Documento da Alma Mater Studiorum - Università di Bologna su lingue d'Europa: elementi di storia e di tipologia linguistica. Il Pdf, di livello universitario e materia Lingue, analizza la classificazione morfologica, l'armonia vocalica e i fenomeni di contatto linguistico, con un focus sull'area balcanica.
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lingue d'Europa. elementi di storia e
di tipologia linguistica; Banfi e
Grandi
Linguistica Generale
Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (UNIBO)
49 pag.
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Downloaded by: chiara-bolchini (chiara.bolchini1@gmail.com)Lingue d'Europa, Elementi di storia e di tipologia linguistica - E.Banfi e N. Grandi
I margini orientali dell'Europa sono, oggi, ancora discussi e del tutto opinabili, tanto da farcela apparire
come una semplice propaggine dell'immenso continente asiatico. Se si vogliono individuare linee di
separazione interne al continuum territoriale euro-asiatico, infatti, occorre ricorrere necessariamente a
valutazione e considerazioni di ordine socio-culturale e storico-politico.
Lafont (1991) e Hagège (1992), linguisti francesi, sono dell'idea per cui il complessivo spazio geografico ex
sovietico, formato dalla Georgia e dall'Armenia (in forza del loro comune passato cristiano e, per l'Armenia,
anche in forza della tradizione indoeuropea), insieme a tutte le regioni turcofone e iranofone dell'Eurasia,
dovrebbe essere considerato quale parte integrante dell'Europa.
Più convincente è, però, considerare "Europa" il territorio che si estende dall'Atlantico agli Urali, un'area
geografica di certo più ampia rispetto alla "piccola Europa" formata dai quindici paesi dell'Unione Europea
(uscita dal trattato di Maastricht), e comunque meno ampia dell'idea che dell'Europa hanno Lafont e
Hagège.
Nell'attuale dibattito culturale sull'Europa, si confrontano due immagini, due proiezioni del concetto di
Europa, che risultano più o meno "estese" secondo il grado di "europeicità" che si vuole accordare all'ex
Unione Sovietica e alla sua erede, la Russia di oggi. L'Unione Sovietica e l'odierna Russa sono da
considerare come "interfacce" tra due distinte realtà continentali: l'Asia e l'Europa, o come "periferie"
dell'Europa, intesa quindi quest'ultima come realtà spazio-temporale "a sé" rispetto all'Asia.
Problemi analoghi pone anche la Turchia, non solo perché si tratta di un territorio posto a cavallo, in termini
geografici, tra Europa e Asia, ma anche perché, come la Russia, l'ambiente turco "sta" ai margini
dell'Europa, con tutte le implicazioni e le complicazioni poste dalla sua posizione geografica e storico-
culturale. A partire dall'attentato dell'11 settembre 2001, poi, sono sempre più emerse le questioni relative
alla sua collocazione nel quadro islamico e alla sua funzione di cerniera e di tramite tra Occidente cristiano e
mondo musulmano.
Secondo Braudel (1985), le frontieri dell'Europa andrebbero tracciate e fatte coincidere con quelle della
diffusioni del cristianesimo occidentale, alla luce del fatto che la scissione tra Impero romano d'Oriente e
Impero romano d'Occidente (476) costituì il più profondo trauma mai verificatosi all'interno della
compagine imperiale romana, ovvero all'interno di uno spazio geolinguistico e culturale caratterizzato, fino
all'alto medioevo, da forti e sostanziali elementi culturali comuni. Oggi, noi, ne ereditiamo le conseguenze:
si pensi, ad esempio, al dramma dei recenti conflitti balcanici.
La frattura tra Occidente e Oriente europei, attuatasi alla fine del V secolo e sfociata nel grande scisma del
1054, ripercorre esattamente l'antica linea di separazione tra mondo greco-bizantino e mondo latino-romano
e romano-germanico, ed è peraltro marcata dalla distribuzione sul territorio del vecchio continente delle due
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Downloaded by: chiara-bolchini (chiara.bolchini1@gmail.com)forme di scrittura egemoni adottate entro i suoi confini: l'una, propria dell'Occidente europeo, basata sul
modello dell'alfabeto latino, l'altra, propria dell'Oriente europeo, basata sul modello dell'alfabeto greco,
fonte delle diverse forme in cui si differenziano gli alfabeti cirillici.
L'impero romano d'Occidente, lacerato dalle invasioni barbariche, politicamente rinacque, dopo i secoli
dell'alto medioevo, dapprima intorno al Sacro romano impero germanico, poi nella dialettica tra sistemi
politici retti da grandi potenze rivali; spiritualmente, l'Impero romano d'Occidente si ricostituì intorno al
potere del papato romano, istituzione che tenne coesa, almeno fino all'irrompere delle idee riformiste e delle
guerre di religione, tutta la compagine cristiana occidentale.
Lo spazio europeo orientale, dominato politicamente e religiosamente dal modello greco-bizantino, fu per
tutto l'alto medioevo più vivace rispetto all'Occidente latino-romano e romano-germanico. Ma il modello
greco-bizantino, progressivamente minato all'interno da forti tensioni politiche e attaccato all'esterno dalle
compagini turche e dagli interessi mercantili occidentali, a partire dai secoli XII e XIII entrò in una fase di
declino che lo condusse, nel 1453, alla capitolazione sotto la pressione degli eserciti turco-ottomani di
Maometto il Conquistatore. Contemporaneamente, l'impero romano d'Occidente, con la formazione dei
futuri Stati nazionali, con la diffusione delle grandi lingue nazionali e con il Rinascimento, conosceva una
straordinaria fioritura. Per l'impero romano d'Occidente è il periodo delle scoperte di nuovi mondi, delle
conquiste, che lo aiuteranno a esportare, oltre al cristianesimo, anche una serie di lingue (lo spagnolo, il
portoghese, l'inglese, il francese), che di quel modello rappresentavano l'espressione e lo strumento
identitario.
L'analisi di una carta geolinguistica dell'Europa d'oggi permette di rilevare tre principali parametri fondanti
il quadro linguistico dell'Europa contemporanea:
Le teorie circa il processo di formazione del quadro linguistico indeuropeo d'Europa vanta quasi due secoli
di storia che coincide, in buona misura, con l'evoluzione delle ricerche di linguistica comparata indeuropea
e
di
tipologica
applicata
alle
lingue
del
nostro
continente.
linguistica
L'atto di nascita della linguistica comparata indeuropea può essere considerato la pubblicazione, nel 1816,
del saggio di Franz Bopp, dedicato al confronto dei sistemi morfologici del sanscrito, del greco, del latino,
del persiano e delle lingue germaniche.
Nei secoli XIX e XX, molti studiosi di linguistica storica hanno cercato di fare luce sui rapporti tra i diversi
gruppi linguistici formanti la famiglia delle lingue indeuropee e sulle relazioni tra questi gruppi e un
ipoteticamente "unitario" ambiente linguistico-culturale indeuropeo originario. Le ricerche di tipologia
linguistica applicate all'ambiente linguistico europeo hanno avuto, negli ultimi anni, un punto di riferimento
nel progetto di ricerca internazionale Eurotyp, coordinato, per l'Italia, da Paolo Ramat.
Oggi si possono individuare tre principali teorie illustranti il processo di formazione del quadro linguistico
indeuropeo d'Europa: