Niccolò Machiavelli
Niccolò Machiavelli
Il Principe
1513
Nicholo marianegli1513
SCRIVE
1513
Niccolò
Machiavelli
Nato a Firenze nel
1469
Formazione
umanistica
Impegno politico
(1498-1512)
Impegno letterario
(dopo il 1512)
Muore nel 1527Il Principe
Titolo originale: De
Principatibus
- Scritto nel 1513
- Trattato di dottrina
politica
IL PRENCIPE DI
NICOLO MACHIAVELLI,
al Magnifico Lorenzo de Medici.
LA VITA DI CASTRVCCIO
Caftracani da Lucca.
IL MODO, CHE TENNE IL DVCA
Valentino per ammazzare Vitellozzo Vitelli,
Oliverotto da Fermo, il S. Paulo,
il Duca di Grauind.
I RITRATTI DELLE COSE
della Francia, e dell' Alamagna.
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- quies .
AU TRIBUNA2
IN VENETIA
Per Comin de Trino
MD XLI.I
I precedenti di Machiavelli
- Nel medioEvo erano diffusi i trattati intesi a tracciare il modello
del principe e a indicare le virtù che egli doveva possedere
- Erano gli "specula principis", gli "specchi del principe", perché
dovevano fornirgli lo "specchio" in cui riflettersi e conoscersi,
apprendendo quali dovevano essere i suoi comportamenti
- Questi trattati mirano a fornire un'immagine ideale ed esemplare
del principe, consigliando di praticare tutte le più lodevoli virtù:
clemenza, mitezza, giustizia, liberalità etc. (politica subordinata
alla morale)
- M., invece, proclama di voler guardare alla "verità effettuale
della cosa" e non all'ideale
Un manifesto politico
IL PRINCIPE DI NICCHOLO MACHIA
VELLO AL MAGNIFICO LOREN.
ZO DI PIERO DE MEDICI.
LA VITA DI CASTRUCCIO CASTRA.
CANI DA LVCCA A ZANOBI BVON
DELMONTI ET A LVIGI ALEMAN.
NI DESCRITTA PER IL
MEDESIMO.
IL MODO CHE TENNE IL DVCA VA.
LENTINO PER AMMAZAR VITEL
LOZO, OLIVEROTTO DA FER.
MO IL. S. PAOLO ET IL DV
CA DI GRAVINA ORSI
NI IN SENIGAGLIA,
DESCRITTA PFR
IL MEDESIMO.
Con Gratie, Privilegidi . N. S. Clemente
VII. altri Principi, che intra il termino di. X.
Anni non fi Stampino , ne Stampati fi wendino:
Sotto le pene , che in efsi fi contengono.
M. D. X X X II.
- Contiene un
programma di interventi
per il futuro dell'Italia.
- L'Italia è in crisi.
- Serve un PRINCIPE che
risolva il problema,
ottenendo il consenso
Struttura e contenuti del Principe
· Vari tipi di principato e i mezzi per conquistarlo e mantenerlo
· Distinzione tra principe e tiranno
· Principato civile
· Come rafforzare un esercito
· I principati ecclesiastici
· Esercito deve essere composto da cittadini professionisti
· Pericolosità degli eserciti ausiliari
· Principe deve essere sempre pronto alla guerra
Struttura e contenuti del Principe: Comportamenti e Doti
· I comportamenti che deve tenere un principe nuovo
· Le doti del principe: liberalità/parsimonia, pietà/crudeltà
· L'etica del principe non deve coincidere con la morale politica. L'uomo è come un
centauro
· Comportamenti per evitare odio e disprezzo dei sudditi
· Utilità o meno delle fortezze
· Promuovere arte e cultura
Capitoli XXIV-XXVI
Esortazione finale e dedica a Lorenzo de'Medici (signore di Firenze e duca di Urbino e nipote del
Magnifico)
· Perché i principi han perso il loro stato (cap. XXIV)
· Virtù e fortuna (cap. XXV)
· Esortazione finale a un principe nuovo (cap. XXVI)
La verità effettuale della cosa
- Le concezioni di M. scaturiscono dal rapporto
diretto con la realtà storica (la verità effettuale)
- In lui vi è la coscienza lucida e sofferta della crisi
che l'Italia sta attraversando
- Gli stati italiani perdono la loro indipendenza
politica e divengono satelliti delle potenze europee
(Francia, Spagna) che si disputano il territorio della
penisola
La crisi politica, militare e morale
Gli Stati regionali italiani:
- Frammentazione politica
- Realtà deboli e instabili
- Utilizzo di truppe mercenarie
Gli stati europei:
- Francia, Spagna
- Unità politica
- Centralizzazione dei poteri
- Eserciti nazionali
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Bolzano
Rodano
Principato
S. Daniele
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La crisi italiana e la necessità di un Principe
- Regno di Napoli: conquistato dai Francesi nel 1494, poi
definitivamente dagli Spagnoli nel 1503
- Ducato di Milano: sottomesso ai Francesi nel 1500
- Venezia: salva a stento la propria indipendenza nel 1509
- Gli Stati italiani rischiano di subire l'egemonia delle potenze
straniere
- E' necessario dunque un Principe che possegga la virtù politica
(non necessariamente coincidente con quella morale) per
costituire in Italia uno Stato forte e ben ordinato, garantendo il
perseguimento del bene comune
Un metodo scientifico
- Partire dall'osservazione diretta della realtà, dai
dati empirici offerti dall'esperienza è l'aspetto
che caratterizza il metodo scientifico moderno
quello che sarà poi di Galileo e delle scienze
fisico-naturali
- Machiavelli, prima ancora di Galileo, applica
questo metodo alle scienze dell'uomo, le scienze
che studiano il suo operare politico
Esperienza delle cose moderne e lezione delle antique
- L'esperienza è ricavabile anche dalla lettura degli
autori antichi oltre che dalla "verità effettuale"
- Nei libri dei classici è accumulata una ricca
esperienza diretta del reale
Tito
Livio
La concezione naturalistica dell'uomo
- Per M. l'uomo è un fenomeno di natura al pari di altri
- I suoi comportamenti non variano nel tempo, come non
variano il corso del sole e delle stelle o i cicli delle stagioni
- Per questo è convinto che, studiando il comportamento
umano attraverso le fonti storiche e l'esperienza diretta, si
possa arrivare a formulare delle vere e proprie LEGGI di
validità universale, applicabili infallibilmente ad ogni
situazione (teoria razionale dell'agire politico)
- Se il comportamento dell'uomo non varia, l'agire degli
antichi, in particolare, può offrire un modello e una lezione al
nostro agire di oggi (principio rinascimentale dell'imitazione)
Il giudizio pessimistico sulla natura umana
- Per M. gli uomini sono malvagi
- Le leggi della convivenza umana sono dure e spietate
- Perciò il Principe non può seguire sempre l'ideale e la
virtù "non può fare in tutte le parti la professione di
buono" perché andrebbe incontro alla rovina
- Deve sapere anche essere "non buono", "saper entrare
nel male", dove lo richiedano le esigenze dello stato
Accusa di immoralità e politica
Da qui l'accusa di immoralità rivolta a Machiavelli
In realtà per lui politica e morale sono due ambiti distinti. La
politica riguarda il benessere dello Stato, è il campo dell'utile
(non individuale però!).
Il buon politico deve
utilizzare tutti i mezzi
che ha a
disposizione per
raggiungere il fine
del bene dello Stato
L'azione efficace è
quella che raggiunge
l'obiettivo con il minimo
dispendio di energie
Virtù e Fortuna
Virtù e Fortuna
- La Fortuna è un insieme di forze puramente casuali, accidentali,
svincolate da ogni finalità trascendente. E' una serie di fattori
esterni all'uomo, che non dipendono dalla sua volontà. La
Fortuna è l'oscuro e l'indeterminabile
- Quella di M. è una concezione laica e immanentistica che mette
tra parentesi la presenza nel mondo della Provvidenza, cioè di
un disegno divino indirizzato a un fine (cfr. Medio Evo)
- Dalla tradizione umanistica, tuttavia, M. eredita la convinzione
che l'uomo può fronteggiare vittoriosamente la fortuna. Egli
ritiene infatti che la Fortuna sia arbitra solo della metà delle cose
umane, e lasci regolare l'altra metà agli uomini
Fortuna: situazione storica
FORTVNA.
ISB
Fortuna: la situazione
storica è mutevole.
· Ciò condiziona la vita
umana
Virtù: ingegno e prudenza
- L'uomo deve riuscire, grazie alla virtù (e cioè, grazie
al suo ingegno, alla prudenza e all'intraprendenza)
a dominare la Fortuna.
I modi di opporsi alla Fortuna
- In primo luogo la Fortuna può costituire
"l'occasione" dell'agire del Principe, la "materia"
su cui egli può imprimere la "forma" da lui voluta
- Sfruttando "l'occasione", la "virtù" del Principe si
afferma e costruisce il proprio successo, piegando
la Fortuna ai propri fini
Previsione e calcolo accorto
- In secondo luogo la Virtù umana si impone alla Fortuna
attraverso la capacità di previsione, il calcolo accorto
- Nei momenti quieti l'abile politico deve pre-vedere i
futuri rovesci e predisporre i necessari ripari, come si
costruiscono gli argini per contenere i fiumi in piena
- In questo modo la Virtù umana può imbrigliare la
Fortuna impedendole di fare danno o limitandone gli
effetti negativi
Duttilità e adattamento
- Vi è infine un terzo modo teorizzato da M. per opporsi alla fortuna
- Il "riscontrarsi" con i tempi
- Cioè la duttilità nell'adattare il proprio comportamento alle varie
esigenze oggettive che via via si presentano, alle varie situazioni, ai
vari contesti in cui si è obbligati ad operare
- In certi casi occorre l'astuzia della volpe, in altri la forza del leone
- Questa duttilità è una dote auspicabile, ma quasi mai si ritrova negli
uomini (nota pessimistica)