) > è importante il MODO in cui si dicono le cose quindi le modalità di comunicazione possono incidere (ad esempio il tipo di linguaggio che si utilizza, modulandolo in base al livello culturale del paziente che ho di fronte) > bisogna veicolare il messaggio con un linguaggio più accessibile per il paziente LINGUAGGIO E ATTEGGIAMENTO CONGRUO AL PAZIENTE volti a sviluppare un'OTTIMA ALLEANZA con il paziente Es. "Homework" assegnare compiti in cui il pz deve scrivere le cognizioni e stati emotivi nelle situazioni trigger

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