Orale Storia: dall'Unificazione d'Italia alla Guerra Fredda e anni 2000

Documento da Aaras su Orale Storia. Il Pdf, di livello universitario e materia Storia, copre l'Unificazione d'Italia, la Guerra Fredda e gli anni 2000, includendo il Piano Marshall e le dinamiche geopolitiche internazionali.

Mostra di più

51 pagine

AARAS 2024
ORALE
STORIA
STORIA
1. L'Unificazione dell’Italia dal 1848 al 1870
2. Il contesto politico-economico dell’Europa dopo il Congresso di Berlino
3. Imperialismo e colonialismo
4. La Prima Guerra Mondiale
5. La Rivoluzione Russa
6. La crisi del dopoguerra in Italia ed il regime fascista
7. La Germania del dopoguerra ed il nazismo
8. La situazione internazionale fra le due guerre mondiali
9. La Seconda Guerra Mondiale
10. Il secondo dopoguerra
11. La divisione del mondo e l’avvento della “Guerra Fredda”
12. L’ONU
13. Il nuovo assetto geo-politico mondiale
14. Il Piano Marshall
15. Il dopoguerra nell’Europa occidentale
16. La “Guerra Fredda”
17. L’Italia dal 1945 al 1948: il sopravvento del moderatismo
18. Il Medio Oriente nel secondo dopoguerra: problemi politici, economici e
religiosi
19. I due blocchi verso la coesistenza
20. Sviluppo del processo di decolonizzazione
21. USA e URSS dalla “Guerra Fredda” alla difficile coesistenza
22. La fine del colonialismo franco-britannico
23. Il conflitto arabo-israeliano
24. Decolonizzazione e “Terzo Mondo”
25. Gli anni ’80: dalla ripresa della Guerra Fredda alla caduta dei regimi comunisti
europei
26. Gli anni ’90
a. La Prima Guerra del Golfo
b. Il conflitto nella ex Jugoslavia
27. Gli anni 2000
a. Lo scenario geopolitico internazionale
b. Le missioni/attività in corso

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

AARAS 2024

Virtute tenus siderum ORALE

STORIA

  1. L'Unificazione dell'Italia dal 1848 al 1870
  2. Il contesto politico-economico dell'Europa dopo il Congresso di Berlino
  3. Imperialismo e colonialismo
  4. La Prima Guerra Mondiale
  5. La Rivoluzione Russa
  6. La crisi del dopoguerra in Italia ed il regime fascista
  7. La Germania del dopoguerra ed il nazismo
  8. La situazione internazionale fra le due guerre mondiali
  9. La Seconda Guerra Mondiale
  10. Il secondo dopoguerra
  11. La divisione del mondo e l'avvento della "Guerra Fredda"
  12. L'ONU
  13. Il nuovo assetto geo-politico mondiale
  14. Il Piano Marshall
  15. Il dopoguerra nell'Europa occidentale
  16. La "Guerra Fredda"
  17. L'Italia dal 1945 al 1948: il sopravvento del moderatismo
  18. Il Medio Oriente nel secondo dopoguerra: problemi politici, economici e religiosi
  19. I due blocchi verso la coesistenza
  20. Sviluppo del processo di decolonizzazione
  21. USA e URSS dalla "Guerra Fredda" alla difficile coesistenza
  22. La fine del colonialismo franco-britannico
  23. Il conflitto arabo-israeliano
  24. Decolonizzazione e "Terzo Mondo"
  25. Gli anni '80: dalla ripresa della Guerra Fredda alla caduta dei regimi comunisti europei
  26. Gli anni '90
    1. La Prima Guerra del Golfo
    2. Il conflitto nella ex Jugoslavia
  27. Gli anni 2000
    1. Lo scenario geopolitico internazionale
    2. Le missioni/attività in corso

L'UNIFICAZIONE DELL'ITALIA DAL 1848 AL 1870

L'unificazione dell'Italia, conosciuta anche come Risorgimento, è quel lungo e complesso processo storico, politico e militare che portò, nel giro di poco più di vent'anni, alla creazione dello Stato italiano moderno. Si sviluppò a partire dal 1848, con la Prima guerra d'indipendenza, e si concluse nel 1870 con la presa di Roma. Nel 1848, la penisola italiana era divisa in numerosi stati, molti dei quali sotto l'influenza o il controllo diretto di potenze straniere, in particolare dell'Impero austriaco, che dominava l'Italia settentrionale. I principali stati erano:

  • Il Regno di Sardegna, con Piemonte, Liguria e Sardegna, retto dalla dinastia Savoia;
  • Il Regno delle Due Sicilie, che occupava tutto il Meridione ed era governato dai Borbone;
  • Lo Stato Pontificio, governato dal Papa Pio IX, che si estendeva nel centro della penisola;
  • I ducati di Modena, Parma e il Granducato di Toscana, sotto forte influenza austriaca;
  • Il Regno Lombardo-Veneto, parte integrante dell'Impero austriaco.

