Documento dall'Università degli Studi di Roma Tor Vergata su Sintassi Normativa Latino. Il Pdf esplora la sintassi normativa del latino, coprendo il predicato, il soggetto, l'attributo, l'apposizione e i complementi predicativi, utile per lo studio della grammatica latina a livello universitario.
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Glottologia (Università degli Studi di Roma Tor Vergata) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Andrea B. (andreabianchi28884@gmail.com)Sintassi Normativa della Lingua Latina Traina - Bertotti
La proposizione è l'unità elementare del discorso che ha senso compiuto. È costituita da qualsiasi enunciato purché abbia senso compiuto, quindi anche interiezioni, esclamazioni o titoli. Gli elementi essenziali della proposizione sono il predicato e il soggetto. Ci sono casi in cui la proposizione è da considerarsi ellittica, ovvero incompleta, in quanto priva o del predicato o del soggetto o di entrambi questi elementi. Affinchè si abbia un senso compiuto occorre, quindi, sottintendere gli elementi mancanti desumendoli dal contesto. (Es. Chi ha parlato? [lo] ho parlato). Oltre al soggetto e al predicato ci sono altri elementi che costituiscono la proposizione, quali: l'attributo, l'apposizione, i complementi predicativi.
Il predicato: in una proposizione il predicato è l'evento o lo stato che si enuncia. Il predicato è convenzionalmente suddiviso in verbale o nominale. Il predicato verbale è costituito da un verbo, mentre il predicato nominale è costituito da un sostantivo, da un aggettivo o da un avverbio uniti ad una voce del verbo sum, che è chiamato copula. Vengono quindi chiamati copulativi, i verbi che si trovano quasi sempre uniti a sostantivi e aggettivi che ne completano il significato e che in latino vanno posti al caso nominativo. Es. Fortes fortuna adiuvat. La fortuna aiuta i coraggiosi. / Numquam est fidelis quam potente societas. Non è mai sicura l'alleanza col potente.
Il soggetto: in una proposizione il soggetto è il nome o l'espressione nominale a cui si riferisce il predicato. Può costituire soggetto di una proposizione anche una parola indeclinabile, insieme di più parole o un'intera proposizione. Se il soggetto è rappresentato da un pronome personale, il latino, in genere, lo omette. Es. Homo sum. Sono uomo non Homo ego sum. lo sono uomo. Anche l'italiano dice semplicemente "sono un uomo".
L'attributo: è definito attributo un aggettivo che qualifica (aggettivo qualificativo) o determina (aggettivo determinativo) un sostantivo, indipendentemente dal predicato. Il sostantivo può essere determinato anche da un avverbio con funzione attributiva. Es: Omnes retro principes. Tutti gli imperatori precedenti. La funzione attributiva è largamente impiegata in latino, attributi latini corrispondono spesso a sostantivi italiani preceduti da preposizione: Gallica bella - le guerre in Gallia. Marathonia pugna - la battaglia di Maratona.
L'apposizione: l'apposizione è un sostantivo che specifica un altro sostantivo, indipendentemente dal predicato e può a sua volta essere accompagnata da un attributo. Es. Garumna flumen. Il fiume Garonna. Syracusas, urbem ornatissima - Siracusa, città ricchissima.
Il complemento predicativo: "Il valoroso generale morì in battaglia", in questa frase l'aggettivo valoroso è attributo, in quanto esprime una qualità permanente del soggetto indipendentemente dal verbo. "Il generale morì da valoroso", in questa seconda frase, invece, l'aggettivo valoroso vale esclusivamente per il momento espresso dal verbo. Questa è la funzione predicativa, ben diversa falla funzione attributiva. Per complementi predicativi si intendono quindi quei sostantivi, aggettivi e participi che determinano insieme il predicato verbale e il soggetto (predicativo del soggetto), il predicato verbale e il complemento oggetto (predicativo dell'oggetto), il predicato verbale e altri complementi. La funzione del complemento predicativo è spesso simile a quella dell'avverbio. "Il generale morì da valoroso" si potrebbe dire "morì valorosamente". Così in latino, il complemento predicativo ha valore avverbiale. Mentre in italiano utilizziamo "da + agg", in latino, si utilizza l'avverbio, per cui: Facit prudenter lo traduciamo agisce da saggio e non agisce in maniera saggia. Da notare che in italiano il predicativo può essere preceduto da particelle "da", "per", "come", che This document is available free of charge on studocu Scaricato da Andrea B. (andreabianchi28884@gmail.com)normalmente mancano in latino. Tuttavia, il latino utilizza "ut" per introdurre: un paragone ipotetico, una causale, una limitazione.
La concordanza è l'accordo grammaticale che si stabilisce tra elementi della proposizione. In italiano esso si attua secondo la persona, il genere e il numero. In latino a questi tre si aggiunge l'accordo secondo il caso.
"Gran parte dei nemici furono fatti prigionieri". Come si vede a soggetti singolari corrispondono predicati plurali perché i sostantivi sono collettivi. È questa la concordanza a senso: un tipo di accordo che prevale sul legame grammaticale e tiene conto di quello che il sostantivo designa.
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Concordanza dell'attributo: l'attributo si accorda in genere, numero e caso col sostantivo al quale è unito. Se l'attributo è riferito a più sostantivi l'accordo si attua con uno solo dei sostantivi, generalmente col più vicino. Quando due o più attributi si riferiscono a un solo sostantivo, questo viene enunciato una sola volta e può trovarsi sia al singolare che al plurale. Inoltre, l'attributo può concordare con il sostantivo più lontano se è il più importante.
Concordanza dell'apposizione: l'apposizione concorda col sostantivo al quale si riferisce sempre nel caso e se possibile nel genere e nel numero. Se il sostantivo in apposizione è accompagnato da un attributo questo si accorda con esso. Es. Philisophia mater omnium artium. La filosofia, madre di tutte le scienze. Un'apposizione riferita a più sostantivi, viene posta al plurale. Es. Isara Rhodanusque amnes. I fiumi Isere e Rodano.
Concordanza del pronome: il pronome si accorda con il sostantivo al quale si riferisce in genere e numero, il caso è determinato dalla funzione che il pronome adempie nella proposizione in cui si trova. Il pronome che si riferisce a un'intera proposizione si pone al neutro. Es. Unum Balbo obicitur, natum esse Gadibus. Una sola cosa si rinfaccia a Balbo, l'essere nato a Cadice. Unum è al neutro perché si riferisce all'intera frase "l'essere nato a Cadice". Se riferito a più sostantivi, il pronome segue le norme già indicate per l'aggettivo del predicato nominale.
Casi di attrazione: - come in italiano si preferisce dire "questa è stoltezza" piuttosto che "ciò è stoltezza", allo stesso modo in latino si dice "haec stultitia est" piuttosto che "hoc stultitia est". Accade che il pronome di senso generico, che dovrebbe essere neutro, viene attratto dal genere del sostantivo che segue. - un pronome relativo esita nell'accordarsi con il suo antecedente e l'accordo col nome del predicato o col complemento predicativo, se sono di genere diverso: se la preposizione relativa è accessoria, il pronome si accorda col nome del predicato o con il complemento predicativo, se invece, è necessaria si accorda con l'antecedente.
Ogni nome adempie ad una funzione sintattica. Questa funzione è diversamente indicata in italiano e in latino. (Es. il tetto della casa > Tect-um aedi-um). L'italiano indica la funzione sintattica, dove le desinenze definiscono il genere e il numero. Mentre in latino la funzione è indicata dalle desinenze da sole. Dunque, per indicare le varie funzioni sintattiche il nome latino modifica la propria desinenza. This document is available free of charge on studocu Scaricato da Andrea B. (andreabianchi28884@gmail.com)