Geriatria: Concetti Generali
Geriatria = il pz geriatrico è un pz OVER 65 anni (ISTAT)
- ISTAT distingue 3 età
- Evolutiva (0-14)
- Attiva (15-64) > Nella normativa Italiana la quiescenza inizia a 67 anni, per l'ISTAT, invece, inizia a 64
- Geriatrica (> 65) > Nel 2019 gli over 65 erano il 22% e la % è destinata a crescere (nel 2050 si prevede
una percentuale del 34%): questo comporta un 1 carico assistenziale ed una maggiore necessità di
risorse per garantire l'assistenza sanitaria e sociale.
Questa fascia di popolazione è a sua volta distinta in
- Giovani vecchi (65-74 anni)
- Vecchi (75-84 anni) > Le ripercussioni correlate all'invecchiamento si manifestano in genere
proprio a partire dai 75 anni
- Grandi vecchi (>85 anni) > Tra questi troviamo i LONGEVI (> 90 anni)
Tutta questa suddivisione è importante per evidenziare più facilmente problemi tipici dell'età
avanzata (es. demenza).
- Il numero dei pazienti geriatrici è in crescita sia nel Paesi sviluppati che in quelli che definiamo "in via di
sviluppo" tanto che nel 2050 si prevedono 2,2 miliardi di persone over 60, mentre le persone in età evolutiva
e attiva diminuiscono.
Indicatori Demografici
Possiamo identificare un indicatore demografico:
Indice di vecchiaia (%) = -
soggetti 0-14 anni
soggetti over 65
x 100 = %
Maggiore è l'indice di vecchiaia, più è anziana la popolazione considerata:
- Media nazionale = 184
- Liguria > 250 (trasferimenti di persone in quiescenza dal Piemonte/Lombardia alla Liguria)
- Sardegna = 231 > Zone Blu, cioè zone dove vi è una % di longevi (90enni e centenari) maggiore rispetto
alle altre zone d'Italia
Purtroppo, ad oggi l'invecchiamento NON è accompagnato ad un miglioramento dello stato di salute, anzi, il
periodo di NON buona salute è protratto nel tempo e si accompagna a maggiore periodo di disabilità e
dipendenza da terzi (in altre parole, stiamo invecchiando male!).
Questo perché ad oggi NON vi è una reale presa in carico del soggetto anziano sul territorio, quindi non vi è
una gestione costante delle patologie croniche che, riacutizzandosi, richiedono poi nuovamente il ricovero.
L'obiettivo dovrebbe essere quello di cercare di far diminuire il più possibile il periodo di NON buona salute dei
pazienti adottando:
- Servizi assistenziali anche a lungo termine nel territorio per controllare le patologie croniche
- Servizi di prevenzione per permettere un invecchiamento fisiologico
- Intervenire nell'ambito ambientale individuale e generale
Un altro indice è quello di mortalità = nº medio di decessi /1 anno ogni 1000 abitanti
- o
Questo indice è aumentato durante la pandemia
↓
PRIMA del vaccino possiamo osservare 2 picchi in corrispondenza delle 2 ondate di Covid-19
↓
DOPO il vaccino l'indice è minuito ma era comunque più alto rispetto agli anni pre-pandemia
Da questo indice dipende il parametro relativo alla speranza di vita alla nascita che durante la pandemia è
diminuito (leggermente di più nel sesso M rispetto a quello F), seppur in Sardegna di meno rispetto alla media
nazionale. > Dall'aspettativa di vita dipende anche la fuoriuscita dal mondo del lavoro, quindi l'inizio della
quiescenza.
Comorbilità e Multimorbilità
- Comorbilità = identifichiamo una patologia indice (la più impattante per il pz o
quella considerata dal relativo specialista), associata ad altre patologie.
Di fronte ad un pz che è giunto alla nostra attenzione per un evento acuto, non
possiamo prescindere dal considerare anche tutte le altre comorbilità
indipendenti dall'evento acuto, perché sono fondamentali per valutare la
fragilità di quel paziente e, se non le prendessimo in considerazione,
rischieremmo che queste possano interferire con la patologia indice
determinando una prognosi sfavorevole.
Comorbid
Disease
Index
Disease
- Multimorbilità = presenza di 3+ malattie croniche contestualmente manifeste
(in questo caso NON stiamo identificando una patologia indice).
Comorbid
Disease
Comorbid
Disease
Dobbiamo prima di tutto saper gestire la multimorbilità nel soggetto anziano.
Già di per sé la cura delle cronicità non è semplice, perché non possiamo
ottenere la guarigione del processo morboso, ma dobbiamo mettere in atto un approccio di trattamento, sia
farmacologico che non, che consenta di mantenere il più a lungo possibile una condizione di compenso. Se
prendiamo in considerazione una patologia cronica tipica dell'anziano, come può essere il diabete mellito di
tipo 2, non basta aumentare l'anti-diabetico orale o, se è insulino-dipendente e quindi in una fase più avanzata
della malattia, aumentare il dosaggio dell'insulina per garantire un controllo glicemico adeguato; dobbiamo
prima di tutto mettere in atto uno stile di vita appropriato, sia alimentare che funzionale, e quindi le due cose,
la terapia farmacologica e la terapia comportamentale, nel soggetto anziano devono andare sempre di pari
passo.
- Burden di morbilità = impatto complessivo di diverse patologie in un individuo che tiene conto della loro
gravità.
Dobbiamo valutare anche il carico di morbilità, e quindi l'interazione tra i diversi processi morbosi.
Per esempio un diabete mellito scompensato nell'ambito di una sindrome metabolica dove c'è anche una
dislipidemia e una ipertensione arteriosa: la persistenza di un quadro glicometabolico non adeguatamente
compensato va ad influire negativamente sulle azioni che derivano direttamente dalla dislipidemia ma anche
dall'ipertensione, perché abbiamo da una parte la perossidazione facilitata dalla persistenza di elevati livelli
glicemici, che vanno però a sommarsi al danno creato da un ipertensione non adeguatamente controllata e ad
un quadro dislipidemico e ciò determina burden di morbilità.
Cure di Fine Vita
- Cure di fine vita
È importante che le decisioni e azioni che vengono prese vengano anche sempre condivise con il pz e con la
famiglia per garantire tutta la dignità possibile al paziente nelle fasi conclusive della sua vita (es. terapie
palliative per gestire dolore cronico).
La fine vita andrebbe gestita NON nei reparti acuti, quindi:
- nel domicilio del pz > il vantaggio è che il pz può stare vicino ai propri familiari
- o in un altro setting assistenziale (es. hospice o RSA) qualora il pz non possa tornare al suo domicilio
Gerontologia
È lo studio degli aspetti sociali, psicologici, cognitivi e biologici dell'invecchiamento.
In riferimento agli aspetti biologici, possiamo descrivere diversi cambiamenti che rientrano in:
Cambiamenti Biologici nell'Invecchiamento
Composizione corporea
massa muscolare
contenuto idrico > disidratazione
che può causare delirium o IRA
1 massa adiposa
Equilibrio tra
disponibilità e domanda
di energia
disponibilità di energia
↑
domanda di energia
perché
l'invecchiamento
crea una flogosi cronica e
maggiore stress ossidativo)
Meccanismi che
garantiscono
l'omeostasi
Abbiamo alterazione
di sistemi tra cui
quello endocrino e
neuro-immunologico,
infatti i pz anziani
hanno una maggiore
suscettibilità
alle
malattie.
Neurodegenerazione
Abbiamo
modificazioni
corticali e subcorticali che si
associano ad esempio ad
aterosclerosi cerebrale con
riduzione della perfusione
nelle relative aree encefaliche
> questo può portare a
ripercussioni come instabilità
della marcia o incapacità di
compiere due compiti in
contemporanea
(es.
camminare e parlare al
telefono) fino alla perdita
dell'autonomia che comporta
una ricaduta psico-sociale.
Tutti
questi
cambiamenti
contribuiscono ad un FENOTIPO
dell'invecchiamento:
- 1 suscettibilità alle malattie
- 1 rischio di multimorbilità
- capacità di risposta allo
stress
- Emergenza delle sindromi
geriatriche
INVECCHIAMENTO: fenotipo
aumentata
suscettibilità
alle malattie
elevato rischio
di
multimorbilità
ridotta capacita
di risposta allo
stress
emergenza
delle sindromi
geriatriche
alterata
risposta alle
terapie
elevato rischio
di disabilità
perdita
dell'autonomia
con ricadute
psico-sociali
Ovviamente, il declino funzionale
può avvenire seguendo diverse
traiettorie:
- Si può avere uno stato di salute globale adeguato che permette un invecchiamento fisiologico ed un buon
periodo di autonomia;
- Si può avere una patologia cronica degenerativa (es. Alzheimer) che determina dipendenza da terzi e riduce
l'aspettativa di vita del paziente;
- Si può avere un'improvvisa perdita di abilità (es. frattura di femore) cui segue un recupero PARZIALE delle
abilità funzionali, quindi il paziente per un periodo sarà dipendente da terzi.
L'obiettivo, ovviamente, dovrebbe essere quello di garantire un invecchiamento fisiologico, in salute, attraverso la
PREVENZIONE: la maggior parte delle evidenze supporta i benefici degli interventi sullo stile di vita, in particolare
alimentazione e attività fisica.
A questi elementi si aggiungono anche
- aspetti psico-sociali (es. divorzi, vedovanza, perdita di amici etc.),
- progressiva riduzione delle capacità funzionali come udito e vista che non permettono più al paziente di
guidare; oppure, minore risposta dei processi endocrini che comportano ridotta capacità di risposta allo stress
> è importante supportare i pz ad adattarsi ai cambiamenti, infatti talvolta i pazienti anziani enfatizzano un
malessere specifico che può essere dovuto al processo di invecchiamento fisiologico e non ad un quadro
morboso; altre volte, invece, i pz anziani minimizzano la loro condizione.
I cambiamenti della modificazione
corporea
si
ripercuotono
su
farmacocinetica e farmacodinamica,
quindi avremo una alterata risposta
alle terapie, nonché un maggiore
rischio di effetti avversi:
- ^Vd per i farmaci lipofili con
possibile accumulo, quindi
maggiori effetti avversi
- Vd per i farmaci idrofili
Possiamo
indagarla
chiedendo al pz il livello di
fatica quando compie attività
di base come vestirsi o
camminare.
Approccio al Paziente Geriatrico
Deve essere OLISTICO, quindi deve considerare il paziente nella sua totalità: oltre il tradizionale approccio clinico alla
malattia, è necessario anche un modello che, sulla base delle complessità e specificità, elabori una strategia che si
fondi sulla valutazione globale dei bisogni del paziente al fine di delineare un piano che mira alla conservazione della
massima autonomia personale e sociale.
Anamnesi
- Anamnesi
- Fisiologica
- Alvo
- Diuresi
- Incontinenza urinaria (molto frequente)
- Nutrizione (iporessia, anoressia, presbifagia* per liquidi/solidi, iperoressia, disfagia)
* Minor efficienza nel controllo e nella funzione muscolare deglutitoria.
- Sonno > importante da indagare perché spesso l'anziano ha dei disturbi che causano una
FRAMMENTAZIONE
del sonno che non risultera
più
ristoratore comportando
stanchezza/sonnolenza che facilitano l'insorgenza di uno stato confusionale acuto.
Le possibili cause della frammentazione del sonno sono: patologia prostatica che causa
pollachiuria diurna e notturna, sogni vividi, dolore che causa risveglio, OSAS.
SE il sonno
non
è
ristoratore
dobbiamo indagare l'eventuale insonnia
iniziale/intermedia/finale. Diamo poi delle indicazioni al pz per migliorare l'igiene del
sonno come ad es. non fare riposi pomeridiani o, al massimo, un breve riposo post-
prandiale ed esporsi alla luce durante le ore della giornata, in modo da regolare la
produzione circadiana di melatonina.
Se necessario ricorriamo alla prescrizione di farmaci:
- SI melatonina, soprattutto a lento rilascio da 2mg (a
questo dosaggio è un farmaco che necessita di
prescrizione), che è efficace sia per favorire
l'addormentamento che nell'evitare i ripetuti risvegli
grazie al rilascio protratto.
Via oral
circadin®2 mg
melatonina
30 tabletas de liberación prolongada
- SE l'igiene del sonno e la melatonina non sono sufficienti, possiamo optare per il
trazodone (antidepressivo, ha azione ipnotica a basso dosaggio di 25mg) >
Rispetto alle BDZ ha il vantaggio di NON dare sedazione mattutina e di NON dare
assuefazione
* NO benzodiazepine perché anche quelle a breve durata d'azione hanno un effetto
fino alla mattina, quindi il pz sarà meno vigile al risveglio e questo può comportare
caduta
- Patologica remota (problemi non attivi, come una condizione cronica controllata) > sono importanti le
diagnosi precedenti e la valutazione di documenti clinici come referti, piani terapeutici precedenti etc.
- Patologica prossima (problemi medici attivi)
→
La caratteristica principale dell'invecchiamento è la ridotta
risposta allo stress, compreso lo stress delle malattie.
Indaghiamo i sintomi ricordando che nel paziente anziano gli
stati morbosi si manifestino in modo atipico, quindi ad es.
Molti sintomi di malattia non sono l'effetto diretto della malattia,
ma piuttosto la risposta dell'organismo.
un'infezione urinaria/polmonite etc. possono manifestarsi con
un delirium anziché con i sintomi più classici come la disuria nel
L'intensità del sintomo può essere attenuata dalla ridotta
responsività del corpo invecchiato.
caso dell'IVU, tosse e febbre nel caso della polmonite.
Inoltre, può essere difficile ottenere informazioni complete e
specifiche sia perché il pz potrebbe minimizzare il suo malessere che attribuisce all'invecchiamento, sia perché
potrebbe avere un deficit cognitivo ed il suo caregiver non è in grado di descrivere esattamente la problematica. Tutto
questo può ritardare l'inquadramento diagnostico.