Questa frammentazione rendeva impossibile parlare di una vera "Italia". Eppure, già da decenni si diffondevano idee patriottiche e liberali: intellettuali come Giuseppe Mazzini con la Giovine Italia, chiedevano un'Italia unita, indipendente e repubblicana. Ma il sogno sembrava ancora lontano.

  • Prima guerra d'indipendenza (1848-1849) Nel 1848 l'Europa fu travolta da una serie di rivoluzioni. Anche in Italia, nelle città del Nord, la popolazione insorse:
  • A Milano, dal 18 al 22 marzo 1848, le Cinque Giornate videro la popolazione urbana scontrarsi duramente con le truppe del generale Radetzky, riuscendo a costringerle a ritirarsi.
  • A Venezia, fu proclamata la Repubblica di San Marco, guidata da Daniele Manin.
  • Anche in Toscana e nel Regno delle Due Sicilie vennero concesse Costituzioni da parte dei sovrani. Sull'onda dell'entusiasmo patriottico, Carlo Alberto, re del Regno di Sardegna, dichiarò guerra all'Austria, dando inizio alla Prima guerra d'indipendenza. Si trattava di una guerra condotta da uno Stato contro l'Austria, ma sostenuta moralmente da gran parte degli italiani. I piemontesi ottennero iniziali successi, tra cui:
  • la battaglia di Goito (30 maggio 1848),
  • la presa di Peschiera, ma vennero poi sconfitti nella battaglia di Custoza (24-25 luglio 1848). Nel 1849, dopo una temporanea tregua, le ostilità ripresero ma si conclusero con una disastrosa sconfitta a Novara (23 marzo 1849), dove l'esercito piemontese venne battuto ancora una volta da Radetzky. Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II, che divenne re. Nonostante la sconfitta, l'idea di una nazione italiana era ormai radicata.

Seconda guerra d'indipendenza (1859)

La svolta arrivò dieci anni dopo, con l'azione di Camillo Benso, conte di Cavour, primo ministro del Regno di Sardegna. Uomo pragmatico e moderno, Cavour sapeva che per cacciare l'Austria serviva l'aiuto di una potenza straniera. Nel 1858, incontrò segretamente Napoleone III, imperatore di Francia, e stipulò gli Accordi di Plombières: la Francia avrebbe aiutato il Piemonte in caso di guerra con l'Austria, in cambio di Nizza e Savoia. Nel 1859, Cavour provocò diplomaticamente l'Austria, che reagì inviando un ultimatum. Il rifiuto piemontese segnò l'inizio della Seconda guerra d'indipendenza. Questa volta, l'Italia fu affiancata dalla Francia, e le truppe combatterono fianco a fianco:

  • Battaglia di Montebello (20 maggio 1859): prima vittoria franco-piemontese,
  • Battaglia di Palestro (30-31 maggio),
  • Battaglia di Magenta (4 giugno), in cui gli austriaci furono costretti a ritirarsi,
  • Battaglia di Solferino e San Martino (24 giugno): scontro durissimo e sanguinoso, in cui le truppe italiane e francesi vinsero ma a prezzo di moltissime perdite. Dopo Solferino, Napoleone III si spaventò e firmò l'armistizio di Villafranca con l'Austria: la Lombardia venne ceduta alla Francia, che poi la girò al Piemonte. Il Veneto rimase austriaco. Cavour, indignato, si dimise temporaneamente. Ma il processo era partito: in pochi mesi, grazie a plebisciti popolari, si unirono al Piemonte anche:
  • Emilia-Romagna,
  • Toscana,
  • Modena e Parma.

Spedizione dei Mille (1860)

Intanto, nel Sud Italia, il Regno delle Due Sicilie era ancora nelle mani dei Borbone. Ma la situazione era instabile e il malcontento diffuso. Giuseppe Garibaldi, sostenuto da patrioti e da parte dello stesso Cavour (che lo aiutò in segreto), organizzò un'impresa audace: la Spedizione dei Mille. Il 5 maggio 1860, partì da Quarto con circa 1.089 volontari, tra cui tanti giovani studenti, intellettuali e veterani. Dopo lo sbarco a Marsala (11 maggio), Garibaldi ottenne subito:

  • la vittoria di Calatafimi (15 maggio),
  • la presa di Palermo (27 maggio),
  • la marcia su Catania, poi l'attraversamento dello Stretto di Messina,
  • l'ingresso trionfale a Napoli (7 settembre). Con il sostegno popolare, in pochi mesi Garibaldi conquistò tutto il Sud. Il 26 ottobre 1860, a Teano, consegnò simbolicamente il Sud a Vittorio Emanuele II, che incontrò a cavallo.

Proclamazione del Regno d'Italia (1861)

Il 17 marzo 1861, il Parlamento nazionale riunito a Torino proclamò ufficialmente la nascita del Regno d'Italia. Re fu Vittorio Emanuele II, ma con titolo mantenuto "secondo", per rispetto della monarchia sabauda. Mancavano ancora: .

  • il Veneto,
  • il Lazio, con Roma sotto controllo papale.

Terza guerra d'indipendenza (1866)

Nel 1866, scoppiò la guerra tra Prussia e Austria. L'Italia si alleò con la Prussia nella speranza di ottenere il Veneto. Fu una guerra sfortunata per l'Italia:

  • Sconfitta a Custoza (24 giugno 1866),
  • Disfatta navale a Lissa (20 luglio), nonostante la superiorità numerica. Ma la vittoria prussiana a Sadowa costrinse comunque l'Austria a cedere il Veneto, tramite la Francia, che lo passò all'Italia dopo un plebiscito.

Presa di Roma (1870)

Il completamento dell'unità avvenne nel 1870. Roma, simbolo dell'unità, era ancora sotto il controllo del Papa Pio IX, difeso da un corpo militare francese. Ma quando la Francia fu sconfitta dalla Prussia, e le truppe francesi lasciarono Roma, l'Italia agì. Il 20 settembre 1870, l'esercito italiano entrò a Roma attraverso la breccia di Porta Pia. Dopo un plebiscito, Roma fu annessa e nel 1871 divenne capitale del Regno d'Italia.

RECAP

  • 1848-1849 -> Prima guerra d'indipendenza -> sconfitta, ma inizio del Risorgimento
  • 1859 -> Seconda guerra d'indipendenza -> conquista della Lombardia
  • 1860 -> Spedizione dei Mille -> unione del Sud al Regno
  • 1861 -> Nascita del Regno d'Italia
  • 1866 -> Terza guerra d'indipendenza -> annessione del Veneto
  • 1870 -> Presa di Roma -> capitale e unificazione completata

IL CONTESTO POLITICO-ECONOMICO DELL'EUROPA DOPO IL CONGRESSO DI BERLINO (1878)

Per comprendere il quadro europeo dopo il Congresso di Berlino, è importante partire dalla sua natura e finalità: si trattò di una conferenza diplomatica internazionale, svoltasi nella capitale tedesca tra il 13 giugno e il 13 luglio 1878, convocata per rivedere e modificare il Trattato di Santo Stefano, firmato tra la Russia e l'Impero Ottomano dopo la guerra russo-turca del 1877-78. Il trattato, infatti, aveva concesso ampie conquiste territoriali alla Russia, tra cui la creazione di una Grande Bulgaria sotto forte influenza russa, suscitando grande preoccupazione negli altri imperi europei, soprattutto Gran Bretagna e Austria-Ungheria, timorose di un'espansione russa nei Balcani e dell'accesso al Mediterraneo. Il Congresso di Berlino, presieduto dal cancelliere tedesco Otto von Bismarck, aveva l'obiettivo di riequilibrare la situazione e contenere l'influenza russa. Fu uno degli snodi principali della politica estera europea nella seconda metà dell'Ottocento e segna una svolta importante nei rapporti internazionali, oltre a influenzare profondamente l'equilibrio economico e politico dei decenni successivi.

Conseguenze politiche immediate

Le principali decisioni del congresso riguardarono la ristrutturazione politica dei Balcani, ma con forti ricadute in tutta Europa:

  • La Bulgaria fu ridimensionata e divisa in due entità: una sotto formale sovranità ottomana, ma autonoma, e l'altra sotto controllo diretto dell'Impero Ottomano.
  • L'Austria-Ungheria ottenne il controllo amministrativo della Bosnia-Erzegovina, formalmente ancora ottomana, ma in realtà governata da Vienna.
  • La Serbia, il Montenegro e la Romania ottennero l'indipendenza formale dall'Impero Ottomano.
  • La Gran Bretagna ottenne l'amministrazione dell'isola di Cipro, strategica per il controllo del Mediterraneo orientale.

Queste decisioni ridussero notevolmente l'influenza ottomana in Europa e crearono una forte tensione nei Balcani, dando vita a un nazionalismo crescente che avrebbe poi portato alle guerre balcaniche e, infine, allo scoppio della Prima guerra mondiale. Inoltre, il Congresso alimentò il risentimento della Russia, che si sentì defraudata dei propri successi militari, e avviò un progressivo raffreddamento nei rapporti con la Germania, fino alla rottura dell'alleanza dei Tre Imperatori (Germania, Russia, Austria). In altre parole, il Congresso di Berlino garantì un equilibrio temporaneo ma fragile, fondato più sulla diplomazia delle grandi potenze che sulla volontà dei popoli coinvolti.

Ripercussioni economiche e strategiche

Sul piano economico, il Congresso non produsse accordi diretti in materia finanziaria, ma le sue conseguenze territoriali e geopolitiche influenzarono indirettamente:

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.