Documento di Università su Comunicazione digitale e social media. Il Pdf analizza l'evoluzione della pubblicità in Italia, dal Carosello ai podcast e social media vocali, esplorando tecnologie come DAB+ e le dinamiche di piattaforme come Clubhouse, utile per approfondire la storia e le tendenze della comunicazione pubblicitaria in Economia.
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Iniziamo a definire cos'è la pubblicità: significa "rendere noto", quindi si utilizza la pubblicità per rendere noto un determinato prodotto, servizio. L'obiettivo è quello di attirare l'attenzione del consumatore affinché ci sia una reazione, che non sempre è l'acquisto.
La pubblicità in televisione nasce nel 1953 con la Nbc, che propone un format che era già conosciuto, poiché era molto simile a ciò che veniva proposto sui giornali. In Italia, la prima trasmissione televisiva italiana è il 3 gennaio del 1954, dagli studi Rai di Torino. Lo scopo della TV italiana, inizialmente, è l'informazione e l'educazione. Il primo format di intrattenimento pubblicitario italiano arriva il 3 febbraio 1957, con "Il Carosello": al termine del telegiornale si apre il teatrino di Carosello di cui va in onda la prima puntata con le 4 pubblicità della televisione italiana, la cui selezione era stata fatta tramite un'estrazione a sorte, perché c'era troppa richiesta (l'obiettivo di questi format era intrattenere). Carosello in Italia ha avuto un enorme successo, diventando un fenomeno di costume, capace di raccontare l'evoluzione del paese dalla Seconda Guerra Mondiale, alcuni personaggi sono rimasti dei tormentoni.
Inizialmente la Rai pensava di produrre direttamente tutte le scenette e poi venderle, facendole pagare al cliente 500.000 lire per ogni realizzazione. I dirigenti si resero presto conto che era per loro impossibile produrre tutto, così decisero di affidare la realizzazione dei filmati a case di produzione esterne, liberamente scelte dai clienti inserzionisti, riservandosi attraverso la Sacis (ente che si occupava del controllo della qualità della pubblicità trasmessa dalla Rai, di controllare ed eventualmente censurare i testi e il girato finale). Le regole della Sacis: la pubblicità che andava in onda non poteva essere ripresentata, inoltre in uno stesso Carosello non potevano né comparire 2 prodotti che appartenessero allo stesso settore merceologico (detersivi, lavatrici, ecc.), né ovviamente la ripetizione di uno stesso episodio. Questo regolamento severo contribuì alla produzione massiccia di caroselli, in totale furono trasmessi 7.261 episodi ed ebbe picchi di ascolti molto alti.
Vediamo adesso altri format, che la tv ha utilizzato per pubblicizzare prodotti, in contemporanea al Carosello, ci sono alcuni esempi:
Storytelling: dagli anni 90' c'è un'evoluzione nella pubblicità e inizia a subentrare un linguaggio che tende allo storytelling (=l'arte del narrare con la necessità di coinvolgere il pubblico), per narrare storie, narrazioni, trasmettere coscienze. Ci sono vari modi per applicarlo, studiando il linguaggio, cercare di comprendere come trasmettere il messaggio, per arrivare all'obiettivo finale: raccontare i valori e le imprese dei brand, per arrivare al cuore del pubblico. La pubblicità, quindi, utilizza l'arte dello storytelling e attraverso storie devono catturare la nostra sensibilità e far scaturire determinate emozioni. Lo storytelling ha i seguenti obiettivi: distinguersi dalla concorrenza (non tutte le aziende usano lo storytelling), emozionare il pubblico, farsi ricordare, catturare l'attenzione, creare una reazione, ispirare fiducia, stimolare un bisogno, persuadere all'acquisto, aumentare il tasso di conversione. Per fare storytelling si deve riuscire a coinvolgere e persuadere, per convincere il nostro target, la nostra nicchia di mercato, permettendo al nostro brand di essere considerato originale e creativo. Come posso raccontare una storia, ci sono 2 metodi: "il viaggio dell'eroe", il cliente diventa l'eroe della mia storia e il brand è l'aiutante che lo aiuta a sconfiggere il nemico e quando raggiunge obiettivo c'è un lieto fine, "AIDA", lo storytelling accompagna il cliente in 4 fasi: attenzione, interesse, desiderio, azione, che lo portano alla conversione finale. La storia non deve essere necessariamente innovativa, l'importante è che comprenda: inizio e fine della storia (es. dalla fondazione dell'azienda ad oggi), sfruttando la tecnica delle 5W del giornalismo, logo, tipografia ed elementi visivi, tono di voce e stile del brand, slogan, mission e visione, valori del brand.
Inoltre, per uno storytelling efficace, presta attenzione a questi aspetti: