Documento dall'Università sui biomarcatori in biochimica clinica, lezione 1 del 02/05/2023. Il Pdf esplora la definizione, l'utilizzo e la classificazione dei biomarcatori, inclusi quelli genetici, proteici e metabolici, con un focus sulla variabilità dei risultati dei test diagnostici, utile per gli studenti di Biologia.
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Biochimica clinica, lezione 1, 02/05/2023 Argomenti: biomarcatori La prof caricherà articoli su DIR e questi saranno di 2 tipi: · Approfondimenti ma non necessari, cioè dei papers fondamentali nell'ambito di quella determinata ricerca che hanno dato il via a quella ricerca o che l'hanno conclusa. · Altri invece potrebbero essere utili da utilizzare come supporto alle lezioni in aula. Si lavorerà sostanzialmente con le diapositive, perciò non viene impiegato un libro di testo perché questa materia è talmente vasta e con così poche ore che non ha senso andare a pescare sul libro i capitoli. Ci si soffermerà più su delle visioni d'insieme, in modo più trasversale.
Biochimica Clinica: scienza clinica applicata che studia con metodi chimici, fisici e biologici (come gli anticorpi) le alterazioni dell'organismo nello stato di malattia. Ottiene da campioni biologici dati qualitativi o quantitativi che consentono di ottenere informazioni utili a scopo diagnostico, prognostico e terapeutico. Biologia Molecolare Clinica: settore disciplinare che racchiude e contraddistingue l'insieme di test che vengono sviluppati ed eseguiti sulla base di tecnologie ed approcci metodologico-concettuali tipici della Biologia Molecolare.
I BIOMARCATORI Il problema che ci si pone è trovare biomarcatori, identificabili in diversi modi (potrebbero essere anche biomarcatori da imaging, quindi non biochimici), che siano utili a scopo diagnostico-prognostico-terapeutico, Però per fare questo si deve conoscere bene l'organismo nello stato fisiologico e poi riuscire a capire se questi markers scelti sono ottimali per definire lo stato di malattia o comunque andare a indagare l'ambito di interesse. Il biomarcatore può quindi essere definito come un parametro biologico misurabile e quantificabile che serva da indicatore di processi biologici normali, patologici o di risposta ad interventi (farmacologici). Può essere inoltre considerato un indicatore di endpoint clinico surrogato (glicemia -> diabete). Viene identificato in ambiti di ricerca diversi, dalla biochimica alla microbiologia alla fisiologia. In ambito biochimico e molecolare:
Utilizzo dei biomarcatori:
Classificazione dei biomarcatori:
Questo è un periodo di transizione in cui dal singolo biomarcatore (validazione di singoli marker che mano a mano vengono inseriti nei pannelli diagnostici) si vuole andare verso un approccio globale, grazie a tecnologie omiche e "wide" (trascrittomica, proteomica, metabolomica, mediante HPLC, risonanza magnetica nucleare, spettrometria di massa). Perché questo fenomeno però è ancora in preclinica traslazionale? Sostanzialmente perché non si sa ancora come intrepretarli e bisogna fare in modo che queste tecnologie siano fruibili in tutte le strutture, perché altrimenti non risultano poi applicabili per quella che è l'utilità sociale.
Medicina di precisione e target therapy non sono la stessa cosa. Medicina personalizzata può definire l'efficacia o la tossicità che quel farmaco ha su quel determinato paziente, dipende dal suo assetto genetico ma anche dalle condizioni ambientali; è un termine ampio, definisce una medicina che va a tenere conto di tanti aspetti e delle volte anche di quelli che non sono prettamente quantificabili, cioè dipendono anche dal contesto, da che tipo di paziente ci si trova davanti. Ogni persona è un caso unico ed è per questo che sempre più medici si concentrano su questo aspetto affermando, appunto, che la medicina personalizzata non è semplicemente la medicina di precisione o la target therapy, ma è qualcosa di più ampio. Poi c'è un'altra corrente di pensiero che dice che medicina personalizzata e target therapy sono la stessa cosa. Target therapy un farmaco che va a bersagliare una proteina mutata, quindi si tratta di un farmaco con un target preciso.
Personalized medicine: Ogni persona è unica con le proprie specificità biologiche, il proprio bagaglio di esperienze, abitudini e contesto sociale in cui vive. La medicina personalizzata è un insieme di strategie di prevenzione e trattamento che consentono un notevole miglioramento sia dal punto di vista medico che sociale ed economico, poiché tengono conto di ognuna delle caratteristiche che rendono ogni singolo individuo unico e diverso da tutti gli altri. Nella medicina del presente si propone una terapia per una determinata malattia, questa può avere un effetto positivo, nessun effetto, o addirittura un effetto negativo su pazienti diversi. Nella 2medicina del futuro, idealmente, verrà proposta una terapia diversa in base sia alla malattia che alle caratteristiche intrinseche di ogni paziente, in modo tale da avere un risultato finale di benessere comune.
Intelligenza artificiale artificial intelligence machine learning data science deep learning big data data analytics L'intelligenza artificiale è la capacità di una macchina di utilizzare reti neurali in grado di ragionare, imparare, correggersi e prendere delle decisioni. Quindi deve capire e interpretare i dati (ci sarà il machine learning in questo ambito), imparare e poi prendere decisioni intelligenti. Un abito della medicina in cui l'intelligenza artificiale è più brava del medico è l'imaging, oppure nelle tecniche dove è richiesta una grandissima precisione per lungo tempo. Però bisogna inserire tanti dati.
Machine learning Come si fa affinché una macchina impari? Quello che serve per un buon machine learning è avere un'enorme quantità di dati che si sanno già interpretare, che è quello che alla macchina serve per fare training (qualsiasi tipo di dati: radiografia, TAC, emocromo, dato molecolare). La macchina elabora dei pattern all'interno di questi dati che associa a quell'informazione portata da questo pattern. All'inizio è l'operatore che dà l'informazione e poi per emulazione di pattern che ha riconosciuto precedentemente elabora nuovi dati e si va a vedere se ci sono questi pattern. Il machine learning usa algoritmi che introducono nuove informazioni e, grazie a questi algoritmi, riesce a individuare nuovi pattern rispetto a quelli precedenti. È qui che aumenta l'esperienza della macchina. Questa esperienza può essere utilizzata per l'intelligenza artificiale, cioè che prende decisioni senza che ci sia un intervento dell'operatore, nel senso di dare un ulteriore supporto all'algoritmo. Però c'è un problema: i dati richiesti sono tanti e devono essere di buona qualità, soprattutto in ambito biomedico. Ora ce ne sono tanti ma ancora molto grezzi e quindi le macchine trovano man mano pattern, ma sono ancora molto lontani da quei profili che poi daranno le informazioni, che è quello che serve negli esami di laboratorio.
I big data sono sostanzialmente i dati, il modo in cui vengono caricati e i metodi che vengono utilizzati per processarli. Questi processi di per sé non hanno nulla di intelligente, ma sono fondamentali per fare machine learning. È ovvio che tutto ciò richiede grandi potenze di memoria e di calcolo. Questa immagine può far capire l'enormità di informazioni che ci travolgono. Quello che fa più riflettere è che ci si sta dirigendo velocemente verso questa produzione di dati e non solo in ambito biomedico, anche se questo contribuisce enormemente (1,7 megabytes di informazioni ogni secondo per ogni essere umano presente sul pianeta).
Byte (1) A grain of rice Kilobyte (10^3) A cup of rice Megabyte (10^6) 8 bags of rice Gigabyte (10^9) 3 trucks of rice Terabyte (10^12) 2 container ships of rice Petabyte (10^15) The Manhattan Island covered in rice Exabyte (10^18) The area of West Coast in U.S covered in rice Zettabyte (10^21) The Pacific Ocean filled with rice Yottabyte (10^24) A ball of rice the size of Earth 3