Documento sull'audiologia protesica, le fasi della terapia e le caratteristiche tecniche degli apparecchi acustici. Il Pdf esplora i componenti chiave come microfoni e filtri, il loro impatto sulla qualità del suono e i diversi tipi di microfoni, utile per lo studio universitario.
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Le protesi tradizionali vengono chiamati anche hearing aid in inglese. Nella protesizzazione acustica ci sono di mezzo varie figure, principalmente l'audioprotesista, ma anche l'audiologo, l'audiometrista, e soprattutto negli aspetti infantili anche la logopedista. Per protesizzare il paziente è necessario quindi avere un inquadramento completo; È importante inquadrare globalmente il paziente, anche psicologicamente, perché il risultato di una protesizzazione dipende da tantissimi fattori. Quindi è bene fare un:
Messaggio verbale-> Le parole sono formate da:
Voi siete a valutare gli audiogrammi con le varie perdite percettive o trasmissive, e dovete tener conto che la cosa fondamentale per la percezione sono le consonanti, o comunque le frequenze acute, quei fonemi o consonanti centrati sulle frequenze acute sono importanti per la comprensione della parola nel rumore. Questo spiega perché le curve in caduta sugli acuti accentuate, crea al paziente con deficit di questo tipo, problemi di percezione nel rumore importanti. Le frequenze gravi invece arricchiscono molto il linguaggio e, sono importanti per la prosodia. Ambiente -> una cosa da tener conto è che noi audiologi, otorini, audioprotesisti, lavoriamo spesso nel silenzio, nel senso che facciamo l'audiogramma nel silensio, ma anche la vocale viene fatta in cuffia e questo non tiene conto del fatto che difficilmente le persone si trovano in situazioni di quiete, ma si trovano spesso in situazioni di rumore, che determina un effetto di mascheramento soprattutto sulle frequenze gravi. Quindi noi dobbiamo immedesimarci nelle problematiche del paziente sordo, protesizzato, che nella maggior parte dei casi si trova ad operare in ambienti in cui c'è una distorsione, rumore di fondo. Quindi da una parte abbiamo il paziente sordo con un deficit su alcune frequenze che impedisce di sentire vari fonemi, e dall'altra abbiamo che questo messaggio verbale avviene in ambienti più o meno disturbati. L'individuo-> poi abbiamo la variabilità individuale, ovvero che ogni persona non va inquadrata solo con audiogramma, ma va inquadrato l'individuo, e a parità di audiogramma, a parità di vocale, spesso le lesioni sono diverse, e la capacità di sfruttare la protesi sono diverse, in quanto dipende anche dalla capacità dell'ansiano di integrarsi. Capite che la protesizzazione è un problema complesso;
Quando ci avviciniamo a un paziente che deve essere protesizzato, dobbiamo tenere conto di vari fattori: È un lavoro difficile protesizzare le persone perché solitamente la protesi acustica esterna, che da fastidi è una soluzione non gradita soprattutto dal punto di vista estetico. Poi c'è il problema che quando dico al paziente che deve mettersi una protesi, prende coscienza dell'handicap uditivo, e questo molti pazienti lo sottovalutano, e molto spesso bisogna approcciare con attenzione alla prima fase, perché spesso i pazienti hanno una negazione, e se vengono mandati al centro, senza una motivazione il paziente e direttamente con un imposizione medico familiare, è difficile poi raggiungere risultati. L'altro problema fondamentale è che quando poniamo la diagnosi di sordità e l'unica soluzione è quella di un rimedio protesico, il paziente spera di avere una soluzione medica o chirurgica, che soprattutto nelle neurosensoriali, ma anche nelle trasmissive o miste non è raggiungibile. Il paziente allora prende coscienza di avere un handicap tale da consigliare una protesizzazione acustica che non può essere risolta in altra maniera e che gli impone l'uso di strumenti spesso non graditi esteticamente, e del fatto che così gli altri capiscono che ha una disabilità. Nei paesi anglosassoni accettano la problematica, mentre nei paesi mediterranei come l'Italia c'è spesso una discreta opposizione a questa fase, e quindi è una fase molto delicata, che deve coinvolgere tutte le figure. Quando fate un colloquio, bisogna valutare bene molti aspetti, vi consiglio di parlare a lungo con il paziente, per capire;
Consiglio di far compilare dei questionari al paziente prima e dopo il fitting; il più semplice è il COSI, per capire il gradimento del paziente. Per la protesizzazione c'è l'APHAB che è il questionario del beneficio protesico. Poi c'è l'HHIE per gli anziani .. insomma ci sono tantissimi questionari; Somministrare il questionario è molto importante, e ci mette anche a riparo perché noi l'abbiamo valutato prima, dopo, non abbiamo fatto solo una valutazione tecnica su come risponde la protesi, ma una valutazione diciamo clinica, attraverso un questionario molto semplice su anche la qualità della vita prima e dopo la protesizzazione.
Nel colloquio con il paziente, dobbiamo dare anche una conoscenza del problema, quindi informare il paziente sulla sua situazione audiologica e comunicativa, informarlo sull'anatomia di base del sistema uditivo, spiegargli il suo audiogramma, problematiche della percezione nel rumore, come deve comportarsi, valutarlo anche dal punto di vista psicologico;
Esempio: quando ho fatto la valutazione del paziente, ammettiamo il solito presbiacusico con curva in discesa e con distorsione della vocale, è importante che il medico, l'audioprotesista e la logopedista sappiano e informino il paziente dei limiti che possono esserci. Un'altra cosa da fare è istruirlo sull'apparecchio, approfondire le caratteristiche della protesi, come tenerla la notte, come si interfaccia con il telefono, come si cambia la batteria, la pulizia come usarla insomma .. e spiegare che è un processo lungo di riabilitazione, che è importante
Al di là di questa fase iniziale è importante cercare nella maggior parte dei casi di fare un inquadramento audiologico completo. Dovremmo avere almeno, alla fine della valutazione del paziente informazioni sul:
cioè la curva
sia sul versante tonale che sul versante discriminativo vocale
prognosi del danno uditivo