Documento da Aaras su Orale Storia. Il Pdf, di livello universitario e materia Storia, copre l'Unificazione d'Italia, la Guerra Fredda e gli anni 2000, includendo il Piano Marshall e le dinamiche geopolitiche internazionali.
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Virtute tenus siderum ORALE
L'unificazione dell'Italia, conosciuta anche come Risorgimento, è quel lungo e complesso processo storico, politico e militare che portò, nel giro di poco più di vent'anni, alla creazione dello Stato italiano moderno. Si sviluppò a partire dal 1848, con la Prima guerra d'indipendenza, e si concluse nel 1870 con la presa di Roma. Nel 1848, la penisola italiana era divisa in numerosi stati, molti dei quali sotto l'influenza o il controllo diretto di potenze straniere, in particolare dell'Impero austriaco, che dominava l'Italia settentrionale. I principali stati erano:
Questa frammentazione rendeva impossibile parlare di una vera "Italia". Eppure, già da decenni si diffondevano idee patriottiche e liberali: intellettuali come Giuseppe Mazzini con la Giovine Italia, chiedevano un'Italia unita, indipendente e repubblicana. Ma il sogno sembrava ancora lontano.
La svolta arrivò dieci anni dopo, con l'azione di Camillo Benso, conte di Cavour, primo ministro del Regno di Sardegna. Uomo pragmatico e moderno, Cavour sapeva che per cacciare l'Austria serviva l'aiuto di una potenza straniera. Nel 1858, incontrò segretamente Napoleone III, imperatore di Francia, e stipulò gli Accordi di Plombières: la Francia avrebbe aiutato il Piemonte in caso di guerra con l'Austria, in cambio di Nizza e Savoia. Nel 1859, Cavour provocò diplomaticamente l'Austria, che reagì inviando un ultimatum. Il rifiuto piemontese segnò l'inizio della Seconda guerra d'indipendenza. Questa volta, l'Italia fu affiancata dalla Francia, e le truppe combatterono fianco a fianco:
Intanto, nel Sud Italia, il Regno delle Due Sicilie era ancora nelle mani dei Borbone. Ma la situazione era instabile e il malcontento diffuso. Giuseppe Garibaldi, sostenuto da patrioti e da parte dello stesso Cavour (che lo aiutò in segreto), organizzò un'impresa audace: la Spedizione dei Mille. Il 5 maggio 1860, partì da Quarto con circa 1.089 volontari, tra cui tanti giovani studenti, intellettuali e veterani. Dopo lo sbarco a Marsala (11 maggio), Garibaldi ottenne subito:
Il 17 marzo 1861, il Parlamento nazionale riunito a Torino proclamò ufficialmente la nascita del Regno d'Italia. Re fu Vittorio Emanuele II, ma con titolo mantenuto "secondo", per rispetto della monarchia sabauda. Mancavano ancora: .
Nel 1866, scoppiò la guerra tra Prussia e Austria. L'Italia si alleò con la Prussia nella speranza di ottenere il Veneto. Fu una guerra sfortunata per l'Italia:
Il completamento dell'unità avvenne nel 1870. Roma, simbolo dell'unità, era ancora sotto il controllo del Papa Pio IX, difeso da un corpo militare francese. Ma quando la Francia fu sconfitta dalla Prussia, e le truppe francesi lasciarono Roma, l'Italia agì. Il 20 settembre 1870, l'esercito italiano entrò a Roma attraverso la breccia di Porta Pia. Dopo un plebiscito, Roma fu annessa e nel 1871 divenne capitale del Regno d'Italia.
Per comprendere il quadro europeo dopo il Congresso di Berlino, è importante partire dalla sua natura e finalità: si trattò di una conferenza diplomatica internazionale, svoltasi nella capitale tedesca tra il 13 giugno e il 13 luglio 1878, convocata per rivedere e modificare il Trattato di Santo Stefano, firmato tra la Russia e l'Impero Ottomano dopo la guerra russo-turca del 1877-78. Il trattato, infatti, aveva concesso ampie conquiste territoriali alla Russia, tra cui la creazione di una Grande Bulgaria sotto forte influenza russa, suscitando grande preoccupazione negli altri imperi europei, soprattutto Gran Bretagna e Austria-Ungheria, timorose di un'espansione russa nei Balcani e dell'accesso al Mediterraneo. Il Congresso di Berlino, presieduto dal cancelliere tedesco Otto von Bismarck, aveva l'obiettivo di riequilibrare la situazione e contenere l'influenza russa. Fu uno degli snodi principali della politica estera europea nella seconda metà dell'Ottocento e segna una svolta importante nei rapporti internazionali, oltre a influenzare profondamente l'equilibrio economico e politico dei decenni successivi.
Le principali decisioni del congresso riguardarono la ristrutturazione politica dei Balcani, ma con forti ricadute in tutta Europa:
Queste decisioni ridussero notevolmente l'influenza ottomana in Europa e crearono una forte tensione nei Balcani, dando vita a un nazionalismo crescente che avrebbe poi portato alle guerre balcaniche e, infine, allo scoppio della Prima guerra mondiale. Inoltre, il Congresso alimentò il risentimento della Russia, che si sentì defraudata dei propri successi militari, e avviò un progressivo raffreddamento nei rapporti con la Germania, fino alla rottura dell'alleanza dei Tre Imperatori (Germania, Russia, Austria). In altre parole, il Congresso di Berlino garantì un equilibrio temporaneo ma fragile, fondato più sulla diplomazia delle grandi potenze che sulla volontà dei popoli coinvolti.
Sul piano economico, il Congresso non produsse accordi diretti in materia finanziaria, ma le sue conseguenze territoriali e geopolitiche influenzarono indirettamente: