Documento dalla Guardia di Finanza sul programma di Storia per la Prova Orale del Concorso Allievi Marescialli Guardia di Finanza. Il Pdf copre l'unificazione d'Italia dal 1848 al 1870 e la storia della Resistenza italiana, utile per la preparazione a concorsi pubblici di Storia.
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1 - L'unificazione dell'Italia nel contesto europeo dal 1848 al 1870. Il periodo compreso tra il 1848 e il 1870 è definito Risorgimento; con questo termine gli storici indicano le guerre combattute dagli italiani per il raggiungimento dell'indipendenza e dell'unità. Nel 1848 ci fu un'ondata di moti insurrezionali che sconvolse non solo l'Italia ma anche l'Europa; alla loro guida si pose la borghesia con lo scopo di abbattere le monarchie assolute e affermare governi liberali. Si parla infatti dei "Moti del '48" o "Primavera dei popoli", ad indicare la partecipazione delle classi popolari alle lotte.
La prima agitazione europea si ebbe proprio in Italia, nel Regno delle Due Sicilie, dove i palermitani insorsero contro le truppe borboniche che furono costrette ad abbandonare Palermo; l'insurrezione in breve tempo si estese in tutte le altre regioni e a Napoli, e Ferdinando II fu costretto a concedere ai sudditi una costituzione e a riconoscere l'indipendenza della Sicilia. La notizia si diffuse presto in tutta Italia e prima Leopoldo II di Toscana, poi Carlo Alberto e infine Pio IX furono indotti anch'essi a concedere costituzioni per evitare sommosse e scontri.
Tra le varie costituzioni la più importante fu lo Statuto Albertino concesso da Carlo Alberto nel Regno di Sardegna. Esso infatti oltre ad introdurre il Parlamento (formato da un Senato e da una Camera dei deputati), riconosceva alcuni diritti fondamentali tra cui: il diritto di libertà individuale, il diritto dell'inviolabilità del domicilio, il diritto di proprietà, di riunione e di stampa. Tale statuto nel 1861 sarà esteso a tutto il Regno d'Italia.
Nel regno Lombardo-Veneto sotto dominio austriaco la prima insurrezione avvenne a Venezia, dove venne cacciato il presidio austriaco e venne costituito un governo rivoluzionario guidato dal patriota Daniele Manin, che fondò una repubblica autonoma: la Repubblica Veneta. A Milano dopo cinque giorni di lotta (18-22 marzo), passate alla storia come le "cinque giornate di Milano", i rivoltosi riuscirono a far ritirare le truppe austriache del maresciallo Radetzky. Il patriota Carlo Cattaneo che aveva coordinato l'insurrezione costituì un governo provvisorio per instaurare la Repubblica e fece appello ai volontari di tutti gli stati italiani perché aiutassero i milanesi a cacciare gli austriaci.
Il re Carlo Alberto, che non poteva tollerare che fosse instaurata una Repubblica ai confini del suo Stato, dichiarò guerra all'Austria al fine di annettere il territorio lombardo-veneto al Regno di Sardegna. Il 23 marzo 1848 il re Carlo Alberto dichiarò guerra all'Austria, scoppiò così la prima guerra di indipendenza. Dopo una serie di vittorie importanti come l'occupazione di Milano e l'espugnazione della fortezza di Peschiera, l'esercito piemontese subì una pesantissima sconfitta a Custoza da parte delle truppe austriache guidate dal maresciallo Radetzky. Venne firmato l'armistizio di Salasco, dal nome del generale italiano che lo firmò. Gli austriaci rioccuparono Milano.
Nel 1849 scoppiarono insurrezioni a Roma e a Firenze; Papa Pio IX e Leopoldo II (Granduca di Toscana), furono costretti alla fuga. A Roma, Mazzini e altri repubblicani diedero vita all'esperimento democratico più avanzato di tutto il Risorgimento: un governo rivoluzionario, guidato dallo stesso Mazzini, dopo aver abolito il potere temporale del Papa e decretata la più ampia libertà di stampa, proclamò la Repubblica ed elaborò una costituzione, che venne approvata il 3 luglio 1849. Nei combattimenti di Roma si era messo in luce un ufficiale di marina di Nizza, Giuseppe Garibaldi. Nacquero così la Repubblica Romana e la Repubblica Toscana.
Carlo Alberto nel 1849 ruppe la tregua e riprese la guerra contro l'Austria ma venne sconfitto a Novara. Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II che stipulò un armistizio 1PROGRAMMA DI STORIA PER LA PROVA ORALE DEL CONCORSO ALLIEVI MARESCIALLI GUARDIA DI FINANZA (armistizio di Vignale) con l'Austria riuscendo a conservare l'integrità del Regno di Sardegna, nonostante parte del Piemonte era stata occupata dagli austriaci.
Ci furono numerose insurrezioni popolari a favore della prosecuzione della guerra, la più famosa fu quella di Brescia contro gli austriaci (detta insurrezione delle "dieci giornate"). Brescia, dopo dieci giorni di eroica resistenza che le valsero l'appellativo di "leonessa d'Italia", ricadde sotto il dominio austriaco. Nella metà del 1849 in Italia ritornò l'assolutismo monarchico:
I moti del 48 si conclusero abbastanza velocemente, ma le vittime furono ingenti. La Primavera dei popoli si rivelò in ultima analisi un sanguinoso fallimento, ad eccezione della concessione dello Statuto Albertino nel Regno di Sardegna da parte di Carlo Alberto di Savoia, in quanto fu l'unica costituzione tra quelle concesse a non essere revocata, destinata a diventare la Costituzione del Regno d'Italia.
Nel 1848 scoppiarono rivolte anche in altri Paesi, come in Francia dove la prima scintilla rivoluzionaria scoppiò a Parigi contro la monarchia di Luigi Filippo, che fu costretto ad abbandonare la capitale. Venne così istituito un governo provvisorio che proclamò la Repubblica. La rivoluzione in Francia ebbe caratteristiche diverse rispetto a quella scoppiata in Italia. Infatti mentre in Italia le rivoluzioni assunsero toni liberali cioè volti ad abolire monarchie assolute per instaurare governi più democratici, rispettosi delle libertà individuali, dell'uguaglianza e dei diritti civili; in Francia la rivoluzione ebbe carattere soprattutto sociale, anche perché il re Luigi Filippo aveva già concesso una costituzione e quindi riconosciuto al popolo diritti e libertà. Ad insorgere infatti furono soprattutto gli operai delle fabbriche, scontenti per le gravi condizioni economiche in cui versavano e per l'assenza di tutele in ambito lavorativo. I primi atti del governo repubblicano furono: riduzione dell'orario di lavoro, creazione di aziende nazionali e introduzione del suffragio universale maschile. Nel 1849 si tennero le elezioni per la presidenza della Repubblica che vennero vinte da Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone I, che di lì a breve diventerà Imperatore di Francia col nome di Napoleone III.
Negli anni '50 dell'800 ci furono tre eventi importanti: nel 1857 il napoletano Carlo Pisacane, dopo aver liberato un centinaio di detenuti rinchiusi sull'isola di Ponza, sbarcò a Sapri e tentò di far insorgere la popolazione della Campania contro le truppe borboniche ma venne sconfitto. Egli fu uno dei pochissimi protagonisti del Risorgimento ad affermare che l'indipendenza italiana si sarebbe potuta realizzare solo con la collaborazione delle masse contadine. Nel 1858 un ex-mazziniano, Felice Orsini, attento alla vita di Napoleone III lanciando contro la sua carrozza un ordigno (la famosa bomba all'Orsini, primo prototipo di bomba a mano), ma l'imperatore rimase illeso. Orsini venne arrestato e fucilato.
Nel 1859 scoppiò la seconda guerra d'indipendenza. L'anno precedente Cavour (divenuto capo di governo nel 1852) firmò con Napoleone III gli accordi di Plombières (1858), in base ai quali la Francia sarebbe intervenuta in aiuto del Piemonte, solo nel caso in cui fosse stato attaccato dall'Austria. La Francia avrebbe ottenuto in cambio del sostegno militare i territori di Nizza e Savoia. Cavour, con un chiaro atteggiamento provocatorio, raduno l'esercito lungo il confine tra Piemonte e Lombardia; l'Austria cadde nella provocazione e con un "ultimatum" intimo a Cavour di smobilitare 2PROGRAMMA DI STORIA PER LA PROVA ORALE DEL CONCORSO ALLIEVI MARESCIALLI GUARDIA DI FINANZA l'esercito. Cavour respinse l'ultimatum, così il 27 giugno 1859 l'esercito austriaco, guidato dal generale Gyulai passò il Ticino e attaccò il Piemonte. Scoppiò la seconda guerra di indipendenza. I piemontesi, aiutati da Napoleone III, ottennero due grandi vittorie nella battaglia di Magenta e nelle battaglie di San Martino e Solferino, grazie alle quali liberarono la Lombardia. Napoleone III, invece di continuare la guerra e di aiutare gli italiani a liberare anche il Veneto, firmò con gli austriaci l'armistizio di Villafranca in base al quale gli austriaci cedettero la Lombardia alla Francia che la girò all'Italia. Nizza e Savoia però non venero cedute subito ai francesi, in quanto gli accordi di Plombières risultavano nulli per via del ritiro francese. Cavour allora stipulò nel 1860 un nuovo accordo con Napoleone III, che prevedeva la cessione di Nizza e Savoia alla Francia in cambio del riconoscimento da parte di quest'ultima delle annessioni dell'Emilia, della Romagna e della Toscana. Grazie ai plebisciti, nel 1860 i ducati emiliani e il Granducato di Toscana (dove le pressioni popolari avevano spinto i rispettivi duchi a fuggire o ad accettare l'annessione) vennero annessi al regno di Sardegna e nello stesso anno anche la Romagna si staccò dallo Stato Pontificio ed entrò a far parte del regno. Il nuovo Regno di Sardegna risultava così formato da sei regioni: Piemonte, Liguria, Sardegna, Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna.
Un evento importante del 1860 fu la spedizione dei mille intrapresa da Giuseppe Garibaldi. La corrente democratica e i mazziniani ritenevano che l'unità della penisola non si poteva fermare all'Italia centrale ma che era necessario conquistare anche il Sud. Venne formato così il Partito d'Azione, che scelse Garibaldi per avviare la spedizione. Nel 1860 Garibaldi, con luogotenente Nino Bixio, intraprese una spedizione contro il Regno delle Due Sicilie. I garibaldini partirono da Quarto, presso Genova, per poi sbarcare in Sicilia a Marsala l'11 maggio 1860. Il primo scontro con l'esercito borbonico avvenne a Calatafimi il 15 maggio; seguirono altre due importanti vittorie, a Palermo (maggio 1860) e a Milazzo (luglio 1860). Garibaldi passò lo stretto di Messina e puntò su Napoli dove entrò da trionfatore il 7 settembre. Il re Francesco II si rifugio a Gaeta, che fu l'ultima città del Regno delle Due Sicilie a cadere. L'ultimo scontro avvenne nei pressi del fiume Volturno e segnò il definitivo trionfo di Garibaldi, il quale decise di spingersi fino a Roma per liberarla dal controllo del Papa e unirla al nascente Regno d'Italia. Garibaldi considerava Roma la capitale naturale dell'Italia unita, sia per motivi storici che simbolici, e riteneva fondamentale sottrarla al dominio temporale del Papa, che però godeva dell'appoggio della Francia. Cavour, preoccupato della reazione francese, decise di fermare l'avanzata di Garibaldi verso Roma, ma per attuare il piano doveva necessariamente attraversare i territori dello Stato Pontificio. Riuscì dunque a convincere Napoleone III che soltanto l'invasione dello Stato pontificio da parte dell'esercito piemontese avrebbe impedito a Garibaldi di occupare Roma. Così l'esercito piemontese guidato dal re Vittorio Emanuele II, dopo aver sconfitto l'esercito pontificio a Castelfidardo e occupato le Marche e l'Umbria, penetrò nel Regno delle Due Sicilie per andare incontro a Garibaldi ed eventualmente fermarlo anche con lo scontro armato. Le Marche e l'Umbria con un plebiscito si staccarono dallo Stato Pontificio e vennero annesse allo Stato Sabaudo. Il 26 ottobre del 1860 Garibaldi e Vittorio Emanuele II, alla testa dei rispettivi eserciti, si incontrarono a Teano, in provincia di Caserta. Garibaldi rinuncio momentaneamente ad invadere Roma e consegno al re il Regno delle Due Sicilie da lui liberato. Garibaldi si ritirò in volontario esilio sull'isola di Caprera.
Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia. l'Italia diventava per la prima volta uno Stato unitario. Vittorio Emanuele II divenne primo re d'Italia. Tuttavia, non tutto il territorio era ancora unito: il Veneto, il Trentino e la Venezia Giulia erano sotto il controllo austriaco, mentre Roma e il Lazio sotto quello pontificio. 3