Documento dall'Università degli Studi di Siena (unisi) su Milanovic: Ingiustizia globale, migrazioni, disuguaglianze e il futuro della classe media. Il Pdf, utile per studenti universitari di Economia, analizza i guadagni della globalizzazione, la loro distribuzione disuguale e le strategie per ridurre la disuguaglianza.
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docsity Milanovic. Ingiustizia globale Migrazioni, disuguaglianze e il futuro della classe media Sociologia Università degli Studi di Siena (UNISI) 47 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/milanovic-ingiustizia-globale-migrazioni-disuguaglianze-e-il-futuro-della-classe-media/7390903/ Downloaded by: enzacio (enza.99@live.it)BRANKO MILANOVIC - INGIUSTIZIA GLOBALE
I guadagni della globalizzazione non sono distribuiti in modo uniforme. Vengono presi in considerazione gli anni dal 1988 al 2008. Questo periodo di vent'anni coincide quasi esattamente con gli anni che vanno dalla caduta del muro di Berlino alla crisi finanziaria globale. Abbraccia il periodo che può essere chiamato "alta globalizzazione": Un'era che ha immesso nell'ambito dell'economia mondiale interdipendente in prima battuta la Cina, e in seconda battuta l'Unione sovietica e l'Europa dell'Est; e anche il periodo della rivoluzione delle comunicazioni, che consente la delocalizzazione e poter sfruttare manodopera a basso costo senza rinunciare al controllo. Gli anni prima della crisi finanziaria sono quelli più globalizzati. D'altronde tali guadagni sono stati distribuiti in modo disuguale; infatti, il grafico lo dimostra palesemente.
Il punto A (del grafico) rappresenta gli individui con la maggiore crescita di reddito, pari circa all'80% nei 20 anni presi in esame. Chi sono questi individui? In 9 casi su 10 sono individui che appartengono a economie emergenti asiatiche, Cina, India, Tailandia, Vietnam e Indonesia. Essi non sono individui ricchi, ma sono individui che appartengono alla metà delle distribuzioni dei loro paesi di origine e anche del mondo. Questi sono i principali vincitori della globalizzazione (tra il 1988 e il 2008) che per comodità vengono chiamati classe media occidentale emergente. Ma essendo ancora relativamente poveri rispetto alle classi medie occidentali non dovremmo assegnare al termine lo stesso status della classe media che tendiamo ad associare a quella dei paesi ricchi. Il punto B, la prima caratteristica da notare è che si trova a destra del punto A perciò significa che chi appartiene al punto B è più ricco di chi si trova nel punto A. il punto B nel corso degli ultimi 20 anni non ha avuto crescita. Ma chi sono coloro che si trovano nel punto B? In sostanza sono i vecchi ricchi dell'Europa occidentale, del Nord America, dell'Oceania e del Giappone. Nel punto B si trova in genere chi appartiene alla metà più bassa della distribuzione dei redditi dei vecchi paesi ricchi. Questo gruppo è chiamato classe media inferiore del mondo ricco e di sicuro non figura tra i vincitori della globalizzazione. Se si mettono a confronto il punto A con il B viene messo in risalto uno dei problemi cruciali dell'attuale processo di globalizzazione. In sostanza i grandi vincitori sono stati i poveri e le classi medie asiatiche, i grandi perdenti la classe media inferiore del mondo ricco. Nessuno era riuscito a prevedere tale situazione; questo ci fa capire che qualsiasi previsione sullo sviluppo economico, nel lungo periodo, su scala globale è piena di difficoltà. Ma la domanda interessane, che viene in modo spontaneo, è chiedersi se i guadagni della classe media in Asia sono legate alle perdite della classe media inferiore del mondo ricco? Il punto C ci troviamo davanti a individui globalmente molto ricchi i cui redditi reali aumentano in modo sostanzioso tra il 1988 e il 2008. Document shared on https://www.docsity.com/it/milanovic-ingiustizia-globale-migrazioni-disuguaglianze-e-il-futuro-della-classe-media/7390903/ Downloaded by: enzacio (enza.99@live.it)Anche loro escono vittoriosi dalla globalizzazione, nello stesso modo delle classi media asiatiche. All'interno di questo punto troviamo: gli Stati Uniti, ma il resto proviene maggiormente dall'Europa occidentale dal Giappone e dall'Oceania. Anche Brasile, Sud Africa e Russia. Questo gruppo C viene chiamato plutocrati globali.
Confrontando i gruppi B e C vi è un'importante divisione:
Ma quali sono le ragioni che spiegano la forma insolita della S distesa?
Supponiamo di prendere in considerazione l'intero incremento di reddito globale tra il 1988 e il 2008 e poniamo che sia 100. Il grafico (pag 32) mostra che il 44% del guadagno assoluto finisce nelle mani del più ricco 5% a livello globale. La classe media globale (che nel primo capitolo erano definiti i principali beneficiari dell'attuale era della globalizzazione) ha ricevuto solo tra il 2 e 4% dell'aumento della torta globale in totale circa il 12- 13%. L'autore in questo capitolo con questi esempi e grafici ci vuole dire che: questa è la dimostrazione eccellente di quanto è enormemente disuguale la distribuzione dei redditi a livello globale. Questa dimostrazione sbilanciata dei guadagni assoluti ci porta a modificare la precedente (quella del paragrafo prima) a proposito dei vincitori e dei perdenti? No. La conclusione ne esce rafforzata perché la notevole percentuale di guadagno appare anche più sbalorditiva quando prediamo in considerazione le cifre assolute. Document shared on https://www.docsity.com/it/milanovic-ingiustizia-globale-migrazioni-disuguaglianze-e-il-futuro-della-classe-media/7390903/ Downloaded by: enzacio (enza.99@live.it)Introdurre la misurazione assoluta ci permette di osservare gli stessi dati da un'angolazione diversa e di percepire meglio le immense differenze di reddito esistenti oggi nel mondo.
Excursus 1.2 : misure assolute e relative della disuguaglianza globale. La maggior parte delle nostre misure della disuguaglianza sono relative, nel senso che il reddito di tutti aumenta della stessa percentuale la disuguaglianza è destinata a rimanere immutata. Perché sono migliori le misure relative? Sono conservative in quanto non mostrano alcun cambiamento nella disuguaglianza in caso in cui quelle assolute mostrerebbero un aumento o un calo. Uno degli svantaggi delle misure assolute è che sono destinate ad aumentare praticamente con qualsiasi aumento: quando salgono i redditi, la distanza assoluta tra i ricchi, la classe media e i poveri diviene maggiore anche se i divari relativi rimangono gli stessi. Pertanto, i cambiamenti di reddito relativi sono un metro più ragionevoli di quelli assoluti. Secondo l'autore è molto importante essere consapevoli che la globalizzazione è una forza sia positiva sia negativa. Se confrontiamo il grafico dei guadagni relativi con il grafico dei guadagni assoluti dei redditi risulta evidente una caratteristica che troveremo spesso nell'analizzare i cambiamenti introdotti dalla globalizzazione: molto di rado saremo in grado di indicare un cambiamento che abbia effetti totalmente negativi o totalmente positivi.
Fino ad ora erano stati presi in esame i cambiamenti avvenuti tra il 1988 e il 2008, perché rappresentavano in meglio gli effetti dell'alta globalizzazione. Ma ora abbiamo nuovi dati e informazioni relativi al periodo 2008/2011; questo periodo risulta una continuazione e una accelerazione delle tendenze della globalizzazione descritte prima, ma con una svolta. Una tendenza che si consolida nel periodo 2008/2011, è la crescita della classe media globale. Tale crescita è stata alimentata, in questi tre anni, come nei precedenti, dagli elevati tassi di crescita in Cina. Nel grafico a pag 38, la crescita della classe media globale diviene ancora più visibile e radicata. L'assenza di crescita nel mondo ricco in quel periodo comporta non soltanto che i redditi delle classi medie inferiori di questi paesi continuano a stagnare, ma anche che la stagnazione si estenda verso il vertice, dove non si registra alcuna crescita, motivo per il quale il punto C rimane dove era nel 2008. L'effetto della crisi finanziaria sulla disuguaglianza globale non è sorprendente. Quel che risulta poco chiaro è quanto significativa sia la rottura rappresentata da questa crisi nella storia dell'economia globale. Questa crisi è solitamente chiamata crisi finanziaria globale, ma per prima cosa il termine globale è improprio perché il rallentamento interessa soltanto le economie ricche. Sarebbe, perciò, più appropriato definirla una recensione delle economie atlantiche. L'evoluzione a lungo termine dei redditi a livello nazionale vale a dire il riequilibrio dell'attività economica in favore dell'Asia e a scapito dell'Europa e del Nord America non viene interrotto, ma piuttosto rafforzato. Perciò la crisi non fa altro che rafforzare una tendenza che era già esistente. La distribuzione globale dei redditi passa dall'avere una forma marcatamente a doppio picco (molti individui con redditi molto bassi, praticamente nessuno nel mezzo e infine altri livelli di reddito molto alti), a essere più piena nel mezzo ed inizia ad assomigliare alla Document shared on https://www.docsity.com/it/milanovic-ingiustizia-globale-migrazioni-disuguaglianze-e-il-futuro-della-classe-media/7390903/ Downloaded by: enzacio (enza.99@live.it)